giovedì 13 settembre 2018

UNA MACCHIA SULLO SFONDO - DALLA PARTE DEL CUORE DI VALENTINA G. BAZZANI

Buon giorno, bloggers e lettori! Il racconto che ho il piacere e l'onore di presentarvi è di una scrittrice di cui ho già recensito un romanzo in passato, la dolce Valentina G. Bazzani <3 Il progetto prevede che ogni blog posti un racconto che affronta una tematica precisa. Buona lettura!





UNA MACCHIA SULLO SFONDO, DI VALENTINA G. BAZZANI


Fumo negli occhi. Fra i capelli aggrovigliati dal sudore, nei polmoni affamati di ossigeno, fra i pensieri disordinati. C’è fumo ovunque, intorno a me, fra corpi accalcati e tesi nello sforzo di divertirsi a tutti i costi, i drink buttati giù tutto d’un fiato, le sigarette fumate con le braccia alzate, la musica che ci riverbera dentro ma non ci tocca mai. Un altro sabato sera, in poche parole. Come tanti altri, sbiaditi e confusi. Ma stasera è diverso. La musica è più chiara, definita.
Vorrei che fosse così anche per me.
Ma sono solo una macchia sullo sfondo.

La vedo, unico volto nitido in quella massa informe e vibrante. I capelli rossi spiccano tutte le volte che salta a ritmo con la mia musica. Vorrei sapesse che suono aspettando il momento di vederla emergere dalla folla.
Vorrei strappare quel velo di fumo bianco che ci separa, scendere dal palco e andare da lei. Ma se lo facessi, se infrangessi quella barriera, tutto finirebbe, e io ho paura di mostrarmi per quello che sono veramente: una persona anonima, senza nulla di speciale eccetto il talento per la musica.
Una macchia che ha cercato di staccarsi dallo sfondo.

Ha gli occhi chiusi, come se noi non esistessimo e lui stesse suonando solo per sé stesso. Bevo più di quanto dovrei, salto perché lo fanno gli altri, trascinata da una forza che mi spinge ad alzare i piedi. Gli amici mi chiedono che cos’ho e dopo pochi tentativi si arrendono. Mi lasciano da sola e vanno a cercare divertimento altrove, non sono di compagnia stasera. Perdo la nozione del tempo, perché sono voluta venire? Non stiamo più insieme, continuo a ripetermi. Cerco di farmi notare.
Perché non lo vede?
Perché non mi vede? 
Tutto si fa confuso, tranne la sua voce che risuona nitida nella mia testa. È lei a tenermi a galla.

La cerco ma non la vedo. Ancora un pezzo e avremo finito. Cerco di concentrarmi sugli accordi ma non ci riesco, sono troppo nervoso. Alzo lo sguardo e lei è di nuovo là, ma non da sola. Sta ballando insieme a un uomo. “Non importa”, mi ripeto. “Non stiamo più insieme”. Ma non riesco a staccarle gli occhi di dosso.
Perché non lo vede?
Perché non mi vede?
Lui le sussurra qualcosa all’orecchio e si allontanano dalla pista da ballo. Io concludo il pezzo, lascio la chitarra a terra fra le proteste di tutti e scendo dal palco, nel panico. Ripenso alla nostra storia. Agli attimi mancati e alle parole taciute e a quelle che ci siamo gettati addosso solo per orgoglio. Rivedo tutto questo, mentre mi faccio largo verso l’uscita con il cuore pesante e spingo la porta a vetri.

Delle mani mi coprono gli occhi. Non lo vedo, ma so che è lui. Il braccialetto che gli ho regalato per il nostro ultimo anniversario tintinna. Il suo odore emerge tra la puzza di sigarette e sudore. Sorrido. Mi giro e i suoi occhi grigi mi fissano, con un’intensità che non mi hanno mai rivolto prima.
Parla a bassa voce: «Scusami se non ti ho detto nulla del tour. Scusa se non ho apprezzato quello che ogni giorno fai per me. Pensavo che la musica fosse la cosa più importante della mia vita. Ma tu mi rendi quello che sono, dai valore a ogni mia canzone. Ora lo so. Lo vedo.»
Poso le mani sui suoi polsi. Ci siamo rincorsi tutta l’estate, solo per arrivare a questo punto.
«Io ti sosterrò sempre, Alex. Ma stasera ho capito che non voglio più vivere nella tua ombra. Voglio sollevare i piedi e staccarmi dallo sfondo grazie ai miei quadri, come tu hai fatto con la musica. Sei stato proprio tu a mostrarmi come fare. Devo trovare la mia strada da sola.»
Lui mi accarezza la guancia e annuisce, consapevole che con ogni probabilità quello è un addio.
«E allora fallo. Salta oltre le tue paure. Io sarò sempre lì e ti guarderò spiccare il volo.»



xoxo,
Giada

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