martedì 24 agosto 2021

RECENSIONE DI DIVERGENT DI VERONICA ROTH

Buon pomeriggio, Fantastics! Mi rendo conto di esser stata un po' assente nell'ultimo periodo, e se sto lentamente tornando alla scrittura del mio amato (e molto lungo) romanzo, sto recuperando altre letture che avevo in arretrato. Premetto che sono una fan di Divergent, i film mi sono piaciuti tanto... anche se ho visto solo i primi due e mi sono rifiutata di vedere l'ultimo, perché non volevo spoilerarmi il finale. Ad ogni modo, ieri sera l'ho finito e... wow! E' tanta roba!

PREMESSA
Era da un bel po' che non leggevo distopici romance, ovvero distopici che hanno come tema principale l'amore. Perché, al di là della politica e dei rischi di una politica dittatoriale molto simile a quella degli Hunger Games, Divergent si presenta sostanzialmente diverso. In realtà, sono rimasta con una domanda. Come facevano le altre Fazioni a imporre una sola caratteristica caratteriale predominante? Tramite il condizionamento psicologico? Tramite le minacce di morte? Voglio dire, a meno che con la nascita del nuovo governo diviso a Fazioni le altre personalità siano state eliminate completamente dal corpo di tutte le persone, come hanno fatto a capire quale aggettivo meglio descrivesse una persona, escludendo tutti gli altri? Quel che voglio dire è che una persona è tridimensionale, non si possono escludere certi tratti dalla personalità di qualcuno, se non tramite il condizionamento psicologico che ne enfatizza alcuni. Comunque mi è piaciuto davvero tanto, spero di leggere il secondo molto presto (sì, lo prenoterò nella Rete Biblitecaria Padovana, sperando mi arrivi prima che la mia ispirazione scalpiti più di quanto non stia già facendo ora). 

TRAMA (DA AMAZON)
La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sapienza, coraggio, amicizia, altruismo e onestà. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita.

RECENSIONE
Divergent è un distopico che mantiene le promesse che fa all'inizio, nella quarta di copertina: ci sono amore, amicizia, e un forte senso di appartenenza che va oltre il sangue e la Fazione. La Fazione, che nel romanzo viene prima della famiglia e del sangue; che si rivela per ciò che è: un luogo oscuro e pericoloso, dove tutti sono disposti a fare qualunque cosa pur di non diventare degli Esclusi. Gli Esclusi che, in fin dei conti, sono i senzatetto che nessuno vuole. Quelli appartenenti alla catena alimentare più bassa nel mondo distopico, che una volta era gli USA.

Beatrice è una ragazza di quindici anni appartenente alla Fazione degli Abneganti: per loro, la gentilezza e l'altruismo vengono prima di qualsiasi cosa. Aiutare gli altri viene prima anche dei loro bisogni personali. Da quel che ho potuto capire, solo annullando sé stessi per aiutare gli altri e i meno fortunati, si è davvero Abneganti. Ma Beatrice non si è mai sentita tale. Infatti, Beatrice si è sempre sentita in colpa per desiderare qualcosa di diverso per sé, in quanto l'autoindulgenza e l'egoismo erano mal visti nella loro Fazione. Alla Cerimonia della Scelta, dopo aver assistito al colpo di scena messo a segno dal suo fratellino Caleb (okay, scusate, ma qui continuavo a pensare ad Ansel Elgort e al fatto che hanno fatto la coppietta in Colpa delle Stelle hahahha) che ha scelto gli Eruditi, la Fazione di intelligentoni e scaltri, diretti nemici degli Abneganti poiché sono i soli a poter accedere al governo in quanto nessuno mette in dubbio il loro altruismo e le loro buone intenzioni; Beatrice alla fine sceglie gli Intrepidi. 

Gli Intrepidi sono quel gruppo di persone dalle quali la mamma ti dice di stare lontano, perché ti portano sulla cattiva strada. Vi confesso che, sia nel film come nel libro, la scena del salto dal cornicione del palazzo mi ha fatto sentire male, male fisicamente, perché io soffro di vertigini. In questo senso, ho capito bene le sensazioni di Quattro, dato che non è una passeggiata fare quelle cose e trovarsi molto in alto se soffri di vertigini. Ma gli Intrepidi non sono solo questo: loro sono i protettori della città, i soli addestrati a combattere e a maneggiare sia armi bianche che armi da fuoco. Durante l'iniziazione, Beatrice, ormai conosciuta come Tris, conosce la tatuatrice, Tori - la stessa persona che aveva trovato il giorno della simulazione che l'avrebbe indirizzata verso il tratto caratteriale predominante della sua personalità e altri ragazzi: Christina, una ragazza molto coraggiosa, Will un cucciolo Erudito adorabile che avrei voluto avesse più spazio; l'odioso Peter e altri due che si addestrano da tutta la vita per entrare negli Intrepidi. Tris non capisce cosa la renda una Divergente. In verità, credo di non averlo ancora capito bene neanche io. Come avrete potuto notare, sono piena di domande. Tantissime domande.

Allora perché ho dato cinque stelle? La caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta molto, tantissimo. Assistere all'evoluzione di Tris da ragazzina insicura a giovane donna combattente e capace mi è piaciuta molto; così come ho apprezzato il disvelamento del motivo dietro i tatuaggi di Quattro. Spoiler: non è come viene detto nel film. Ricordo ancora quanto mi avesse lasciato in confusione quest'ultimo, perché non capivo per quale ragione il governo avesse potuto avercela con Quattro - Tobias - ma il libro lo spiega bene. E po', come diceva Stephen King, un buon libro non svela mai tutti i suoi segreti in una volta. Altrimenti sarebbe infodump inutile, in ogni caso lol. Un buon libro ti tiene così, sulle spine. Un buon libro ti spinge a farti domande di cui non conosci la risposta, facendo salire hype e desiderando di conoscere cosa succede dopo.

Veronica Roth, col suo libro scritto interamente dal POV di Tris, ci è riuscita. In genere preferisco i POV alternati, o quantomeno con abbastanza personaggi, ma vi confesso che ho amato tutto ciò. Tris non è come le tipiche protagoniste che detesto: damsel in distress che si credono capaci di qualunque cosa. No, Tris evolve. Tris capisce piano piano cos'è veramente e cosa può fare per cambiare le cose. Tris ritrova sé stessa perdendosi in una Fazione nuova, del tutto diversa da quella in cui è cresciuta.

Bellissimo. Intrigante. Pieno di sangue e lotte, ma anche amore. Gli elementi, insomma, che un romanzo deve avere per piacere a me e conquistarsi le cinque stelline, insieme a una profondità psicologica dei personaggi non da meno. E, credetemi, la profondità psicologica dei personaggi è una delle cose che apprezzo di più, sia un libro che in una serie tv.

Non ho sottolineato citazioni, quindi anche stavolta vi saluto qui.

xoxo,
Giada

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