mercoledì 20 giugno 2018

RECENSIONE di Dark Secrets di Daria Torresan & Brunilda Begaj

Buona sera, bloggers e lettori! Questa sera vi parlerò di un romanzo piacevole, bello e che però mi ha lasciata un po' basita su alcuni suoi aspetti. E' di sicuro un buon inizio di trilogia, tuttavia non me la sono sentita di dare più di 3- stelline. Quindi perché ho dato questa votazione? Lo scoprirete scorrendo il post e leggendo la mia recensione.


PREMESSA
Ecco, temo di non essere cordiale come vorrei... Ma il fatto è che avevo delle alte aspettative per questo romanzo, poiché ne ho letto recensioni entusiasmanti. La mia però non lo sarà, almeno non del tutto. A breve vi parlerò di ciò che mi ha fatto abbassare il voto generale, e le mie motivazioni a riguardo. Come sempre, invito le fan delle scrittrici a non accanirsi su di me, e ricordo a tutti che la mia recensione è soprattutto la mia opinione, non la verità universale. E proprio perché è solo la mia opinione personale ci tengo a sottolineare anche che non è un affossare o gettare fango verso qualcuno - a molti questa premessa sembrerà inutile o una perdita di tempo, ma per me è necessaria. Bene, vi auguro buona lettura.

SINOSSI (DA AMAZON)
Ognuno è artefice del proprio destino. Niente di più falso. Hope Mitchell il suo destino non lo ha scelto. È rimasta intrappolata in un passato, dove suo padre, alleandosi con persone molto pericolose, ha pagato questo errore con la vita. Sono passati quindici anni da quel giorno e ora Hope è una donna, lavora nell'officina di suo nonno e guida auto di grossa cilindrata. Conduce la sua vita con la consapevolezza che non deve mai abbassare la guardia, che non si è mai abbastanza al sicuro, perché il male può celarsi dovunque e ci vuole poco a farsi sorprendere impreparati. Ha innalzato una corazza attorno al suo cuore. Ha già sofferto troppo, perché rischiare ancora? Ma non ha messo in conto l’arrivo, nella sua vita, di Rhys Moore. Lui è dannatamente bello e incredibilmente sicuro di sé. Ha deciso che vuole lei. A qualsiasi costo. Il destino li ha messi sulla stessa strada, ma proprio quando Hope sembra pronta ad abbassare le difese, il passato torna a cercarla per riprendersi qualcosa che ha solo lei, qualcosa che è ignara di custodire. Hope imparerà che, per quanto si scappi, per quanto si corra veloce, il passato riesce sempre a raggiungerci. Ogni certezza cadrà, ogni tassello troverà il suo posto nel puzzle. Ma le ferite del cuore, quelle profonde, non si rimargineranno mai.

La serie è composta da:
- Dark Secrets (7 Aprile 2017)
- Dark Truth (20 Febbraio 2018)
- Dark Revenge (29 giugno 2018)

Ogni volume verte su due personaggi principali differenti, ma tutti collegati tra loro. La storia d'amore dei due protagonisti è autoconclusiva, mentre la suspense attraverserà i tre romanzi, pertanto è strettamente consigliata la lettura nell’ordine indicato.

* ATTENZIONE *
Il romanzo contiene scene di sesso esplicite. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

Altri romanzi pubblicati di Daria Torresan:
Dangerous
Between (prossimamente nuova versione)

RECENSIONE
"Dark Secrets" è un romantic suspense a tinte dark, e come mi dicevo avevo alte aspettative a riguardo. Sono una fan di questo genere, perciò sapevo benissimo a cosa andavo incontro. Ma partiamo dal principio: il romanzo verte sulla vita grigia e monotona di Hope Mitchell, una bellissima e ingenua ragazza di ventidue anni che lavora nell'officina del nonno Abe. E' stato bello, per una volta, leggere di una ragazza che fa un lavoro solitamente svolto da un uomo, ed è stato lo sfondamento di un cliché che ho davvero molto apprezzato. Hope si divide tra il nonno, l'officina, la migliore amica Sheryl e l'amico di sempre, Alek. Il passato tormenta ancora la ragazza, che vive nel terrore di essere trovata e uccisa da coloro che hanno assassinato i suoi genitori quand'era ancora una bambina: un organizzazione criminale così potente da avere membri sparsi in giro per il mondo, membri che la stanno ancora cercando. 

Non permetto a nessuno di superare la linea immaginaria che pongo tra me e il resto del mondo. Perché in qualche modo devo proteggermi, devo mettere al sicuro la mia vita e salvaguardare il mio cuore.(Hope Mitchell)

La sua vita abitudinaria verrà sconvolta dall'arrivo di Rhys Moore, un attraente e seducente playboy di New York ch'è venuto a controllare il Magic, il locale che quest'ultimo conduce insieme al suo amico Matt. Girano voci che dentro al locale circoli droga, e Rhys è venuto ad appurare se ciò sia vero oppure no, nel caso fosse un illazione fatta per creare danno alla sua immagine. Rhys è arrogante, stronzo e sicuro di sé, adora ostentare la sua ricchezza. La sua famiglia, una delle famiglie più ricche di New York, gestisce un'azienda informatica e anche il suo fratellino più piccolo Josh contribuisce a ciò. Tuttavia la sua famiglia è felice all'apparenza, ma solo in seguito scopriremo il perché. A volte vi verrà voglia di prendere a schiaffi Rhys, di tirarlo fuori dal libro e di fargli la ramanzina per come si comporterà con Hope. A volte vi verrà voglia di dare una svegliata a Hope e di farla uscire dal suo guscio, perché la sua ingenuità a volte diverrà persino fastidiosa - sorry, credo che Hope sia il personaggio che mi sia piaciuto di meno. 

Il mio personaggio preferito è stato senza dubbio il nonno di Hope, Abe, gentile e cordiale con tutti ma capace di fare qualsiasi cosa pur di tenere al sicuro la sua nipote. L'amore e l'affetto di Abe per Hope mi hanno straziato il cuore, perché se Hope e Rhys sono ben delineati, ad Abe vi affezionerete molto. 

Questa è la parte che preferisco di meno scrivere, ma è quella nella quale spiegherò la motivazione dietro l'abbassamento del mio voto. Prego che non mi odierete, ma so che alcuni di voi lo faranno di sicuro. Beh, non posso cambiare ciò che sono per voi, quindi ecco le ragioni dietro le mie 3- stelline:
  1. L'uso scorretto del verbo intravedere. Questo verbo torna con grande frequenza nel romanzo, quasi quanto sincerarsi, e solo una volta l'ho trovato scritto correttamente. Riporto di seguito alcuni esempi per avvalorare la mia affermazione: "I primi bottoni della camicia che indossa sono slacciati e s'intravvede un po' del suo petto.", "Intravvedo Hope seduta su una sedia ancora in compagnia dello stesso uomo con cui è arrivata.", "(...), la stanza è avvolta nell'oscurità ma riesco a intravvedere, stagliata contro la luce fioca della luna che penetra dalle finestre (...)" Corriere della sera sul verbo INTRAVEDERE. 
  2. Il nome della macchina di Rhys. Okay, ammetto che questo mi ha confusa, e non poco. Per gran parte del romanzo la macchina viene chiamata Lykan, poi diventa Lycan e poi ritorna Lykan. Io non ho ancora capito come si chiami, ma una ricerca su Google mi ha posto tra i risultati il nome Lykan (versione americana) e Lycan (credo che sia la versione italianizzata). 
  3. Il verbo allettare, Treccani a proposito del verbo allettare e a proposito del verbo alettare.  Esempi dal testo: "L'idea di lasciarglielo credere è alettante." 
  4. Alcune frasi che mi hanno lasciata perplessa: "(...) l'unica persona di cui mi fido cecamente e con la quale avrei avuto bisogno di sfogarmi non si è vista né sentita." (ho appurato che cecamente è un avverbio meno comune, raro, ma mi ha lasciato molto molto confusa e perplessa), "Perché sono fatta così, quando il mio umore crolla sul pavimento, mi chiudo in me stessa in compagnia dei miei tormenti." (la prima immagine che il termine 'umore' ha provocato è stata quella di un liquido, non so se sia successo solo a me o ad altri, ma l'impressione che mi ha dato è stata questa.), "Il suo volto è ombroso." (il dizionario del Kindle mi ha riportato tra i suggerimenti il termine scontroso, perciò come fa un volto a essere scontroso?), ", srotola un rossetto rosso e comincia a passarselo sulle labbra." (no hard feelings, ma come si fa a srotolare un rossetto? Perché io me lo sono chiesta.) 
  5. Incisi all'interno di frasi subordinate che provocano più confusione che chiarezza nel lettore e tempi verbali sbagliati. Siccome ho moltissimi esempi di queste frasi, ne riporto solo tre - Just Tattoo of Us mi sta aspettando in tv - "Tutta l'ansia abbandona il mio corpo, lasciando al suo passaggio, una sensazione di delusione.", "Sono quasi arrivata in salotto, quando il tono del nonno, mi fa bloccare un attimo prima del piccolo passaggio ad arco che divide il corridoio da questa sala.", "Ora credo di capire la sorgente di quella strana preoccupazione che, in questo ultimo periodo, mi riserva." Per tutto il libro ci sono frasi su frasi - per non dire paragrafi - che contengono questa struttura, che impone una pausa al lettore forzata. Io l'ho letto con le pause in mezzo così, e rallenta moltissimo il tutto. 
  6. I tre puntini di sospensione. Okay, questo succede poche volte a inizio romanzo; a metà spariscono i quattro puntini + parola attaccata al punto e poi tornano i tre puntini di sospensione scritti correttamente. 
  7. Ripetizioni, termini ridondanti all'interno della stessa frase, errori di varia natura (come quando Hope e Sheryl vanno a cena in un pub e Sheryl ordina un tramezzino con la mozzarella che diventa un toast, poche righe più avanti) e termini gergali italiani che in un romanzo ambientato negli USA non si dovrebbero trovare ("Non prendermi per stupido, Vito." oppure "Non potevo rischiare che gli venisse un coccolone")
Ecco, queste sono le ragioni che mi hanno spinto ad abbassare il voto da tre stelline piene, una sufficienza, a tre stelline -. Le premesse erano davvero ottime per questo primo romanzo, ma sono state realizzate solo in parte, perché le cose di cui sopra mi hanno fatto storcere il naso. E mi dispiace, perché il romanzo presenta grandi potenzialità che, secondo me, non sono state sfruttate molto.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, con la speranza che il sequel presenti miglioramenti:
"La fiducia è un'arma che può ritorcersi contro chi la usa e io non posso permettermelo."
(Hope Mitchell)

xoxo,
Giada

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