domenica 13 novembre 2016

RECENSIONE de I fiumi della guerra di George R.R. Martin

Buon giorno e buona domenica, bloggers e lettori! Ho finito all'una di notte questo libro, ma ne è valsa la pena... perché Martin si sta superando sempre di più. Questo libro mi ha lasciato un trauma dentro indescrivibile, se lo avete letto anche voi capirete i miei sentimenti: mi sembra di essere stata investita da un TIR!


PREMESSA
Sapevo che era soltanto questione di tempo prima che arrivassi a leggerle le terribili e infami (per Lord Walder Frey e Lord Roose Bolton) Nozze Rosse,  ma non sapevo che fossero in questo libro. Adesso nel prossimo mi aspetto solo che le cose vadano peggio, molto peggio di come sono andate finora, e che Theon Greyjoy venga evirato, insieme alle Nozze Porpora (aka il matrimonio di Joffrey Baratheon con Margaery Tyrell). Che trauma. Che trauma. Non riuscirò mai a superarlo. Martin, cavolo, verrei in Texas solo per dirtene quattro sulle Nozze Rosse e su come hai ammazzato il mio Robb Stark!

TRAMA (da Goodreads)
Un autunno di brutali tempeste flagella città distrutte e campi devastati. Nelle terre dei fiumi, nella pericolosa regione delle paludi, ovunque nei Sette Regni dilaga la "Guerra dei Cinque Re". Robb Stark, il giovane re del Nord, pianifica un assalto per riconquistare la terra che è sempre stata della sua stirpe, mentre sua sorella Arya lotta ferocemente per la sopravvivenza. A molte leghe di distanza, invece, Jaime Lannister è costretto a fare i conti con l'atroce mutilazione inflittagli dalla barbarica compagnia di ventura dei Guitti Sanguinari. Nuovi intrighi, nuovi inganni e nuove turpitudini vengono tessuti all'ombra della Fortezza Rossa, mentre nell'estremo nord il colossale esercito del popolo libero cala verso la mastodontica Barriera di ghiaccio. Gli indeboliti, dilaniati Guardiani della Notte sanno che i loro giorni potrebbero essere contati.

RECENSIONE
Che libro, ragazzi! Quante emozioni ho provato: rabbia, dolore, sofferenza e il respiro freddo della morte che aleggia sui personaggi come un presagio di sventura e ancora più dolore. Il dolore è stato il filo conduttore di questo romanzo, sia sotto forma di sofferenza fisica (come la mano tagliata di Jaime Lannister) sia sotto forma di sofferenza emotiva provocata dalla morte dei familiari (vedi appunto Catelyn Stark e tutti i Tully, e le Nozze Rosse). 

Ma partiamo dal principio: come in ogni saga che si rispetti, il romanzo prosegue dove si era interrotto il precedente, ma ci da' una visione di ciò che accade dal punto di vista di tutti gli altri personaggi. Vediamo Jon stare nel clan dei bruti, facendo ciò che Qhorin il Monco gli aveva ordinato: di essere uno di loro fino a quando non sarebbero arrivati vicino alla Barriera e poi avvertire gli altri Confratelli in Nero del pericolo che stavano correndo. Jon è stato con i Thenn, non un popolo libero, ma dei bruti veri e propri. La sua relazione con Ygritte lo confonde moltissimo, ma sebbene abbia giurato di non essere più un Guardiano della Notte, non si sente così sicuro di quello che dice o fa quando lei gli sta sempre appresso. Un'altra trama parallela che mi ha letteralmente sconvolto è stata quella di Jaime Lannister, la Mano Destra del Re... fino a quel momento. dlin dlon *adesso, se blogger me lo permette, potrete vedere uno dei video parodia di Taylor Swift, che parla propria della Sword Hand di Jaime Lannister*


Jaime Lannister non è niente senza la mano della sua spada, che è proprio la mano destra, una mano che lo rappresenta perché lui è stato la Mano Destra di tanti Re prima di Robert Baratheon. Dall'altra parte dell'Occidente, vediamo Arya Stark combattere per la sua sopravvivenza e ripetere allo sfinimento la Lista della Morte, ovvero delle persone che lei vuole uccidere per vendicare la sua famiglia. Se con Jaime Lannister abbiamo potuto empatizzare, con Arya Stark i lettori tiferanno per la sua sopravvivenza e per il raggiungimento del suo obbiettivo: uccidere coloro che hanno ucciso tutti i suoi familiari. Arya non è mai stata una bambina, una futura lady, è sempre stata un maschiaccio e questo suo forte desiderio di vendetta si confà molto al personaggio. Io adoro Arya Stark <3


Sansa invece è stata sposata a Tyrion Lannister, ma essendo poco più di una bambina, Tyrion decide di aspettare quando lei sarà pronta per consumare il loro matrimonio e impalarla (che è soltanto un modo elegante e figo per dire che la metterà incinta). Sansa sta diventando una donna molto dura, si nasconde ancora dietro la corazza della gentilezza, ma ciò non toglie che presto questa sua difesa crollerà e che anche lei desidererà vendetta per i suoi familiari. Altra trama che segue questo romanzo è quella della storia di Davos Seaworth, che ancora dubito della Donna in Rosso, Melisandre di Assahi ma che proprio per la sua onestà viene elevato al rango di Lord da Stannis Baratheon. Non dimentichiamo anche l'evoluzione del personaggio di Samwell Tarly, che combatte per primo contro gli Estranei e che da quel momento diventa Sam il Distruttore e della sua attrazione (non poi così ben nascosta) per Gilly - figlia (o moglie?) di Craster.

E finalmente siamo arrivati a uno dei punti focali di questo romanzo: le Nozze Rosse. Robb ha sposato Jeyne Westerling venendo meno al patto fatto con Lord Walder Frey, e Walder Frey non accetta le sue scuse, sebbene proprio Frey abbia costretto Edmure Tully (ora Lord di Delta delle Acque) a sposare Roslin, una delle sue numerose figlie. Robb partecipa al matrimonio insieme alla madre, ma le cose vanno per il peggio quando la banda comincia a suonare il tamburo e a intonare LE PIOGGE DI CASTAMERE. Maledetti Lord Walder Frey e Lord Roose Bolton. Maledetti. Credo che, insieme a Joffrey, siano i personaggi che io odi di più in questo momento. Maledetti! Davvero, se nel telefilm sono state impressionanti queste Nozze, nel libro sono persino peggio. Mi hanno traumatizzato da morire. Mi hanno sconvolta. Odio Walder Frey e Roose Bolton, li odio con tutto il cuore.


Nel frattempo, io:

Un tumulto di emozioni indescrivibile, un trauma inenarrabile. Georger Martin è questo ed altro ancora, ma si conferma essere uno dei più grandi scrittori fantasy contemporanei, vicino ad un altro che spero di leggere molto presto: Terry Brooks.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo emozionante:
"C'erano stati, ci sono sempre, uomini troppo ostinati, troppo stupidi o troppo coraggiosi per fuggire, e altri che avevano scelto di combattere o di sottomettersi."
(Jon Snow)

xoxo,
Giada

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