lunedì 17 ottobre 2022

RECENSIONE DE IL PRIORATO DELL'ALBERO DELLE ARANCE DI SAMANTHA SHANNON

Buona sera, fantastics! Oggi, subito dopo pranzo, ho terminato questo super mega iper grande librone. Era dai tempi delle superiori, quando mi bevevo romanzoni lunghi quanto la trilogia del secolo di Ken Follett, che non trovavo un romanzo bello, ma anche talmente lungo che mi devo costringere a finire le ultime pagine. Credo che si sarebbe potuto dividere in due, perché un librone così è davvero pesante da digerire come lettura e anche il costo non è indifferente (26 euro, a parer mio, sono tanti per un romanzo). Ad ogni modo, proseguiamo! (che devo preparare la cena, tra poco!)

PREMESSA
Ho passato più di due anni a rimandare la lettura del Priorato, e a dir la verità ero molto indecisa se iniziarlo o meno. Ma ormai l'avevo prenotato alla mia biblioteca, e mi sembrava doveroso recuperare uno dei più famosi libri della Oscar Vault. Insomma, è di sicuro un romanzo epico con la E maiuscola, ma mi  è sembrato un po' too much in certi punti. Troppe cose che avvengono e troppa gente (temo che qualcuno potrà dire, ahimè, lo stesso dei miei di romanzi), tuttavia resto del parere che dividerlo sarebbe stata le decisione migliore per la CE e per i lettori stessi, che si sarebbero trovati la storia più diluita... Ma, ecco, secondo me sarebbe stata decisamente molto più fruibile e non mentalmente stancante.

TRAMA (DA AMAZON.IT)
La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un'erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c'è però Ead Duryan: non appartiene all'ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l'adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell'Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

RECENSIONE
Partiamo col dire che non sapevo delle tematiche trattate da questo romanzo. Non avevo proprio idea di quel che mi sarei trovata davanti, sapevo solo che questo libro era iper famoso e che dovevo recuperarlo (anche se a distanza di anni, btw). 

Il Reginato di Inys si fonda da sempre e per sempre solo sulle Regine. Sabran Nona, della Casata Berethnet, appartiene alla più antica e illustre di tutte. Regna su Virtudum, un Regno creato da Galian (il quale ricorda, a dirla tutta, Re Artù) che si basa sulle Sei Virtù (Hello, Trono di Spade. Sei tu?) Non sono riuscita a non associare sta cosa al Trono di Spade. La somiglianza era così palese che ho dovuto ricordarmi che era un altro romanzo e non quello. Ad ogni modo, Sabran è una stronza. Lo dico palese. All'inizio mi stava sui maroni. Poche volte ho trovato un personaggio così altezzoso, freddo e antipatico. A Occidente abbiamo lei. A Oriente c'è Tané, l'unico motivo per cui ho continuato la lettura e anche Ead Duryan (in realtà non volevo scrivere questo nome, ma era uno spoiler troppo grande e non potevo rovinarvi la lettura di questo romanzone). Al Meridone, abbiamo invece il Priorato dell'Albero delle Arance, le cui arance sono il mezzo magico principale attraverso cui le persone possono usare la magia. La magia che qui, però, viene chiamata siden. 

E' davvero difficile raccontarvi tutto senza rischiare di fare spoiler, perché succede troppa roba. E' per questo che vi dico che è too much. A volte si fa fatica a tenere il passo e ricordare alcuni eventi prima. Senza contare che, in quanto ambientato in una sorta di basso medioevo, le leggende sono alla base di qualsiasi cosa. Così come le storie. Ci sono tantissime digressioni sulle storie degli eroi e dei miti, il che andrebbe bene, se non avessi avuto la sensazione che la storia venisse diluita un po' troppo a discapito dei lettori. Inoltre, e lo dico qui, non sapevo che questo romanzo fosse a tema LTGBQUIA. Ci sono ben 2 relazioni omo e io non lo sapevo. Per carità, sono entrambe bellissime e struggenti, ma perché nessuno ne parla mai? Perché? Sono state la cosa più bella di questo romanzo! 

Come penso vi sia chiaro, ormai, Tané è sempre stata la mia preferita. E' la tipica storia dell'eroe sfortunato che deve trovare un oggetto per sconfiggere il grande cattivo. La base del viaggio dell'Eroe. Ma non è solo per questo che ho amato Tané. Lei è una guerriera, e a differenza di Eed ha davvero passato l'inferno per arrivare dov'è ora. Ho abbassato di mezzo punto per i motivi sopracitati, ma anche perché c'è un MEGA deus ex machina verso la fine che sapeva tanto di fanservice. Ecco, non so voi, ma arrivata a un certo punto potevo indovinare dove sarebbe andata a parare la trama. 

Mi è piaciuto? Sì, molto.
Lo rileggere? Non credo proprio.

E' troppo troppo lungo, per i miei gusti. Io l'ho preso in biblioteca, ma il suo costo è eccessivo come gran parte delle ultime uscite Oscar Vault. Questo dovrebbe far riflettere, vista la crisi della carta in cui stiamo vivendo. Bello, ma non lo rileggerei. 

Vi lascio con una citazione tratta da questo romanzo che, nonostante i suoi difetti, vi consiglio di leggere. Che vi sia piaciuto o meno, venite a commentare!
"Agli occhi di una giovane donna, il mondo intero è una gabbia."
(Ead Duryan)

xoxo,
Giada

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