PREMESSA
L'anno scorso il mio feed era letteralmente invaso da questo libro. Era il libro del momento, cavolo. Dovevo leggerlo - come Carrie Soto is back, della Jenkins Reid che devo ancora recuperare - ma coi miei tempi. Sono una mood reader, quindi le mie voglie di lettura cambiando a seconda di ciò che mi ispira al momento. Per fortuna non sono così anche per le altre cose della vita, altrimenti non sarei la persona organizzata e meticolosa che sono ora lol Ad ogni modo, sapevo che parlava del mondo letterario e che era una satira di questo mondo, tanto bello quanto infido, quindi non potevo non recuperarlo. L'ho preso 3 volte, questa la quarta, prima di riuscire finalmente a leggerlo. E, da neofita della Kuang, devo dire che ho trovato la sua penna arguta e caustica, nel rendere un personaggio spiacevole come June Hayward così interessante :)
TRAMA (DA OSCARMONDADORI.IT)
June Hayward e Athena Liu, giovani scrittrici, sembrano destinate a carriere parallele: si sono laureate insieme e insieme hanno esordito. Solo che Athena è subito diventata una star mentre di June non si è accorto nessuno. Quando assiste alla morte dell’amica in uno strano incidente, June ruba il romanzo che l’amica aveva appena finito di scrivere ma di cui ancora nessuno sa nulla, e decide di pubblicarlo come fosse suo, rielaborato quel tanto che basta. La storia, incentrata sul misconosciuto contributo dei cinesi allo sforzo bellico inglese durante la Prima guerra mondiale, merita comunque di essere raccontata. L’importante è che nessuno scopra la verità. Quando però qualcosa comincia a trapelare, June deve decidere fino a che punto è disposta a spingersi pur di mantenere il proprio segreto.
Un romanzo diventato subito un cult, un racconto spassosamente tagliente che parla di diversità, razzismi, privilegi e appropriazione culturale. E dei limiti che non si dovrebbero mai superare.
RECENSIONE
Questo libro è stata una vera e propria bomba! Quando ho letto, per la prima volta, una frase tratta da quest'ultimo sul profilo di Divoratori di Libri, ho deciso che l'avrei letto. Parlava del processo creativo. Parlava di cosa la scrittura significava per June Hayward, e dato che sono parecchio digiuna di scrittura del mio romanzo, sentivo il bisogno spasmodico di leggere qualcosa che riguardasse il mio mondo. Perché, in fondo, è anche il mio mondo. Io scrivo, ma devo ancora pubblicare. Sono una blogger da 11 anni e ho aperto di recente anche il blog su Substack, quindi usare le parole per comunicare è sempre stato il mio essere. Tuttavia, June è un personaggio spiacevole.
Perché June è un personaggio spiacevole? Beh, cominciamo col dire che lei e Athena Liu, la sua amica-nemica letteraria e compagna di Yale, ma è estremamente gelosa di lei. Athena ha tutto ciò che June non ha: successo letterario, anticipi per i suoi romanzi veramente enormi, un contratto con Netflix. Tutto. Per una scrittrice fondamentalmente insicura come June, questo successo è una forma di ingiustizia nei suoi confronti. Spesso, sin dall'inizio del romanzo, dice: perché lei tutto e io niente? Non è giusto!
Questa è una dinamica molto comune nel mondo dell'editoria, dove gli autori con una penna fresca e pungente vengono elogiati, ma allo stesso modo i libri usciti da Wattpad o Booktok vengono osannati e checché se ne parli male, l'importante è che se ne parli. Tuttavia, alla radice dell'invidia di June c'è una rabbia profonda, una rabbia profonda per un'ingiustizia subita che lei non ha mai elaborato: quando ha subito lo stupro, al primo anno di college, Athena ha usato la sua esperienza personale per scriverci un racconto. Un racconto che, nell'ambiente del college, ha fatto un successo clamoroso. June si è sentita derubata di questa sua esperienza, sebbene negativa, di vita personale e l'ha utilizzata come movente per fare ciò che ha fatto: rubare a una morta, perché dopo 25 pag circa Athena muore per soffocamento dovuto dall'impasto del pancake crudo che le ha ostruito la trachea, il suo ultimo lavoro.
La cosa che rende June un personaggio interessante ma, allo stesso tempo, irritante è la sua incapacità nel lavorare sulle proprie insicurezze e sul giustificare ogni brutta azione, facendola passare come, in fondo, come bella. Perché lasciare l'ultimo romanzo di Athena sopra alla sua scrivania, rubandolo e modificandolo, June potrà dare lustro al romanzo della sua 'migliore amica'? Perché sforzarsi di trovare idee geniali, quando basta rubare i taccuini di Athena, che sua madre voleva donare a un'associazione studentesca di Yale, quando è sufficiente manipolarla per farseli dare? Ho trovato June una narcisista e vittimista manipolatrice.
Ciò che la rende, allo stesso tempo, sia una narcisista che una vittimista manipolatrice è semplice: basta vedere (e leggere) i suoi comportamenti (dato che il romanzo è scritto il prima persona POV): lei non vede un romanzo di denuncia razziale in The Last Front, ma solo un modo per guadagnare milioni e uscire dalla condizione di mediocrità in cui vive, aiutando i ragazzi nell'istituto scolastico dove lavora. Lei si ritiene una vittima di Athena, perché lei ha rubato la storia del suo stupro, la storia della sua sofferenza. Più avanti, la descrive proprio come una vampira. Ma è anche una manipolatrice: ad ogni problema, lei pensa e valuta le azioni da compiere per far pendere l'ago della bilancia dalla sua parte, e danneggiare il suo avversario. La sua totale mancanza di empatia la rendono, come più avanti dirà Candice, una vera e propria psicopatica.
La satira al mondo dell'editoria c'è tutta: dal review bombing del suo romanzo Mother Witch, fino al fatto che l'accusa di plagio le fa terra bruciata attorno, impedendole di arrivare alle vette del successo di Athena. Athena, per quanto fosse una figura controversa, elegante e particolare; è sempre stata coerente nel rappresentare le voci marginalizzate negli USA del 2018. Il fatto che June faccia asian washing tramite la Eden Press rappresenta una realtà di molte aziende che, al giorno d'oggi, fanno un rebranding personale per ripulire la propria immagine. Ma June, cambiando persino nome e inventandosi una storia sinoamericana, si fa pure chiamare Juniper Song (e Juniper è davvero il suo nome), un cognome volutamente ambiguo, un nom de plume volutamente ambiguo e asian sounding per attirare quella fetta di pubblico che non le appartiene. Allo stesso modo, rifiutare il sensitivity reader su consiglio di Candice è stata l'ultima goccia, era palese che stesse nascondendo qualcosa.
Vedere, leggere la sua caduta è stato come guardare un incendio, come stare vicino al fuoco. Bellissimo e terribile, ma intrigante. Alla fine, June ha avuto quel che si merita... oppure no?
Vi consiglio di leggere questo romanzo con un Maalox vicino, perché l'atteggiamento di June vi farà venire la gastrite dal nervoso lol Ma super super consigliato, ottimo primo approccio (come lo è stato per me) alla scrittura della Kuang :) Sicuramente recupererò tutti gli altri suoi romanzi, in futuro.
xoxo,
Giada













