domenica 7 giugno 2020

RECENSIONE DI THE SELECTION DI KIERA CASS

Buon pomeriggio, Fantastics! Urgh, è stato difficile non scrivere 'bloggers e lettori' come ho fatto per tutti questi anni, ma devo disabituarmi. Per quanto sia una vera impresa e le vecchie abitudini siano dure a morire, sono decisa a usare il mio nuovo metodo per rivolgermi a voi. Oggi sto abbastanza bene, rispetto ai giorni scorsi. O meglio, ho ancora mal di pancia, ma si è attenuato. Sono ancora molto in ansia per l'operazione a cui devo sottopormi e mi rompe il fatto che dovrò aspettare per scrivere ancora, ma non importa. Ho imparato che più attendo di fare una cosa, più il risultato finale sarà ancora più soddisfacente. 

PREMESSA
Dopo aver letto Iron Flowers di Stacy Banghart, uno dei migliori distopici dell'anno e aver letto nella quarta di copertina che era in parte ispirato ad Hunger Games e a The Selection, morivo dalla curiosità di leggere The Selection di Kiera Cass. Insomma, se doveva avere ispirato una scrittrice del calibro della Banghart, e credetemi, per me la Banghart è diventata una delle migliori autori di distopico in assoluto, doveva essere un bel romanzo. Forse mi aspettavo troppo. O forse, semplicemente, continuavo a paragonarlo ad Iron Flowers, e in questo ho sbagliato, ma non posso dire che io lo abbia amato follemente, così come non posso dire di averlo odiato. E' una via di mezzo. Un romanzo carino, di certo, ma che non ha fatto scoppiare la scintilla dentro di me per farmi dire 'è favoloso!'. 

TRAMA (DAL SITO IBS)
Uno spettacolo sfavillante come un diamante. Una competizione feroce come la vita. Un gioco pericoloso come l'amore. Molti anni dopo la Quarta guerra mondiale, in un Paese lontano, devastato dalla miseria e dalla fame, l'erede al trono sceglie la propria moglie con un reality show. Spettacolare. Così, per trentacinque ragazze la Selezione diventa l'occasione di tutta una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di fatica e povertà. Di conquistare il cuore del bellissimo principe Maxon, e di sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America Singer è un incubo.

RECENSIONE
Sebbene io l'abbia finito ieri notte all'una e un quarto, sono ancora piuttosto indecisa su cosa scrivere in questa recensione. Qualitativamente, l'ho trovato inferiore sia ad Hunger Games che ad Iron Flowers, ci sono livelli di trash inimmaginabili in questo romanzo. Livelli di trash che è impossibile non notare... voglio dire, tutto il romanzo di per sé è molto molto trash. Oggettivamente, è un romanzo carino. Piacevole, perfino. E sì, mi sto stupendo anche io di ciò che vi sto dicendo.

In un futuro distopico, alla Terza Guerra Mondiale è seguita una Quarta Guerra Mondiale e gli Stati Uniti, come li conosciamo noi oggi, sono risorti dalle ceneri del vecchio Stato che erano e sono diventato il Regno di Illéa, governato dai sovrani. Il Regno di Illéa è una monarchia totalitaria, ma pratica la censura sul suo popolo in modi particolari che non vi spiegherò, ma che dovrete scoprire. Questo elemento è comune in tutti i distopici: uno Stato, in passato libertario e repubblicano, che viene gestito o da un regime totalitario o da una monarchia al fine di mantenere l'ordine nel Mondo in cui tutti vivono e mantenere il popolo in una condizione d'ignoranza per poterli manovrare e far fare loro ciò che vogliono. La popolazione è divisa in casate: ci sono gli Uno, i Due e i Tre che sono i più benestanti e i ricchi, mentre dal Quattro a scalare sono tutte casate di poveri. Fino a raggiungere gli Otto, che sono i vagabondi e i senzatetto. Nel Regno di Illèa, le regole sono ben chiare per tutti: è consigliabile sposarsi solo tra membri delle stesse casate, perché in caso di matrimonio la ragazza deve adattarsi allo stile di vita del marito. Ah, e il sesso è fuorilegge prima del matrimonio per il rischio di rimanere incinta. 

Fatte queste dovute premesse, parliamo di lei. La nostra protagonista. America Singer ha sedici anni, ma tante volte si comportava - e si è comportata - per buona parte del romanzo come se ne avesse dodici o undici. E' una Cinque, quindi lavora insieme alla sua famiglia sin da quando aveva come minimo sette anni. E, grazie ai loro avi, è costretta a svolgere un lavoro (che tuttavia ama) grazie al fatto che suo nonno era un'artista: quindi lei viene pagata per cantare, disegnare, scolpire e dipingere. Cavolo, nonostante il contesto di povertà e miseria, non è niente male! Ad ogni modo, America Singer è molto molto frivola, ed è anche follemente innamorata di Aspen Leger, con cui si frequenta da due anni di nascosto dai suoi genitori. Perché? Perché sua madre vuole che lei faccia la domanda per partecipare alla Selezione, ma ignora che lei sia innamorata di Aspen, che ai suoi occhi è solo un suo caro amico. Non posso girarci intorno: America non mi è piaciuta per quasi tutto il romanzo, si è salvata a trenta pagine dalla fine per poi cadermi su una cosa che non mi sarei mai aspettata da lei.

Non potevamo permetterci il lusso di nutrire desideri: noi avevamo necessità.
(America Singer)

Così, America fa la domanda per La Selezione e, a sorpresa, viene Selezionata! In questo modo, guadagna molta popolarità, e comincia a domandarsi cosa l'aspetterà a Palazzo una volta che conoscerà tutte le altre trentacinque ragazze che competeranno con lei per Maxon. Il principe Maxon è, inizialmente, un ragazzo molto ingessato, ma mi ha fatto molta tenerezza. E' il totale opposto di Aspen, che se da principio era nevrotico e stacanovista, diventa più mascolino e virile. Insomma, Maxon mi è piaciuto quasi più di Aspen, in quanto è un personaggio che si scopre poco alla volta. Scoprirlo e conoscerlo, è sempre una bellissima sorpresa. Quindi, posso dirlo senza tanti giri di parole, che il romanzo si è salvato grazie a loro due e al triangolo amoroso (sebbene non esplicitato), in cui America si troverà coinvolta. 

I personaggi hanno davvero poco spessore psicologico, tante volte li ho trovati monodimensionali e noiosi, salvo qualche raro caso in cui ho assistito a picchi di eventi che hanno mostrato qualche lato del loro carattere. Sarò sincera: per gran parte della sera, pensavo di dare due stelle a questo romanzo. Non mi ha fatta impazzire, così come non mi ha fatto dire che l'ho odiato. C'erano elementi come le domande impostate così: '?...' che non ho capito e che mi hanno infastidito, ma devo confessarvi che in gran parte il mio basso punteggio è dovuto alla monodimensionalità dei personaggi. Sono piatti, non c'è altro da aggiungere. Inoltre, come già accennato, America è molto superficiale: solo qualche volta vediamo altro in lei, oltre che i problemi che si pone per i ragazzi e come risolvere il suo cuoricino spezzato da Aspen. Ma, tuttavia, devo contestualizzare anche questo. Il romanzo è pensato per un contesto YA, suppongo, quindi in parte mi sento di giustificare la superficialità di America. Una cosa che proprio non mi è andata giù è stato l'enorme uso di tell, don't show, ovvero tutto l'opposto di ciò che si insegna a uno scrittore. Le emozioni erano meccaniche, tanto da apparirmi vuote. E po', ragazzi, sarebbe potuto essere davvero un ottimo romanzo se avessero dato un po' di spessore ai personaggi.

Adesso lo so, vi starete chiedendo per quale ragione io abbia dato tre stelle (e cioè la sufficienza) a un romanzo che, per la maggior parte del tempo, non mi ha fatta impazzire? Perché bisogna riconoscere che, nonostante tutte queste pecche, il romanzo scivola via in fretta. E' molto fluente, nonostante l'enorme quantità di trash e credetemi, il trash non è dato dalla Selezione di per sé ma dall'atteggiamento e dal comportamento dei personaggi, America per prima. L'idea del Reality Show di per sé è buona, ma America è la componete principale di trash. Quindi, per quanto io in genere avrei cassato totalmente un romanzo simile, mi sento di salvarlo con una sufficienza per riconoscere la sua scorrevolezza e il fatto che, ad ogni fine di capitolo, ti veniva voglia di continuare la lettura. A questo punto, spero solo che la serie Netflix sia migliore del libro - con After è stato così, per me.

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro, e vi invito a commentare e a farmi sapere se l'avete letto e cosa ne pensate a riguardo. Confrontiamoci, su!
"Era un piano semplice e brillante. A volte, il modo migliore di conservare un segreto è quello di esporlo in bella vista."
(America Singer)

xoxo,
Giada

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...