venerdì 16 settembre 2016

RECENSIONE di Io prima di te di Jojo Moyes

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Innazitutto ringrazio di cuore coloro che hanno commentato e condiviso i miei pareri riguardanti l'articolo scritto su "AUTORI CHE GIUDICANO I BLOG: LA RISPOSTA DEI BLOG", per me è stato molto difficile trovare le parole giuste per dirvi ciò che provo da due anni a questa parte... Tuttavia sono felice che vi sia piaciuto. Purtroppo il mondo editoriale è un mondo difficile, e bisogna sempre fare attenzione a ciò che si dice o si pubblica per non venire messi alla gogna da qualche autore che magari ha ritenuto inopportuno il tuo commento sul tuo romanzo. Ma ora parliamo d'altro, perché il romanzo che recensirò oggi, prima dello stacco necessario al ripasso e allo studio dei miei esami, è "Io prima di te" dell'acclamata Jojo Moyes.

PREMESSA
Leggere o non leggere "Io prima di te"? Questo era dilemma che si attanagliava. Tutti i miei contatti di Facebook l'avevano letto. Tutti avevano visto il film. Una autrice mi ha pure spoilerato il finale, ma a quello, in fondo, c'ero già arrivata da sola. Quindi ho detto: ebbene, leggiamolo. Non ho pianto. Non ho versato fiumi di lacrime. A volte mi sento sbagliata perché non piango come una fontana leggendo certi libri che hanno fatto piangere mezzo mondo. Sarò strana io. Forse faccio parte di quella fetta di lettori "insensibili" che non riescono a piangere leggendo i libri. E pensare che mi ero pure sforzata di piangere ma non mi è uscito niente dagli occhi. Ho apprezzato ugualmente il libro, che ritengo molto buono a livello di struttura del romanzo e di sviluppo dei personaggi.

TRAMA (dalla quarta di copertina)
A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l'ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

RECENSIONE
"Io prima di te" non è un romanzo facile, leggero da leggere. La storia di Lou e Will non è la classica storia d'amore, è una storia inusuale che parte con Louisa Clark, una ventiseienne che non si è mai spostata dal suo piccolo paese che fa l'assistente domiciliare di un disabile, William Traynor. William Traynor è un uomo d'affari della City di Londra, ama gli sport estremi, le belle donne, fare attività di ogni sorta. La sua vita cambia bruscamente nel 2007, quando viene investito da una moto che non l'aveva visto attraversare la strada. La vita di Will da quel momento cambia per sempre, e il ragazzo si ritrova inchiodato ad una sedia a rotelle, perdendo la propria indipendenza. Will in un primo momento si mostra scostante con Lou, tanto che la stessa Lou si rende conto di infastidirlo in qualsivoglia modo pur non facendo nulla. Lentamente, il loro rapporto si evolve e da un difficile rapporto di amicizia nascerà una storia (d'amore platonico) che vi farà sciogliere il cuore. Io no. A quanto pare non ho un cuore, visto che non sono mai scoppiata a piangere durante la lettura di questo libro che ha fatto versare fiumi di lacrime alle mie colleghe blogger. Ad ogni modo, così come si evolve il rapporto tra Lou e Will, così si evolve anche il rapporto tra Patrick e Lou. Patrick è il fidanzato storico di Louisa, stanno insieme da sette anni ma lui non le ha mai chiesto di andare né a convivere né di sposarla. Man a mano che si prosegue nella lettura del libro, vediamo Lou prendere sempre più a cuore la situazione in cui è costretto a vivere Will, specialmente dopo aver origliato per caso ad una conversazione tra Camilla Traynor e Georgina, la sorella di Will... Louisa è la persona scelta da Camilla Traynor, ovvero Mrs T, per far tornare la voglia di vivere a suo figlio dopo il tentativo di suicidio avvenuto un anno dopo l'incidente. Louisa, una volta scoperto cosa vuole fare Will del suo corpo e della sua vita, cerca di fare del suo meglio per portare un po' di serenità e gioia nella vita di questo ragazzo che si è ritrovato dal giorno alla notte senza più nulla, senza poter fare più nulla. Luisa scoprirà quali sono le intenzioni del ragazzo alla fine dei sei mesi concordati con la madre e il padre, e si impegnerà sempre di più per cercare di renderlo felice. Non sa che, con la sua sola presenza, ha reso felice Will.

Louisa Clark è una ragazza chiusa in sé stessa, che non ha finito gli studi e che perde il lavoro al The Buttered Bun. E' perciò costretta a cercarne un altro, ma non è disposta a fare lap dance oppure a dividere le carcasse dei polli morti. Louisa è una ragazza all'apparenza molto semplice, che non necessita di molto per essere felice perché le basta vivere nella sua comfort zone senza evadere o rischiare nulla. Ama molto la moda, specialmente ama con tutto il cuore delle calze a righe nere e gialle di cui conserva un buon ricordo, dalla sua infanzia.
"Calze bombo?""A strisce gialle e nere.""Strepitose.""Che cattiveria.""Beh è la verità. Sembrano terribili.""Potremmo sembrare terribili a lei, ma stranamente, Will Traynor, non tutte le ragazze si vestono solo per piacere agli uomini."

Louisa sembra la ragazza del paese da cui vieni, con un gusto eccentrico nel vestire e nella moda in generale, ma è fatta per emergere, per brillare. La bontà di Louisa è una delle caratteristiche fondamentali di questo personaggio un po' bizzarro.
A parte una certa stravaganza nell'abbigliamento e il fatto che sono un po' bassa, non sono poi così diversa da chiunque potreste incontrare per strada. Probabilmente non vi voltereste a guardarmi una seconda volta. Una ragazza normale che conduce una vita normale. In effetti, andava bene così.

Nel 2009, il mondo di Will e Louisa dapprima di sconteranno, ma poi si contamineranno a vicenda, così come conosceremo le backstories di entrambi i personaggi, sapremo com'era la loro vita prima del loro incontro, prima del loro incidente, prima che Lou perdesse il lavoro. Louisa ama molto il suo paese e non ha mai viaggiato, tanto che conosce quanti passi ci sono da un determinato posto all'altro. Will la esorterà ad espandere i propri orizzonti, a diventare assetata di conoscenza di informazioni, a essere una persona più attenta di ciò che accade nel mondo intorno a lei, ad apprezzare gli aspetti belli e brutti della sua vita.
"Hai ventisei anni, Clark. Dovresti essere là fuori con il mondo in pugno, a metterti nei guai in qualche bar, a esibire il tuo bizzarro guardaroba di fronte a uomini poco raccomandabili...""Sono felice qui." dissi."Beh, non dovresti."

"Niente ' forse'. Devi andartene da qui, Clark. Promettimi che non trascorrerai il resto della tua vita in questo buco di città, in questa imitazione di una tovaglietta all'americana.""Promettertelo? Perché?" cercai di dare un tono leggero alla mia voce. "Dove hai intenzione di andare?"E E' solo che... Non posso sopportare il pensiero che tu rimanga qui per sempre." deglutì "Sei troppo intelligente. Troppo interessante." distolse lo sguardo da me "Hai soltanto una vita ed è tuo dovere fare di tutto per viverla pienamente."

Patrick sembra il ragazzo ideale, il ragazzo perfetto con il quale vorresti che tua figlia andasse a convivere e con il quale si sposi. Invece Patrick e Lou si allontanano sempre di più l'uno dall'altra. Patrick l'ho odiato come personaggio, è un ipocrita buonista (aggiungerei anche perbenista), un ragazzo talmente concentrato sulla sua carriera e ossessionato dalle maratone - non dimentichiamo la più importante, l'Extreme Viking, al quale DEVE assolutamente partecipare insieme ai suoi amici del Triathlon Terrors. Patrick non si rende conto dell'impatto che Will ha avuto sulla vita di Lou fino a quando lei non gli dice che si trasferirà nella dependance nella quale lavora, perché a casa sua non c'è più posto. E' molto geloso e tende a "marchiare il territorio" (Lou) in diversi modi, tra cui fare sesso con lei dopo la cena in famiglia con Will per dimostrare qualcosa a sé stesso. Credo che sia il personaggio che ho odiato fin dall'inizio del romanzo per tutti i motivi che vi ho sopra elencato.

Il romanzo è ricco di personaggi minori e personaggi di contorno che contribuiscono a rendere la storia più verosimile, più vera. Tra questi personaggi minori abbiamo l'assistente-medico Nathan, la sorella di Will Georgina, la sorella di Lou con annesso figlio (Katrina "Treena" e Thomas) e Steven Traynor con sua moglie Camilla. Gerogina è un personaggio che compare verso la fine del libro, e che rifiuta di partecipare all'ultimo viaggio alle Mauritius con suo fratello e Nathan perché ha impegni e ha la sua vita, e non vuole rinunciarvi solo perché Will è costretto su una sedia a rotelle. Katrina, in un primo momento la odierete, ma poi capirete che è una buona sorella - sebbene il più delle volte appaia come una presuntuosa saccente, in realtà vuole bene a Lou. I coniugi Traynor, invece, vivono insieme solo per il bene di Will, ma per il resto conducono vite separate.

Il romanzo è scritto tutto in prima persona, filtrato attraverso gli occhi di Louisa dopo le vicende che hanno portato Will alla Dignitas in Svizzera. Si alternano, verso la metà, capitolo dedicati a Katrina, Nathan, Camilla e Steve. Queste piccole finestre servono a mostrarci come si sentono le persone dall'altra parte della barricata, coloro che vivono con Will e sua disabilità. Questo romanzo mi ha fatto molto riflettere su svariate questioni, prima fra tutte l'eutanasia. Sarei o non sarei favorevole? Perché una persona dovrebbe scegliere di togliersi la vita? Queste sono alcune delle domande che mi hanno ronzato nella testa per tutto il tempo. Credo che nessuno possa sapere cosa vuol dire essere bloccati in una sedia a rotelle se non coloro che ci sono costretti su una sedia a rotelle, solo loro sanno quanto sia difficile convivere con malattie, infezioni, problemi di salute di varia natura. Altro tema molto importante toccato è senza dubbio l'amore, non quello fisico, quello platonico che è reso in un modo tale da essere quasi tangibile nel libro. Noi sentiamo l'amore di Lou per Will, quasi la anticipiamo nella presa di coscienza dei suoi sentimenti verso Will. L'atteggiamento di Will, nei confronti di quest'amore all'apparenza non corrisposto (per altre ragioni che non vi posso dire, altrimenti vi spoilererei il libro), mi ha ricordato l'amore di Spike e Buffy - sì, la coppia degli anni '90 di Buffy the Vampire Slayer, che si conclude con il sacrificio di Spike. Io personalmente amo molto le relazioni che cominciano con i litigi, le trovo divertenti e anche molto interessanti, ma in questo caso non si può parlare di una vera e propria relazione, di un vero e proprio amore. Si può parlare di amore platonico, perché questo è, secondo me. Altro tema toccato è quello dell'espandere i propri orizzonti, dell'andare oltre la propria comfort zone e provare qualcosa che ci fa paura, perché se non proviamo le cose che più ci spaventano, come possiamo dire che abbiamo vissuto davvero. Dobbiamo prendere in mano le redini della nostra vita, fare della nostra vita l'opera d'arte che desideriamo e viverla pienamente. Non bisogna accontentarsi di ciò che si ha, se non si è felici. Bisogna esplorare, conoscere il mondo attorno a noi e rischiare, ridere, scherzare. Vivere.

Vi saluto con due citazioni tratte da questo bellissimo romanzo che si è conquistato quattro stelle:
"Qualche volta, Clark, sei praticamente l'unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino."
(William Traynor)

Volevo imprimere anche il più piccolo pezzettino di me contro di lui. Volevo lasciare qualcosa di mi dentro di lui. Volevo dargli ogni briciolo di vitalità che sentivo e costringerlo a vivere. Mi resi conto che avevo paura di vivere senza di lui. "Com'è che tu hai il diritto di distruggere la mia vita" volevo chiedergli "Ma io non ho voce in capitolo nella tua?". Ma avevo fatto una promessa. Così lo tenni stretto. Will Traynor, ex giovane promessa della City, ex paracadutista spericolato, sportivo, viaggiatore, amante. Lo tenni stretto e non dissi nulla, continuando a ripetergli silenziosamente che qualcuno lo amava. Oh, se lo amava.
(Louisa Clark)

xoxo,
Giada

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