martedì 1 marzo 2016

RECENSIONE di Tempesta di Spade di George R.R. Martin

Buon giorno, bloggers e lettori! Buon primo marzo a tutti! Oddio non posso crederci che siamo già in marzo *screams internally* Va beh, ce la posso fare, ce la posso fare a recensire, studiare, scrivere. Ah, e dimenticavo di dirvi lettori che a luglio comincerò ufficialmente la mia tesi di laurea. Oh Gosh... Cambiamo discorso, altrimenti mi sale l'ansia in un modo incredibile. Stamattina vi recensirò "Tempesta di Spade" di Martin. Buona lettura!

PREMESSA
Terminato "Colpa delle stelle" ho avuto bisogno del bel chick-lit di Chiara Santoianni per tirarmi su di morale, ma la mia vena fantasy ha prevalso nuovamente subito dopo il suo libro e ho deciso di continuare a leggere l'epica saga di Martin. Sono già al quinto libro, quindi direi che sono messa abbastanza bene :) E voi? L'avete già letta tutta? Siete indietro con la lettura della saga come me? Io confido di riuscire a terminarla il prossimo anno, tanto ora che Martin finisce di scrivere faccio ora a terminare di leggerla, sono fiduciosa riguardo a ciò.

TRAMA (dalla quarta di copertina)
Dopo la morte di re Renly Baratheon gli avversari che si contendono il Trono di Spade sono ridotti a quattro; il gioco di alleanze, inganni e tradimenti si fa sempre più spietato, sempre più labirintico, e l'ambizione dei contendenti non ha limite. Sui quattro re e sui paesaggi già devastati dalla guerra incombe la più terribile delle minacce: dall'estremo Nord un'immane orda di barbari e giganti, mammut e metamorfi sta lentamente scendendo verso i Sette Regni. E con il "popolo libero" dei bruti, il pericolo ancora più spaventoso si avvicina: gli Estranei, guerrieri soprannaturali che non temono la morte. Perché l'hanno già conosciuta... Ambientato in una terra di sinistra magia e violenza, ma anche di eroismo e passione, Tempesta di Spade è il quinto romanzo della saga "Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco": un ciclo di romanzi epici e avvincenti, un grandioso affresco fantasy dal ritmo coinvolgente e rapinoso.

RECENSIONE
Questo forse è uno dei libri della saga che mi è piaciuto di più, dopo "La Regina dei Draghi". In questo quinto capitolo della saga, gli intrighi per conquistare il Trono di Spade si fanno più complessi, ci sono ricchi colpi di scena e interessanti svolte inaspettate. Tyrion desidera poter sposare la sua puttana (passatemi il termine, è così che viene chiamata nel libro) Shae, che però non si considera nient'altro ciò che è. Joffrey, comunemente conosciuto come "il re bambino" siede al Trono di Spade, seminando guerra e morte nei Sette Regni, ma non sa che sono sua madre Cersei, la regina reggente e suo nonno Tywin Lannister (che caca oro, secondo alcuni), che è il Primo Cavaliere del Re. Finalmente c'è il POV di Jaime Lannister ed è stato interessante scoprire com'è nato il suo incesto con Cersei, inoltre il modo in cui punzecchia Brienne di Tarth "La donna guerriera" mi ha fatto morire dal ridere, e Brienne a modo suo è davvero una badass. Renly è morto, ma non si sa ancora chi l'ha ucciso - Catelyn Stark giura che è stata un ombra a farlo e grazie al POV di Davos Seaworth sappiamo ch'è così. L'ombra era ciò che Melisandre "la donna rossa" portava in grembo. Melisandre, se vivesse ai giorni nostri, sarebbe considerata una mitomane xD Tuttavia devo dire che, sebbene mi stia un po' antipatica, è una donna molto interessante e di sicuro avrà il suo ruolo nel gioco del Trono di Spade. Jon ha scoperto di essere un metamorfo e così ha scoperto Bran - quindi facendo 2+2, tutti gli Stark sono metamorfi, e la ragione si può rincondurre ad un loro antico antenato che era in grado di farlo. Robb Stark ha rotto la sua promessa di matrimonio con i Frey per sposare la figlia di un lord minore, Jeyne. E io attendo con ansia il Red Wedding. Perché sono così masochista? Ma sono curiosa! E il matrimonio di Margaery Tyrell con Joffrey è il più atteso dei Sette Regni, ma grazie alla serie tv so benissimo come finisce. E non è ancora successo nel libro! *sbuffa*

Finalmente conosciamo i bruti e la simpatica Ygritte, che Jon avrebbe rubato quando lui, quando ancora era un Guardiano della Notte (ma lo è ancora? Ha tradito i suoi fratelli, quindi dovrebbe non esserlo, ma lui dentro di sé si sente di esserlo OMG). Mi è già partita la ship per loro due xD

George Martin si riconferma il grande autore che è: diretto, cinematografico, crudo, realista sia nella vita che nella morte dei personaggi e di sicuro non ha mai lesinato con le morti dei personaggi. I POV di Tyrion e Jaime sono i più interessanti a mio avviso, e quelli di Catelyn sono sempre i più noiosi con le sue fisime xD Bran invece sta diventando finalmente molto più interessante!

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro interessante:
"Tyrion odiava la debolezza, specialmente la propria. Lo riempiva di vergogna, e la vergogna lo riempiva di rabbia."
(Tyrion Lannister)

xoxo,
Giada

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