venerdì 29 dicembre 2017

Cent'anni di solitudine, Gabriel García Márquez

Buona sera, bloggers e lettori! Era da secoli che non facevo un'analisi approfondita di un grande classico della letteratura, vi ricordate "Jane Eyre", uno dei primi post del blog? Ecco, sono passati tre anni da quando ho analizzato e commentato a freddo un testo così importante. Il romanzo di cui vi parlerò questa sera l'ho letto a febbraio 2017, quindi se ci fossero incongruenze nel mio modo di raccontare la storia, non esitate a farmele notare. E' passato molto, moltissimo tempo da quando l'ho letto, eppure una parte di me sente il bisogno di esternare i miei pensieri a riguardo, perché "Cent'anni di solitudine" è un libro che ha avuto un grande impatto non solo nella mia vita accademica, ma nella mia vita come linguista e letterata.



SINOSSI (DA GOODREADS)
Il libro racconta la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitore tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie il destino della città dal momento della sua fondazione alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.

ANALISI E COMMENTO DEL TESTO
Partiamo innazitutto col dire che questo romanzo appartiene al filone del Realismo Magico, un genere appartenente al Sud America che mescola realtà ed eventi magici che convivono con essa. Il libro narra la vita, le avventure e le disavventure della famiglia, Buendía. Capostipite della famiglia è José Arcadio Buendía e Ursula Iguarán, sua cugina di primo grado. Le famiglie di entrambi non avevano visto di buon grado la loro relazione, poiché la ritenevano incestuosa e temevano che i figli nati dalla loro unione avessero la coda. Questo, alla fine, si rivelerà vero... Ma non accadrà subito. José Arcadio e Ursula scappano dal loro villaggio dopo aver ucciso un uomo, e dopo aver attraversato un'area magica e incontaminata nella quale c'è il relitto di una nave, un'area in cui il tempo e lo spazio sembrano collassare su se stessi e far sembrare tutto ciò un sogno, arrivano a Macondo. Macondo è un villaggio povero, ma in cui non ci sono morti, tanto che il paese non ha nemmeno un cimitero. Lo zingaro Melquíades, detentore di saperi antichi, istruisce José Arcadio sull'alchimia, mentre i loro figli: José Arcadio e Aureliano. Il loro sviluppo personale nel periodo dell'adolescenza verterà su ambiti diversi, poiché dove José Arcadio intraprende una relazione sessuale con Pilar Ternera, poi attratto da una zingara sparisce dalla città. Nel frattempo Ursula dà alla luce Amaranta, uno dei personaggi che a me sono piaciuti meno in questo libro. Grazie ad Aureliano la città non resta isolata, anzi, la stazione ferroviara che fa costruire la fa uscire dallo status di ambiente puro e incontaminato nel quale viveva. Ciò porta all'arrivo del correggitore Don Apolinar Moscote, con il quale le successive generazioni di Buendía entreranno in contatto. La prima generazione si chiude qui, presentandoci quindi l'uscita di Macondo da luogo puro, semplice e incontaminato e luogo sporcatosi dalla civiltà e dall'inciviltà, perché non dimentichiamo che sarà l'arrivo di Moscote e del suo esercito a portare molto scompiglio più avanti.

Amaranta pensava a Rebeca, perché la solitudine le aveva selezionato i ricordi, e aveva incenerito gli intorpidenti mucchi di mondezza nostalgica che la vita aveva accumulato nel suo cuore, e aveva purificato, magnificato e eternizzato gli altri, i più amari.

La seconda generazione di Buendía vede Aureliano perdere il sonno per Remedios Moscote, ma alla fine decide di andare nel letto di Pilar Ternera (furba, la donna!) e perdere la verginità con lei. Alla fine, Remedios e Aureliano non si sposeranno. Amaranta nel frattempo si è innamorata di Pietro Crespi, il quale a sua volta si è innamorato di Rebeca. Rebeca è l'unica non "Buendía pura", poiché viene adottata dalla famiglia nella prima parte del romanzo. La lotta tra le due sorelle per il cuore di Crespi finirà molto male, Amarante pensa perfino di uccidere la sorellastra, ma quando il matrimonio tra i due salterà, non correrà tra le braccia del musicista. Aureliano perde Remedios e i suoi gemelli, e José Arcadio torna a casa e si mette insieme a Rebeca. L'amore tra i due scoppia in modo così forte e prorompente che lascia allibiti sia Ursula che il marito, che ormai pazzo è legato ad un albero che blatera in lingue sconosciute ai popolani. La situazione politica precipita, portando Macondo nel bel mezzo di una guerra che vede come protagonista Aureliano, che con la sua flemma e la sua rigidità diventerà Colonnello.

"Dimmi una cosa, compare: per cosa combatti?".
"Per cosa vuoi che sia, compare, "rispose il colonnello Gerineldo Márquez, "per il grande Partito Liberale."
"Fortunato tu che lo sai, "rispose lui. "Io, da parte mia, soltanto ora mi rendo conto che sto combattendo per orgoglio."

Ci sono molti capitoli dedicati alle guerre civili, e riguardano proprio la situazione di Macondo che degenera sempre di più. Vediamo Aureliano diventare un dittatore e governare col pugno di ferro, mentre scopre di avere 17 figli sparsi in giro per il mondo. I militari conservatori, dalla parte del governo, decidono di uccidere a sorte un soldato e la scelta ricade proprio su Aureliano Buendía. Ma così come la sua morte verrà rimandata, così vedremo Amaranta intessere un gioco con la morte stessa, facendo e disfacendo le cose che serviranno per seppellirla.

Il colonnello Aureliano Buendía comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine.
(Il Colonnello)

In seguito, il Connello Aureliano Buendía vive nella sua casa facendo pesciolini d'oro che poi rivende per sostenare la famiglia. Figlia di Aureliano e di Remedios, è Remedios la bella una creatura così bella e innocente da scomparire nel cielo senza alcun motivo logico (e forse la motivazione è da ricercarsi proprio nel fatto che essa sia un elemento così sovrannaturale che non può vivere in un mondo impuro come quello ch'è diventato ora Macondo), José Arcadio II e Aureliano II. Mentre Ursula, ormai centenaria ma ancora attiva come quando aveva vent'anni va avanti e indietro per la cucina, spinge Remedios la bella a partecipare al Mardi Gras e lì Aureliano II s'innamora di lei. Dall'unione di Aureliano II e Fernanda del Carpio nasce Renata Remedios la Bella "Meme". Arriva anche la Compagnia Bananiera, che sconvolge ancora di più gli equilibri già malsani di Macondo. E' in questo punto del romanzo che José Arcadio fa di tutto per entrare in seminario e forse, diventare Papa. Gli americani si stabiliscono a pianta stabile a Macondo, mettendo in evidenza le differenze razziali tra gringos e popolazione autoctona. Meme s'innamora di Mauricio Babilonia, trasgredendo alle rigide regole di Fernanda e andando contro gli insegnamenti del suo collegio. Pietro Crespi si suicida, gettano Amaranta nello sconforto e facendola vivere per sempre con la consapevolezza d'aver perso l'unica persona che poteva renderla davvero felice. Meme dà alla luce un bambino, che viene chiamato Aureliano, che Fernanda decide di nascondere a tutti. Dopo la strage e le deportazioni, la Compagnia Bananiera si trasferisce altrove, lasciando il luogo pieno di rovine e vecchi stabili che non verranno mai più usati da quel momento in avanti. A Macondo restano gli abitati originali del villaggio, mentre tre personaggi appartenenti alla famiglia  Buendía muoiono.

Non si muore quando si deve, ma quando si può.
(Il Colonnello)

Fernanda muore dopo aver parlato con i "medici invisibili" che le facevano spendere centinaia di dollari per medicine inefficaci, mentre il figlio minore decide di abbandonare il seminario e di vivere come un bohémien.
José Arcadio viene ucciso dagli amici che cercavano l'oro nascosto nella casa dei Buendía, mentre Aureliano passa gran parte del tempo a tradurre dal sanscrito i testi lasciati da Melquíades. Amaranta Ursula, non mi ricordo più di chi sia la figlia (perdonatemi) si accoppia con Aureliano e il frutto della loro decadente passione non è altro che un bambino con la coda, la paura più profonda di Urusula. Amaranta Ursula e Aureliano infatti hanno commesso incesto, in quanto zia e nipote. Le formiche divorano il corpo del bambino, Amaranta Ursula muore dissanguata e Macondo viene distrutta dalla faccia della terra a causa di un vento potentissimo. Così finisco i cent'anni di solitudine di Macondo, e soprattutto, così finiscono i cent'anni di solitudine della famiglia Buendía.

ALBERO GENEALOGICO (FONTE: WIKIPEDIA)

xoxo,
Giada

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