venerdì 1 gennaio 2016

RECENSIONE de Il Regno dei Lupi di George R.R.Martin

Buon anno nuovo, bloggers e lettori! Sono contentissima che vi siano piaciuti i nominees di ieri sera, ho amato moltissimo i libri degli scrittori che hanno vinto nelle suddette categorie, e come ho detto loro ieri sera, ogni loro personaggio è rimasto scolpito nel mio cuore. D'ora in avanti, ogni anno nel blog ci saranno gli Award, trovo che sia stata la migliore idea che io abbia avuto del 2015, riguardo al blog. Ma ora riprendiamo l'anno alla grande con la prima recensione, una recensione che riguarda uno dei più amati (e odiati) scrittori americani: George R.R. Martin.


PREMESSA
Adoro Martin, amo il suo genere e mi piace la sua scrittura; era da tanto che non leggevo i suoi libri, perciò sono stata felice di aver ripreso "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", però la serie è lunghissima e la leggerò alternata ad altri libri di autori italiani e stranieri. Il libro riprende dov'era finito il secondo e stavolta, gli intrighi e i giochi del potere sono più complessi che mai.

TRAMA (dalla quarta di copertina)
Nel cielo dei Sette Regni, travolti da una guerra devastatrice, compare una cometa dal sinistro colore di sangue. E' l'ennesimo segno di immani catastrofi che si stanno preparando? L'estate dell'abbondanza sembra ormai definitivamente passata e ben quattro condottieri si contendono ferocemente il Trono di Spade. Intanto al di là del mare caldo l'orgogliosa principessa in esilio Daenerys Targaryen è pronta a rischiare tutto per la corona che le appartiene di diritto. Solo per lei, forse, la cometa di sangue non è un presagio di tragedia ma l'araldo della riscossa... Ambientato in una terra di magia e violenza, ma anche di eroismo e passione, Il Regno dei Lupi è il terzo romanzo della saga "le cronache del Ghiaccio e del Fuoco".

RECENSIONE
Una cometa rossa taglia il cielo dei Sette Regni e in ognuno dei Sette Regni, acquista un significato diverso a seconda del personaggio preso "in esame" nel capitolo. Sansa Stark è ancora prigioniera di Cersei Lannister, ed è costretta a sottostare alle regole, spesso stupide e sempre violente, del tredicenne re del Trono di Spade, Re Joffrey (*muori male, bastardo*). Nel frattempo, lord Tywin Lannister fa circolare per tutto il Regno la notizia che il re non è figlio legittimo di Robert Baratheon ma è nato, proprio come Tommen e Myrcella, dall'incesto di Cersei con Jaime Lannister "lo Sterminatore di re". Questo fa arrabbiare tantissimo Cersei, che mette a ferro e fuoco i Sette Regni affinché tale notizia venga invalidata, ma dopo essersi sfogata, ascolta il consiglio dell'astuto Folletto, il nano Tyrion Lannister. Tyrion si è innamorato di una prostituta, Shae e ha deciso di portarla con sé ad Approdo del Re, dove lui è il Primo Cavaliere di Joffrey. Nel frattempo,  Robb Stark è stato proclamato re del Nord, di Grande Inverno e cerca di riportare nella sua terra ciò che è suo di diritto: Ghiaccio, la spada di Ned Stark; le ossa di suo padre e Sansa e Arya. Sansa sta crescendo molto in fretta, a causa delle continue percosse a lei perpetrate dagli scagnozzi di Joffrey. Personalmente non vedo l'ora di leggere la morte di Joffrey nei libri, quel ragazzino è odioso, perfido, malvagio e quanto di peggio ci sia nei Regni di Westreos ma non vedo anche l'ora di leggere la famosa frase di Sansa "My skin has turned from porcelain to ivory to steel". Il fatto che ieri mi sia inconsciamente spoilerata come continueranno i libri e le persone che moriranno che Arya elenca continuamente prima di addormentarsi non è una cosa importante *fa no no con la testa*. Arya resta la mia preferita in assoluto, è forse una dei pochi Stark che credo sopravvivrà man a mano che continueranno i libri, e una parte di me spera che s'innamori di Gendry. Bran invece continua a sognare di volare e continua anche a sognare il corvo a tre occhi che gli becca la fronte, scopriremo più avanti il legame di Bran con il suo meta-lupo Estate soltanto più avanti, quando con l'arrivo di Jojen Reed e Meera Reed, lui negherà di avere una parte di lupo in sé e che il lupo abbia una parte di lui in sé. I capitoli di Jon si continuano a fare interessanti, ora che è diventato il braccio destro del Vecchio Orso alla Barriera, specie dopo che ha ucciso un Estraneo col fuoco. Posso dirvi con tutta franchezza che trovo le parti di Catelyn Stark estremamente noiose, almeno in quelle di Bran succede qualcosa di più interessante! Quella donna non è nemmeno capace di fare l'emissario di suo figlio Robb (e sappiamo che non finisce bene per lui, con le Nozze Rosse *tossisce*). Daenerys continua a girare per tutta Essos e incontra persone che vogliono approfittarsi di lei o che la vogliono uccidere, la ragazza continua a ribadire che il Trono di Spade è suo di diritto e che vuole uccidere l'Usurpatore. Nonostante io apprezzi il personaggio di Dany, la ragazza deve darsi una mossa ad arrivare a Westreos. E comunque, non ho mai visto Jorah tanto friendzonato quanto in questo libro! E lei che si lamentava di non riuscire a volergli bene nel modo in cui lui vorrebbe! Oh santo cielo! *sbatte la testa contro il muro*. Menzione d'onore per l'elemento che mi ha più disgustato è il barbaro oltre la Barriera, lord Craster, che si sposa e mette incinte le sue figlie e continua a fare così fino a quando arriverà un figlio maschio da donare agli Estranei. Oh Santo Cielo, che orrore! E non dimentichiamoci di Theon Greyjoy, che ritona alle Isole di Ferro ed è pronto a scoparsi qualunque cosa cammini e respiri, tanto da provarci con la sua stessa sorella Asha e ha la presunzione che, dopo aver passato dieci anni come protetto (meglio dire come ostaggio) degli Stark di Grande Inverno, Balon Greyjoy gli consegni il Trono di pietra con niente. E' un po' pieno di sé il ragazzino, ma almeno non è borioso quanto Renly Baratheon e la sua Guardia Arcobaleno *My Little Pony Style* e il suo adorato Cavaliere dei Fiori, ser Loras Tyrell. Devo confessarvi anche qua che ero curiosa di leggere come veniva evirato, ma temo che dovrò aspettare un bel po' prima di leggerlo. La novità assoluta di questo terzo libro è la sacerdotessa rossa di Asshai, Melisandre, che ha consegnato la Lama di Luce a Stannis e lo proclama come unico che detiene il diritto di reclamare il Trono di Spade.


La scrittura di Martin, ricca di particolari e dettagli, si riconferma unica nel suo genere, proprio come tutti i morti che sparpaglia nel libro, che aumentano man a mano che si prosegue nel romanzo. Il mio voto è cinque stelline super meritate. (Novità di quest'anno sono le stelline che compariranno insieme alla recensione).


Vi saluto con delle citazioni tratte da questo romanzo:
"Li osservava come da lontano, quasi che si trovasse anche in quel momento alla finestra della sua stanza, a guardare giù in cortile. Intento a vedere tutto, senza far parte di niente."
(Bran Stark)

"(...) E' nobile il tuo cuore, Jon, ma c'è una lezione che devi imparare: non possiamo raddrizzare i torti del mondo. Non è questo il nostro scopo."
(Il Vecchio Orso a Jon Snow)

"I re non hanno amici." rispose Stannis duramente "Hanno solamente sudditi. E nemici."
(Stannis Baratheon a Catelyn Stark)

Giada

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