venerdì 4 settembre 2015

RECENSIONE de Il canto della rivolta di Suzanne Collins *possibili spoilers*

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Chi vi sta scrivendo non è la solita blogger di tutti i giorni, ma una lettrice che è sopravvissuta alla lettura della trilogia degli Hunger Games e che l'ha conclusa con le lacrime che le rigavano le guance. Nonostante mi continui a sfogare in ogni post su Facebook, è meglio che concluda la mia recensione e mi metta a tradurre.

PREMESSA
Ho letto "La ragazza di fuoco" in 3 giorni, 300 pagine sono volte con niente. Ho letto "Il canto della rivolta" in due giorni. DUE. Non mi è mai capitata una cosa del genere, lo giuro di fronte a tutti voi, lettori. Mai in vita mia ho letto un libro da 400 pagine in 2 giorni. Sono ancora sotto un forte shock emotivo, quindi perdonate i miei possibili errori di battitura o scrittura.

TRAMA (da Wikipedia)
Il canto della rivolta (Mockingjay) è un romanzo distopico per ragazzi del 2010 scritto da Suzanne Collins, il terzo della trilogia degli Hunger Games, in cui prosegue il racconto di Katniss Everdeen e la futuristica nazione di Panem.

In seguito agli eventi vissuti nel secondo romanzo, "La ragazza di fuoco", la guerra tra Capitol City, guidata dal Presidente Snow, e tra i Distretti infuria. Katniss si trova nel Distretto 13, capitanato da Alma Coin, che tutti credevano fosse stato distrutto, assieme agli sfollati del suo vecchio distretto. Il suo compagno Peeta e le vincitrici Johanna ed Enobaria, invece, sono stati fatti prigionieri da Capitol City.

Dal romanzo sono stati tratti due film, Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I (2014) e Parte II (2015).

RECENSIONE
"SE NOI BRUCIAMO, VOI BRUCIATE CON NOI." Così dice Katniss alla popolazione della ricca Capitol City, dopo aver visto gli aerei del presidente Snow bombardare l'ospedale di fortuna costruito nel Distretto 7. Il volume finale della trilogia degli Hunger Games riparte in un modo scioccate e triste: Katniss che osserva le ceneri di quella che era casa sua, medita vendetta verso il presidente Snow e cerca di rimettere insieme i cocci della sua vita. Katniss sta male, soffre per la distruzione del Distretto 12, quella che era casa sua, Peeta non si trova, e la Coin non è felice che abbiano salvato lei al posto di Peeta quando è stata fatta l'Edizione della Memoria degli Hunger Games. La Coin è la presidentessa del Distretto 13, un Distretto che è stato completamente raso al suolo da Capitol City, ma che è riuscito a ricostruirsi sotto terra perché.. *rullo di tamburi* non estraevano grafite come Capitol City ha sempre fatto credere a tutto Panem, ma era un distretto specializzato nella creazione di armi nucleari. Katniss, un po' per volta, prende in mano le redini della sua vita, si stabilisce nel distretto 13 ma non si attiene mai alle regole di quel distretto, ed evidente è l'antipatia tra lei e Alma Coin. Gale non solo si è inserito bene, ma è anche un soldato al comandi di Boggs, un comandante dell'esercito della resistenza, il cui secondo è una donna che si chiama Jackson. Katniss diventa la Ghiandaia Imitatrice, il simbolo della rivolta e per stimolare ancora di più i distretti a unirsi e rovesciare Capitol City, dovrebbe dare loro un martire e morire per la causa. Ma non muore. O per meglio dire, rischia di morire per ben due volte, ma sopravvive in entrambi i casi. Ho provato a rendere questa recensione spoiler-free ma non ci riesco, ho bisogno di sfogarmi, quindi invito tutti coloro che non hanno letto questo libro a non proseguire con la lettura della recensione, perché da questo punto in avanti, sfogherò tutto il mio dolore per le morti avvenute nel libro.  Peeta è stato torturato dalla polizia di Capitol City, nella stanza attigua alla sua c'era Johanna, che veniva torturata con l'acqua e poi le veniva scaricata addosso una potente scossa elettrice. Ma a Peeta hanno fatto molto di peggio, se è possibile. L'hanno depistato, l'hanno reso una macchina programmata per uccidere Katniss e l'hanno fatto dubitare di tutti i suoi ricordi, tanto che non ricorda nemmeno chi è veramente. Ma Katniss, dapprima arrabbiata per il semplice fatto che Peeta si comporta da malvagio e da stronzo con lei, non demorde e alla fine, cerca di far riaffriorare il vero Peeta sotto la coltre di bugie e depistaggi causati da Capitol City. La Jackson idea il gioco "Vero o Falso" per aiutarlo a distinguere i suoi ricordi veri da ciò che è stato manipolato da Snow. A questo proposito, vorrei postarmi delle immagini che mi hanno colpito molto.


In questo libro le morti sono molto, ma molto più frequenti di quelle nei libri precedenti, perché i personaggi non sono più in un'arena per deliziare con le loro morti il pubblico di Panem, ma sono in guerra. Il primo a morire, nella discesa verso Panem, è Boggs, che viene tranciato di netto. Il secondo è Mitchell, che viene arpionato da una trappola a rete a filo spinato. Infine c'è una delle morti che più mi è rimasta impressa, ed è quella di Finnick, perché Finnick si era sposato nel Distretto 13 con Annie Cresta, la sua "pazza" fidanzata del Distretto 4 (pesca), sebbene anche lui abbia riportato dei gravi danni a livello neurologico dopo l'Edizione della Memoria degli Hunger Games. Prendiamoci un momento per apprezzare la Collins per il modo in cui ha reso insopportabilmente stronza Alma Coin, che ha usato Katniss esattamente come Snow la voleva usare per i suoi scopi e per poi disfarsene quando non aveva più bisogno di lei. La Coin decide di far uccidere a Katniss il presidente Snow, durante l'esecuzione pubblica, ma lui forse muore soffocato dal suo stesso sangue o travolto dalla folla, la cosa più importante è che Katniss uccide la Coin. Perché, vi sareste chiesti. Perché lei era una dittatrice come Snow, e voleva creare un'altra edizione degli Hunger Games con i figli della gente di Capitol City. In questo modo, non si sarebbe mai risolta la situazione e Panem sarebbe stato comunque sotto il controllo di un leader dittatoriale. Katniss fa la cosa giusta uccidendo la Coin e mettendo fine al suo dominio prima ancora che cominci, facendo morire sul nascere la sua idea degli Hunger Games, o meglio, di una nuova edizione degli Hunger Games. Una delle morti più scioccanti a livello emotivo è senza dubbio quella di Prim, che era andata ad aiutare i bambini feriti dall'attacco aereo ed è morta, Katniss l'ha vista morire davanti ai suoi occhi.

Sì, le morti di Finnick e Prim mi hanno traumatizzato a morte, non so se riuscirò a superare questo trauma emotivo. Non nell'immediato, almeno. A seguire altre immagini della coppia che shippavo e che cercava di costruire la loro relazione nelle macerie della loro esistenza, ovvero Katniss e Peeta. Sì, alla fine Katniss sceglie Peeta. E io ho esultato. Gale ha esagerato nell'ultima parte, ma io avrei scelto Peeta ugualmente. Peeta e Katniss erano fatti per stare insieme.


Non credo ci sia una citazione adatta, da mettere qui, per concludere il post, ma credo sia più appropriato mettere un post che mi ha colpito molto da Tumblr:
Giada

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