lunedì 24 ottobre 2016

RECENSIONE di Saudade. Storie di ordinaria incoerenza e fragilità. di Elèna Italiano

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Ho una marea di cose da fare oggi, ma sono intontita e assonnata, dato che mia cugina dorme nello stesso letto con me; ma prima di cominciare a fare almeno una parte delle cose che devo assolutamente fare, devo recensirvi il libro di Elèna Italiano, edito Lettere Animate. Che dire, avevo delle altissime aspettative e... scoprirete cosa penso di questo libro proseguendo nella lettura di questo post.


PREMESSA
Mi aveva attirato il titolo di questo romanzo. Io studio portoghese da ormai quattro anni e ho capito subito che la parola usata qui derivava proprio dalla lingua che amo di più al mondo. Forse anche per questo avevo delle alte aspettative. Immaginavo di cosa avrebbe trattato il libro: di una nostalgia profonda verso ciò che sarebbe potuto accadere e verso ciò che non è. Vi incollo il significato di "Saudade" dalla Wikipedia portoghese: "Saudade é uma das palavras mais presentes na poesia de amor da língua portuguesa e também na música popular. "Saudade" descreve a mistura dos sentimentos de perda, falta, distância e amor. A palavra vem do latim "solitas, solitatis" (solidão), na forma arcaica de "soedade, soidade e suidade" e sob influência de "saúde" e "saudar". Eccovi la mia traduzione: "Saudade è una delle parole più presenti nella poesia d'amore portoghese e anche nella musica popolare. "Saudade" descrive quel coacervo di sentimenti di perdita, mancanza, distanza e amore. La parola deriva dal latino "solitas, solitatis" (solitudine), nella forma arcaica di "soedade, soidade e suidade" e sotto l'influenza di "saúde" e "saudar". Se l'autrice avesse fatto una premessa legata al significato lessicale della parola, forse sarebbe stato meglio. D'altronde non tutti studiamo portoghese e sappiamo a cosa si riferisca tale parola, intraducibile in italiano - ecco perché nelle traduzioni dei testi portoghesi, la parola "saudade" non viene mai tradotta in italiano. Non esiste un corrispettivo di tale parola nella nostra lingua. Se invece di fare tutta quella assurda premessa sul significato intrinseco del romanzo, l'autrice avesse scelto di fare una premessa di questo tipo, forse il romanzo avrebbe assunto tutto un altro significato e sarebbe stato letto attraverso le lenti di questa parola lusofona. Mi chiedo perché non l'abbia tradotta in italiano, con il significato ristretto di "nostalgia", dato che tutto il romanzo è ambientato in Italia. Meh. Non so cos'altro dire.

TRAMA (da Goodreads)
Cuori ribelli, fragili, in burrasca, in risacca, personalità complesse e spigolose, narcise, intolleranti, inadeguate, arrendevoli a tratti e, a tratti, ostinatamente determinate animano le pagine di Saudade, romanzo sperimentale di un’autrice non nuova nel panorama editoriale contemporaneo.
Una scommessa di stile che ripudia il prosaico pur muovendosi all’interno di esso. Una storia d’amore laconicamente carnale tinta di un misticismo duro a morire. Personaggi ombra, polimorfi, accostandosi a quelli principali, da una più spiccata tendenza integralista, mostreranno, tra le pieghe dei loro temperamenti − come in un gioco di contrasti − il chiaroscuro dei plissettati emozionali. Sarà impossibile lasciarli andare via, correndo il rischio che vengano insabbiati dalla memoria come conchiglie viandanti sul fondale del mare. Chi leggerà Saudade non potrà più prescindere da questa narrazione e, avidamente, vorrà leggerne il prosieguo.

RECENSIONE
Mi è molto difficile scrivere questa recensione, perché ho evidenziato moltissimi punti deboli in questo romanzo. Refusi che mi hanno fatto accapponare la pelle. Forse l'unico modo per andare oltre questa mia difficoltà è semplicemente quella di affrontarla. "Saudade" è un libro che parla di Sofia, una psicologa che si ritrova ad odiare il suo lavoro ed è alla ricerca della felicità; Irene, una donna forte e determinata che si disfa delle cose che non le servono più con una freddezza inaudita; Marco, un uomo freddo e pratico e infine Oscar, un uomo con una backstory che lo rende ai miei occhi forse l'unico personaggio meglio riuscito del romanzo. Il filo conduttore di questi personaggi è la Saudade, una mancanza di qualcosa che loro non riescono ad ottenere, o perché spaventati da loro stessi e dai loro desideri o perché incapaci di raggiungere quella felicità e quella serenità a cui anelano. A Milano, le loro storie si intrecciano, e così scopriamo i lati nascosti e oscuri del loro carattere e della loro personalità. In uno stile che mi ha ricordato fin troppo David Grossman, l'autrice parla di amori corrisposti e non corrisposti, di amicizia che è più di un'amicizia ma che non viene etichettata in nessuno modo, di attrazione per il sesso opposto e per lo stesso sesso. 

Le intenzioni delle autrici erano davvero molto buone, all'inizio credevo davvero di ritrovarmi davanti al migliore libro dell'anno, grazie alla prosa liricheggiante e filosofica. Purtroppo non è stato così, e sono stata costretta ad abbassare drasticamente il voto a due stelline. Perché? Vi chiederete voi. Perché? Ti starai chiedendo autrice, mentre leggi questo post di una blogger sconosciuta. Ecco perché: il testo presenta enormi errori nella sintassi, virgole che andrebbero messe per spezzare una frase lunga o semplicemente per separare due nomi propri posti l'uno accanto all'altro (Oscar Irene....); tempi verbali sbagliati: si passa dal presente al passato remoto e dal passato remoto ad un congiuntivo che dovrebbe esserci, ma che non c'è. Ci sono tantissimi errori (non posso considerarli refusi purtroppo, sono veri e propri errori), tra cui uno che è rimasto impresso a fuoco nella mia memoria: Sofia era in cinta al terso mese di gravidanza. In cinta O___O Da un autore mi aspetto come minimo che conosca le basi della grammatica italiana, o perlomeno, del vocabolario italiano, poiché un errore del genere per me, in un libro edito da una CE è imperdonabile. Durante la lettura ho visto come l'autrice ha cercato di mettere una pezza sopra ad altri ancora più evidenti errori di battitura e ortografia usando un lirismo aulico che si confaceva sicuramente alla narrazione, ma che non ha potuto saldare le enormi lacune presenti in questo libro. Ho riflettuto molto prima per potervi dire tutto ciò, e non so se l'autrice si arrabbierà con me per aver detto tutto ciò o meno; tuttavia consiglio una attenta revisione del testo e un editing pesante. Usare sintagmi ricchi di metafore e termini aulici non colmerà mai le mancanze presenti in questo libro. Mi dispiace moltissimo, ma per me è stata una delusione totale. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro, che invito a leggere solo per farvi un'idea vostra e, se possibile, discuterne insieme. Questo libro aveva indubbiamente molte potenzialità che non sono state rese al meglio. 
"Tuttavia lui lo sente e lo sa. Lo sa che finirà fintantoché vivranno saranno legati da dentro. Perché le parole sanno legare l'anima più della carne, costellando il cuore di batticuori stellati."
(Oscar)

xoxo,
Giada

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