venerdì, aprile 24, 2020

REVIEW PARTY DI WALLPAPER GIRL DI SILVIA MAY

Buon giorno, bloggers e lettori! Come vanno le cose? Come va la quarantena? Io sto recuperando alla grande tutte le letture in arretrato, non solo digitali, ma anche cartacei che vegetavano da anni nella mia libreria personale e che non ho mai avuto occasione di leggere - non ho ancora fatto l'elenco di tutti i cartacei che ho, perché sono tantissimi, ma penso si aggirino verso i 400-500 romanzi solo nella mia camera. A breve comincerò anche a scrivere racconti one-shot: dopo più di due mesi senza scrivere, la mia creatività sta fermentando e mi sta riuscendo sempre più difficile non andare al pc a fare ciò che amo di più al mondo: scrivere i miei romanzi.


PREMESSA
Poco prima di Pasqua, ho finito di leggere "Wallpaper Girl 1" di Silvia May. Beh, se avete letto la mia mini-recensione su Goodreads, saprete che non mi è proprio piaciuto e che ho dato due stelline. Era da un paio di mesi che non mi capitava di darne a dei libri in lettura, e non so come sentirmi a riguardo... Ad ogni modo, più giù vi spiegherò perché ho dato questa votazione bassa.
Spero che la mia recensione vi piaccia!

SINOSSI (DA GOODREADS)
“Mi sposo!”. E' così che Jamie Hardie annuncia il suo terzo matrimonio a sua sorella Eleanor, con una telefonata nel cuore della notte che le dona un sorriso e una fitta di felicità...

Durante le nozze, celebrate su un’isola sperduta dell’Oceano Indiano, Eleanor rivede Simon Sinclair, l'unico uomo capace di toglierle il respiro e di regalarle un’emozione al centro del petto.

... ma Eleanor non è più la Wallpaper Girl senza seno e l'apparecchio ai denti che leggeva saggi politici di nascosto dalla famiglia, non è neanche la brillante studentessa di Cambridge che, chiudendo gli occhi e ogni pensiero, si è buttata nelle braccia di Simon per vivere un meraviglioso sogno d’amore… e non è neanche lo stimato membro della Camera dei Comuni che crede ciecamente ad una promessa sigillata per sempre sulla pelle dell’uomo che ama…

Ora è una donna carismatica, autorevole, distaccata, una donna di potere con delle grandi responsabilità…

Ora, a soli 34 anni, Eleanor è il Primo Ministro inglese e non c'è posto nella sua vita per lui.

…ma nonostante tutto, nonostante il passato riaffiori con i suoi ricordi dolorosi che la trafiggono con una fitta d’amarezza, ritornano a galla anche sentimenti mai sopiti, pensieri aggrovigliati naufraghi in un sentimento antico e con radici profonde…

Eleanor non può ignorare quello che prova e nonostante si opponga caparbiamente alle sue stesse emozioni, Simon la travolge ancora una volta e tutto sembra rimescolarsi…

In un turbinio di eventi si dipana la storia d’amore di Simon e Eleanor, due cuori tormentati e divisi dagli eventi ma che il tempo non riesce a separare davvero perché, a volte, l’amore è veramente per sempre…

Wallpaper Girl 1 è il primo volume di una trilogia che non si legge… si divora…

RECENSIONE
"Wallpaper Girl 1" narra la storia di Eleanor dall'adolescenza all'età adulta, a partire proprio dalla sua adolescenza. Eleanor non è la classica ragazzina inglese: vive in un contesto in cui la politica la fa da padrone, dove i genitori sono dei ferventi di sinistra mentre lei ha simpatie per i movimenti e le correnti politiche di destra, una destra conservatrice. Tuttavia, Eleanor stessa è la peggior nemica di Eleanor, e forse per questo non mi è mai piaciuta sin dall'inizio del romanzo: passa da un atteggiamento vittimistico - definirsi Wallpaper Girl solo per il suo aspetto fisico ne è un esempio, ed è un rimando che continuerà per tutta la durata del romanzo - a un atteggiamento di compatimento. Okay, penso sia chiaro che Eleanor non mi sia piaciuta né durante l'adolescenza né durante l'età adulta. Da sempre è innamorata di Simon Sinclair, amico del fidanzato della sorella maggiore di lei, Jamie. Simon Sinclair, sin dall'adolescenza, è sempre stato un ragazzo all'apparenza svogliato, trasandato, trascurato, ma in realtà ha sempre studiato sodo per realizzare il suo sogno di entrare a Veterinaria a Bristol. Premettendo che neppure Simon mi ha suscitato molta simpatia, specialmente perché nonostante tutto quello che ha passato durante l'adolescenza con Eleanor, ha continuato a comportarsi da farfallone e 'andare di fiore in fiore'... devo dire che mi aspettavo di salvare almeno lui in questa recensione. Invece no. A mente fredda, mi sono resa conto che non mi è piaciuto nemmeno lui come personaggio, o forse dovrei dire co-protagonista?

Nel 2014, Eleanor riceve l'invito di matrimonio di Jamie e Denzel: si risposeranno per la terza volta in una isoletta nell'Oceano Indiano, mantenendo fede alle promesse fatte in precedenza. E' lì che Eleanor rivedrà, per la prima volta dopo tanto tempo, Simon e il tempo le parrà essersi congelato in quell'istante, e in un attimo tutti i ricordi del passato che hanno condiviso insieme ritorna a galla. 
Torneranno o non torneranno insieme, stavolta?

Eccomi arrivata al punto focale di tutto, un punto che neanche volendo potrei evitare di scrivere. Dunque... come vi accennavo, sono molte le cose che non mi sono piaciute di questo romanzo. Le evidenzierò, in modo che l'elenco sia più chiaro a tutti voi e vi prego, a voi ch'è piaciuto, non assalitemi con insulti d'odio e via dicendo. La prima cosa che mi ha proprio irritato, durante tutta la lettura, sono state ' - ..... - ' al posto dei caporali e ' "...." ' per i pensieri dei personaggi, non solo ha reso confusionario il tutto, ma mi rendeva difficile concentrarmi. La seconda cosa è dovuta senza dubbio a come sono strutturati i capitoli: perché mettere @CITTA'2004? Me lo sono chiesta per tutto il tempo, davvero. Io non ho trovato una spiegazione a ciò, dato che non erano email e non c'era motivo della chiocciola di fronte all'anno che si stava raccontando, non ho trovato una spiegazione logica a questo. La terza cosa è dovuta senza dubbio al POV ballerino: inizialmente pensavo che la storia fosse raccontata dal punto di vista di Eleanor, ma non è così perché al suo, rigorosamente in terza persona, si aggiungono quelli di Jaime, Simon, famigliari e via discorrendo. Perché? Non ho capito dal punto di vista di chi viene raccontata la storia, non era chiaro come si sottintendeva nella sinossi. La quarta cosa, poi, riguarda i refusi ed errori di battitura: permettetevi di irritarmi, se in un romanzo trovo scritto 'aldilà' al posto di 'al di là' oppure 'difronte' al posto di 'difronte'. La quinta cosa, senza ombra di dubbio, è stata l'eccessiva narrazione di tutto il libro, tutto l'opposto dello show, don't tell. Non ho sentito le emozioni dei personaggi sulla mia pelle. Non li ho visti emozionarsi o tremare per delle emozioni forti, perché tutto questo è stato raccontato. La sesta cosa, e spero che non me vogliate a male, è stato l'eccessivo tentativo di ricercatezza e lirismo.  Ho avuto la sensazione che l'autrice volesse far trasparire la grande cultura di Eleanor, invece ne ha dato un'immagine di snob fredda e altro (mi sto censurando, credetemi). La settima e ultima cosa è dovuta alle enormi ripetizioni in ogni POV ballerino, di qui la mia confusione: tutti i personaggi parlavano allo stesso modo. Nel modo ricercato e spocchioso di Eleanor, anche personaggi che non avevano il suo grande spessore culturale. 

Mi sono ritrovata, per assurdo, a fare il tifo per i personaggi contorno come Denzel e Jamie, che non Eleanor e Simon. E' un paradosso, lo so. Ma sono stati molto più coerenti loro di Eleanor e Simon dall'inizio alla fine. I personaggi di contorno erano più interessanti dei personaggi principali, su tutta la linea. Eleanor e Simon sembrano non avere chimica fin dall'inizio, ho vissuto la loro storia come una forzatura, un volere farli mettere insieme anche quando è chiaro che sono incompatibili non solo a livello caratteriale, ma anche a livello di obiettivi di carriera. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, credo la sola che io abbia trascritto nel mio quadernetto, e vi invito comunque a leggere il libro per poterne parlare insieme.
"Lui era la sua eccezione, la sua intemperanza, la sua nota di follia in una vita perfettamente organizzata."
(Eleanor Hardie)

xoxo,
Giada

mercoledì, aprile 08, 2020

RECENSIONE DI THE SILVER SWAN DI AMO JONES/ REVIEW OF THE SILVER SWAN BY AMO JONES

Buona sera, bloggers e lettori! Questa è una giornata strana per me, sono andata in infermeria nel mio paese, e ho ricevuto la terribile notizia, una terribile notizia che sospettavo da due giorni: mi sono rotta in zona saccocigea di nuovo, forse per la quarta volta facendo per tre giorni neanche un'ora di yoga. Da questo momento in avanti vi garantisco che farò l'attività fisica ridotta al minimo, e cioè passeggiate nel mio giardino - fino a quando non si richiuderà di nuovo. Non voglio rischiare di nuovo. E' una sensazione che non mi piace per niente, sebbene io mi stia abituando - per mia sfortuna - a ciò. In questi tre giorni ho letto questo bel romanzo - eccitante - e mi è piaciuto molto. Era molto molto vicino a "QUESTO ROMANZO E' FANTASTICO!" tipo di libro. 

PREMESSA
Amo il romantic suspense nei romanzi, amo ancora di più leggere gli enemies-to-lovers romance, e questo libro, gente, è un mix di entrambi. Anche del dark. Sono ancora molto indecisa sul dove metterlo nella Chiara's Reading Challenge, devo cercare con più attenzione il suo genere preciso di appartenenza. Ad ogni modo, ho sempre amato questo genere. Sono attirata dai romanzi contenenti sangue, sesso, e lotte e "The Silver Swan" ha tutto ciò... perché quindi gli ho dato solo 4 stelle? Lo scoprirete scorrendo più in basso nel post e ricordatevi di commentarlo nella sezione 'commenti' qui sotto oppure nella mia pagina Facebook!

SINOSSI (DA GOODREADS)  
Risolvi l'indovinello...
"Non solo vivo, né morto e non sono qualcosa la piccola Madison può nascondere.
Ma sarai già morta, quando tutto questo finirà...
Il coutdown inizia adesso, e i giochi sono appena iniziati..."

Madison Montgomery viene da una famiglia colma di soldi e potere, ma quando qualcuno vicino a lei commette il crimine peggiore, Madison è costretta a vivere con una cattiva reputazione per il resto della sua vita. Quando inizia a frequentare la Riverside Preparatory Academy, la scuola privata in cui l'ha spinta suo padre negli Hamptons, spera in un nuovo inizio. Cosa non era pronta ad affrontare era un gruppo di cattivi ragazzi che controllano la scuola; 10 per la precisione. Quando Madison attira l'attenzione del loro leader, Bishop Vincent Hayes, si ritrova faccia a faccia con un mondo per cui non era preparata. Un nuovo mondo che inizia e finisce gli Elite Kings Club e questi ragazzi sono pronti a mettere sotto sopra il suo mondo. Segreti sono pronti a fuoriuscire e le bugie di famiglia sono pronte per venire allo scoperto. C'è molto più di quanto Madison Montgomery immagina?


RECENSIONE
"The Silver Swan" non è il tipico libro new adult. E' qualcosa di più, di molto più e questo 'molto di più' è trasmesso nel romanzo da una mistura di elementi di suspense ed elementi di altri generi letterari. Vi avviso: è consigliato solo per lettori sopra l'età di 18+, perché contiene scene di sesso o di dubbio consenso, e sopra ogni cosa, scene violente e grafiche che potrebbero disturbare i lettori più sensibili. 

Cominciamo dall'inizio. Madison Montgomery è una ricca ragazza che si trasferisce in continuazione da uno stato all'altro, a causa del lavoro di suo padre. Madison fatica a fare amicizia con i ragazzi di tutte le scuole nuove dove si trasferisce. E' senza dubbio molto lontano dal cliché tipico di ragazza nuova casta e vergine, e soprattutto, della "damsel in distress": è capace a maneggiare le pistole, con cui fa pratica con suo padre, ed è molto spregiudicata e diretta. Ora passa meno tempo con lui, a causa del suo lavoro. La sua nuova compagna, Elena Riverside è una donna forte e indipendente, che controlla e gestisce la scuola superiore privata dove lei e il suo fratellastro vanno.

Nate Riverside è un figo che fa parte di un importante e, sopra ogni cosa, pericoloso, gruppo di giovani che manipolano, controllano e giocano con le vite delle persone che li minacciano. Devo ammetterlo, c'era senza dubbio della tensione sessuale tra Nate e Madison e speravo in una virata della storia nell'incesto - voglio dire, non mi scandalizzo più da tanto tempo per gli elementi dark di un romanzo, datemeli tutti! Ma no, lei litiga e discute sempre insieme a Bishop Vincent Hayes.  Bishop è il tipico bad boy, alto, muscoloso e oscuro. Madison e Bishop non si piaccino, si odiano a morte, ma la tensione sessuale tra loro è tangibile in ogni scena del romanzo. La loro sete per il sesso, insaziabile. Un sesso beh, molto dettagliato, e sebbene loro continuino a litigare è molto hot. Bishop è una sorta di dominatore, e pretende che lei obbedisca a tutti i suoi ordini alla cieca; nonostante le loro continue litigate e il loro odio reciproco palese. Quest'odio sarà il carburante del romanzo, ed è il top, dato che la storia di sviluppa maggiormente attorno a Madison, Bishop e gli Elite Kings. 

Gli Elite Kings, i 'governatori' della Riverside Prep, sono qualcuno con cui non dovresti mai incrociare la strada. Sono malvagi, manipolatori, e crudeli. Ma amano giocare. Una cosa che ho amat, era il fatto che si atteggiassero come se il club fosse segreto, quando in realtà non lo era, e a loro andava bene il fatto che le persone continuassero a parlane. Perché nessuno conosceva davvero la verità, o quale la verità fosse davvero. 

C'erano alcune scene che speravo di leggere - date la colpa alla mia PMS!- come certe scene di orgia, ma no. Non ce n'erano, neanche un po'. Invece, i lettori vengono travolti dalla grande tensione sessuale e un crescendo di emozioni che li lascia senza fiato. Come ho detto prima, la storia si sviluppa attorno a Bishop e Madison e il loro rapporto conflittuale, ma conosciamo anche MOLTO, ANCHE TROPPO, delle due migliori amiche di Madison: Tatum e Tillie.
Man a mano che procedevo la lettura, ho trovato qualche errore di editing dal capitolo 20-21, riguardante il colore di capelli di Tillie, che a romanzo iniziato li ha rosa, poi rosa chiaro e infine marrone, perciò mi sono chiesta se avesse usato qualcosa che non ha aderito al suo capello, come i Colorista L'Oreal che scaricano dopo qualche doccia. Ma anche ho trovato fastidioso che c'erano errori come l'uso di "bought/brought".

Nonostante tutto, questo era davvero un buon romanzo. Un libro che mi ha tenuta sveglia alla notte spingendomi a domandarmi cosa sarebbe accaduto a Madison e alle sue amiche - anche i suoi nemici, come Ally. Adrenalinico, intenso, scritto solo dal POV di Madison, permette al lettore di entrare in empatia con lei. In genere non mi piacciono molto i libri scritti tutti dal POV di un solo personaggio, ma questo era ben reso. Avrei potuto dargli 5 selle, se non avessi trovato quegli errori, ma sapete quanto io sia puntigliosa su queste cose.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che vi consiglio di leggere anche solo per poterci confrontare a riguardo.
“Nothing and no one could give me a new beginning, Who was I kidding?”
(Madison Montgomery)




Xoxo,
Giada

martedì, aprile 07, 2020

BLOGGER UNITI PER LE LIBRERIE INDIPENDENTI - PADOVA E PROVINCE

Buona sera, bloggers e lettori!
Qualche settimana fa ho conosciuto Erika Zini, una favolosa mia collega blogger che mi ha proposto di far parte di questo progetto tutto dedicato alle librerie indipendenti dello Stato, con un occhio di riguardo per ogni regione. Mi ha entusiasmato moltissimo, e sono ancora molto gasata perché un progetto che mi ha coinvolto in modo profondo, e che mi ha permesso di conoscere e stringere amicizia con blogger della Provincia di Padova.



Di cosa tratta il progetto?
Lo scopo del progetto è quello di dare voce e spazio a tutti quei librai italiani che hanno visto le loro entrate diminuire vertiginosamente a causa del Covid-19. Purtroppo, il Coronavirus ha condizionato le vite di tutti noi, il lockdown che stiamo vivendo ne è l'esempio più lampante, e con esso non solo abbiamo problematiche a livello psicologico ed economico, ma anche sociale. Dare voce a coloro che sembra siano stati dimenticati dall'ondata del virus, è l'idea di fondo ed è una ideologia che sposo con tutta me stessa. Perché non solo le grandi industrie stanno subendo i contraccolpi degli effetti del lockdown, ma anche l'editoria e le librerie.

Com'è strutturato? 
Non posso dirvi molto, ma posso assicurarvi che potrete leggere testimonianze e, spero, molto altro ancora. Darà uno spaccato della nostra società attuale, senza tralasciare il lato umano. Sì, perché ciò  che noi blogger vogliamo sottolineare con quest'iniziativa è il lato umano del progetto. Un progetto volto a tutti voi, ma anche a tutti coloro che stanno vivendo con difficoltà questo periodo - siano esse difficoltà economiche o psicologiche. Ci tengo molto a sottolineare l'aspetto umano, perché l'empatia è la nostra arma più grande contro i possibili rigurgiti di odio razziale e xenofobia - impossibile dimenticare quando, in gennaio, tutti gli italiani hanno iniziato a schifare i ristoranti cinesi e a ostracizzare, oltre che picchiare i turisti cinesi, coreani o ancora, giapponesi. Personalmente, questi eventi mi hanno fatto riflettere molto: sono da sempre aperta alle culture diverse dalle mie, da sempre cerco un ponte che permetta a queste culture di trovare posto nel mondo italiano moderno, senza venire fagocitate dall'odio razziale e dall'ostracismo. Questo è ciò che temo di più sin dall'inizio dell'epidemia, se devo essere onesta: il razzismo di ritorno.

Dove potremo leggere le testimonianze?
In tutti i blog aderenti all'iniziativa, nei loro canali social come Facebook, Instagram e molti altri ancora. Utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione per far calare i riflettori su queste persone, e il vostro aiuto sarà fondamentale. Le vostre condivisioni, i vostri commenti, saranno fondamentali. Più condividerete l'iniziativa, più potremo dare spazio a tutti loro. Potrete leggere le loro novità editoriali, il piano che avevano strutturato per l'anno e anche i loro consigli librosi.

Si parlerà solo di libri?
Certo, è un evento totalmente dedicato ai libri ciò non toglie che non si possano affrontare argomenti di attualità che sentiamo ogni giorno nei telegiornali. I libri sono un mezzo di comunicazione, ma sono anche un mezzo per diffondere cultura quindi sì, potrete trovare sia consigli librosi che molto altro ancora - perché dare spazio anche ad argomenti correlati ai libri, è il nostro scopo.

Perché hai deciso di farne parte?
Beh, come ho detto sopra, è un'iniziativa lodevole e notevole. Erika è la capofila del progetto, mentre noi ci siamo divise le regioni. Io, insieme alla mia collega Marika stiamo gestendo Padova e le province, e credetemi, c'è un gran lavoro dietro le quinte. Ma è un lavoro che non ci pesa fare, poiché sappiamo che lo stiamo facendo per una buona causa.

Riflessione personale.
Il Coronavirus o Covid-19 è entrato con prepotenza nella mia vita, proprio come nella vostra, togliendomi tutte le attività sociali che ero solita fare. Ma mi sta anche dando molto, perché proprio grazie a questo lockdown sto scoprendo nuovi lati di me che non sapevo di avere. Forse tornerò più tardi a scrivere di quanto penso, o forse prima, so che lo farò che amerò ogni singola parola scritta sul foglio di Word del mio nuovo romanzo. Tuttavia, nel frattempo, sto scoprendo il mio lato imprenditoriale. Ho iniziato a seguire corsi online dedicati al Digital Marketing e al Social Media. Ho iniziato a seguire workshops dedicati al lavoro. Ho iniziato perfino a stendere un piano di Digital Cross Posting, una cosa che mesi fa avrei ritenuto impensabile. Sono in contatto con molti autori esteri e italiani, e insieme discutiamo della situazione sanitaria nazionale. Parlo con gli scrittori americani, raccontando loro come stiamo vivendo il lockdown e come loro stanno vivendo il loro. Sto scrivendo moltissime recensioni, ma mi manca come l'aria scrivere il mio romanzo - credetemi, questa è una delle cose che mi manca di più in assoluto. Pensate, io sono a casa dal 17 febbraio. Tra 10 giorni saranno esattamente 3 mesi che sono a casa, quindi sentire persone che si lamentano perché sono fermi da una settimana mi dà veramente noia. Non è facile per nessuno di noi. Non è facile per niente. Ma qualcosa di buono questo lockdown, questo stop forzato di tutte le attività sociali e lavorative lo sta facendo: ci sta avvicinando di più a noi stessi, costringendoci a guardare dentro di noi e magari affrontare le cose da cui stiamo scappando. Ci sta costringendo a trovare metodi alternativi per fare le cose che amiamo, trovando soluzioni creative e al di fuori della nostra comfort zone. Vi assicuro che io amo la mia comfort zone, sebbene quando si tratti di prendere certe decisioni io mi butti senza pensare. Amavo la mia routine, ma mi sto sforzando di adattarmi a quella nuova. Temo, anzi, ne sono sicura, che quando riprenderò a scrivere e riprenderò le mie normali attività; ormai il lockdown sarà concluso.

Quindi il mio messaggio è questo: non lasciatevi sopraffare dalle sensazioni ed emozioni negative. Ci sono passata anche io le prime due settimane, e non fa altro che acutizzare il vostro negativo stato. Trovare soluzioni alternative per ciò che fate. Siate creativi. A breve comincerò pure i racconti one-shot di una pagina, per non perdere la mano e nel frattempo sto gestendo molte cose. Farò, se siete d'accordo, un post sui corsi digitali gratuiti che ho provato e che vi consiglio, cosa ne dite?
C'è del buono in tutto questo, basta solo guardare le cose da un'altra prospettiva.




venerdì, aprile 03, 2020

RECENSIONE DE IL CANTO DEL RIBELLE. LA VERA STORIA DI LOKI DI JOANNE HARRIS

Buona sera, bloggers e lettori! Dopo lo spavento che ho preso ieri, alla fine ho deciso di prendere una pausa dallo yoga e di riposare il corpo - purtroppo, non ho altra alternativa se voglio guarire completamente in zona saccocigea - oltre a ciò, ho deciso di rendere fruttuoso questo periodo di quarantena e di portare a compimento alcune cose che attendevo di fare da mesi, se non anni. Perciò eccomi qua, pronta a recuperare recensioni in arretrato, sia straniere che italiane e non temete - troverete un aggiornamento riguardante questo romanzo nel mio canale IGTV di Instagram.

PREMESSA
Cosa mi ha attirata di questo libro? La cover è una bomba, coerente con la storia raccontata dall'inizio alla fine e non è una cosa che si può dare per scontata, al mondo d'oggi. Tuttavia, non è stata solo la magnifica cover ad attirarmi, ma anche il contenuto. Ho studiato filologia germanica all'università, ed era uno dei miei corsi preferiti in assoluto - se la contendeva con letteratura portoghese, e ho un bellissimo ricordo della mia prof paziente, che sapeva rendere interessante ogni sua lezione parlandoci anche di Tolkien - tanto che, inizialmente, dovevo fare la mia tesi di laurea con quella prof, tanto mi aveva entusiasmato. E' un corso che ricordo con gioia e amore, perché questo mi ha trasmesso quella prof che adoro ancora adesso, che mi ha trasmesso un amore incondizionato per la cultura nordica. Poter leggere, sebbene in modo romanzato, la storia di Loki è stata interessante. Forse una delle cose più interessanti che io abbia mai letto, e questo romanzo entra a pieno titolo nella lista dei MUST HAVE per chiunque sia interessato alla mitologia e al culto nordico, e sopra ogni cosa, all'Edda poetica e in prosa.

TRAMA (DA GOODREADS)
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l'accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s'innalza nel cielo in fondo al Ponte dell'Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell'ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l'ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano.

Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui. Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.

RECENSIONE
Era da tanto tempo che non leggevo un romanzo che mi conquistasse, nel vero senso della parola, in questo modo. Solo pochi autori italiani sono capaci di rendermi così gasata e euforica, non molti quelli stranieri, quindi devo fare i miei più sinceri complimenti a Joanne Harris per essere riuscita in questa mission che per alcuni pare una missione impossibile da compiere.

"Il canto del Ribelle" comincia dal Principio di tutto. No, non da Loki. Ma dall'inizio dell'Edda Poetica di Snorri Sturlson, che è uno dei testi di riferimento di tutto il romanzo, oltre che All'Edda in Prosa e alla Lokasenna. Secondo l'Edda Poetica, il mondo delle divinità nordiche è stato creato dalla mucca Adlhumbla, la mucca dalla quale è originato Tutto. Anche gli dèi come Odino, Vele e Vili. Da lì si parte con la creazione del mondo dai resti del corpo di Adhumbla, un mondo che Odino ha creato ad hoc e che si basa sul principio dell'Ordine cosmico. 

Datemi del cinico, ma io non sono mai stato tipo da accettare le cose sulla parola e si dal caso che sappia che la storia è altro che trama e metafora, che è ciò di cui sono fatte tutte le storie, quando le srotoli sino in fondo.  E ciò che realmente le rende un successo o un mito, ovviamente, è come la storia viene raccontata e da chi.(Loki)

Loki, che per molto tempo ha osservando il mondo degli dèi da lontano, viene attirato e attratto da Odino, il Padre Di tutti, che lo fa diventare un suo fratello di sangue - al pari quindi di Vili e Ve. Tuttavia, l'accoglienza da parte di tutti gli dèi, a partire da Frejya e Heimdall, non è per così dire calorosa come tutti si aspettano. Da qui Loki, ch'era inizialmente una delle più pure forme di Caos che ha assunto un Aspetto umano, comincia a provare sentimenti umani. Sentimenti che preferirebbe spegnere e disconoscere, invece che accettarli come parte del suo essere. Una delle cose che ho notato, durante tutta la lettura, è stata la bruciante necessità di Loki di venire accettato dall'élite e come ogni suo sforzo sia stato vano perché la stessa élite lo rigettava continuamente. Poche volte è stato accettato per com'era veramente e questo mi ha colpito nel profondo. Non so, con certezza, se l'autrice abbia fatto leva sulla "sympathy for the devil", quella compassione per i personaggi malvagi che sono diventati tali a causa del contesto in cui sono nati o si sono sviluppati, ma di sicuro con me ha fatto effetto. Beh, amavo Loki già da prima. Chi non amerebbe un trickster? 

Tutti noi veniamo da fuoco e ghiaccio.
Caos e Ordine.
Luce e Buio.
(Loki)


Sin dall'inizio è stata chiara la natura duale di Loki, che si è guadagnato il titolo di Burlone. Non mi riferisco solo alla sfera sessuale o animale - un Aspetto che tutti gli dèi possono assumere a comando, anche grazie alle rune - una natura duale che rimanda al vero e proprio dio nordico, prodotto del Caos stesso. La cosa che mi ha colpito di più, però, è stato il suo continuo conflitto interiore non solo tra ciò che gli avrebbe fatto più comodo, ma anche su cosa avrebbe potuto avvantaggiarlo o svantaggiarlo nei confronti degli dèi che tanto odiava. Un dio astuto, che non si fa remore nell'usare gli altri, ma anche un dio che ha paura della crudeltà a cui potrebbe essere capace di arrivare, che non teme di sfidare l'autorità e le autorità, in questo caso, sono rappresentate da il Caos e da Odino. 

Piano piano, fa di tutto per incastrare gli dèi. La sua astuzia si vede già da qui: è un combattente, ma ancora non lo sa. E' uno stratega, e di questo ne va fiero. Usa le debolezze degli dèi contro di loro, ma quando glieli sbatte in faccia scappa dalla loro furia ed è costretto ad una delle punizioni più terribili che io abbia mai letto dopo, naturalmente, la decisione di Zeus ti imprigionare Prometeo alla montagna con un'aquila che gli mangiava il fegato e che lo faceva morire ogni giorno. Credetemi, non sto facendo confusione tra le due diverse mitologie, però questo era l'esempio più calzante che ho trovato per rendere l'idea di ciò che voglio dire.

Il Ragnarok è qualcosa di inevitabile: era già scritto alla nascita dei Nove Mondi, e sarebbe arrivato in ogni caso, non importava ciò che Odino faceva per evitarlo. Quando ho studiato filologia germanica, la mia prof ci ha parlato del Ragnarok come di una distruzione totale che avrebbe spazzato tutto e che avrebbe ricostruito da zero, iniziando un nuovo ciclo di vite e dei nuovi Mondi che sarebbero rinati, e che forse, sarebbero migliorati rispetto ai precedenti. 

Il romanzo, scritto completamente dal POV di Loki, permette al lettore di provare empatia e simpatia per questo dio burlone, sfacciato, narcisista, egocentrico, che sta cercando la sua collocazione nel mondo divino e che soffre nell'essere un outsider. E' un romanzo che sfonda la quarta parete, in cui il protagonista di rivolge direttamente al lettore, come se sapesse che il lettore sta leggendo la sua storia e vuole dargli il suo contributo. 

Un romanzo bellissimo, intenso, travolgente. Molto ricco di eventi e di dettagli che richiedono molta attenzione e di cui bisogna tenere conto, perché svolgeranno un ruolo nel romanzo nel modo più inaspettato possibile. 

Vi saluto con una citazione di questo romanzo, che vi consiglio di leggere assolutamente!
"Le parole sono i pilastri dei Mondi: parole, rune, nomi."
(Loki)

xoxo,
Giada

giovedì, aprile 02, 2020

RECENSIONE DI CONNECTING TEXAS DI GARY SCHARRER/ REVIEW OF CONNECTING TEXAS BY GARY SCHARRER

Buona sera, bloggers e lettori! Come state passando la quarantena? La mia ha avuto, finora, molti alti e bassi, ma ho di recente (premesso che questa recensione l'ho scritta ieri, l'01 aprile) iniziato a praticare yoga per mantenermi in forma e calmare la mente (beh, è una forma simil-rotonda), ma mi sta aiutando molto quindi penso che continuerò a farlo anche quando la quarantena sarà finita. Ma prima che la quarantena iniziasse e io stavo scrivendo il mio romanzo felicemente, ignara di quello che il mondo aveva il serbo per noi. Per tutti noi. Ho deciso di leggere questo libro di nonfiction. 
Il mio secondo libro di non fiction.

A dire il vero, è stata una lettura interessante. Spero che vi piaccia la mia recensione, poiché trovo sempre un po' difficile recensire questo genere di libri perché è un genere che non leggo da quando ho terminato l'università nel 2017. 


PREMESSA
Beh, la vera ragione per cui ho scelto di leggere questo libro sulle strade texane e le molte persone che le hanno costruite, è a causa del mio romanzo. Ma anche perché amo scoprire nuovi stati, e grazie ai libri posso farlo senza muovermi dalla mia casetta in Italia. Non fraintendetemi.Io VISITERO' sicuramente il Texas - è uno dei viaggi che farò quando viaggerò negli USA, quindi questo è una sorta di assaggino per me. Queste informazioni sono state una sorta di assaggino per tenermi soddisfatta e appagata fino a quando non lo visiterò fisicamente.

SINOSSI (DA GOODREADS)
L'evoluzione del sistema nazionale di strada negli Stati Uniti è innegabilmente collegato alla nostra unica storia e il nostro passato e i nostri futuri successi. Le strade di oggi sono molto lontane dai giorni del Modello T, quando coraggiosi appaltatori usavano muli e Fresno per costruire strade e ponti che hanno, letteralmente, usato le persone a uscire dal fango e attraversare fiumi intraversabili. Quelle strade primitive, sviluppate all'inizio del ventesimo secolo, ci collegano ancora oggi ogni giorno. Ma quella storia non è avvenuta in una notte.
L'eredità  dei coloriti appaltatori le cui carriere si sono unite con l'influente Associazione Generale Appaltatori pone le basi per Connecting Texas, che è ricco di interviste personale e fotografie attuali a confronti con fotografie storiografiche. Gary Scharrer cattura con chiarezza l'effetto che le buone strada hanno avuto nell'economia Texas (e in quella nazionale.)
Milioni di noi si mettono in moto ogni giorno per andare a lavoro, o a scuola, o in innumerevoli altri posti nelle nostre attività quotidiane. Ma la maggior parte di noi non pensa alle strade che sotto di noi. Saltiamo in macchina o in camion, e ce ne andiamo. Ma avete mai pensato a queste arterie essenziali? Molti di noi danno per scontato che le buone strade e ponti siano semplicemente una garanzia della vita moderna.
Leggere Connecting Texas cambierà queste prospettive per sempre.
Gary Scharrer ha lavorato per 43 anni nel giornalismo prima di approdare alla Associazione Generale Appaltatori del Texas. Il suo lavoro in Connecting Texas riflette il luogo sempiterno interesse nei metodi di trasporto. 


RECENSIONE

“If you work hard, the sky’s the limit” 
Con questa premessa parte il mio primo libro letto sul business e sulla storia di uno Stato estero, che analizza la storia dei grandi uomini, dei grandi appaltatori dietro le principali arterie veicolari del Texas. Perché ho scelto proprio il Texas? Oltre ad essere la location del mio romanzo (a esser onesta, uno dei tanti), perché volevo scoprire gli uomini che l'hanno reso lo Stato ch'è adesso.
Sin dall'inizio, l'autore ci presenta immagini a confronto - un prima/dopo  - che viene analizzato non solo sotto l'aspetto economico e famigliare (poiché la maggior parte degli appaltatori sono costituiti da clan famigliari che si sono tramandati il lavoro di generazione in generazione) ma anche sociale. E quest'analisi socio-economica si è rivelata una vera e propria scoperta.
Dà al lettore un'immagine completa e anche affettiva di tutti loro, ma soprattutto del Texas: uno stato composto da persone che lavorano duro, e che contribuiscono in modo efficace e tangibile allo sviluppo del luogo in cui vivono.
E' stata una lettura molto buona, non è stata nemmeno noiosa - e avrebbe potuto esserlo - considerato il tema principale e le numerose analisi sia a livello storico-lavorativo che socio-economiche. Mi ha istruito sui grandi uomini che le hanno costruite, e anche se non ricordo tutti i loro nomi, so che hanno dato un grande aiuto al Texas e hanno vissuto a lungo per vedere il frutto del loro lavoro. 

Vi saluto con una citazione tratta dal libro, che vi consiglio di leggere. Io gli ho dato 5 stelle, ma se avessi potuto ne avrei date molte di più.
“I think that if you come up from the bottom, you feel more secure in your decisions.”
(Thomas Moore, Moore Brothers Inc.)




Xoxo,
Giada

sabato, marzo 28, 2020

RECENSIONE DI STARCROSSED DI JOSEPHINE ANGELINI

Buona sera, bloggers e lettori! Come avete passato questo sabato pomeriggio di quarantena? Io ormai ho perso il conto di quanti giorni sono, effettivamente, in quarantena: sono a casa, come saprete, dalla fine di febbraio e sono stata a casa anche la prima settimana di marzo, prima ancora che Conte emanasse il primo decreto. Ad ogni modo, finalmente sto bene e ho ripreso a fare anche attività fisica, facendo yoga tramite un'app del cellulare che sta avendo effetti benefici sul mio fisico e sulla mia psiche in generale. Spero che questa recensione vi piaccia, vi attendo come sempre sulla pagina Facebook del blog o qui sotto, nei commenti, per parlare insieme del romanzo!


PREMESSA
Sapete quando avete tanto, troppo, di una cosa e non sapete cosa scegliere da leggere? Io sono così coi romanzi. Ho tre Kindle che scoppiano di libri da leggere, e non riesco a scegliere quasi mai nulla. Ho riesumato dal primo Kindle "Starcrossed" di Josephine Angelini, un romanzo che avevo scelto di prendere gratuitamente quando Giunti al Punto regalava in omaggio un romanzo al mese con l'acquisto di un lettore ebook. C'è da premettere che i miei gusti letterari sono cambiati molto dal 2014 circa ad ora, forse per questo ho fatto fatica a calarmi completamente, almeno all'inizio, nella storia e nei personaggi... ma alla fine la scintilla tra me e i personaggi è scattata e mi sono appassionata a questa storia.

E' la personale versione della Angelini dei miti greci, e devo dire che non è venuta poi fuori male.
E' sicuramente un libro adatto ai ragazzi dai 12 anni in su, e mi sento di consigliarlo alle mamme che hanno i figli in quella fascia d'età.

Senza volere ho anche spuntato un'altra categoria dalla Chiara's Reading Challenge: uno Young Adult Romance - in questo caso anche Paranormal.

TRAMA (DA AMAZON)
Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell’isola, Lucas Delos, davanti a tutta la scuola. L’episodio si rivela qualcosa di più di un mero incidente. Helen inizia a dubitare della sua salute mentale: ogni volta che incontra la sua mancata vittima, le appaiono tre donne misteriose che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio la porta a scoprire che il suo destino è intrecciato inesorabilmente a quello di Lucas e che insieme sono costretti a interpretare i ruoli di un’antica tragedia d’amore. Helen, come l’omonima Elena di Troia, è destinata a scatenare un conflitto sanguinario tra dèi e mortali. Un Caso editoriale con pochi precedenti nel mondo degli YA. Gli editori ne hanno subito acquistato i diritti per cifre da capogiro. Un successo mondiale annunciato, già in cima alle classifiche di Gran Bretagna e Germania.Il nuovo punto di riferimento sul web per la generazione Y.

RECENSIONE
Ah, da dove cominciare questa recensione? E' più difficile di quel che pensiate, per me, perché ho provato sentimenti contrastanti nei confronti di questo libro per la maggior parte della lettura. Ve li dirò più avanti, dovrete solo scorrere il post in basso per leggerli... intanto vi dico che sì, è stata una lettura che ha avuto alti e bassi per me, non è da "wow è bellissimo!", ma è una storia carina. 

Helen Hamilton è una diciassettenne che vive nell'isola di Nantucket insieme al suo adorato papà. Sin da quando era piccola, ignora l'identità di sua madre, che l'ha abbandonata ancor prima che nascesse, e l'ha fatta crescere solo col suo papà, Jerry. Questa mancanza, quest'assordante assenza nella vita di Helen si percepità fin dall'inizio del libro, in qualche modo la madre di Helen è una sorta di fantasma che aleggia intorno a lei, sebbene non compaia mai in carne e ossa. Una delle caratteristiche principali di Helen, la co-protagonista, è la sua insicurezza e la sua paralizzante timidezza. Questo, forse perché ero anch'io un'adolescente timida e insicura, mi ha permesso di provare empatia per lei. A questo, però, si aggiungono i dolorosi crampi che prova ogni volta che è in pubblico e che la spingono a scappare dai gruppi di persone che si fermano a osservarla, come se fosse una sorta di fenomeno da baraccone. Perché sì, Helen non è una qualsiasi adolescente. Cioè. non è come una qualsiasi adolescente, almeno nell'aspetto fisico: è alta almeno 1,80m, ha un fisico statuario e sembra non sudare quando, durante le corse campestri, arriva sempre prima grazie alla sua capacità di correre più in fretta di chiunque altro. 

Perché lei avrebbe dovuto ciondolare o vergognarsi di se stessa solo perché esisteva?
(Helen Hamilton)

Man a mano che la storia continua, vediamo Helen e Lucas Delos, il fighissimo nuovo acquisto del liceo di Natucket, passare da odiarsi a comportarsi come due piccioncini innamorati. Tuttavia, il pericolo è dietro l'angolo ed è composto dai cugini di Lucas, i numerosissimi cugini del ragazzo che ama, perché c'è molto più da scoprire di quel che non pensa. Scoprire che Helen appartiene al mondo dei Semidei la sconvolgerà completamente, ma alla fine sarà costretta ad accettare ciò ch'è sempre stata, e ciò che sarà per sempre: una Semidea, non una semplice umana. Lentamente, la vediamo scoprire i suoi numerosi poteri e il suo ruolo nella faccenda legata ai cugini di Lucas - che non posso dirvi, poiché già sto rischiando di farvi molti spoiler e non voglio rovinarvi la lettura di questo libro. 

La promessa di uno scontro inevitabile, predetto dalle Parche, porterà Lucas ed Helen non solo a fare i conti con i loro sentimenti, ma anche a scegliere cosa fare per evitare che un altro ciclo di sangue, vendette e morti causi un'altra guerra mondiale, che rischia di spazzare via l'umanità intera. Uno 0,75 in più, per la Angelini, per aver creato dei personaggi minori che ho amato profondamente: Jason e Claire, ma anche Hector - che ho apprezzato sin dall'inizio - e la piccola Cassandra - tutto un nome un programma, mi pare ovvio quale sia il suo ruolo nella storia già dal nome, ed è una cosa che avevo capito subito anche io, a circa metà romanzo.

In tutta onestà, ho fatto fatica a calarmi in questo romanzo. L'inizio è stato molto lento, a tratti noioso, e l'uso della terza persona focalizzata sul personaggio non era stabile ma si alternava ad altri personaggi. Perché vi dico questo? Ho fatto la stessa cosa, tantissimi anni fa, e la cosa mi è stata cannata da più persone. Tuttavia, questo mi ha provocato abbastanza confusione a volte, e dovevo assicurarmi di aver capito bene il POV di chi sta parlando all'interno del POV principale. Mi ci è voluto più del solito per entrare in sintonia coi personaggi, e se mi conoscete e mi seguite, sapete che di solito capisco se un libro mi piace dal 30%. Ecco, al 30% io stavo per mollare il romanzo. Ero molto combattuta, non sapevo se davvero lasciarlo perdere e cominciarne un altro oppure proseguire la lettura. Alla fine, ho scelto di dare una chance a questo libro. Forse è stata una buona decisione, visto che al 50-60% il libro si è rivelato essere molto più interessante e più carico d'azione. 

Ad ogni modo, lo trovo un libro carino. Non è un libro da "wow, favoloso!", ma alla fine gli ho dato quattro stelle, il che è tanto per me, considerato che all'inizio della lettura volevo darne solo 3 perché non mi convinceva molto. Se l'avete letto, commentate il post e fatemi sapere se vi è piaciuto!

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che nonostante tutte le cose che a me non sono piaciute - rintuzzare in primis - alla fine mi sento di consigliarvi:
"Me ne frego di quant'è difficile stare insieme, niente è peggio che stare lontani."
(Lucas Delos)

xoxo,
Giada

mercoledì, marzo 25, 2020

REVIEW PARTY DI VENDETTA DI SAGARA LUX

Buon giorno, bloggers e lettori! Avevo appena cominciato a scrivere il quarto romanzo di un grande progetto, quando è iniziata la quarantena. O meglio, io era già due settimane che ero a casa quando quest'ultima è cominciata: ho avuto l'influenza la prima settimana di marzo, e poi mi si è rotta un'altra fistola recidiva. Avevo ripreso a scrivere, ma poi l'ansia e la preoccupazione hanno iniziato a farla da padroni e quindi, alla fine, ho deciso di tornare a leggere.


PREMESSA
Siano benedette le autrici organizzate come Sagara! In tutta onestà, con tutto quello che mi è successo nelle ultime settimane, avevo dimenticato quando mi ero segnata per il Review Party. Da una parte, sono molto sollevata di esser tornata a leggere. E' come se la fame di parole si fosse impossessata di me, compensando il mio bisogno atavico di scrivere. E' bello, perché in queste lunghe settimane ho scaricato molti libri gratuiti grazie alle promo (potete trovarne molte anche nel mio profilo Instagram, negli highlights), che spero di leggere e recensire al più presto.

Non saprei spiegarvi come mi sento in questa Quarantena, senza passare per banale o sciocca. Ho molta paura, dato che sono un soggetto allergico e asmatico. Ho molta paura, e vorrei che tutti attorno a me si attenessero alle regole per uscirne il prima possibile. Ho molta paura, e vorrei che nessuno delle persone attorno a me stesse male, per questo sono disposta a litigare con tutti pur di farlo capire. Ora, più che mai, dobbiamo essere ligi alle regole e fare ciò che ci dice il Ministero della Salute.
Non solo per noi stessi, ma per le persone che vivono con noi. Ricordate che basta una sola persona infetta per contagiare tutti. Siate giudiziosi. Usate il raziocinio. E non fatevi prendere dal panico, come me. Sì, ho passato anche questa fase e non è piacevole. Insomma, devo pure andare in ospedale in piena pandemia, non è che sia proprio un carnevale di Rio.

Se la scrittura mi salvava, prima, ora che lei è accantonata solo la mia seconda grande passione può farlo. E so che lo farà, perché i libri ci sono sempre stati per me. Anche quando gli altri non c'erano.

TRAMA (DA GOODREADS)
"Tutto ha un prezzo.
La vita. La morte. La vendetta."

RECENSIONE

Ho finito il di leggere "Vendetta" neanche un'ora fa e sono ancora sconvolta da tutte le emozioni che mi ha trasmesso. E' un romanzo favoloso, ben scritto e carico di tensione e passione al punto giusto. E' un romanzo perfetto per concludere la Broken Souls Serie. Riprende da dove il romanzo precedente ci aveva lasciati: dalle storylines dei personaggi principali, ovvero Amanda e Darren, e di Iryna e Genz. Ma anche i loro figli. Come avrete capito dai libri precedenti, i figli giocano un ruolo importante, se non fondamentale, nei gesti e nelle azioni dei personaggi principali. Lo stesso vale per questo libro, anzi, direi che l'amore incondizionato è presente per loro dall'inizio alla fine, ed è una cosa che mi è rimasta davvero molto impressa. 

Dopo gli eventi del libro precedente, Iryna e Genz stanno cercando di ritrovare il loro equilibrio come coppia, ma anche come genitori di Edoardo e Aleksandr. Un incubo ricorrente tormenta Iryna. Un incubo che la riporta al suo passato, a quando viveva in Russia con sua madre. Un incubo che non le dà pace, e che la spaventa molto. Tuttavia, non è solo quello a destare le sue preoccupazioni. Ultimamente, Genz non è più lo stesso uomo di un tempo. E' lontano, distante. Perso nella sua mente e Iryna soffre a causa di questo, perché vorrebbe sentirlo più vicino a sé. Perché vorrebbe tornare a com'era la loro vita prima che il caos esplodesse nelle loro vite. Anche se, avendo sempre a che fare con morti e violenza, ormai è abituata a mostrare una maschera d'indifferenza. 

Io avevo solo lui.
E lui me.
Una donna spezzata. Una sopravvissuta.
Ma sua.
(Iryna)

Allo stesso modo, Darren e Amanda stanno cercando di vivere una vita il più normale possibile nello stato estero dove sono scappati. Una vita normale, soprattutto per la piccola Dorothy. Ma è proprio nell'amenità delle spiagge di quel luogo, che vengono rapiti e riportati in America da un russo mercenario, che ha una missione di vita o di morte (letteralmente) da dare a Darren. La vera domanda è: Darren sceglierà di aiutarlo, oppure metterà a rischio la vita di tutta la sua famiglia? Una domanda che torna spesso, nel romanzo. Cosa sei disposto a fare per salvare la tua famiglia? Quanto sei disposto a rischiare? E Darren, nonostante tutto, Destino compreso, gli remi contro, ha continuato a lottare. Ha lottato con le unghie e con i denti, per portare fuori da situazioni spiacevoli la sua donna e la sua bambina. 

Avevo visto troppo sangue e troppi orrori per poter credere alle favole.
(Iryna)
In un susseguirsi di eventi sempre più al cardiopalma, giungeremo ad una conclusione epica. Epica, nel vero senso della parola. Il cerchio si chiuderà. Tutte le storylines rimaste aperte troveranno la loro risoluzione, in un modo o nell'altro. Ma, soprattutto, scopriremo chi sia realmente il traditore. E, lasciatemelo dire, amo Genz quando fa il capo mafioso cazzuto. Proprio come amo Darren quando prende il controllo ed entra in modalità dominatore - non nel senso stretto del termine. 

Una conclusione magnifica, che lascia il lettore senza fiato in una sequenza di eventi e decisioni prese da ogni personaggio per il loro bene e per il bene altrui. Una conclusione degna di questa serie, che ha superato ogni mia più rosea aspettativa, e che ha riconfermato la bravura di Sagara. Lei è una garanzia, coi suoi libri andate sempre sul sicuro! Anche stavolta, i suoi personaggi sono a tutto tondo, complessi sia a livello psicologico che a livello emotivo, composti da strati che il lettore deve sfogliare volta per volta per comprenderli meglio. Perché, alla fin fine, si prova compassione anche per il peggiore dei Diavoli. Perché è umano. Perché, alla fin fine, tutti noi siamo spezzati ma se troviamo qualcuno che ci ami e che sia disposto a  tutto per noi, quei pezzi torneranno insieme. Certo, è innegabile che non possiamo cambiare il nostro passato. Ma trovare qualcuno che lo accetti senza remore, e che accetti te con tutti i tuoi difetti, è la cosa migliore che potrebbe capitarci. 


Complimenti, Sagara! Non ci sono altre parole per descrivere come "Vendetta" sia andato ben oltre le aspettative che mi ero fatta, conquistandomi pagina dopo pagina. Tensione. Passione. Sangue. Violenza. Ecco, cosa deve avere un libro per conquistarmi... ma tu già lo sapevi <3 ù
Cinque magnifiche stelline per un romanzo che, a mio avviso, ne merita ancora di più. 




Vi saluto con una citazione tratta da questo magnifico romanzo, conclusione della Broken Souls Serie, e vi invito caldamente a leggerlo per scoprire come finisce tutto:
"La vita ci presenta sempre il conto per le nostre scelte. Ma sono proprio le nostre scelte a rendermi quello che siamo."
(Iryna)

xoxo,
Giada

domenica, marzo 01, 2020

RECENSIONE DI ETERNAL NIGHT DI DEBORA C. TEPES

Buona sera, bloggers e lettori! Se mi avete seguito su Instagram in queste due lunghe settimane, saprete che ho avuto una brutta influenza che mi ha costretta a letto (non il Coronavirus, giuro!), e una ciste sottocutanea si è rotta sabato scorso provocandomi molto dolore e costringendomi a rimandare tutte le mie attività. Sono riuscita a fare la videorecensione del nuovo romanzo di Debora, ma comunque ci tenevo a postarla anche qua, perché il romanzo merita davvero tanto.

PREMESSA
Sono venuta a sapere, poco prima di postare la mia videorecensione (che trovate negli highlights del mio profilo Instagram), che l'autrice è stata insultata e il suo romanzo pure. Solo per essere un dark romance. Partiamo con la premessa che ci sono sempre le avvertenze per questo genere di romanzi, e vi assicuro che ci sono per un motivo ben preciso: per evitare che persone sensibili vengano offese o turbate dal contenuto del libro. Ecco, io ho iniziato a leggere dark romance nel 2014 con Chiara Cilli, e tutti mi avevano avvertito di ciò. Sapevo a cosa andavo incontro. Sono perfettamente consapevole che sono romanzi duri, difficili da leggere, ma bisogna saper scindere la realtà dalla fantasia. Perché vi dico questo? Perché se io amo leggere un dark contemporary o dark romance, o perfino mafia romance, non significa che io voglia venire rapita e seviziata, così come non voglio diventare la consorte di un mafioso. Bisogna approcciarsi alla lettura di questi libri con la consapevolezza di separare la realtà dalla fantasia, altrimenti vi offenderete e ve la prenderete con l'autore. No, non va bene così, proprio per niente. "Eternal Night" è un gioiellino del self-publishing, e merita tutto il successo di questo mondo proprio perché coerente col genere trattato e con le tematiche affrontate.
Voglio dire, se vi aspettate unicorni rosa e amore a tutto spiano questo genere non fa per voi.

SINOSSI (DA GOODREADS)
Nadir
Nadir è solo un ragazzino quando è costretto a fuggire con suo fratello Quadir da una moschea in fiamme nella sua città, in Libano. Lì, tra le pietre divorate dall’esplosione, ha perso non solo i suoi genitori ma anche tutta la vita così come l’ha conosciuta sino a quel momento, e ha siglato un inconsapevole patto di sangue con la violenza, che d’ora in poi sarà il suo destino.
Adesso che è ormai un adulto, la vita di Nadir è scandita da violenza e aggressioni e dalle regole del clan che ha fondato con suo fratello e che gestisce scommesse clandestine, droghe di ogni genere e racket. La violenza è l’unico linguaggio che Nadir conosca, tutto ciò che ha portato con sé dalla sua terra e che l’ha seguito fino in Europa, dove si è rifugiato. Tuttavia, anche per lui esiste qualcosa di sacro e intoccabile: la famiglia, il bene supremo da proteggere. A ogni costo.

Layla
Layla non ama la compagnia della gente. Preferisce rinchiudersi nel suo mondo, cullata dalle note del pianoforte sul quale lascia scorrere le dita. A casa, Layla non ha nessuno che l’aspetti: d’altra parte, suo padre è il capo della squadra omicidi della polizia di Berlino e ha ben altro di cui occuparsi. Tuttavia ogni tanto, trascinata da un’amica, anche lei si concede una nottata diversa dal solito. Ed è così, durante una notte in una discoteca della capitale, che il destino di Layla prende una piega inaspettata. È lì, tra le luci stroboscopiche che l’accecano e la musica techno che l’assorda, che incontra Nadir e si perde nei suoi occhi color dell’ebano. Le loro orbite collidono e, da quel momento in poi, niente sarà più lo stesso. Lei cade nella trappola dell’oscuro sconosciuto arrivato dal Medio Oriente e lui crede di avere il potere in mano. Non l’ha scelta per caso: sa perfettamente chi sia e, soprattutto, quale ruolo ricopra suo padre. Rapirla e consegnarla a suo fratello Quadir è il suo unico scopo. Ma ciò che Nadir ancora non sa è che sarà lui stesso a cadere in una trappola dalla quale sarà impossibile fuggire: quella della passione.

In bilico tra la vita e la morte, costantemente sospesi tra la verità e la menzogna, il giusto e lo sbagliato, Nadir e Layla si lasciano travolgere in una spirale di attrazione incontrollabile. Ma può l’amore sopravvivere al richiamo irresistibile del sangue? Possono due anime perdute ritrovarsi al di là del bene e del male?

DARK ROMANCE AUTOCONCLUSIVO
*ATTENZIONE*: Questo romanzo contiene scene di violenza, linguaggio forte, rapporti sessuali di dubbio consenso.
È consigliato ad un pubblico adulto e consapevole.

RECENSIONE
La storia di Nadir comincia quando, da piccolo, viene costretto a vedere la madre subire violenze di ogni tipo da suo padre e dagli amici di suo padre. Un trauma profondo, che lo condizionerà per tutta la vita, portandolo a diventare il bellissimo mostro ch'è ora. Layla non è la solita Damsel in Distress, non è una ragazza fragile che ha bisogno di essere salvata, eppure c'è molto al di sotto della superficie che il lettore, inizialmente, non sa. Perché c'è una cosa che accomuna entrambi, ed è il dolore per la perdita di una persona cara, che li renderà ciò che sono ora. La perdita, di entrambi, della madre. 
Un dolore sordo e profondo, che renderà Layla morta dentro, incapace di proseguire nella vita di tutti i giorni perché la sua mente e il suo corpo sono ancora al terribile giorno in cui ha perso la sua mamma. Così come la mente di Nadir sarà ancora al maledetto giorno in cui sua madre si è fatta saltare in aria in una moschea. 

Un conto in sospeso con il capo della polizia di Berlino, Kuscha, porterà le loro vite ad entrare inevitabilmente in collisione. E a distruggersi a vicenda. A ridursi a brandelli l'uno con l'altro. Una lotta impari, poiché è chiaro che Nadir è molto più forte della piccola Layla. Ma Layla ha il coraggio di un leone, e non accetta il suo destino a braccia conserte. Lotta, lotta con tutta sé stessa anche se ciò la porterà alla morte. La morte, una nuvola nera che aleggia sopra le teste sia di Nadir che di Layla. La morte, pronta a calare su di loro al primo passo falso. Non solo di Layla. Ma anche di Nadir. Perché gli Hassan stanno conquistando potere nelle zone di Berlino, e voglio consolidarlo, al fine di poter fare della città ciò che vogliono.

Il marcio ha sempre infettato le nostre anime, l'oscurità ha sempre avvolto le nostre vite, siamo nati con il male nel sangue.
(Nadir Hassan)

Due personaggi tormentati da un orribile passato scritto nel sangue. Due personaggi sfaccettati che vi legheranno alle loro vite difficili e tristi per tutta la durata del libro. Sì, perché nel bel mezzo della violenza di ogni tipo che Nadir sottopone a Layla e nel bel mezzo della lotta di potere degli Hassan, una cosa ho visto in loro, e mi ha colpita moltissimo: sono due personaggi soli, che cercando di sentirsi vivi in modi non convenzionali. Sentirsi vivi, quando hai perso tutto. Sentirsi vivi, quando il tuo mondo è finito quella notte o quel giorno maledetto. Sentirsi vivi, anche se niente sembra bastare a questo fine, perché il dolore è troppo forte.

I flashback, presenti nel testo sotto forma di corsivo, ci permettono di vedere com'era la vita di Nadir e Layla prima del rapimento. Com'era la loro vita quando l'apparenza di perfezione (o di imperfezione) in cui vivevano li rendesse due gusci vuoti. I flashback, per loro, sono generalmente molto dolorosi e colmi di sofferenza. Sono qualcosa che preferirebbero non ricordare, forse perché ricorda loro una vita passata che non gli appartiene più.

E' questo il mio problema: non sento niente. 
Dicono che il dolore sia la peggiore delle sensazioni, ma non per me.
Non esiste niente di peggio della morte interiore.
(Layla Kutscha)
Dovete essere pronti a leggere un libro molto forte. Dovete avere lo stomaco molto forte, specialmente quando arriverete al 37%, se ci penso ancora mi vengono i brividi. Non vi dirò cosa accade, dato che non voglio farvi spoiler, ma è qualcosa di scioccante. E' tremendo. Poche volte ho letto qualcosa di così scioccante da restarmi impresso a fuoco nella memoria dopo più di due settimane, e per me questo è un grandissimo punto a favore dell'autore. Significa che hai fatto centro. Significa che hai colpito il lettore nel profondo, e sono felicissima che Debora ci sia riuscita di nuovo.

Questo conferma la sua bravura come autrice, nel rendere personaggi tridimensionali e realistici, Nadir coerente nella sua follia sanguinaria e bellezza quasi luciferina e Layla, la fragile combattente dall'anima spenta. Questo, a mio avviso, rende un autore, un autore da cinque stelle: la sua capacità di scavare nell'animo umano e mostrarne tutte le sfaccettature, tutte le sue debolezze e i suoi punti di forza. La sua capacità di trasmetterti emozioni che rimangono sotto pelle anche quando hai chiuso il Kindle, perché quei personaggi rimarranno con te anche dopo averlo chiuso.

Vi saluto con una citazione tratta da questo favoloso romanzo che vi straconsiglio con tutto il cuore:
"Mi sono illusa di poter eliminare un ricordo, ma i ricordi, specialmente quelli terribili, ti marchiano a vita. Puoi spaccarti la testa contro il muro, eppure quelle scene riappariranno sempre, più spietate che mai."
(Layla Kutscha)

xoxo,
Giada

giovedì, febbraio 06, 2020

RECENSIONE DI DARK TOUCH DI ELLE LEWIS/ REVIEW OF DARK TOUCH BY ELLE LEWIS

Buona sera, bloggers e lettori! Sono felice d'esser finalmente in grado di ripostare, si spera con sempre più maggior regolarità, le mie recensioni ancora. La mia vita, in questo momento, è piena di cose da fare, e spesso ho l'impressione di non aver abbastanza tempo per fare tutto nelle 24h che abbiamo. Oggi, in particolare, sento di non aver abbastanza tempo, e sto in piena PMS. Tuffiamoci quindi nella mia recensione!

PREMESSA
Non appena la mia vita è diventata ancor più piena di nuove cose da fare, ho dovuto riorganizzarmi. Era difficile le prime volte. E' ancora difficile, ma sto cercando di trovare un equilibrio. Amo fare nuove esperienze e amo sperimentare cose nuove. Amo tutto ciò di loro, anche le difficoltà che potrebbero portare. Ho deciso di leggere un romanzo breve da NetGalley, e la mia scelta è ricaduta su questo libro. Sembrava molto interessante e adrenalinico, perciò ho deciso di dargli una chance. A partire dalla bella cover. Non sono sono stata delusa, ma penso che questo sia uno dei peggiori libri che io abbia mai letto dal sito. 

SINOSSI (DA GOODREADS)
Sloan ha lasciato casa un anno fa, sperando di fuggire dal suo passato.
Una notte, un fatale incontro cambierà la sua vita per sempre. Sloan incrocia la strada con un essere pericoloso. E' antico. Malvagio. E lei ha attirato la sua attenzione.
Sloan cerca di continuare la sua vita di tutti i giorni, ma presto di rende conto che è diventata l'ossessione di quell'essere. 
Disperata, Sloan cerca delle risposte. E il tempo sta per scadere.

RECENSIONE
Dove comincio da questa recensione? Il libro era molto promettente, all'inizio. Mi piaceva sul serio. Ma poi è affondato come il Titanic, ed è affondato sia grammaticalmente che a livello di coesione narrativa interna.

La storia inizia con Sloan Stolar, una ventenne che è scappata dal suo passato a Los Angeles e ha deciso di vivere a Seattle. Ha problemi ad abituarsi al clima, a causa del fatto ch'era abituata al caldo clima californiano. La principale caratteristica di Sloan è che lei è una persona da non-rompermi-il-cazzo, e preferisce affrontare i suoi problemi da sola, tanto che non ha un amico molto vicino a sé. Beh, ce l'avrebbe se lasciasse Millie avvicinarsi a lei. Mi è parso che l'unica caratteristica di Sloan (la sola) fosse quella di avere una personalità da badass - ma non è stato così, ai miei occhi. Ai miei occhi è apparsa come "la damigella in pericolo" che non riusciva a sopportare che nessuno diventasse suo amico e le si avvicinasse, quindi il suo atteggiamento da dura lo nascondeva. Lo dico ora, un editor tempo fa mi disse anni e anni fa: non è necessario descrivere tutto ciò che un personaggio indossa, perché è noioso. All'inizio, scrivevo come Elle: tre o quattro linee sugli abiti dei personaggi. Poi ho iniziato a capire che sì, puoi parlare degli abiti dei personaggi, ma non in modo descrittivo (o troppo descrittivo): devi far muovere il personaggio per descrivere ciò che vuoi descrivere. La mia scrittura è migliorata, e non era né noiosa né piatta. Questo è importante per me, da dirvi, perché ho avuto problemi a finire questo romanzo. A un certo punto, dopo pranzo, ho iniziato a saltare a pié  pari tutte le scene descrittive. Era noioso, troppo, troppo noioso per me.

Durante una notte come le altre, Sloan si approccia a uno sconosciuto con i capelli bianchi e gli occhi neri - pieni di vacuità e oscurit à - e sente una scossa attraversarle il corpo. Da questo momento in avanti, la sua vita non sarà mai più la stessa. Dall'iniziare a provare qualcosa per un pescatore carino - descritto nel libro come un 'figo', e devo dire che anche lui sarebbe potuto esser stato reso in modo migliore e diverso - ad comportarsi da testarda con angeli e demoni - o qualcosa che gli somiglia. 

Ci ho provato. Ci ho davvero provato a farmelo piacere questo libro, ma c'erano troppi errori grammaticali: "its" al posto di "it's" quando non era necessario, i tre punti di sospensione collegati alla frase dopo, rendendo la frase tutto un blocco unico, oppure qualche parola datata e stonata in un urban contemporary come 'fowl' per descrivere il buttafuori. Questi, tuttavia, erano i problemi minori del romanzo. Ho trovato numerosi errori di editing - per esempio, all'inizio, Sloan si sta preparando un piatto di conchiglie (la nostra pasta italiana), e nella pagina dopo diventano noodles, o il fatto che lei abbia avuto un rapporto sessuale nel bel mezzo di una battaglia è stato molto brutto da leggere. O il fatto che i personaggi fossero monodimensionali e piatti, noiosi come mai. Le descrizioni estremamente dettagliate di ogni abito di ogni personaggi hanno reso tutto troppo noioso. Muri e muri di testo che, come ho detto prima, mi hanno fatto saltare tutte le descrizioni e andare direttamente ai dialoghi - che erano pochi, considerando quante descrizioni ho trovato. Ho la netta sensazione che ogni cosa che io abbia trovato che non andava sia da ricollegare al fatto che l'autrice ha fatto l'opposto di ciò che si consiglia a chiunque scriva: usare lo 'show, don't tell', infatti qui era usato più lo 'tell, don't show'. L'eccessiva testardaggine di Sloan, specie verso la fine del libro, l'ha fatto apparire come una ragazzina sciocca. Anche, e perfino, il suo insta-love con James.

Mi aspettavo un colpo di scena che riguardasse il prof. Imperial, e non è accaduto. Avrebbe reso le cose molto più interessanti per il lettore. Concludendo, ho dato a questo romanzo 2 stelle perché ha molto potenziale che non è stato utilizzato. Un buon editor avrebbe tagliato tutti i muri di testo, e reso il libro più leggero - perché sì, quelle lunghe descrizioni hanno reso il libro noioso, anche quando aveva tutte le potenzialità per essere un ottimo libro. 

Vi saluto con una citazione da questo libro, sperando che l'autrice migliori nel suo prossimo lavoro e che tiri fuori una bellissima storia per sé stessa e per il lettore. Perché questa storia è piena di potenziale, semplicemente non è stato sfruttato come si deve. 
“I would always be broken. But broken things could mend and transform into something beautiful. I wanted to live and see new possibilities unfold.”
(Sloan Stolar)




Xoxo,
Giada

martedì, gennaio 28, 2020

RECENSIONE DI SPLENDI PIU' CHE PUOI DI SARA RATTARO

Buona sera, bloggers e lettori! Finalmente sono riuscita a tornare di nuovo nel blog, e ho moltissime novità che non vedo l'ora di raccontarvi! Innanzitutto, sono sparita in questi giorni perché ho cominciato un corso di formazione un po' lontano da casa, quindi non ho avuto molta occasione di prendere in mano il pc oppure quando prendevo in mano il tablet ero così stanca che non avevo nemmeno la forza di ascoltare la musica. Ho intrapreso un nuovo percorso, e ne sono estremamente felice. Amo i nuovi inizi, le nuove opportunità che si possono presentare, insomma... ho tante cose che bollono in pentola.

PREMESSA
Ho atteso anni prima di riuscire a iniziare un romanzo di Sara Rattaro. Non era mai il momento giusto, nonostante desiderassi ardentemente conoscere questa grande autrice italiana. Finalmente quel momento è arrivato, e ho avuto modo di leggerla. Mi è piaciuta molto, moltissimo, infatti ho dato cinque stelle a "Splendi più che puoi", ma a mio avviso ne meriterebbe molte di più. E' un romanzo che rimarrà scolpito nel mio cuore negli anni a venire, per la sua profondità e crudezza.

SINOSSI (DA GOODREADS)
L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

RECENSIONE
Per tutti gli sbagli commessi. Per tutti l'amore da dare.Per tutti i sogni del cuore. E' per questo che torniamo a splendere.(Sara Rattaro)
Questa è la frase di apertura di "Splendi più che puoi". E' grazie a questa frase che mi sono, fin dall'inizio, innamorata di questo libro. Una frase semplice, ma diretta e sentita ch'è arrivata dritta al mio cuore quasi subito. Una frase che mi ha colpito molto, molto nel profondo. 

"Splendi più che puoi" è la storia di Emma, una giovane ragazza di quasi diciotto anni all'inizio del libro, che sta cercando di capire quale sia la sua strada nel mondo. La vediamo confusa, ribelle, decisa, mentre si oppone con forza alla decisione di suo padre di andare a studiare architettura all'università per inseguire sia il suo amore che le sue passioni. Sì, perché è circa a quest'età che Emma conosce Tommaso. Tommaso, fidanzato di una madre di una sua amica, di cui s'innamora perdutamente e con il quale intraprende una relazione andando contro tutto e tutti. La giovane Emma è una ragazza che ho ammirato molto, perché ha saputo uscire dalla sua comfort zone e scegliere ciò che le piaceva fare di più, a prescindere da ciò che gli altri volevano per lei. Ci vuole coraggio, e una piccola dose di pazzia per fare ciò, e ha avuto la mia totale ammirazione per questo.

Non esiste la coppia perfetta. Nessuno può amarsi per sempre, nutrire infinita fiducia nel costruire un rapporto del tutto privo di minacce. Esistono solo impavide persone che nonostante tutto ci provano. A volte ci riescono.(Narratore esterno)
Emma ha già un lavoro stabile da almeno sei anni quando la sua storia con Tommaso finisce all'improvviso. La fine della storia influenzerà la sua ricerca del nuovo fidanzato, compiendo gesti e azioni volti a farlo ingelosire o metterlo sul chi vive. E' grazie a uno di questi incontri casuali che la sua strada s'incrocia con quella di Marco. Marco, inizialmente, è il ragazzo perfetto. La ricopre di attenzioni, regali, rose ecc. Solo di recente ho scoperto che questa forma di violenza, usata dai narcisisti patologici, è chiamata love bombing. E' uno dei loro metodi per attrarre le vittime a sé. E' uno dei metodi per apparire ai loro occhi come desiderabili e per nascondere la loro vera faccia con una maschera che, purtroppo, non è destinata a durare per tanto tempo. Dopo un matrimonio rocambolesco e una luna di miele spiacevole, Emma rimane incinta di Martina. Ma, tuttavia, alla morte del suocero le cose peggiorano per lei e per sua figlia.

Non è mai precipitosa. La discesa inizia sempre con un piccolo passo verso il baratro.
(Narratore esterno)
Emma si ritrova a venire picchiata quotidianamente da suo marito. A venire rinchiusa al gelo in cantina coi lividi che le fanno male. A venire picchiata con la cintura. A essere costretta a subire abusi psicologici e fisici di ogni tipo e forma. Questa è la storia di Emma, ma sarebbe potuto benissimo essere la storia di una qualsiasi Giulia, Sara, Benedetta, Nicoletta... Tutte queste donne sarebbero potute essere lei. E' per questo che Emma prende la decisione di provare a salvarsi, ma non per sé stessa. Solo e unicamente per la sua bambina. Martina, nonostante il violento padre che si ritrova, è la sola unica gioia di Emma. Lei, infatti, farebbe qualsiasi cosa per la sua bambina.

Quella sera presi una decisione importante. Avrei dato alla mia vita una nuova occasione. Dovevo almeno provarci. Sarei tornata a decidere di me.
(Emma)
In questo modo, Emma prende il coraggio a due mani e affronta un lunghissimo calvario di presa di coscienza delle violenze e abusi subiti a causa di Marco. Un calvario che avrà fine, purtroppo, molti molti anni più tardi. 

Il romanzo è strutturato in modo semplice: i capitoli si susseguono l'un l'altro, senza numerazione, come se fosse un diario. In qualche modo, io l'ho percepito come tale. E' il diario della rinascita di Emma, di Emma, che ha lottato con le unghie e coi denti per tornare a una parvenza di normalità. Una normalità che sarà mai la stessa dei prima delle violenze. Il suo corpo risente ancora delle botte. La sua psiche è ancora danneggiata. Ma il suo spirito no, ed è questo che l'ha portata a salvarsi: perché nel momento più buio della sua vita, ha trovato in sé stessa la forza per risollevarsi. Nel libro sono presenti, a fine capitolo, delle frasi di un narratore esterno. Una cosa che ho concepito come un voice-over in una serie tv o film: noi vediamo il romanzo svolgersi di fronte a noi, ma allo stesso tempo l'autrice rompe la quarta parete e ci dà delle frasi molto intense e significative che io non ho potuto fare a meno di trascrivermi. 

Vi saluto con una citazione, una delle mie preferite, di questo bellissimo romanzo. 
"Il Fato. Il Destino. Non sono che miti. Noi siamo la somma delle nostre scelte.
Scegliete bene."
(Emma)

xoxo,
Giada 

mercoledì, gennaio 22, 2020

RECENSIONE DE L'ANNO DELL'ORACOLO DI CHARLES SOULE

Buona sera, bloggers e lettori! Questa giornata è stata una vera montagna russa di emozioni, sia positive che negative, e devo ammettere che mi sento piuttosto stanca, ora come ora. Ho finito tardi di leggere il romanzo, ieri sera, e mi è piaciuto davvero molto. E' un thriller nello stile di Dan Brown, con qualche elemento sovrannaturale e inspiegabile che condisce il tutto per bene.


PREMESSA
Non so cosa mi abbia attratto di questo romanzo, se la copertina particolare o la trama, mi sono sentita attratta da esso come una calamita, in biblioteca. Come saprete, sto partecipando alla Chiara's Reading Challenge del 2020 e avevo bisogno di un libro diverso per staccare dal genere romance, in tutte le sue sfumature. Penso d'aver fatto una buona scelta, perché in fin dei conti "L'anno dell'Oracolo" è stata una ottima lettura, che mi sento consigliarvi fin d'ora, se cercate un romanzo diverso dal solito da leggere.

TRAMA (DA GOODREADS)
Non sa come sia successo. Will sa solo che, un mattino, si è svegliato di soprassalto con in testa le immagini di 108 eventi che si verificheranno nel corso dell'anno. All'inizio, Will non crede che siano profezie. Poi le prime si avverano. E allora lui decide di pubblicarne alcune su un sito, firmandosi l'Oracolo. La reazione è immediata: il Sito viene inondato di messaggi, da quelli di persone comuni ansiose di scoprire il proprio futuro a quelli di multinazionali che pagherebbero qualsiasi cifra in cambio di previsioni in esclusiva. Ma non solo. Will comincia a ricevere anche diverse minacce. Perché la conoscenza è un'arma potente e sono in molti a voler annoverare l'Oracolo nel proprio arsenale… o a volerlo distruggere. Dai lobbisti senza scrupoli ai fanatici religiosi, dalle cellule terroristiche fino al presidente degli Stati Uniti, tutti vogliono sapere chi sia l'autore del Sito e come controllarlo. Così, in brevissimo tempo, Will si ritrova nel mirino di hacker e killer professionisti. E, mentre il cerchio intorno a lui si stringe e la lista di persone di cui può fidarsi si assottiglia, Will si rende conto con orrore che le 108 profezie sono collegate tra loro e, se nessuno riuscirà a spezzare quella catena di avvenimenti, il mondo intero sarà in pericolo...

RECENSIONE
"L'anno dell'Oracolo" è un thriller dalle mille sfaccettature: un thriller politico, un thriller puro, un thriller dalle tinte sovrannaturali e un thriller sci-fi. E' un thriller che, a tratti, mi ha ricordato Dan Brown, per l'elemento sovrannaturale ed incerto che si mescola all'attualità. Sì, perché dopotutto, "L'anno dell'Oracolo" è un libro tremendamente attuale che tratta in modo eccellente il variegato mondo delle emozioni umane. 

Will Dando è un musicista che sogna di fare il grande colpaccio, di venire notato in una delle serate open mic (serate a microfono aperto è davvero brutto da sentir dire, italianizzato) e, in questo modo, di migliorare la sua vita. Infatti, vive in un appartamento fatiscente a New York e assiste la vita degli altri scorrergli davanti, mettendo in dubbio le sue effettive capacità come musicista e chiedendosi perché lui si sia ritenuto tanto speciale anni prima. E' un po' quello che, chiunque con una passione, si è chiesto almeno una volta nella vita. E' quello che chiunque, con un passionale, si è chiesto e ha messo in dubbio la sua intera esistenza. Ma la vita di Will Dando è destinata a cambiare quando si sveglierà, di soprassalto, e si ritroverà con in testa 108 profezie. Alcune di queste profezie sono innocue, all'apparenza. Altre invece, hanno uno scopo ambiguo e poco chiaro. 

Pensò alle decisioni buone e a quelle cattive e a quanto potesse essere difficile distinguerle.(Will Dando)
Al suo fianco c'è l'ex broker finanziario Hamza, che lo aiuterà a costruire il Sito e che diffonderà a tutto il mondo, le profezie dell'Oracolo. Perché sin da quando il Sito verrà messo on line, Will abbraccerà con non poche difficoltà il suo ruolo di Oracolo. In fin dei conti, è un uomo comune, semplice, con sogni di gloria, che si ritrova a diffondere profezie di vario genere attraverso il Sito. Ma, ed è questo il problema principale, tutte queste profezie hanno uno scopo preciso. Uno scopo che Will dovrà trovare, se vuole salvare il mondo. Non fare spoiler si sta rivelando sempre più difficile, quindi penso che passerò al prossimo personaggio chiave del romanzo: Leigh Shore. Leigh è una giornalista per Urbanity.com che fa servizi di quart'ordine, non venendo ascoltata dal suo capo con le sue ottime proposte o i suoi chiari tentativi di emergere come giornalista di cronaca e non solo di gossip e 'altre stupidaggini'. Leigh è una donna di colore coi controcoglioni, e fa sempre di testa sua anche quando Will le dice di no. E' una donna molto coraggiosa, un esempio di testardaggine e impegno non indifferenti.

Forse l'unica cosa che non è piaciuta di tutto il libro è stato il continuo uso dei tre puntini di sospensione all'interno delle frasi. In realtà questa è una questione abbastanza triviale, il fatto è che mi è sembrato un ottimo romanzo da leggere, ricco di suspense ed azione, ma in certi punti non mi ha fatto impazzire, ecco perché gli ho dato quattro stelline.

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro, che v'invito da leggere per poterci confrontare a riguardo. Chissà, magari a voi è piaciuto ancora di più di quant'è piaciuto a me, o non vi è piaciuto per niente: in ogni caso, potete mandarmi un DM e in questo modo, ne parleremo insieme.
"Tempismo. Come per tante altre cose, era tutta una questione di Tempismo."
(Leader Arabo)

xoxo,
Giada

mercoledì, gennaio 15, 2020

RECENSIONE DI CALLING CALIFORNIA DI J.P. GRIDER/ REVIEW OF CALLING CALIFORNIA BY J.P. GRIDER

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Ieri sera ho finito di leggere "Calling California" e devo dirvi che anche questo romanzo mi ha piuttosto deluso. Beh, questo romanzo mi ha MOLTO deluso. Avevo riposto grandi speranze su quest'ultimo, forse mi aspettavo chissà cosa, proprio come "The Bastard" e niente, non ha raggiunto le mie aspettative. Ha avuto molti alti e bassi, più bassi che alti. A un certo punto, mi sembrava di leggere e rileggere le stesse litigate tra i personaggi principali ancora e ancora senza alcuno scopo preciso.

PREMESSA
Ho deciso di leggere questo libro per la Chiara's 2020 Reading Challenge, per la cateogoria College Romance. Pensavo che avrei letto molto più di college e professori che non dei drammi personali dei personaggi, perciò sono convinta d'aver scelto il libro sbagliato per questa categoria. Non è colpa dell'autrice, è solo mia. Mi aspettavo altro e con "Calling California" quell'altro non è stato raggiunto. Gli ho dato 3,5 stelline nel mio book rating, sebbene durante la lettura io mi sia trovata a combattere una guerra interiore, in quanto dare o non dare tre o quattro stelle. Ve ne parlerò meglio nella sezione "Recensione". Spero che la mia recensione mi vi piaccia e, come sempre, buona permanenza!

SINOSSI (DA GOODREADS) 
Cali Parker è povera. Ha molta carne al fuoco - suo padre sta morendo, lavora per aiutare a pagare l'affitto, ed è due anni indietro col college.

Griffin Brooks è ricco. E' spensierato - da' il massimo nei suoi corsi di ingegneria, il suo hobby di restaurare la macchina d'epoca da 50 mila dollari, e ha una ragazza diversa ogni settimana al suo fianco.

Quando Cali vede Griffin durante il suo primo giorno di lezione s'invaghisce di lui e pensa d'aver trovato il ragazzo perfetto. quando Griffin vede Cali in banca, immediatamente si dimentica della bionda ch'era con lui quel mattino. Poi s'incontrano, e i loro mondi cozzano l'uno con l'altro.

Cali non appartiene al mondo di Griffin, e lui non la capisce. Ma quando Griffin la convince che i loro diversi mondi possono mescolarsi, viene alla luce un segreto che li divide.

E' abbastanza forte il loro amore per farli tornare insieme, o i loro mondi li allontaneranno ancora di più


RECENSIONE
"Calling California" è un complicato college romance. Voglio dire, complicato è un eufemismo, perché, come ho detto prima, ha avuto moltissimi alti e bassi. E i bassi erano molto più degli alti, perciò la mia decisione di abbassare il mio punteggio. Calista Parker è una ragazza povera, vive giorno dopo giorno, pensando a quando e se riuscirà a mettere un nuovo piatto di cibo a tavola. A ciò si aggiunge anche il fatto che deve lavorare per aiutare sua madre a pagare l'assistenza medica del suo papà malato - ha anche ritardato di due anni l'entrata al college per questo, al fine di guadagnare abbastanza soldi e riuscire a metterne da parte almeno un po', di modo da aiutare la sua famiglia con le bollette i problemi personali che il cancro ai polmoni di suo papà ha provocato. Griffin Brooks è un ragazzo ricco, vive al meglio, spende i soldi del ricco papà (e questo lo rende, a mio avviso, proprio un 'figlio di papà'') per tutte le cose che gli piacciono e gli piace cambiare ragazza spesso. Questo, fin dall'inizio, denota la sua incapacità di avere una relazione seria e stabile.

Le cose cambiano quando un giorno, dopo aver finito di lavorare con il suo amico Joe alla sua macchina d'epoca, va alla banca e incontra il suo 'angelo', Calista. Quando lei non gli dà una spiegazione per il suo soprannome 'Cali', lui inizia a chiamarla 'California', sebbene questo non abbia nessun senso. Sì, chiamarla 'California' per me non ha alcun senso, dato che viene chiamata in tre diversi modi diversi nel libro, sta povera ragazza, e questo rende le cose confusionarie per il lettore. E' istant love per Griffin, che non riesce a togliersi dalla mente questa ragazza. Calista è, da parte sua, una ragazza molto seria e chiusa in sé stessa. Le sue sole priorità sono lavorare per aiutare suo padre, che a mio avviso è una cosa molto bella e onorevole da parte sua. Ma non è solo questa una delle caratteristiche di Calista: lei odia le persone ricche. Odio puro. E' così orgogliosa che lavora da sola e lavora sodo, e non vuole nemmeno che i suoi amici le offrano una tazza di caffè.

Parliamo quindi delle cose che mi sono piaciute di questo libro. Lo sviluppo dei personaggi è stato buono. Griffin ha iniziato come un ragazzino viziato, sebbene non se la tirasse per la sua ricchezza con lei, ed è diventato un uomo più coscienzioso. Più attento alle emozioni e ai sentimenti delle persone attorno a lui. E, sopra ogni cosa, lo ha reso consapevole di un mondo al di fuori del proprio, dove le persone faticano ad arrivare a fine mese e fanno due lavori. Calista ha subito un lieve sviluppo, ma non mi è piaciuta molto: posso capire che a lei non andassero a genio le persone ricche, ma non può arrabbiarsi con qualsiasi persona possegga più denaro di lei, a partire da Griffin. Non è colpa sua se lui è nato (in qualche modo) ricco, in una ricca famiglia, con un padre ricco - sì, Bucky. Bastardo.

Le cose che non ho sopportato sono molte. A partire dall'eccessiva ripetizione degli intercalari 'Yup' e 'Yeah', li ho trovati in quasi ogni pagina nelle 300 del libro e mi ha irritato moltissimo. Era fastidioso, e portava tutti i personaggi allo stesso livello, facendoli apparire come un grande e unico personaggio ai miei occhi. Sì, questo rendeva i personaggi tutti simili e, sopra ogni cosa, mi ha irritato da impazzire. Ce n'erano tipo ogni 2x3 in ogni pagina. Beh, no. Leggo in inglese dalle medie, e non ho mai trovato qualcosa di più fastidioso di questi intercalari. Una cosa che ho ritrovato in tutto il romanzo, poi, erano le litigate costanti RIGUARDO LO STESSO CAVOLO DI ARGOMENTO. Ho capito. Sei ipersensibile su questo argomento, Calista. Ma ogni 2x3 ti offendevi per ogni cavolo di cosa, quasi sempre per una stupidaggine. Specialmente quando Griffin faceva di tutto per aiutarti in ogni modo possibile, e tu l'hai tagliato fuori dalla tua vita in ogni modo possibile. Questo ha reso Calista un personaggio inavvicinabile: si è lamentata per tutto il tempo della sua vita, del suo odio per le persone ricche e si continuava a chiedere perché non riusciva a sopportarle. Ha dato perfino la colpa di ciò ai suoi genitori. No, ragazza mia. Hai preso questa situazione dal lato sbagliato. Si è LAMENTATA in quasi ogni cavolo di capitolo della sua situazione finanziaria e i soldi erano la sua ossessione fin dal primissime pagine. Come non potevo scocciarmi di ciò?

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che spero leggerete, perché voglio confrontarmi con voi e che mi diciate cosa ne pensate a riguardo.
“If trust has no meaning, how can love have any?”
(Calista Parker)




Xoxo,
Giada

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