mercoledì 13 giugno 2018

RECENSIONE di Tutto il tempo del mondo di Sara Purpura

Buona sera, bloggers e lettori! Questa sera ho finito uno dei migliori romanzi del 2018, "Tutto il tempo del mondo" di Sara Purpura. Un romanzo che ha avuto un grandissimo successo in self, e che è stato in seguito ripubblicato dalla Mondadori. Ho adorato ogni pagina di questo libro, e già fin d'ora ve lo posso consigliare col cuore in mano. Lo amerete!

PREMESSA
Come avrete letto su Facebook, sono stata contattata dalla PR di Mondadori per recensire questo romanzo e ringrazio l'Ufficio Stampa della casa editrice per avermi permesso di leggere questo capolavoro. Sì, so bene che non lo dico mai, ma questo è un caso eccezionale e il libro merita questa definizione. Non è la classica storia d'amore new adult. I protagonisti non sono i soliti protagonisti complessi e complicati tipici di questo genere letterario. Questa storia va oltre, e racchiude degli insegnamenti molto utili per le nuove generazioni. Questo è un libro che farei leggere nelle scuole, per quanto mi riguarda, perché tratta dei temi molto vicini agli adolescenti e può essere usato come mezzo per spingerli ad aprirsi e a parlare delle problematiche di quell'età difficile.

SINOSSI (DA GOODREADS)
Anais Kerper è la ragazza che tutte vorrebbero essere. Bella, intelligente, di famiglia benestante. Ha al suo fianco il ragazzo ideale e davanti a sé un futuro radioso. Eppure, dietro questa patina di perfezione, lei sta andando in pezzi, incapace di ribellarsi a una vita che non le corrisponde affatto. Una vita di cui ha il pieno controllo solo quando, chiusa fra le quattro mura del suo bagno, cerca il dolore per sfuggire alla realtà.

Desmond Ward è un ragazzo difficile. Orfano da quando aveva sette anni, ha alle spalle un passato di continui abbandoni e un'anima rattoppata. Nera. Sporca. Marcia. Ma il destino sembra finalmente tornare a sorridergli il giorno in cui una facoltosa famiglia decide di prenderlo in affido, regalandogli così la possibilità di una vita diversa, e forse perfino il sogno di diventare un giocatore professionista di football.

Una volta giunto nella loro villa, però, conosce Anais, la sua futura sorellastra, stupenda e fragile. E, subito, quello che è stato il loro mondo fino a quel momento si sgretola. L'uno coglie negli occhi dell'altra il suo stesso tormento e l'attrazione si fa largo dirompente. Incontrollabile. E proibita. Ciononostante Des e Ana non possono smettere di cercarsi, desiderarsi, e amarsi, perché solo l'uno tra le braccia dell'altra, per la prima volta, capiscono cosa significhi vibrare e sentirsi vivi.

Ma il mondo "fuori" non si lascia mettere in un angolo, al contrario si fa avanti minaccioso e li costringe a chiedersi fino a dove sono disposti a spingersi per difendere il loro amore. Quella di Anais e Des è una scelta difficile. Un sì o un no che richiederebbero un istante per essere pronunciati. Ma "la vita è fatta di istanti. E di respiri impigliati in gola, e del cuore in fondo allo stomaco che li precede. E poi c'è il 'mentre': quell'attimo in cui decidi se essere felice o soffrire".

Tutto il tempo del mondo è il racconto appassionato e coinvolgente di un amore totale e impulsivo, spesso insensato e incosciente, che punta dritto al cuore del lettore per non abbandonarlo più.

RECENSIONE
Sono passate solo poche ore da quando ho finito questo romanzo, ma sono ancora scioccata, travolta dal tumulto di emozioni che mi ha suscitato. Forse non ho pianto durante la sua lettura, ma mi ha lasciato il magone addosso anche dopo aver chiuso il Kindle e continuo a pensare al finale, chiedendomi cos'accadrà ai suoi protagonisti. Quando uno scrittore riesce a ridurmi così, ha fatto centro - non sulla Giada blogger, ma sulla Giada lettrice. Sono queste emozioni e queste, le sensazioni che cerco in un libro. 

Mettetevi comodi, perché questa sarà una delle più lunghe recensioni che scriverò, proprio come vi avevo anticipato oggi pomeriggio su Facebook. Partiamo quindi dal principio: Anais Kerper è la ragazza perfetta: ha un ragazzo che ama e che è il quarter back della squadra di football, delle amiche che le vogliono bene, una famiglia che la adora ed è la capo cheerleader. Questa è solo una facciata, perché Anais soffre ogni singolo giorno, in silenzio, accettando in modo passivo ciò che i suoi genitori hanno deciso per lei e per il suo futuro. Incapace di reagire, si chiude in bagno a provocarsi il vomito, rifiutando di trattenere il cibo nel suo stomaco e tagliandosi i polsi. La farsa in cui si ritrova costretta a vivere giorno dopo giorno, non è altro che la gabbia dorata del suo mondo: perfetto all'apparenza, ma pieno di zone d'ombra così terribili che non osa parlarne a nessuno.

Ci sono giorni in cui vorrei urlare, ma so che nessuno mi starebbe a sentire.
(Anais Kerper)

Anais è un personaggio difficile da capire, spesso è contraddittoria nelle sue azioni e nei suoi intenti, ma non la si può biasimare per questo. Chi di noi, a diciassette anni, aveva le idee chiare su ciò che voleva davvero? Tuttavia, lei sa cosa desidera, ma non ha il coraggio di lottare per ciò che desidera perché condizionata in modo profondo dai progetti del padre su di lei. Lei non desidera diventare cardiochirurgo come Matthew, ma sarà costretta a farlo solo perché lui ha già deciso così - e ogni tentativo di ribellione viene sedato al più presto, minimizzato e reso poco importante. Adesso vi parlerò dei temi che ruotano attorno al suo personaggio, due temi che sono stati trattati con delicatezza e grazia, ma con una tale intensità da lasciarmi senza fiato: la bulimia e l'autolesionismo. Entrare nella mente di Anais, sapendo che odia il suo corpo e che lo ferisce in questo modo mi ha fatto davvero male, credetemi che c'è una scena, al 51% del romanzo che mi ha stretto lo stomaco e mi ha fatto venire voglia di rimettere pure a me, tanto era scioccante e sconvolgente. Non vi dirò di che scena si tratti, ma sappiate solo che dovete prepararvi per quella. La bulimia di Anais è diretta conseguenza delle critiche sul suo corpo da parte di sua madre, delle critiche che l'hanno ferita così nel profondo che lei si vede ancora come la ragazza sovrappeso che era, anche se ormai è così magra che preoccupa tutti, perfino mamita Linda. 

Odio ciò che vedo.Odio mia madre e la sua ossessione per la linea. Odio mio padre che vede chi non sono.Odio i giorni in cui vorrei urlare, anche se nessuno mi starebbe a sentire.Odio non poter essere la diciassettenne che vorrei.(Anais Kerper)

Se devo essere sincera, il tema che mi ha sconvolto più di tutti è stato l'autolesionismo. E' difficile capire cosa passi per la mente delle persone che si autoinfliggono dolore, è difficile per loro uscire da quell'abitudine malsana di ricorrere alla lametta per stare bene. Faccio molta fatica a trovare le parole a riguardo, poiché non penso di essere in grado di descrivere bene come ciò mi abbia fatto sentire... Le scene in cui Anais si taglia mi hanno scioccato. La veridicità con cui sono state rese, il loro realismo, è stato qualcosa di terribile. 

Controllo i segni sul braccio. Stanno sbiadendo, quindi non c'è bisogno di coprirli con del fondotinta. Li tocco con devozione, come se potessi incitarli a restare ancora un po' sulla mia pelle. Sono le mie cicatrici, quelle dei momenti in cui mi sono piegata e rialzata. Non ne vado fiera, ma ogni volta che le guardo capisco di essere una sopravvissuta che ha trovato un modo per farcela. Sono viva, anche se a nessuno importa.Sono viva, e lo devo a me.(Anais Kerper)



La vita perfetta di Anais viene sconvolta dall'arrivo di Desmond Ward, un ragazzo rimasto orfano a sette anni e che è passato da una famiglia affidataria all'altra, sperimentando situazioni che un bambino non dovrebbe mai sperimentare. E' un ragazzo duro, difficile, che si atteggia a gradasso, ma è la vita che l'ha reso così. Il suo atteggiamento è una corazza per proteggersi dal mondo esterno, dalle sue brutture, o almeno per tentare di salvarsi da esse, in quanto ha già visto il lato oscuro dell'umanità. Di coloro che dicevano di volergli bene, e invece lo rimandavano indietro ogni volta. Di coloro che lo insultavano, lo picchiavano e lo seducevano. Des non è un personaggio facile, lo ammetto, ma leggere di lui mi ha fatto capire come è inutile nascondersi sotto una corazza: prima o poi la nostra vera personalità emergerà, e starà agli altri decidere se amarci o meno per questo. Starà agli altri decidere se odiarci o amarci per come siamo davvero.

Mi hanno rovinato, ed è per questo che nessuno mi ha voluto. Ora voglio solo andarmene.(Desmond Ward)

Un bastardo è pur sempre un bastardo, nonostante le buone intenzioni nei suoi riguardi.
(Desmond Ward)

Sarà l'incontro con Anais a cambiare le carte in tavola per entrambi. Per la prima volta, nella vita di entrambi, finalmente conoscono qualcuno in grado di comprendere le loro ferite e il loro passato difficile (sì, a quanto pare questa è una parola che userò spesso stasera). Si avvicineranno, litigheranno, si allontaneranno e poi si avvicineranno di nuovo, combattendo contro il nemico peggiore: loro stessi. Sì, perché entrambi sono fragili e rotti allo stesso modo. Perché entrambi hanno sofferto moltissimo, in modi diversi, e cercano un modo per rattoppare i pezzi del loro cuore distrutto. Perché entrambi cercano di rimanere a galla in un mondo che pare tentare di soffocarli giorno dopo giorno, cercando un modo di sopravvivere. Se per Anais la via di fuga era il vomito autoindotto e l'autolesionimo, per Des sono le gare clandestine automobilistiche e la droga. Ho apprezzato davvero molto questo loro comprendersi, lasciando da parte ogni pregiudizio, ascoltando l'altro con amore e attenzione. E' stato bello vederli comprendere il loro amore, e il peso delle conseguenze che questo avrà nelle loro vite.


Quello che c'è fra me e Des è complicato, sta scatenando un disastro dietro l'altro, eppure non posso fare a meno di vivere ogni sensazione che lui mi provoca.
(Anais Kerper)

Nella mia vita fatta di niente, Anais è diventata il mio tutto.
(Desmond Ward)

Il loro amore, più volte contrastato e pieno di ostacoli lungo il cammino, non troverà completa realizzazione. In parte sapevo che sarebbe successo e sto davvero rischiando un grande spoiler, quindi è meglio se cambiamo argomento. L'amore di Des e Anais è fragile come le loro personalità: è una bomba in un negozio di vetro: pronta ad esplodere e a mietere vittime.  Un amore intenso, passionale, complicato che vi terrà col fiato sospeso, facendovi chiedere se loro due riusciranno mai ad essere davvero felici. In realtà, la domanda che si porrete sarà questa: Possono due persone rotte aggiustarsi a vicenda? Può sembrarvi una domanda stupida, ma io me lo sono chiesto più volte. E' nobile come proposito, ma difficilmente realizzabile. Non arrabbiatevi con me, io tifo per l'amore salvifico; semplicemente me lo sono domandato. E la risposta è no. Non si tratta di destino o fato, si tratta solo di questo: è molto difficile, se si è persone fragili, salvare un altro se non si riesce a salvare se stessi. E sì, mi rendo conto di essere catastrofica, ma non riesco a vedere le cose in modo diverso. L'amore non sempre può salvare due persone. L'amore, a volte, non basta. 


La spirale discendente che ci condurrà al finale, di cui ovviamente non vi dirò nulla, porterà Desmond e Anais a fare i conti con se stessi. Perché, come vi dicevo all'inizio, siamo noi i peggiori nemici di noi stessi. Ciò che succederà dalla dichiarazione d'amore in avanti, avrà delle grosse conseguenze. Delle conseguenze che vi lasceranno col senso di pianto e col magone addosso. 

Si dice che, per affrontare l'onda d'urto provocata da un errore, sia utile ammettere lo sbaglio e fare un passo indietro. Però a volte i soli passi da compiere sono quelli che ci allontanano dalle persone che abbiamo ferito. Desmond non si è mai sentito degno di essere amato, ma alla fine di tutto sono io a non essere degna di lui.(Anais Kerper)

A livello strutturale, il romanzo presenta un doppio POV che permette al lettore di capire e comprendere le azioni di Des e Anais. A volte vi verrà voglia di scuotere con forza Anais e dirle di andarsi a prendere il ragazzo che ama. A volte vi verrà voglia di prendere a schiaffi Desmond per il suo comportamento scorretto nei confronti di Anais. Ma quando chiuderete il Kindle, vi mancheranno. A me già mancano un sacco. Sono personaggi molto ben costruiti, con un background credibile, resi così bene da sembrare realistici. Resi così bene, che sarete in grado di sentire la loro sofferenza sulla vostra pelle e il vostro cuore lacerarsi per i loro continui battibecchi. 


Un romanzo travolgente, sconvolgente, terribile e meraviglioso. Un romanzo che vi lascerà devastati. Una lettura coinvolgente e passionale, che arriva dritta al cuore. Un cuore che l'autrice riduce in mille pezzi e poi compone e ricompone man a mano che Desmond ed Anais crescono come personaggi, e le loro avventure e disavventure vi fanno soffrire. Un romanzo indimenticabile. Super consigliato!

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro che vi consiglio caldamente, e vi prego, leggetelo! Ho bisogno di fangirlare con qualcuno su Des e Ana!
"Ti è mai capitato di guardare dentro gli occhi di qualcuno e di capire di essere a casa?" [...] "A me sì, e per quanto mi sforzi di fuggire, in lei ho trovato il mio rifugio, ed è maledettamente difficile abbandonarlo."
(Desmond Ward)

xoxo,
Giada

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