lunedì 9 agosto 2021

RECENSIONE DI FREDDO COME LA PIETRA (DARK ELEMENTS #2) DI JENNIFER ARMENTROUT

Buona sera, Fantastics! Oggi pomeriggio ho finito, e anche per fortuna, il sequel di Caldo come il fuoco, secondo romanzo della trilogia della Dark Elements di Jennifer Armentrout. Devo confessarvi che, almeno fino a metà, mi era piaciuto tanto - tantissimo, a dire il vero - ma dalla metà in poi la protagonista è diventata tremendamente ingenua - e non pensavo potesse diventarlo ancora di più e sempre più irritante, perdendo lo charme di badass woman che aveva nel primo. Insomma, mi è piaciuto ma non mi ha soddisfatta del tutto.

PREMESSA
Ultimamente sto leggendo molto per un motivo molto semplice: le Olimpiadi di Tokyo 2021-2022 dei lettori su Goodreads, e ho pensato fosse l'occasione giusta per recuperare anche questo secondo romanzo della Dark Elements, considerato quanto mi era piaciuto il primo. Neanche lo avessi fatto! Come vi avevo anticipato, il primo mi era piaciuto tanto - tantissimo, a esser sincera - e mi aspettavo che questo fosse bello come il precedente. Come vi ho anticipato, per buona metà del romanzo è stato così. Dalla metà, più o meno, Layla Shaw è diventata irritante. All'inizio pensavo che fosse per il ciclo che mi stava arrivando, che fosse quella la causa della mia irritazione nei suoi confronti, ma proseguendo la lettura (anche col ciclo nel corpo), non è stato così. Layla mi è calata molto in questo sequel, non rimanendo la ragazza badass che era nel precedente, ma rivelandosi una con un senso di colpa del sopravvissuto, totalmente ingenua e ignara di ciò che accade a causa sua - volontariamente o meno. Tre stelle e mezzo, non di più. Non potevo dare di più, sarebbe stato incoerente da parte mia farlo. 

TRAMA (DA AMAZON)
Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così.

Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l'anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l'idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l'ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro.

Ma talvolta toccare il fondo è solo l'inizio. Perché all'improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare.

Serie "The Dark Elements" - Vol. 2

RECENSIONE
Wow. What a ride, guys! Okay, ho bisogno di calmarmi un po', perché se m'innervosisco finisco per non parlare come vorrei in questa recensione. Avevo alte aspettative nei confronti di questo sequel, e non avrei mai dovuto postare quella foto su Instagram dicendo che il libro mi stava piacendo un botto e che era pari al suo predecessore, perché non è stato così. Insomma, avrei dovuto aspettarmi una svolta del genere lol. E' come quando dici che vorresti che ti capitasse una cosa bella, e quella non solo non ti succede, ma te ne capitano di molto peggio.

Freddo come la pietra riprende da dove era terminato Caldo come il fuoco: sono passate settimane dall'epico scontro tra Bene e Male, dallo scontro tra il demone Paimon che voleva compiere il rituale versando il sangue di Layla e dalla scelta, onorevole, di Roth di andare all'Inferno insieme a quel demone pur di assicurarsi che Layla rimanesse al sicuro. Il gesto di Roth, disinteressato e segno di un amore incondizionato, è stato ciò che mi ha fatto capire che lui fosse davvero innamorato di lei. Era palese. Lo era per tutti, tranne che per la protagonista, ovviamente. Ma non divaghiamo. Dopo che Roth è andato all'Inferno al posto del cavaliere-Guardiano dalla lucente armatura, ovvero Zayne, Layla si è ritrovata spinta tra le braccia del suo migliore amico di sempre. La tensione sessuale, già presente nel libro precedente, qui tocca vette inimmaginabili e i due, dopo tanto, finalmente escono dalla loro amicizia per addentrarsi in quella che sembra esplorazione di due persone che vogliono essere più che amici: pomiciate, o se preferite, petting. Ma c'è un problema, anzi più d'uno, all'orizzonte. Layla non riesce più a vedere le anime delle persone, e non sa o capisce per quale ragione. Allo stesso modo, il Lilin, la creatura che non sarebbe dovuta esser nata dal rituale di Paimon, è vivo e vegeto e sta seminando morte, distruzione e caos nella scuola di Layla. Oltre al Lilin, Roth ci fa presente che anche le due catene che tengono incatenata Lilith, la madre biologica di Layla, all'Inferno si sono rotte. Quindi vuole dire che, dopo tutto, il rituale ha funzionato. 

L'atteggiamento di badass woman di Layla sparisce completamente in questo secondo romanzo, dando più spazio all'esplorazione della sua relazione con Zayne. Ammettiamolo, Zayne è un figo da paura e vorrebbe proteggerla. E pur di farlo  è disposto a segregarla in casa, proprio come succede alle femmine di gargoyle, in quanto importanti e necessarie per la riproduzione della specie, per esempio come Danika. Danika mi è piaciuta subito, nel libro precedente. Lei è una gargoyle di New York, fatta venire a Washington da Abbott per accoppiarlo con lei, ma Zayne non pare interessato. Zayne, che si è svegliato fuori nell'ultimo anno, solo perché Roth si è avvicinato a Layla. About damn time, man! Questa sembra essere la motivazione principale per cui, di colpo, si è interessato a Layla. D'altronde, bisognava mantenere l'escamotage narrativo del triangolo amoroso, e questo plot twist è tornato utile. 

I fantasmi cominciano a infestare la scuola e gli edifici, ma allo stesso tempo il Lilin fa impazzire e rendere violenti tutte le persone che sono attorno a Layla. Ogni volta che succede, lei sente un vento freddo. Ma, surprise surprise, non si è accorta che quando prova un emozione forte sale un forte vento? Solo io me ne sono resa conto? In fin dei conti, Layla è parte demone e non un demone qualunque, ma un demone di alto rango. Un demone di alto rango, in poche parole, è quasi invulnerabile. Ad ogni modo, a quanto pare il metodo per fare esorcismi è uguale a quello di Supernatural.

Un altro elemento che non ho retto è stato il plot armor che è diventata Layla: subisce quasi in ogni capitolo ferite mortali, o quasi, e sopravvive sempre. Ho capito che è la protagonista, ma suvvia. Anche no. Oh, e non dimentichiamo la rivelazione della sua vera identità a Sam e Stacey, che finalmente sono usciti dalla friendzone. Yay! Ho trovato l'indecisione di Layla snervante, irritante e fastidiosa su più fronti; il suo POV stava diventando un vero supplizio verso la fine. Il capitolo chicca è quello finale, quindi vi consiglio di leggerlo e di godervelo con cura <3

Vi saluto senza una citazione anche stavolta, perché non ne ho trovate né sottolineate.

xoxo,
Giada

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