domenica 17 giugno 2018

RECENSIONE di Javier di Debora C. Tepes

Buon giorno, bloggers e lettori! Ieri ho passato una giornataccia, e il fatto che stessi poco bene non ha aiutato per niente; specie perché mi girava la testa, avevo la nausea e mi sentivo debole. A casa, ho scoperto di avere la pressione minima più bassa del normale (la settimana scorsa ce l'avevo 67 su 100, ieri ce l'avevo a 60/65 su 100) quindi non sarei mai riuscita a pubblicare la recensione, anche se lo volevo.

PREMESSA
Amo il mafia romance, è un genere di romanzi molto dark e violento che secondo me mette in luce il lato oscuro di ognuno di noi... e da quando leggo il dark contemporary, ho imparato a conoscere ed abbracciare questo lato di me. I mafia romance sono storie d'amore ambientate in famiglie mafiose, e Javier non è da meno. Javier credo che sia il miglior romanzo di questo genere mai letto del 2018, dopo The Boss's Daughter di Jennifer Bates. E' un genere difficile, ostico, ma bello. Spero che vi piaccia la mia recensione :*

SINOSSI (DA GOODREADS)
Vi starete chiedendo chi sono.
Sono un uomo disposto a tutto.
Mi hanno voluto per la mia ferocia, mi hanno scelto per la mia imperturbabilità, e mi hanno trovato.

Ora ho una missione da portare a termine e, costi quel che costi, non lascerò che il mio sangue macchi questa terra infetta.

Sono una macchina da guerra: le armi con cui mi difendo, le vite con cui gioco e la violenza con cui combatto mi rendono l’uomo che da dodici mesi guardo allo specchio.
Qualcuno potrebbe definirmi il peggiore dei bastardi, e avrebbe ragione.
Nessuno mi fermerà.
Nessuno potrà impedirmi di raggiungere il mio obiettivo, neanche lei.

Il suo sguardo è letale, il suo sorriso è pericoloso, la sua rabbia è devastante.
Lei è proibita, ma io possiederò il suo corpo, soggiogherò la sua mente e risucchierò la sua anima. Mi nutrirò di lei come il peggiore dei predatori.
Se proverà a opporsi, la distruggerò.
Nessuno dovrà scoprire chi sono.

Soprattutto lei.

RECENSIONE
Holy fucking moly! Non ci sono parole per descrivere quanto questo romanzo mi abbia sconvolta, quanto mi abbia travolta e lasciato agonizzante con i suoi protagonisti. Forse una gif riuscirà a trasmettervi l'idea di come mi sono sentita io - devastata - alla fine del libro:


Ma partiamo dal principio. "Javier" mi ha attratto sin dalla citazione iniziale, una citazione che mi è rimasta così impressa che voglio condividerla con voi, e che anticipa ciò che troveremo:
Ho imparato molto tempo a odiare i miei nemici,
ma non ne avevo mai amato uno.
(Thomas Shelby, Peaky Blinders)
Javier Romero è un uomo rotto, distrutto da un passato che ha lasciato una traccia indelebile nella sua vita, un uomo senza pace. Sì, perché se la vendetta è lo scopo principale della vita di Javier, lo è anche, in qualche modo, la sua ricerca di pace. Una pace che non ha mai avuto, e che gli è sempre sfuggita dalle mani nel momento in cui gli si avvicinava troppo. 

Sono cresciuto, sono cambiato, sono un bastardo incattivito dalla vita. E sono qui per la mia vendetta.(Javier Romero)
Non lo nego, a volte vi verrà voglia di prendere a schiaffi Javier per come tratta Yamile. Io, in più di un'occasione, avrei voluto tirarlo fuori dal libro e dargli due sberle. E' arrogante, a tratti meschino, e presuntuoso. La corazza che indossa per proteggersi è forgiata dalla sofferenza con la quale ha dovuto fare i conti molto presto. Il cartello della droga di Medellìn ha ucciso i suoi genitori quand'aveva solo sette anni. Javier ha conosciuto il dolore e la perdita delle persone che aveva più care al mondo molto presto. E da quel momento la rabbia e la vendetta sono stati gli unici sentimenti che l'hanno mosso. Quando il capo di Javier lo manda sotto copertura, all'interno della familia Solano, Javier è cosciente che dovrà guadagnarsi la fiducia di Don Julio Solano. Don Julio è il padrino, un capo mafioso con le contropalle che decide la vita e la morte di ogni personaggio con un battito di ciglia, e uccide in modo cruento come se fosse la cosa più normale al mondo. Ma per criminali del suo calibro, quella è la normalità. 

Sono stato scelto perché sono scaltro, forte e indistruttibile.Porterò a termine questo incarico per la Colombia, ma soprattutto lo farò in memoria dei miei genitori e di tutte le persone morte per mano del cartello.Nessuno di fermerà.(Javier Romero)

Non è facile per Javier entrare, sotto le mentite spoglie di Manuel Rodriguez, nelle grazie di Don Julio. Fin dall'inizio ha un rapporto di amore/odio con Yamile Solano, la figlia più piccola dei Solano. Yamile è selvaggia, delicata ma anche letale e distruttiva. Perché per quanto si sforzi, Javier non riesce a starle alla larga. Perché per quanto s'imponga di trattarla come una delle tante donne che ha avuto, lei è riuscita a penetrare la corazza che si è costruito. Lei riesce a vederlo per davvero, non la sua copertura, lei comprende subito la sua anima, quella di Javier.

Dio, quella ragazza mi attira come il sangue attira gli squali. E' qualcosa di accecante e distruttivo, è qualcosa di animalesco e brutale.(Javier Romero)

La famiglia Solano è composta da Don Julio, il boss mafioso. Poi c'è Ricardo, lo psicopatico (del mio corazòn), nemico fin dall'inizio di Javier, poi c'è l'adorabile Santiago. Okay, Ricardo e Santiago sono totalmente diversi l'uno dall'altro, ma in qualche modo vi affezionerete a entrambi. Tuttavia, il personaggio di Santiago mi è rimasto nel cuore, è uno di quei personaggi minori così notevoli e d'impatto, che lo si ricorda anche quando il libro è finito. E' il mio preferito e Debora lo sa <3 Yamile è la più giovane, ed è la principessa della finca, arrocata sulle montagne. Vive in una prigione dorata, nel lusso più sfrenato, ma è infelice. E' una ragazza di ventidue anni rotta, morta dentro, che dona amore alle sue adorate orchidee violacee e che non può avvicinarsi ad alcun ragazzo, perché Ricardo fa sempre finire male ogni ragazzo che prova solo a sfiorarla. Yamile vuole Javier con tutta sé stessa, e lo dimostra in più di un'occasione. Devo dire che Yamile è molto delicata e fragile, e lo si comprende molto bene, la sua sofferenza traspare da ogni parola e da ogni suo gesto. Ed è l'unica a scorgere e comprendere la fragilità di Javier. 

Non sono niente per lui, ma lui è tutto per me.
E questa situazione mi sta facendo ammalare, perché ora capisco quanto sia frustante non poter ottenere ciò che vuoi più di ogni altra cosa al mondo, solo ora capisco quanto sia dannatamente ingiusta la mia vita.
(Yamile Solano)

Il sesso bollente che condividerà con Javier farà aumentare ancora di più le temperature, ve lo garantisco. Il loro amore è carnale, passionale... direi quasi animalesco, i due mi sono sembrati mossi da una forza ancestrale e primitiva, un amore così totalizzante e distruttivo da avere conseguenze letali per tutti. 

Nero.Lui è l'oscurità.Lui è un baratro senza fine.Lui è il centro dell'inferno.(Yamile Solano)

C'è un parallelismo tra ciò che dice Javier nella prima parte e ciò che dice Yamile nella seconda che mi è rimasto impresso. Non lo trascrivo poiché desidero che ne godiate anche voi, perché merita moltissimo. 

Yamile e Javier litigano sempre, si punzecchiano, ma non riescono a stare l'uno senza l'altra. E sarà proprio questa la rovina (ma anche la loro benedizione), perché comprenderanno di essere l'uno il punto debole dell'altro. Ma sulla sfondo di una guerra col cartello di Cali, e i Lopez che sono pronti a uccidere tutti i Solano, l'amore è l'ultima cosa a cui Javier e Yamile dovrebbero pensare. O forse no? 

Riuscirà Javier a portare a termine la sua missione, mettendo da parte i sentimenti che Yamile gli fa provare? Riuscirà Yamile a farsi amare da Javier?
Riuscirà Ricardo a incastarare Javier?
Per scoprirlo dovrete solo leggere il romanzo.

La struttura narrativa di "Javier" è molto interessante: il POV alternato di Javier e Yamile, permette al lettore di entrare nella mente dei personaggi e di provare sulla nostra pelle le loro emozioni. Ho amato molto i parallelismi, di cui vi parlavo nel paragrafo precedente, perché mi hanno dato l'impressione che la storia fosse una sorta di specchio che rimandava i diversi punti di vista, sugli stessi argomenti, di Javier e Yamile. L'ambientazione è resa in modo veritiero, molto realistica e, più volte mi è sembrato di essere davanti a un film per la resa delle scene. Sono molto ben descritte, realistiche, quasi cinematografiche. L'aspetto dark del romanzo è reso dalla violenza efferata compiuta dai sicari, ma dallo stesso Don Julio e Ricardo, che non esitano più volte a tirare fuori la pistola per pareggiare i conti con i loro avversari. Lo stesso ambiente mafioso è descritto in modo realistico: i festini, la droga, le escort... quando si legge di queste cose il lettore viene catapultato in un mondo corrotto, in cui i personaggi principali sanno com'è e quali forze lo regolano, ma vi agiscono ugualmente, pronti ad accettare le conseguenze delle loro azioni e pronti a tentare di capire la mossa del loro avversario. 

L'evoluzione psicologica di Javier e Yamile è stata molto toccante: se già dall'inizio consideravo Javier un duro solo di facciata, poiché fin dall'inizio lui mette in chiaro che vuole attuare la sua vendetta per vendicare la morte dei suoi genitori, verso la fine ne ho avuto la certezza. Non vi dirò cosa succederà, questo dovrete scoprirlo voi. Tuttavia, Javier non è solo questo. Ha mille sfaccettature, proprio come la sua Cattleya. Yamile è fragile, è vero, ma sa essere determinata e coraggiosa e il suo sviluppo è stato lento ma progressivo - lo ammetto, certe volte, quando lei si faceva trattare come uno zerbino da Javier, l'avrei presa per le spalle e l'avrei scossa per svegliarla - ma poi mi sono resa conto che la sua sensibilità non è mai stata una debolezza. Perché Yamile è fragile come una bomba in una cristalleria.

Il fil rouge del libro è senza dubbio la vendetta di Javier, e la sua rabbia sarà così forte e potente che la potrete quasi percepire sulla vostra pelle. E' un sentimento oscuro, malsano, terribile e letale... tante volte mi sono chiesta se Javier si sia mai reso conto che, spesso, il desiderio di vendetta provoca più dolore che benefici. Spesso, mi sono chiesta se si sia mai reso conto che ferire Yamile gli avrebbe procurato un benessere temporaneo. Perché il desiderio di vendetta è un male, ti marcisce dentro e spesso non te ne accorgi e per gran parte del libro lui non se ne renderà conto. Questo è solo il mio punto di vista, però sono davvero convinta che la vendetta spesso porti più male che bene, che la vendetta non ti dia una totale soddisfazione perché vorresti continuare a ferire in modo sempre più profondo e cattivo le persone che ti hanno fatto del male. E' un circolo vizioso. L'amore di Yamile, in qualche modo, riuscirà ad alleviare questa rabbia malsana, ma riuscirà a cambiare l'uomo della sua vita? Beh, spero di scoprirlo nel sequel, "Cattleya"

Se amate i mafia romance, questo è il romanzo che fa per voi: contiene la giusta dose di sangue, sesso e violenza. Se amata i mafia romance, la sensualità di Yamile e l'arroganza di Javier sono adatti a voi. Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che vi consiglio caldamente:
"Non esistono vittorie in questa guerra, solo vinti. E lo siamo entrambi." concludo.
(Javier Romero)

xoxo,
Giada

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