giovedì 6 febbraio 2020

RECENSIONE DI DARK TOUCH DI ELLE LEWIS/ REVIEW OF DARK TOUCH BY ELLE LEWIS

Buona sera, bloggers e lettori! Sono felice d'esser finalmente in grado di ripostare, si spera con sempre più maggior regolarità, le mie recensioni ancora. La mia vita, in questo momento, è piena di cose da fare, e spesso ho l'impressione di non aver abbastanza tempo per fare tutto nelle 24h che abbiamo. Oggi, in particolare, sento di non aver abbastanza tempo, e sto in piena PMS. Tuffiamoci quindi nella mia recensione!

PREMESSA
Non appena la mia vita è diventata ancor più piena di nuove cose da fare, ho dovuto riorganizzarmi. Era difficile le prime volte. E' ancora difficile, ma sto cercando di trovare un equilibrio. Amo fare nuove esperienze e amo sperimentare cose nuove. Amo tutto ciò di loro, anche le difficoltà che potrebbero portare. Ho deciso di leggere un romanzo breve da NetGalley, e la mia scelta è ricaduta su questo libro. Sembrava molto interessante e adrenalinico, perciò ho deciso di dargli una chance. A partire dalla bella cover. Non sono sono stata delusa, ma penso che questo sia uno dei peggiori libri che io abbia mai letto dal sito. 

SINOSSI (DA GOODREADS)
Sloan ha lasciato casa un anno fa, sperando di fuggire dal suo passato.
Una notte, un fatale incontro cambierà la sua vita per sempre. Sloan incrocia la strada con un essere pericoloso. E' antico. Malvagio. E lei ha attirato la sua attenzione.
Sloan cerca di continuare la sua vita di tutti i giorni, ma presto di rende conto che è diventata l'ossessione di quell'essere. 
Disperata, Sloan cerca delle risposte. E il tempo sta per scadere.

RECENSIONE
Dove comincio da questa recensione? Il libro era molto promettente, all'inizio. Mi piaceva sul serio. Ma poi è affondato come il Titanic, ed è affondato sia grammaticalmente che a livello di coesione narrativa interna.

La storia inizia con Sloan Stolar, una ventenne che è scappata dal suo passato a Los Angeles e ha deciso di vivere a Seattle. Ha problemi ad abituarsi al clima, a causa del fatto ch'era abituata al caldo clima californiano. La principale caratteristica di Sloan è che lei è una persona da non-rompermi-il-cazzo, e preferisce affrontare i suoi problemi da sola, tanto che non ha un amico molto vicino a sé. Beh, ce l'avrebbe se lasciasse Millie avvicinarsi a lei. Mi è parso che l'unica caratteristica di Sloan (la sola) fosse quella di avere una personalità da badass - ma non è stato così, ai miei occhi. Ai miei occhi è apparsa come "la damigella in pericolo" che non riusciva a sopportare che nessuno diventasse suo amico e le si avvicinasse, quindi il suo atteggiamento da dura lo nascondeva. Lo dico ora, un editor tempo fa mi disse anni e anni fa: non è necessario descrivere tutto ciò che un personaggio indossa, perché è noioso. All'inizio, scrivevo come Elle: tre o quattro linee sugli abiti dei personaggi. Poi ho iniziato a capire che sì, puoi parlare degli abiti dei personaggi, ma non in modo descrittivo (o troppo descrittivo): devi far muovere il personaggio per descrivere ciò che vuoi descrivere. La mia scrittura è migliorata, e non era né noiosa né piatta. Questo è importante per me, da dirvi, perché ho avuto problemi a finire questo romanzo. A un certo punto, dopo pranzo, ho iniziato a saltare a pié  pari tutte le scene descrittive. Era noioso, troppo, troppo noioso per me.

Durante una notte come le altre, Sloan si approccia a uno sconosciuto con i capelli bianchi e gli occhi neri - pieni di vacuità e oscurit à - e sente una scossa attraversarle il corpo. Da questo momento in avanti, la sua vita non sarà mai più la stessa. Dall'iniziare a provare qualcosa per un pescatore carino - descritto nel libro come un 'figo', e devo dire che anche lui sarebbe potuto esser stato reso in modo migliore e diverso - ad comportarsi da testarda con angeli e demoni - o qualcosa che gli somiglia. 

Ci ho provato. Ci ho davvero provato a farmelo piacere questo libro, ma c'erano troppi errori grammaticali: "its" al posto di "it's" quando non era necessario, i tre punti di sospensione collegati alla frase dopo, rendendo la frase tutto un blocco unico, oppure qualche parola datata e stonata in un urban contemporary come 'fowl' per descrivere il buttafuori. Questi, tuttavia, erano i problemi minori del romanzo. Ho trovato numerosi errori di editing - per esempio, all'inizio, Sloan si sta preparando un piatto di conchiglie (la nostra pasta italiana), e nella pagina dopo diventano noodles, o il fatto che lei abbia avuto un rapporto sessuale nel bel mezzo di una battaglia è stato molto brutto da leggere. O il fatto che i personaggi fossero monodimensionali e piatti, noiosi come mai. Le descrizioni estremamente dettagliate di ogni abito di ogni personaggi hanno reso tutto troppo noioso. Muri e muri di testo che, come ho detto prima, mi hanno fatto saltare tutte le descrizioni e andare direttamente ai dialoghi - che erano pochi, considerando quante descrizioni ho trovato. Ho la netta sensazione che ogni cosa che io abbia trovato che non andava sia da ricollegare al fatto che l'autrice ha fatto l'opposto di ciò che si consiglia a chiunque scriva: usare lo 'show, don't tell', infatti qui era usato più lo 'tell, don't show'. L'eccessiva testardaggine di Sloan, specie verso la fine del libro, l'ha fatto apparire come una ragazzina sciocca. Anche, e perfino, il suo insta-love con James.

Mi aspettavo un colpo di scena che riguardasse il prof. Imperial, e non è accaduto. Avrebbe reso le cose molto più interessanti per il lettore. Concludendo, ho dato a questo romanzo 2 stelle perché ha molto potenziale che non è stato utilizzato. Un buon editor avrebbe tagliato tutti i muri di testo, e reso il libro più leggero - perché sì, quelle lunghe descrizioni hanno reso il libro noioso, anche quando aveva tutte le potenzialità per essere un ottimo libro. 

Vi saluto con una citazione da questo libro, sperando che l'autrice migliori nel suo prossimo lavoro e che tiri fuori una bellissima storia per sé stessa e per il lettore. Perché questa storia è piena di potenziale, semplicemente non è stato sfruttato come si deve. 
“I would always be broken. But broken things could mend and transform into something beautiful. I wanted to live and see new possibilities unfold.”
(Sloan Stolar)




Xoxo,
Giada

martedì 28 gennaio 2020

RECENSIONE DI SPLENDI PIU' CHE PUOI DI SARA RATTARO

Buona sera, bloggers e lettori! Finalmente sono riuscita a tornare di nuovo nel blog, e ho moltissime novità che non vedo l'ora di raccontarvi! Innanzitutto, sono sparita in questi giorni perché ho cominciato un corso di formazione un po' lontano da casa, quindi non ho avuto molta occasione di prendere in mano il pc oppure quando prendevo in mano il tablet ero così stanca che non avevo nemmeno la forza di ascoltare la musica. Ho intrapreso un nuovo percorso, e ne sono estremamente felice. Amo i nuovi inizi, le nuove opportunità che si possono presentare, insomma... ho tante cose che bollono in pentola.

PREMESSA
Ho atteso anni prima di riuscire a iniziare un romanzo di Sara Rattaro. Non era mai il momento giusto, nonostante desiderassi ardentemente conoscere questa grande autrice italiana. Finalmente quel momento è arrivato, e ho avuto modo di leggerla. Mi è piaciuta molto, moltissimo, infatti ho dato cinque stelle a "Splendi più che puoi", ma a mio avviso ne meriterebbe molte di più. E' un romanzo che rimarrà scolpito nel mio cuore negli anni a venire, per la sua profondità e crudezza.

SINOSSI (DA GOODREADS)
L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

RECENSIONE
Per tutti gli sbagli commessi. Per tutti l'amore da dare.Per tutti i sogni del cuore. E' per questo che torniamo a splendere.(Sara Rattaro)
Questa è la frase di apertura di "Splendi più che puoi". E' grazie a questa frase che mi sono, fin dall'inizio, innamorata di questo libro. Una frase semplice, ma diretta e sentita ch'è arrivata dritta al mio cuore quasi subito. Una frase che mi ha colpito molto, molto nel profondo. 

"Splendi più che puoi" è la storia di Emma, una giovane ragazza di quasi diciotto anni all'inizio del libro, che sta cercando di capire quale sia la sua strada nel mondo. La vediamo confusa, ribelle, decisa, mentre si oppone con forza alla decisione di suo padre di andare a studiare architettura all'università per inseguire sia il suo amore che le sue passioni. Sì, perché è circa a quest'età che Emma conosce Tommaso. Tommaso, fidanzato di una madre di una sua amica, di cui s'innamora perdutamente e con il quale intraprende una relazione andando contro tutto e tutti. La giovane Emma è una ragazza che ho ammirato molto, perché ha saputo uscire dalla sua comfort zone e scegliere ciò che le piaceva fare di più, a prescindere da ciò che gli altri volevano per lei. Ci vuole coraggio, e una piccola dose di pazzia per fare ciò, e ha avuto la mia totale ammirazione per questo.

Non esiste la coppia perfetta. Nessuno può amarsi per sempre, nutrire infinita fiducia nel costruire un rapporto del tutto privo di minacce. Esistono solo impavide persone che nonostante tutto ci provano. A volte ci riescono.(Narratore esterno)
Emma ha già un lavoro stabile da almeno sei anni quando la sua storia con Tommaso finisce all'improvviso. La fine della storia influenzerà la sua ricerca del nuovo fidanzato, compiendo gesti e azioni volti a farlo ingelosire o metterlo sul chi vive. E' grazie a uno di questi incontri casuali che la sua strada s'incrocia con quella di Marco. Marco, inizialmente, è il ragazzo perfetto. La ricopre di attenzioni, regali, rose ecc. Solo di recente ho scoperto che questa forma di violenza, usata dai narcisisti patologici, è chiamata love bombing. E' uno dei loro metodi per attrarre le vittime a sé. E' uno dei metodi per apparire ai loro occhi come desiderabili e per nascondere la loro vera faccia con una maschera che, purtroppo, non è destinata a durare per tanto tempo. Dopo un matrimonio rocambolesco e una luna di miele spiacevole, Emma rimane incinta di Martina. Ma, tuttavia, alla morte del suocero le cose peggiorano per lei e per sua figlia.

Non è mai precipitosa. La discesa inizia sempre con un piccolo passo verso il baratro.
(Narratore esterno)
Emma si ritrova a venire picchiata quotidianamente da suo marito. A venire rinchiusa al gelo in cantina coi lividi che le fanno male. A venire picchiata con la cintura. A essere costretta a subire abusi psicologici e fisici di ogni tipo e forma. Questa è la storia di Emma, ma sarebbe potuto benissimo essere la storia di una qualsiasi Giulia, Sara, Benedetta, Nicoletta... Tutte queste donne sarebbero potute essere lei. E' per questo che Emma prende la decisione di provare a salvarsi, ma non per sé stessa. Solo e unicamente per la sua bambina. Martina, nonostante il violento padre che si ritrova, è la sola unica gioia di Emma. Lei, infatti, farebbe qualsiasi cosa per la sua bambina.

Quella sera presi una decisione importante. Avrei dato alla mia vita una nuova occasione. Dovevo almeno provarci. Sarei tornata a decidere di me.
(Emma)
In questo modo, Emma prende il coraggio a due mani e affronta un lunghissimo calvario di presa di coscienza delle violenze e abusi subiti a causa di Marco. Un calvario che avrà fine, purtroppo, molti molti anni più tardi. 

Il romanzo è strutturato in modo semplice: i capitoli si susseguono l'un l'altro, senza numerazione, come se fosse un diario. In qualche modo, io l'ho percepito come tale. E' il diario della rinascita di Emma, di Emma, che ha lottato con le unghie e coi denti per tornare a una parvenza di normalità. Una normalità che sarà mai la stessa dei prima delle violenze. Il suo corpo risente ancora delle botte. La sua psiche è ancora danneggiata. Ma il suo spirito no, ed è questo che l'ha portata a salvarsi: perché nel momento più buio della sua vita, ha trovato in sé stessa la forza per risollevarsi. Nel libro sono presenti, a fine capitolo, delle frasi di un narratore esterno. Una cosa che ho concepito come un voice-over in una serie tv o film: noi vediamo il romanzo svolgersi di fronte a noi, ma allo stesso tempo l'autrice rompe la quarta parete e ci dà delle frasi molto intense e significative che io non ho potuto fare a meno di trascrivermi. 

Vi saluto con una citazione, una delle mie preferite, di questo bellissimo romanzo. 
"Il Fato. Il Destino. Non sono che miti. Noi siamo la somma delle nostre scelte.
Scegliete bene."
(Emma)

xoxo,
Giada 

mercoledì 22 gennaio 2020

RECENSIONE DE L'ANNO DELL'ORACOLO DI CHARLES SOULE

Buona sera, bloggers e lettori! Questa giornata è stata una vera montagna russa di emozioni, sia positive che negative, e devo ammettere che mi sento piuttosto stanca, ora come ora. Ho finito tardi di leggere il romanzo, ieri sera, e mi è piaciuto davvero molto. E' un thriller nello stile di Dan Brown, con qualche elemento sovrannaturale e inspiegabile che condisce il tutto per bene.


PREMESSA
Non so cosa mi abbia attratto di questo romanzo, se la copertina particolare o la trama, mi sono sentita attratta da esso come una calamita, in biblioteca. Come saprete, sto partecipando alla Chiara's Reading Challenge del 2020 e avevo bisogno di un libro diverso per staccare dal genere romance, in tutte le sue sfumature. Penso d'aver fatto una buona scelta, perché in fin dei conti "L'anno dell'Oracolo" è stata una ottima lettura, che mi sento consigliarvi fin d'ora, se cercate un romanzo diverso dal solito da leggere.

TRAMA (DA GOODREADS)
Non sa come sia successo. Will sa solo che, un mattino, si è svegliato di soprassalto con in testa le immagini di 108 eventi che si verificheranno nel corso dell'anno. All'inizio, Will non crede che siano profezie. Poi le prime si avverano. E allora lui decide di pubblicarne alcune su un sito, firmandosi l'Oracolo. La reazione è immediata: il Sito viene inondato di messaggi, da quelli di persone comuni ansiose di scoprire il proprio futuro a quelli di multinazionali che pagherebbero qualsiasi cifra in cambio di previsioni in esclusiva. Ma non solo. Will comincia a ricevere anche diverse minacce. Perché la conoscenza è un'arma potente e sono in molti a voler annoverare l'Oracolo nel proprio arsenale… o a volerlo distruggere. Dai lobbisti senza scrupoli ai fanatici religiosi, dalle cellule terroristiche fino al presidente degli Stati Uniti, tutti vogliono sapere chi sia l'autore del Sito e come controllarlo. Così, in brevissimo tempo, Will si ritrova nel mirino di hacker e killer professionisti. E, mentre il cerchio intorno a lui si stringe e la lista di persone di cui può fidarsi si assottiglia, Will si rende conto con orrore che le 108 profezie sono collegate tra loro e, se nessuno riuscirà a spezzare quella catena di avvenimenti, il mondo intero sarà in pericolo...

RECENSIONE
"L'anno dell'Oracolo" è un thriller dalle mille sfaccettature: un thriller politico, un thriller puro, un thriller dalle tinte sovrannaturali e un thriller sci-fi. E' un thriller che, a tratti, mi ha ricordato Dan Brown, per l'elemento sovrannaturale ed incerto che si mescola all'attualità. Sì, perché dopotutto, "L'anno dell'Oracolo" è un libro tremendamente attuale che tratta in modo eccellente il variegato mondo delle emozioni umane. 

Will Dando è un musicista che sogna di fare il grande colpaccio, di venire notato in una delle serate open mic (serate a microfono aperto è davvero brutto da sentir dire, italianizzato) e, in questo modo, di migliorare la sua vita. Infatti, vive in un appartamento fatiscente a New York e assiste la vita degli altri scorrergli davanti, mettendo in dubbio le sue effettive capacità come musicista e chiedendosi perché lui si sia ritenuto tanto speciale anni prima. E' un po' quello che, chiunque con una passione, si è chiesto almeno una volta nella vita. E' quello che chiunque, con un passionale, si è chiesto e ha messo in dubbio la sua intera esistenza. Ma la vita di Will Dando è destinata a cambiare quando si sveglierà, di soprassalto, e si ritroverà con in testa 108 profezie. Alcune di queste profezie sono innocue, all'apparenza. Altre invece, hanno uno scopo ambiguo e poco chiaro. 

Pensò alle decisioni buone e a quelle cattive e a quanto potesse essere difficile distinguerle.(Will Dando)
Al suo fianco c'è l'ex broker finanziario Hamza, che lo aiuterà a costruire il Sito e che diffonderà a tutto il mondo, le profezie dell'Oracolo. Perché sin da quando il Sito verrà messo on line, Will abbraccerà con non poche difficoltà il suo ruolo di Oracolo. In fin dei conti, è un uomo comune, semplice, con sogni di gloria, che si ritrova a diffondere profezie di vario genere attraverso il Sito. Ma, ed è questo il problema principale, tutte queste profezie hanno uno scopo preciso. Uno scopo che Will dovrà trovare, se vuole salvare il mondo. Non fare spoiler si sta rivelando sempre più difficile, quindi penso che passerò al prossimo personaggio chiave del romanzo: Leigh Shore. Leigh è una giornalista per Urbanity.com che fa servizi di quart'ordine, non venendo ascoltata dal suo capo con le sue ottime proposte o i suoi chiari tentativi di emergere come giornalista di cronaca e non solo di gossip e 'altre stupidaggini'. Leigh è una donna di colore coi controcoglioni, e fa sempre di testa sua anche quando Will le dice di no. E' una donna molto coraggiosa, un esempio di testardaggine e impegno non indifferenti.

Forse l'unica cosa che non è piaciuta di tutto il libro è stato il continuo uso dei tre puntini di sospensione all'interno delle frasi. In realtà questa è una questione abbastanza triviale, il fatto è che mi è sembrato un ottimo romanzo da leggere, ricco di suspense ed azione, ma in certi punti non mi ha fatto impazzire, ecco perché gli ho dato quattro stelline.

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro, che v'invito da leggere per poterci confrontare a riguardo. Chissà, magari a voi è piaciuto ancora di più di quant'è piaciuto a me, o non vi è piaciuto per niente: in ogni caso, potete mandarmi un DM e in questo modo, ne parleremo insieme.
"Tempismo. Come per tante altre cose, era tutta una questione di Tempismo."
(Leader Arabo)

xoxo,
Giada

mercoledì 15 gennaio 2020

RECENSIONE DI CALLING CALIFORNIA DI J.P. GRIDER/ REVIEW OF CALLING CALIFORNIA BY J.P. GRIDER

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Ieri sera ho finito di leggere "Calling California" e devo dirvi che anche questo romanzo mi ha piuttosto deluso. Beh, questo romanzo mi ha MOLTO deluso. Avevo riposto grandi speranze su quest'ultimo, forse mi aspettavo chissà cosa, proprio come "The Bastard" e niente, non ha raggiunto le mie aspettative. Ha avuto molti alti e bassi, più bassi che alti. A un certo punto, mi sembrava di leggere e rileggere le stesse litigate tra i personaggi principali ancora e ancora senza alcuno scopo preciso.

PREMESSA
Ho deciso di leggere questo libro per la Chiara's 2020 Reading Challenge, per la cateogoria College Romance. Pensavo che avrei letto molto più di college e professori che non dei drammi personali dei personaggi, perciò sono convinta d'aver scelto il libro sbagliato per questa categoria. Non è colpa dell'autrice, è solo mia. Mi aspettavo altro e con "Calling California" quell'altro non è stato raggiunto. Gli ho dato 3,5 stelline nel mio book rating, sebbene durante la lettura io mi sia trovata a combattere una guerra interiore, in quanto dare o non dare tre o quattro stelle. Ve ne parlerò meglio nella sezione "Recensione". Spero che la mia recensione mi vi piaccia e, come sempre, buona permanenza!

SINOSSI (DA GOODREADS) 
Cali Parker è povera. Ha molta carne al fuoco - suo padre sta morendo, lavora per aiutare a pagare l'affitto, ed è due anni indietro col college.

Griffin Brooks è ricco. E' spensierato - da' il massimo nei suoi corsi di ingegneria, il suo hobby di restaurare la macchina d'epoca da 50 mila dollari, e ha una ragazza diversa ogni settimana al suo fianco.

Quando Cali vede Griffin durante il suo primo giorno di lezione s'invaghisce di lui e pensa d'aver trovato il ragazzo perfetto. quando Griffin vede Cali in banca, immediatamente si dimentica della bionda ch'era con lui quel mattino. Poi s'incontrano, e i loro mondi cozzano l'uno con l'altro.

Cali non appartiene al mondo di Griffin, e lui non la capisce. Ma quando Griffin la convince che i loro diversi mondi possono mescolarsi, viene alla luce un segreto che li divide.

E' abbastanza forte il loro amore per farli tornare insieme, o i loro mondi li allontaneranno ancora di più


RECENSIONE
"Calling California" è un complicato college romance. Voglio dire, complicato è un eufemismo, perché, come ho detto prima, ha avuto moltissimi alti e bassi. E i bassi erano molto più degli alti, perciò la mia decisione di abbassare il mio punteggio. Calista Parker è una ragazza povera, vive giorno dopo giorno, pensando a quando e se riuscirà a mettere un nuovo piatto di cibo a tavola. A ciò si aggiunge anche il fatto che deve lavorare per aiutare sua madre a pagare l'assistenza medica del suo papà malato - ha anche ritardato di due anni l'entrata al college per questo, al fine di guadagnare abbastanza soldi e riuscire a metterne da parte almeno un po', di modo da aiutare la sua famiglia con le bollette i problemi personali che il cancro ai polmoni di suo papà ha provocato. Griffin Brooks è un ragazzo ricco, vive al meglio, spende i soldi del ricco papà (e questo lo rende, a mio avviso, proprio un 'figlio di papà'') per tutte le cose che gli piacciono e gli piace cambiare ragazza spesso. Questo, fin dall'inizio, denota la sua incapacità di avere una relazione seria e stabile.

Le cose cambiano quando un giorno, dopo aver finito di lavorare con il suo amico Joe alla sua macchina d'epoca, va alla banca e incontra il suo 'angelo', Calista. Quando lei non gli dà una spiegazione per il suo soprannome 'Cali', lui inizia a chiamarla 'California', sebbene questo non abbia nessun senso. Sì, chiamarla 'California' per me non ha alcun senso, dato che viene chiamata in tre diversi modi diversi nel libro, sta povera ragazza, e questo rende le cose confusionarie per il lettore. E' istant love per Griffin, che non riesce a togliersi dalla mente questa ragazza. Calista è, da parte sua, una ragazza molto seria e chiusa in sé stessa. Le sue sole priorità sono lavorare per aiutare suo padre, che a mio avviso è una cosa molto bella e onorevole da parte sua. Ma non è solo questa una delle caratteristiche di Calista: lei odia le persone ricche. Odio puro. E' così orgogliosa che lavora da sola e lavora sodo, e non vuole nemmeno che i suoi amici le offrano una tazza di caffè.

Parliamo quindi delle cose che mi sono piaciute di questo libro. Lo sviluppo dei personaggi è stato buono. Griffin ha iniziato come un ragazzino viziato, sebbene non se la tirasse per la sua ricchezza con lei, ed è diventato un uomo più coscienzioso. Più attento alle emozioni e ai sentimenti delle persone attorno a lui. E, sopra ogni cosa, lo ha reso consapevole di un mondo al di fuori del proprio, dove le persone faticano ad arrivare a fine mese e fanno due lavori. Calista ha subito un lieve sviluppo, ma non mi è piaciuta molto: posso capire che a lei non andassero a genio le persone ricche, ma non può arrabbiarsi con qualsiasi persona possegga più denaro di lei, a partire da Griffin. Non è colpa sua se lui è nato (in qualche modo) ricco, in una ricca famiglia, con un padre ricco - sì, Bucky. Bastardo.

Le cose che non ho sopportato sono molte. A partire dall'eccessiva ripetizione degli intercalari 'Yup' e 'Yeah', li ho trovati in quasi ogni pagina nelle 300 del libro e mi ha irritato moltissimo. Era fastidioso, e portava tutti i personaggi allo stesso livello, facendoli apparire come un grande e unico personaggio ai miei occhi. Sì, questo rendeva i personaggi tutti simili e, sopra ogni cosa, mi ha irritato da impazzire. Ce n'erano tipo ogni 2x3 in ogni pagina. Beh, no. Leggo in inglese dalle medie, e non ho mai trovato qualcosa di più fastidioso di questi intercalari. Una cosa che ho ritrovato in tutto il romanzo, poi, erano le litigate costanti RIGUARDO LO STESSO CAVOLO DI ARGOMENTO. Ho capito. Sei ipersensibile su questo argomento, Calista. Ma ogni 2x3 ti offendevi per ogni cavolo di cosa, quasi sempre per una stupidaggine. Specialmente quando Griffin faceva di tutto per aiutarti in ogni modo possibile, e tu l'hai tagliato fuori dalla tua vita in ogni modo possibile. Questo ha reso Calista un personaggio inavvicinabile: si è lamentata per tutto il tempo della sua vita, del suo odio per le persone ricche e si continuava a chiedere perché non riusciva a sopportarle. Ha dato perfino la colpa di ciò ai suoi genitori. No, ragazza mia. Hai preso questa situazione dal lato sbagliato. Si è LAMENTATA in quasi ogni cavolo di capitolo della sua situazione finanziaria e i soldi erano la sua ossessione fin dal primissime pagine. Come non potevo scocciarmi di ciò?

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che spero leggerete, perché voglio confrontarmi con voi e che mi diciate cosa ne pensate a riguardo.
“If trust has no meaning, how can love have any?”
(Calista Parker)




Xoxo,
Giada

venerdì 10 gennaio 2020

RECENSIONE DI THE BASTARD DI LISA RENEE JONES/ REVIEW OF THE BASTARD BY LISA RENEE JONES

Buona sera, bloggers e lettori! Questa sera, sul tardi, ho finito "The Bastard" di Lisa Renee Jones, e sebbene avessi alte aspettative nei confronti di questo romanzo, mi ha deluso nella sua quasi totalità. E' un buon libro, non fraintendetemi, ma non è buono come credevo sarebbe stato. Non mi ha soddisfatto perché non ha raggiunto le mie aspettative - e per questo, mi ha deluso. 


PREMESSA
Prima di cominciare la lettura, pensavo che "The Bastard" fosse uno di quei libri pieni di sesso e personaggi complessi, tormentati. Ho fatto giusto al 60%, poiché questo libro è senza dubbio pieno di scene di sesso, procrastinazione anche di qualcosa che, ora che ci ripenso, sento di non aver compreso. Mi spiegherò nel dettaglio nella recensione. Ma sì, non mi ha totalmente convinto. Qualche volta ho trovato i personaggi poco credibili e, soprattutto, molto ripetitivi perché hanno ripetuto la stessa cosa per non so quante pagine. Questo è uno dei motivi per cui ho dato tre stelle. Era un buon libro. Ma niente di più. Sarebbe potuto essere dieci volte meglio, secondo me. Ma va beh, questa era una delle prime versioni del romanzo su Netgalley.

SINOSSI (DA GOODREADS)
LA STORIA DI ERIC MITCHELL
Sono il figlio bastardo, figlio dell'amante, il figlio di riserva per l'impero dei Mitchell. Mi ha mandato ad Harvard. L'ho abbandonata e mi sono unito ai Navy SEAL, ma ora sono tornato e ho finito la scuola con i miei soldi e lavorando sodo. Sono diventato il braccio destro di Grayson Bennett, il bilionario che controlla L'Impero Bennett. Tra poco riuscirò a diventare io stesso un bilionario. Non ho bisogno della compagnia di mio padre o del suo amore. Mio "fratello" può averlo. Io non tornerò mai più lì. Non sarò mai più l'errore che mio padre ha fatto, non sbaglierò come lui ha sbagliato con mia madre.

Ma poi lei entra nel mio ufficio, la principessa che in passato ho desiderato molto più di quanto io abbia mai desiderato l'amore di mio padre. Vuole che io torni. Dice che mio padre ha bisogno di esser salvato. Non voglio salvare mio padre, però la desidero. Totalmente. Appassionatamente. Più di quanto io abbia mai desiderato altro. 

Lei, però, è La Principessa e io sono Il Bastardo. Non funzioniamo insieme. Non ci apparteniamo, e quando lei dice che ha bisogno di me, mi sciolgo. Siamo come zucchero e sale, non funzioniamo bene, ma desidero troppo assaggiarla. Solo una volta. Quanti danni può fare un solo assaggio?

Non perdete la completa FILTHY TRILOGY:
THE BASTARD
THE PRINCESS (January)
The Empire (March

***The Bastard si chiamava, inizialmente, Dirty Rich Bastard. Storia breve: ero vicina alla fine di The Princess, e mi sono resa conto che non potevo finire la storia di Eric e Harper con questo libro. Sarebbe stato ingiusto per i miei lettori privarli del loro finale. Perciò ho deciso di rendere la loro storia lunga tre libri invece di due. Spero che capitate e siate emozionati per i restanti due libri della loro storia.

Questi libri possono essere letti come stand-alone nella Dirty Rich Series.
RECENSIONE

“The question is, do I want any part of aiding in its success? I must. Why else would I be here?” (Eric Mitchell) 

La storia comincia con "sei anni prima" gli eventi veri e propri, nel Castello, o com'è chiamato nel romanzo, la Villa Kingston, dove il padre biologico di Eric sta dando un party con l'élite della società. Tutte le persone famose e ricche sono lì. Anche una bellissima brunetta che attira l'attenzione di Eric sin dal principio. La Principessa, un soprannome così bello e così pieno di odio e vendetta. La Principessa è, niente di meno, che la protetta di Jeff Kingston e la 'sorellastra' di Eric, sebbene loro non abbiano alcun legame di sangue. La scintilla tra loro è istantanea, e anche piuttosto affrettata, e imposta subito il ritmo della storia. Un 'instant love', o meglio, un 'istant sexual attraction and chemistry' che mi ha fatto un po' arrabbiare, anche solo all'inizio del romanzo. Non c'erano le premesse per ciò nella sinossi, e mi ha deluso molto ciò. 

“We’re wrong. We’re so fucking wrong that we are right in every possible way.”
(Eric Mitchell)

A questo punto, visto che la maggior parte del conflitto era basato sul 'fratellastro' che si fa la 'sorellastra', sembrava che stessi leggendo un forbidden romance. Ma no gente, non lo è. E' solo un contemporary romance con elementi di forbidden. Messa da parte la questione di Eric che fa sesso con la sua sorellastra, la quale ci tengo a sottolineare che non è la sua sorellastra in niente e per niente. Quindi, i primi 10 capitoli o quasi erano una sorta di 'premessa', un 'prologo'. Li ho visti in questo modo e gli eventi che vi ho descritto qualche riga più su, dato che hanno messo le basi per lo sviluppo della storia in sé e per sé. 

Sei anni dopo, Eric è tornato da New York City. La tensione sessuale tra lui e Harper Evans, la sua sorellastra ed ex amante, è ancora viva e brucia ancora. Lei è tornata da lui per chiedergli di aiutarla con Kingston Motors. Ci sono stari problemi nell'azienda, e non riescono a capire cosa stia succedendo. L'unica cosa che sanno è delle persone sono morte e quelle persone hanno comprato le loro macchine. Harper Evans, o La Principessa, sta lavorando per Kingston Motoros e ed è sopravvissuta sotto il fuoco diretto dei più potenti Kingston solo per salvaguardare l'eredità di suo padre ed evitare che sparisse completamente. Sua madre le ha assicurato che aveva persino un fondo di denaro che avrebbe potuto aiutarla, nel caso avesse deciso di usarlo per cose sue. Il fatto è che, col passare degli anni, sua madre è cambiata tantissimo. Ora lei ragione come se fosse una Kingston fatta e finita, e pensa a lei e a sua figlia come 'la famiglia' perché ha sposato quella, permettetemi, faccia da culo di Jeff Kingston. Un uomo così cattivo e crudele, che non ha voluto nemmeno riconoscere suo figlio e che, in passato, ha messo Isaac contro Eric, il Bastardo. 

Una compagnia che produce macchina e che ha creato una sorta di impero con Re e Regine ecc, e di cui Harper è la sua Principessa. La cosa più interessante che scopriamo, a parte la stronzaggine di Isaac, è che Eric è un savant e ha un alto IQ che lo rende un genio per i numeri. Ho cercato molto cosa significasse 'savant' e non ho capito s'è correlato o se è legato all'autismo in qualche modo, ma dal modo in cui è spiegato nei siti di psicologia dove mi sono documentata, sembra di sì. La mente di Eric lavora coi numeri, e quando i numeri sono troppo, lui fa e rifà il Cubo di Rubrik. 

Il libro era una buona lettura, ma l'ho trovato affrettato in alcune parti. Ed era molto molto ripetitivo in ciò che veniva detto, e a un certo punto mi sembrava di leggere sempre gli stessi identici conflitti tra i personaggi e che ciò fosse stato fatto per allungare il libro. La sua ripetitività mi ha annoiata la maggior parte delle volte, e forse per questo non sono stata soddisfatta dalla lettura di questo romanzo. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, un libro che vi consiglio di leggere da poterne parlarne insieme. Non so se leggerò il sequel. Il cliffhanger era una buona strategia, ma era una cosa che avevo previsto sarebbe accaduta quando ho raggiunto la metà del libro, e questo ha reso il libro un po' prevedibile.
“We’re both alike and yet we’re different. Both pulled into a world we didn’t ask to join, a world that is why we’re here now.”
(Eric Mitchell)




Xoxo,
Giada

martedì 7 gennaio 2020

RECENSIONE DI WHISPERS AND THE ROARS DI K. WEBSTER/ REVIEW OF WHISPERS AND THE ROARS BY K. WEBSTER

Buona sera, bloggers e lettori! Sin da quando vidi questo libro su Bookfunnel nel 2016, mi sono sentita attratta da quest'ultimo, ma non ho mai avuto il coraggio di leggerlo. Non ero pronta a leggere un dark romance con così tante (e brevi) avvertenze, ma quella volta le avvertenze mi hanno fatto desistere e passare alla lettura di altri libri. Quest'anno, tuttavia, mi sono sentita pronta per leggerlo. Inutile dire che "Whispers and The Roars" è stravolgente e sconvolgente, non ho mai letto un dark romance così ben scritto. Questo libro, da questo momento, è il miglior dark romance mai letto da quando ho aperto il blog durante i miei anni universitari. 


PREMESSA
Sapevo che questo libro trattava un tema forte come l'abuso - in particolar modo l'abuso su minore. Non è il mio primo rodeo con questo genere letterario, tuttavia... come posso dirlo? L'ho trovato difficile da digerire, qualche volta. Non sempre, questi libri sono pugni in pieno stomaco. Ed è passato tanto tempo da quando ho letto un libro di questo calibro, solo una scrittrice italiana sa scrivere così bene ed è capace di convergere nelle pagine tutta l'oscurità, il dolore e il sangue, ed è Chiara Cilli. La Queen del dark romance italiano e dark contemporary. Buona lettura!

SINOSSI (DA GOODREADS)
*** QUESTO è UNO STANDLONE ED LA CUI LETTURA E' PIU' GODIBILE SE NON SI LEGGONO RECENSIONI O SPOILERS. FARE UN TUFFO NEL VUOTO è LA COSA MIGLIORE. FIDATEVI. ***

Quando chiudo gli occhi, il mostro non mi può vedere.
Quando canto una canzone nella mia testa, il mostro non mi può sentire.
Quando faccio finta che la mia stanza sia il parco giochi dove gioco a nascondino, il mostro non mi riesce a trovare.

L'oscurità dovrebbe spaventarmi.
Dovrei preoccuparmene, nel caso trovassi altri mostri... mostri peggiori di lui.
Ma non ho paura.

Sono al sicuro qui.
Quando sono dentro alla mia testa...

Lui. Non. Può. Toccarmi.

Avvertenza:
Whispers and the Roars è un dark romance. Temi come l'abuso sessuale e la violenza, potrebbero triggerare stress emotivi. L'abuso descritto in questa storia è grafico e non glissato, perciò potrebbe essere disturbante per alcuni. Procedete con cautela. Questa storia NON è per tutti.

RECENSIONE
"Whispers and the Roars" non è un libro per tutti, se avete problemi a leggere scene grafiche di violenza e abuso, questo libro non fa al caso vostro. Vi consiglio caldamente di leggere altro, invece. Non procedete nemmeno nella lettura di questa recensione. Non troverete spoilers, ma se non siete pronti per leggere dell'oscurità, la pura oscurità, non ve lo consiglio. Se questo genere vi può causare stress emotivo, leggete altro. Per favore.

Kadence Marshall è una ragazza di ventinove anni timida e introversa, che vive con la Zia Suzy e la Nonna Agatha, due persone molto importanti per lei - due persone che si prendono cura di lei, specialmente quando soffre di attacchi di panico e flashbacks dovuti ai suoi traumi passati, una cosa di cui soffrono le persone che hanno la PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Il suo migliore amico è Bones, un ragazzo buzzurro, intelligente, che ama farsi di marijuana e non ha paura di mostrare il suo interesse e le sue necessità sessuali nei suoi confronti di Yeo. Yeo Anderson è il ragazzo di cui Kady è follemente innamorata, anche se ha messo una terribile distanza tra loro perché i genitori di lui la disprezzavano. Kady è, infatti, una donna fragile che ha problemi con le cose di tutti i giorni. Fino a quando Yeo torna da Yale. Ma la loro relazione è più complicata di così, a causa di Bones. Bones ha ancora bisogno di lui, ed è il migliore amico di Yeo non solo ad un livello spirituale, ma anche a livello fisico - se capite cosa intendo. 

Man a mano che la storia si sviluppa, abbiamo degli sprazzi di come la vita era per loro a 9 e 10 anni. L'apparente perfezione familiare di Yeo e dei suoi fratelli più grandi, Barclay e Dean Anderson. La sua famiglia non è, infatti, perfetta, è incasinata in un modo tutto suo. Quella di Kady lo è ancora di più, e quei flashbacks ci aiutano a comprendere l'arc del personaggio meglio. 

C'erano molte scene che mi hanno fatto sentire male per lei. Per ciò che ha dovuto sopportare nella sua stessa casa. Per ciò a cui ha dovuto assistere da bambina. so che queste cose avvengono anche nella vita vera, e questo rende ancor più traumatico questo romanzo. E' traumatico per i lettori. M'inchino a K. Webster per la sua scrittura cruda, esplicita, ma anche tenera e molto triste. E' un sentimento che non andrà via nemmeno quando chiuderete il Kindle. Vi sentirete tristi e arrabbiati per Kadence e sua madre.

K. Webster, sei una maestra nello scrivere libri dak romance, e spero che un giorno tu possa scriverne uno con Chiara Cilli. Sarebbe esplosivo, e solo immaginare il grandioso e strappabudella libro che potrebbe uscire dalla vostra collaborazione, mi fa venire la pelle d'oca. Se mai leggerai la mia recensione, prendilo in considerazione! Siete entrambe Queens di questo genere, e io non riesco a immaginare una miglior collaborazione per un romanzo. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo e triste libro. Un libro che vi distruggerà completamente, e che distruggerà anche il vostro cuore. Vi chiederete, poi, se sarete in grado di leggere un altro dark romance *così* buono.
“I just broke her heart.
And I broke mine in the process.”
(Yeo Anderson)


Xoxo,
Giada

venerdì 3 gennaio 2020

RECENSIONE DI KIM SWAN DI SAGARA LUX

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! In un momento di pausa nel bel mezzo delle feste ho trovato modo di cominciare la Reading Challenge di Chiara Cilli, che presto vi posterò nel mio account Instagram e vi aggiornerò settimanalmente sui miei progressi (perché ho trovato altre due challenge di lettura molto interessanti, ma voglio prima portarmi a buon punto con questa prima di decidere quale delle due intraprendere).


PREMESSA
Avrei dovuto recensire questo romanzo l'anno scorso, ma alla fine a causa di tutti i problemi personali che ho avuto e problemi collaterali di cui vi ho già spiegato, per quanto possibile, nel mio post di ritorno a inizio dicembre. Avrei dovuto leggerlo subito, cavolo! Sagara Lux si è confermata la grande scrittrice che è. Non avevo alcun dubbio che anche questo suo romanzo sarebbe stato un successo, e sono felice, anche se in ritardo. Sagara è una bravissima scrittrice, e questo romanzo conferma la sua bravura nel creare personaggi complessi e tormentati.

SINOSSI (DA GOODREADS)
Kim Swan non è quello che sembra.
Lo chiamano “faccia d’angelo” per il suo bell’aspetto. Ha un sorriso e una buona parola per tutti, ma non è un bravo ragazzo. Lavora con persone pericolose. La sua vita cammina sull’orlo di un baratro e non è disposto a sentirsi dire “no”.

Darren Swan è molto peggio di quello che sembra.
Oltre a mettere una fottuta paura è un ladro e un bugiardo. Preferisce agire piuttosto che pensare e, quando vuole qualcosa, è disposto a usare qualsiasi mezzo pur di ottenerla.

Non potrebbero essere più diversi, ma hanno qualcosa in comune.
Un padre. Una madre. L’attitudine a stravolgere le vite degli altri.
E me.

Tutte le info sulla serie:
https://www.sagaralux.com/romanzi/bro...

RECENSIONE
"Kim Swan" è il prequel della Broken Soul series. E' la storia di come è cominciato tutto. E' il ground zero da cui tutti i personaggi che abbiamo potuto conoscere e amare in "Di Carne e Di Piombo", "Inganno" e "Riscatto". Un ground zero che ci permette di vederli prima che cominciasse tutto. Prima che tutte le loro venite venissero sconvolte. Da cosa? Dal Fato? Dal Destino? Gli si possono dare molti nomi, ma dopo aver finito questo romanzo sono sempre più certa che sono state le scelte dei personaggi a sconvolgere le loro vite. E, nel loro mondo, basta una scelta sbagliata o un passo falso affinché quelle vite vengano stravolte per sempre e in modo permanente. 

Tutti fanno delle sciocchezze quando sono giovani, solo che alcune sciocchezze si dimenticano con l'età, mentre altre si portano dietro per sempre.
(Meredith Hale)

Kim Swan è il fratello maggiore di Darren, ma da sempre, si sono comportati nella vita e nel lavoro come se fosse il contrario - come se Darren fosse il maggiore e Kim il minore. Kim è un biondino che, all'apparenza, è un bravo ragazzo - il suo soprannome, infatti, nel mondo dello spaccio di droga è "faccia d'angelo". Tuttavia, è molto di più di questo. La facciata da bravo ragazzo gli permette di essere ciò che non è, e di sfruttare al meglio la sua bellezza angelica e sensuale per ottenere ciò che vuole. Anche il sesso dalla donna che brama da mesi, ormai. E' grazie alla droga se riesce a ottenere una scopata con Meredith Hale, una bellissima biondina che si fa di droga e che la compra principalmente da lui. Kim Swan non è un angioletto, è uno spacciatore. 

Ero il suo spacciatore; io le servivo e lei serviva a me.
(Kim Swan)

Le cose cambieranno quando la strada di Meredith s'incrocerà con quella di Darren, il quale si è reso conto di quanto grave sia la sua dipendenza dalla droga. Ma c'è ben altro tra Darren e Meredith, qualcosa di così grande che si frapporrà tra lei e Kim. E questo qualcosa stravolgerà le vite di tutti loro, a partire proprio da Kim. 

"Si può fuggire dalle persone, non dai propri demoni, Tu da che cosa stavi scappando?"(Darren Swan)
E' stato interessante vedere tutto il mondo di Kim e Darren, prima dell'intrusione di Meredith. I due fratelli Swan sono come la notte e il giorno, eppure entrambi condividono lo stesso ambiente fatto di oscurità e sangue. Il mondo della droga, e il mondo confuso e passionale di Darren. Non posso andare troppo nello specifico, perché sto rischiando di farvi grossi spoiler e non voglio assolutamente farne. Conoscere Boss, il migliore amico di Darren, è stato il top. Boss è l'uomo, lottatore clandestino, che ha insegnato a Darren a combattere e a sparare. E' un uomo tutto d'un pezzo: burbero, una montagna di muscoli, che non ha peli sulla lingua e con il quale condivide le donne.

Quando sei in guerra, non conta quanto valgono le persone che hai accanto, ma soltanto se puoi fidarti di loro. 
(Kim Swan)

I POV alternati di Kim, Darren e Meredith sono stati ben distribuiti nel romanzo, e mi hanno permesso di avere una visione d'insieme su tutte le loro storie. La strategia narrativa utilizzata ha agevolato i lettori nell'empatizzare e nel parteggiare prima per uno e poi per l'altro fratello, mentre entrambi si ritrovavano invischiati in qualcosa di ancor più grande di loro. I POV di Meredith devo dire che mi hanno molto, ma molto sconvolto, ed è stato terribile osservare la sua spirale discendente nella pazzia e nella vendetta. Sì, perché oltre al sesso bollente e alla rabbia costante, i POV di Meredith e Darren avevano in comune questo. Vendetta per cosa non vi posso dire, ma vi garantisco che arriverete alla fine del romanzo col cuore in gola e vi sembrerà di aver perso dei fedeli compagni d'avventura, degli amici con cui avete parteggiato, tifato e di cui avete assistito lo svilupparsi delle loro vite - altre con una evoluzione, altre ancora con una involuzione.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo che v'invito a leggere al più presto. Io ho deciso di catalogarlo sotto l'etichetta Romantic Suspense, ma potrebbe stare bene anche nel Dark Romance, in quanto gli elementi oscuri sono presenti durante tutto l'arco narrativo dei tre personaggi principali.
"Tu sai cosa significa amare qualcuno che ti odia con tutto se stesso?"
(Kim Swan)

xoxo,
Giada
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