giovedì 17 aprile 2014

Il leone, la strega e l'armadio, C.S. Lewis (seconda parte)

Buon pomeriggio a tutti, lettori e bloggers! Oggi concluderò il saggio di Matt Brennan sull'analisi delle Cronache di Narnia, riprendendolo da dove l'avevo interrotto la volta scorsa.

Questo è seguito:
Forse il migliore esempio di arrendevolezza alla tentazione può essere trovato nel secondo libro delle "Cronache di Narnia" (la prima Cronaca, comunque, che Lewis scrisse): "Il leone, la strega e l'armadio". Il personaggio di Edmund combatte contro la tentazione per tutto il tempo in Narnia, e come Digory, la sua tentazione è la Strega Bianca. Diversamente dal "Nipote del mago", ad ogni modo, l'uso del tema della Tentazione, da parte di Lewis ne "Il leone, la strega e l'armadio" ha come fonte primaria le storie della tentazione sia di Gesù che di Giuda.

Mantenendo la precedente distinzione in mente, un attento esame del Nuovo Testamento dell'insegnamento riguardante la tentazione si dimostra utile. Giacomo illustra alcuni insegnamenti chiave del Cristianesimo riguardanti prove e tentazioni: "Il fratello di umili condizioni si rallegri della sua posizione, Lui [Dio] scelte di darci la vita attraverso la Parola della Verità e noi dobbiamo essere le primizie di tutto di ciò che Lui ha creato." (Giacomo 1:9,18). Quando scrisse di un un buon Cristiano che si ritrova faccia a faccia con la tentazione, Giacomo pone enfasi sulla giustizia di un uomo in una posizione umile. Lui da' anche molta importanza al concetto della "parola della Verità" nell'umanità. Il personaggio di Edmund aderisce a nessuno di questi due principi.

Il primo significativo peccato di Edmund è quello di soccombere alla tentazione della golosità (King, 1998). La Strega Bianca gli offre Delizie Turche. La descrizione della sua golosità e del comportamento decadente è molto chiaro: "At first Edmund tried to remeber that it was rude to speak with one's mouth full, but soon he forgot about this and thought only of trying to shovel down as much Turkish Delight as he could, and the more the ate the more he wanted to eat" Questa scena non mostra solo l'immagine di Eva soccombere alla tentazione mangiando il Frutto della Conoscenza, ma anche il Nuovo Testamento della teologia di Paolo: "molti vivono come nemici della Croce di Cristo. Il loro destino è la distruzione, il loro dio è il loro stomaco e la loro gloria è la loro vergogna. La loro mente è solo nelle cose terrene." (Filippo 3:18,19).

Edmund continua a riempire la sua mente con desideri terreni ma anche soccombendo alla tentazione di migliore la sua umile posizione (Giacomo 1:9) quando la Strega Bianca lo alletta con la prospettiva del principato: "I think I would like to make you the Prince - some day when you bring the others to visit me.". Questa tentazione del potere assomiglia molto alla storia di Gesù tentato da Satana nel deserto. Satana, come la Strega, tenta Gesù con il potere in cambio di un servizio: "Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:'Tutte queste cose io ti darò, se prostrandomi mi adorerai.'  (Matteo 4:8-9). In aggiunta a soccombere a queste varie tentazioni, Edmund decide di non rivelare la sua conoscenza della Strega ai suoi fratelli e alle sue sorelle e conseguentemente finisce col mentirgli riguardo la scoperta di Narnia: "Lucy and I have been playing - pretending that all her story about the country in the wardrobe is true". Facendo ciò, Edmund soddisfa l'antitesi delle virtù di Paolo del Buon Crisitano di fronte alla tentazione (Giacomo 1:18).

Lewis intreccia magistralmente questi temi biblici della tentazione con il personaggio di Edmund. Ma il personaggio di Edmund è, in effetti, molto più un allegoria di Giuda; il traditore (Matteo 26). Edmund tradisce i suoi fratelli e le sue sorelle e i Castori andando a cercare la Strega Bianca nel capitolo 8. Tutto ciò a cui riesce a pensare erano i suoi desideri e voleri terreni: "Turkish Delight and to be a prince". Confrontando questo mero bambino a Giuda, comunque, è una vera e propria allegoria di un romanzo per bambini. Per affrontare ciò Lewis crea l'idea della Strega dando ad Edmund Delizie Turche incantate: "She knew, though Edmund did not, that this was enchanted Turkish Delight and that anyone who tasted it would want more and more of it, and would even, if they were allowed, to gon on eating it till they kill themselves." Facendo desiderare ad Edmund le Delizie Turche la colpa della Strega non è sua, Lewis allevia alcune delle offese di Edmund, prendendo ancora una volta immagini bibliche e ammorbidendole per renderle piacevole al giovane pubblico. E alla fine, naturalmente, Edmund è perdonato per il suo tradimento; un evento che coinvolge i più importanti temi allegorici delle Cronache di Narnia: Aslan diventa sinonimo di Gesù Cristo.

Prima di continuare, bisogna dire che molti accademici sono andati troppo lontano nel decostruire le Cronache di Narnia; teorizzando circa cosa intedesse Lewis con i "veri" significati di tutte quelle immagini simboliche della Bibbia, analizzare i libri in questo modo è perdere il punto di vista di Lewis (Schakel, 1979, p.xiii). Nel 1954, a Lewis è stato chiesto di spiegare il parallelo di Asla-Cristo a dei ragazzi delle superiori del Maryland. Lui rispose: "Io non ho detto a me stesso: 'rappresentiamo Gesù come se Lui fosse nel nostro mondo per mezzo del leone in Narnia', ho detto: 'Supponiamo che ci sia una terra come Narnia e che il Figlio di Dio, nel momento in cui diventò Uomo nel nostro mondo, diventò un leone qui e dopo immaginare cosa potrebbe essere successo.'" Tenendo questo in mente, esso costituisce già di per sé una prolifica prova  da esaminare per capire come Lewis relazione Aslan al personaggio biblico di Gesù , perché l'analisi fornisce una migliore comprensione dell'abilità di Lewis: l'uso di motivi biblici per creare accattivanti storie per bambini.

Edmund incarna molte caratteristiche di Giuda, includendo anche le caratteristiche del tradimento, e la somiglianza di Aslan a Gesù è evidente nel modo in cui lui perdona Edmund. Lewis, comunque, ha specificatamente evitato l'allegoria di Gesù che non perdona Giuda (Marco 14:21) e invece si rivolge ai più generali insegnamenti Cristiani sul perdono: "Se qualcuno è colto in un peccato, tu sei responsabile della sua gentile rigenerazione...Porta entrambi agli oneri e in questo modo tu riempirai la legge di Cristo." (Gal 6:1-2). In questo modo, Lewis riesce a diluire la narrazione biblica in una lettura libera da sensi di colpa per i bambini. Il perdono di Aslan ad Edmund è espresso nel salvataggio di Edmund dalla Strega Bianca. La Strega, comunque, reclama la vita di Edmund come se fosse suo compito prenderla: "You at least know the Magic which the Emperor put inro Narnia at the very beginning. You know hat every traitor belongs to me as my lawful prey and that for every treachery I have a right to kill." . Aslan offre la propria vita in cambio di quella di Edmund, quest'azione è il peccato di Edmund, ma l'atto è anche quello simbolico del Cristo morente per i peccati dell'umanità. Il peccato di Edmund di tradimento diventa un simbolo per tutti i peccati umani e Aslan lo paga con la propria vita, come fece Cristo: "Mentre eravamo tutti peccatori, Dio morì per noi." (Rom 5:8). 

Questi eventi impostano la narrazione dell'esecuzione di Aslan. La precedente descrizione è molto simile, nell'immaginario comune, a quella della morte di Cristo nella Bibbia. Lucy e Susan, due dei quattro bambini protagonisti del romanzo, accompagnano Aslan alla sua esecuzione: "And both the girls cried bitterly (tough they hardly never knew why) and clung to the lion". Gesù stesso ebbe molti seguaci come i bambini: "Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che facevano lamento e cordoglio per lui." (Luca 23:27). Quando è nelle mani della Strega, Aslan è soggetto all'umiliazione e al ridicolo: "Stop!' said the Witch. 'Let him first be shaved'...They worked about his face putting on the muzzle...he was surroundend by the whole crowd of creatures kicking him, hitting him, spitting on him, jeering at him.". L'immaginario è, ancora una volta, notevolmente simile a quello dei Vangeli: "Gli uomini che tenevano Gesù lo schernivano percotendolo, poi lo bendarono e gli domandavano:'Indovina profeta, chi ti ha percosso?'. E dicevano molte altre cose su di lui, bestemmiando. (Luca 22:63-65).

La resurrezione di Aslan coinvolge lo stesso tipo di allusione biblica. Nel Vangelo di Luca, le donne che hanno seguito Gesù andarono alla sua tomba: "Ora, nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto, esse, e le altre donne con loro si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato. E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù." (Luca 24: 1-3) nello stesso modo, dopo che Lucy e Susan hanno tolto la museruola, esse lasciano la Tavola di Pietra dove lui ha subito l'esecuzione. Il mattino presto del giorno seguente loro ritornano alla Tavola di Pietra e la trovano rotta in due e un Aslan risorto stare davanti a loro. La rottura della Tavola di Pietra è ovviamente non così simile alla pietra della tomba di Gesù e come quest'ultima è la cortina del tempio ad essere lacerata. L'immagine è più allusiva ancora se si pensa alla rottura delle tavole contenenti i Comandamenti nel libro dell'Esodo. Quest'ultima correlazione, comunque, non è tanto un'allegoria esplicita quant'è l'esempio del comando di Lewis dell'immaginario biblico come un espediente letterario. 

Lewis, in seguito, ha ri-narrato la storia della morte e resurrezione di Gesù nel contesto di Aslan e di Narnia. Lui ha usato alcuni mezzi, comunque, per trasformare questo pesante contenuto in materiale per un romanzo per ragazzi. L'ovvia differenza nella rielaborazione di Lewis della storia biblica è l'uso di Aslan il leone e della regione di Narnia. C'è l'uso di un leone immaginario nella Bibbia:

  • "Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa, chi oserà farlo alzare?" (Genesi 49:9)
  • "La collera del re è simile al ruggito del leone, chiunque lo eccita rischia la vita" (Proverbi 20:2)
  • "Loro seguiranno il Signore, lui ruggirà come un leone." (Hosea 11:10)
Ma molto più importante è il riferimenti ai leoni nel Libro della Rivelazione (Libro dell'Apocalisse), in quanto si riferisce (noi lo crediamo) a Cristo: "Non piangere, ecco uno degli anziani della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto per aprire il libro e sciogliere i sette sigilli." (Apocalisse 5:5). Evidentemente, la scelta di Lewis di un leone per rappresentare Cristo non è completamente originale, comunque, per altre ragioni Lewis decise di scegliere quest'animale per rappresentare Gesù. Per esempio, forse lui presuppose che i bambini avrebbero compatito la morte di un animale che la morte di una figura storica. Lewis usa una simile tecnica usando la "Profonda Magia" (eng: Deep Magic) per spiegare i miracolosi eventi che hanno luogo, come la resurrezione: " 'It is more magic' they looked around. There, shining in the sunrise, larger than they had seen him before, shaking his mane (for it had apparently grown again), stood Aslan himself". Il giovane pubblico per il quale le Cronache Narnia erano destinate avrebbe trovato molto più semplice da comprendere il significato della magia piuttosto che le teologiche implicazioni che sollevano le storie della Bibbia della resurrezione. Infine, Lewis usa i bambini come i protagonisti principali delle Cronache di Narnia. Immediatamente lui stabilisce una connessione per i giovani lettori che la Bibbia raramente offre. I bambini sono anche più propensi a relazionarsi alla figura di un Messia che tratta costantemente i bambini con rispetto e amore, una figura come Aslan.

Le Cronache di Narnia hanno già stabilito se stesse come un'opera senza tempo della letteratura. Esse attraggono sia gli atei che i timorati di Dio, sia persone incolte che scolarsi, sia bambini che adulti. Una comprensione dell'allegoria biblica non è essenziale per il loro apprezzamento. Un'analisi critica di questi lavori, comunque, permette al lettore di apprezzare pienamente l'incredibile dono di Lewis di semplificare narrative complesse e la sua abilità di creare bellissime fantasie per i bambini. Questo, a sua volta, permette al lettore di guadagnare sia una profonda comprensione di Lewis come un abile e creativo scrittore e un profondo appagamento nel leggere la sua arte. Essere capaci di apprezzare C.S. Lewis come un artigiano vuol dire avere la gioia di far conoscere a chiunque i suoi lavori.

Bene, con questa traduzione ho concluso l'analisi del primo libro delle "Cronache di Narnia", in questo momento sto leggendo il seguito delle Cronache, ovvero il romanzo "Il cavallo e il ragazzo" o forse dovrei dire "Il cavallo e il suo ragazzo", ma vi racconterò meglio tutto ciò in seguito. 

Vi lascio con una citazione tratta da "Il cavallo e il ragazzo" di C.S. Lewis: "Nessuno è più apprezzato di colui che sopporta con tenacia i piccoli impedimenti" Tisroc al principe Rabadash. 

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