mercoledì 19 novembre 2014

Focus on the novel #1: La saga di Promise di Federico Negri

Buona sera a tutti, lettori e bloggers! Stasera ho il piacere di presentarvi la mia nuova rubrica, "Focus on the novel", dedicata ai romanzi degli autori e grazie alla quale potremo conoscere tutti i processi creativi che li hanno portati alla creazione dell'opera e scoprire a cosa si sono ispirati per creare determinate cose. Mettetevi comodi, si comincia!

G: Com’è nata l’idea di scrivere questa bellissima saga distopica?
F: Ho citato nella prima pagina del libro la canzone di Britney Spears, "Hold it against me", come mia fonte di ispirazione. Volevo scrivere una storia che raccontasse il punto di vista di una giovane donna, incerta su quanto il suo amore sia ricambiato. Sembra assurdo che tutta la storia, dove in realtà questo è un aspetto abbastanza marginale, sia stata costruita con questo intento, ma questa è stata la mia prima idea

G: Perché hai scelto Haria Gillia come protagonista dei romanzi? 
F: Volevo un personaggio interessante, ma che fosse profondamente insicuro e con carenze di autostima (poverina! Un giorno, nel paradiso degli autori, incontrerò i miei personaggi e mi odieranno :P). Di qui l'idea di scegliere una scienziata, che cerca di curare le proprie inquietudini tramite l'abuso di stupefacenti.

G: Quali sono i tratti caratteriali più interessanti di Haria? Quali sono quelli in cui ti rispecchi e quali sono invece, quelli in cui non ti rispecchi? 
F: Haria è autodistruttiva, sognatrice e disperatamente alla ricerca dell'amore. Penso che molti giovani si possano rispecchiare in queste caratteristiche, e anch'io ho dato, ma qualche anno fa, visto che sono un giovane "di una certa età". E' anche una persona che scopre di essere determinata, attraverso un percorso di crescita che dura ben tre libri. Forse in questo tratto mi rispecchio tuttora, mentre non ho di sicuro la sua fulminante intelligenza matematica.


G: A cosa ti sei ispirato per creare il pianeta Promise? 
F: La fantascienza è piena di mondi lontani e inospitali, anche se in realtà mi sono principalmente rivolto a internet, per cercare di capire quali caratteristiche dovrebbe avere un mondo per essere appetibile per la colonizzazione umana. E anche quali dovrebbero essere i primi interventi per rendere possibile la vita, in tempi brevi, documentandomi su vari siti, dalla NASA ai progetti di esplorazione spaziale di scienziati e sognatori. Da questo studio, unitamente a un pizzico di fantasia, ho ricavato la mia proiezione di Promise.

G: A cosa ti sei ispirato per creare il popolo dei ribelli? 
F: Alla fine nelle tue interviste devo sempre citare George RR Martin J… Il popolo libero assomiglia in alcuni aspetti ai bruti creati dal vecchio zio George. Ma anche agli umani che abitano la terra sotterranea nella trilogia di Matrix o ai Fremen del mitico Dune. Insomma dove c'è un'autorità, dall'altra parte del muro, c'è sempre un ribelle. La storia stessa dell'uomo è piena di queste storie.

G: A cosa ti sei ispirato per scrivere questa saga? 
F: La saga è un classico quest, un gruppo di avventurieri che cercano un oggetto e devono risolvere un rompicapo. Però io ho cercato di trasformare questa missione in una ricerca interiore, dove i vari personaggi e anche i popoli stessi che sono da loro rappresentati, sono costretti a trovare nuovi punti di vista per comprendere la realtà che li circonda. Ci sono molti film e libri che riprendono questo concetto, da Guerre Stellari a i Predatori dell'Arca perduta, sino ad Apocalypse, now.

G: Come tutti sanno, io tifavo per Finaria (Fineri+Haria), qual è la tua coppia preferita? 
F: Finaria mi piace! Però è una coppia con dei problemi. Ma chi non ne ha al giorno d'oggi? Figurarsi tra 300 anni… :P

G: Qual è il tuo personaggio preferito? 
F: A me piace Haria, la protagonista. Se così non fosse non sarei riuscito a scrivere neanche dieci pagine.

G: Quali attori o cantanti fanno parte del tuo Dreamcast? 
F: Questa è una domanda che non mi aspettavo, vediamo:
Haria Felicity Jones http://www.flicksandbits.com/wp-content/uploads/2013/01/felicity-jones-2013.jpg
Fineri Asthon Kutcher http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8c/Ashton_Kutcher_by_David_Shankbone.jpg
Gallajio Taylor Swift http://si.wsj.net/public/resources/images/BN-FM363_1111ta_G_20141111092230.jpg
Kyra Emily Blunt http://www.jasminedanker.com/uploads/2/1/6/2/21622280/2267698_orig.jpg
Gianhosi Bruce Willis http://tewallpaper.com/wp-content/uploads/13/bruce-willis-08-1280.jpg

G: Adesso parliamo dei  personaggi più interessanti che tu abbia creato: Khalio, a chi o cosa ti sei ispirato per crearlo e a cosa ti sei ispirato per creare Kyra, la ragazza guerriera dei ribelli?
F: Sono entrambi frutto della mia fantasia malata, però per Khalio mi sono ispirato a un cattivo molto affascinante Draco Malfoy, ovviamente un po' cresciuto. Kyra è una guerriera, tipo Katniss di Hunger Games.

G: In quale personaggi ti ritrovi di più e in quale invece ti ritrovi di meno? 
F: Di Haria ho già detto. Io credo che un autore metta un pizzico di sé stesso in ciascuno dei personaggi che scrive. Il mio secondo personaggio preferito è comunque la soldatessa Gallajio di cui mi piacerebbe avere la risolutezza e le semplici certezze.

G: Andiamo con ordine e parliamo del 1° romanzo: “Siamo la promessa”, a cosa ti sei ispirato per creare l’atmosfera distopica del pianeta? 
F: Promise è un pianeta a due facce. Rappresenta la speranza per l'umanità, di avere una seconda possibilità, dopo il collasso climatico della Terra, però è anche un mondo difficile, duro, dove bisogna lottare per mangiare e che non ti regala niente. Ho introdotto il tema della perdita delle fonti di energia, a seguito di una rivolta, perché spesso gli uomini preferiscono lo scontro alla collaborazione e mi sono immaginato che pure su un pianeta lontano dalla Terra, dove si trattava di riiniziare la storia dell'umanità, alla fine, si commettessero gli stessi errori.

 G: Com’è nata l’idea di spostare la vita dal pianeta terra ad un pianeta extraterrestre? 
 F: E' un tema abbastanza comune ai film e ai libri di fine millennio, il disastro ecologico pare essere vicino, anche solo leggendo i giornali. Un articolo che ho letto qualche tempo fa, sosteneva che la natura non svolge il proprio corso in maniera progressiva, ma per salti successivi, per quanti. E che quindi non siamo in realtà in grado di prevedere il disastro climatico, ma che questo potrebbe avvenire improvvisamente, senza darci il tempo di reagire. Se la terra si prosciugasse o si riscaldasse anche solo di qualche decina di gradi, non ci sarebbe tecnologia per farla tornare indietro con la velocità sufficiente a garantire la sopravvivenza della razza umana, quindi credo che l'emigrazione su un altro mondo diventerebbe improvvisamente l'unica opzione percorribile.

  G: Il governo che controlla Promise è chiaramente a stampo dittatoriale, com’è nata l’idea di creare tale governo? 
F: Non c'è distopia senza tirannia. L'utopia rappresenta il mondo ideale e la distopia quello distorto. Sicuramente la dittatura è la forma di governo che meglio incarna questo sogno alla rovescia e quindi ho scelto questo sviluppo politico per dare un tratto amaro alla vita su Promise.

 G: Ora invece parliamo di “Cuori d’acciaio”, il 2° libro. Com’è nata l’idea di rendere il bastone così pesante e le formule matematiche per renderlo più leggerlo, facendo in modo che si libri in aria? 
 F: L'idea era creare un oggetto che fosse difficile da comprendere, ma che avesse un qualche fondamento scientifico. Se qualche fisico o matematico leggerà il mio libro probabilmente sorriderà, però io ho ricercato a fondo le possibili caratteristiche proprie di un manufatto in grado di distorcere lo spazio-tempo. Certo non con le possibilità e le conoscenze di chi ha scritto lo script di Interstellar!

G: La genialità di Haria per le formule matematiche è un dono incredibile che la ragazza possiede, ci sarà qualche altro personaggio nel 4° libro che avrà la stessa grande intelligenza? 
F: Questa è una bella idea, non ci avevo pensato! Haria è un genio, ma potrebbe essere interessante farla scontrare con un'altra mente fine. La trama del quarto libro è ancora avvolta nella nebbia, a parte l'idea di fondo, ma tutto è ancora possibile.


    G: Siamo arrivati a “Il pianeta ostile”, dove si scopre che ci sono umanoidi superavanzati che hanno occupato il pianeta terra: a chi o cosa tu sei ispirato per crearli? 
 F: Di cattivi sono pieni i libri e i film! C'è però un romanzo del vecchio maestro Isaac Asimov, Il Sole Nudo, dove verso la fine si affronta il tema dell'evoluzione della razza umana. Non è tragico come la mia immaginazione, però se sul pianeta si evolvessero esseri più avanzati, cosa ne sarebbe di noi, Sapiens Sapiens? La risposta dovremmo chiederla agli uomini di Neanderthal e alla fine che hanno fatto.

G:  Ci sarà un quarto libro? 
F: Spero di sì! L'idea per scriverlo ce l'ho già, però dovrà attendere, perché adesso devo sistemare una saga piena di streghe, tipette davvero esigenti.

   G: Cosa accadrà ad Haria, Fineri, Khalio e la Gallajo? 
    F: Questi tre di questi personaggi saranno ancora presenti nel seguito. E gli accadrà il peggio che possa loro occorrere, come sempre capita ai protagonisti dei libri di avventure.

G: Cosa accadrà al governo di Promise? 
      F: Quello che succede ai governi che non ascoltano i propri cittadini. A forza di stringere il pugno, la situazione ti sfugge tra le dita.

      G: Saluta i nostri lettori con una delle tue citazioni preferite in assoluto della tua saga.
  F: Khalio lascia passare diversi secondi. Nessuno sa usare il silenzio come lui. Poi dice: «Io e te eravamo due ingranaggi della stessa macchina. Non tutte le macchine sono buone, alcune sono nate per portare la sofferenza. Però funzionavamo bene».

 Questa è anche una delle mie citazione preferite della saga di Promise, che come ben sapete, mi è piaciuta tantissimo, per questo spero che Federico scriva il quarto libro, sono curiosa di sapere cosa succederà a tutti i personaggi!

   Giada

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