martedì, gennaio 30, 2024

RECENSIONE DI FINCHE' IL CAFFE' E' CALDO (FINCHE' IL CAFFE' E' CALDO #1) DI TOSHIKAZU KAWAGUCHI

Buona sera, lettori! E' passato un po' di tempo da quando non tornavo qui, ma d'altronde si fa di necessità virtù, no? Questa è la mia necessità fatta virtù. La vita, negli ultimi tempi, è stata piena di eventi belli e brutti, in cui la scrittura è stata la mia costante. Ora, invece, sto cercando di aggrapparmi all'altra cosa, oltre alla scrittura, che mi dà pace e serenità. E che mantiene la mia mente attiva, nelle storie dei miei personaggi, quando torno troppo stanca dal corso alla sera: leggere libri. 

PREMESSA
Quando ho trovato "Finché il caffè è caldo" di Kawaguchi, non mi aspettavo molto. Volevo qualcosa di easy. Semplice. Qualcosa di non troppo lungo, perché il corso CAAF ha prosciugato ogni mia energia creativa e, quando ci sono giornate di grosse spiegazioni, non riesco a scrivere il mio libro come vorrei.
Avrei potuto essere frustrata, piangere o incazzarmi. Non ho fatto niente di tutto ciò. Ho cercato la soluzione alternativa. Non guarderò serie tv, anche perché significherebbe non pensare nemmeno al mio, di romanzo. Quindi mi accontento di questo, leggere. E voi sapete, quanto io ami farlo. 

Kawaguchi tratta tematiche molto simili a ciò che scrivo nei miei libri, ma certi eventi sono stati un vero pugno nello stomaco, inaspettati e dolorosi come solo chi tratta di temi vicini ai miei sa esserlo.

TRAMA (DA GOODREADS)
Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici.
ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c'è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare.
Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kōtake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutte scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere.

RECENSIONE
Sarà che sono stata male fino a poche ore fa. Sarà che sono in preciclo potente. Sarà che sono reduce da una settimana di discussioni e litigate, in cui sono volate parole grosse. Ma questo libro è stato un colpo al cuore. Mi ha fatto davvero molto male. Il fatto poi, che tratti dei temi così vicini ai miei romanzi ha aumentato a dismisura la mia voglia di scrivere il mio romanzo, che ora non posso fare perché torno a casa troppo, decisamente troppo, stanca ora di sera. 

Un caffè misterioso, senza nome e in una provincia non ben identificata del Giapponese, situato in una locale sotto la strada, è famoso per permettere a chi lo desidera di poter viaggiare nel tempo. Si può viaggiare nel passato, o nel futuro. Ma si può farlo una volta soltanto, non più di una. Si ha una sola occasione per poter fare ciò che si desidera. In questo contesto, conosciamo i proprietari del caffè: Nagare, marito di Kei. Kazu, la sorella di Kei. E tutti i clienti abituali: abbiamo la donna in carriera Fumiko, che ha appena rotto col suo fidanzato; Hirai che gestisce un bar alternativo e super frequentato dall'altra parte della strada e che scappa ogni giorno dalle costanti visite di sua sorella Kumi; Kotake, che convive col marito affetto da demenza senile che comporta una perdita delle memoria Kei che convive da tutta la vita in una condizione di insufficienza al cuore che le ha ridotto la vita e che, inevitabilmente, le impedirà di vedere il suo bambino crescere. 

Tutte e tre, in un modo o nell'altro, si sentiranno attratti dalla prospettiva di vedere il passato o il futuro. Non possono cambiarlo, questa è la regola. E non possono nemmeno alzarsi dalla sedia, altrimenti verrebbero sbalzati nel presente di colpo. Tutte e tre, in qualche modo, hanno un'occasione persa nella loro vita che vorrebbero recuperare per sistemare le cose o, perlomeno, dare un'occhiata a come sarebbero le cose se invece di scappare, fossero rimasti lì. E sono proprio quelle occasioni perse, quelle parole non dette, quei sentimenti non espressi, il perno di questo romanzo breve. Non posso dire di più, perché in quanto breve rischierei davvero di rovinarvi la lettura. Ma merita. Merita davvero tanto questo piccolo romanzo. 

E' la prima volta che sperimento un autore dell'Est, quindi certe descrizioni qui sarebbero considerate puro e mero infodump. Come la descrizione degli abiti - io le amo e le metto sempre, ma qui erano proprio rese in stile infodump. Certe volte, i paragrafi sembravano presi da Wikipedia, ma mi sono piaciuti ugualmente. Insomma, sebbene abbia le sue pecche, l'ho amato infinitamente e ho già preso i due sequel. Perché non mi sono mai sentita attratta dalla letteratura asiatica? Avrei dovuto sperimentarla prima d'ora, per la miseria! Devo assolutamente sperimentare altri autori!

Vi saluto con una citazione tratta da questo magnifico romanzo breve, che vi consiglio di leggere:
"Kazu è ancora convinta che, se vuole, la gente troverà sempre la forza di superare tutte le difficoltà che si presenteranno. Serve solo cuore. E se /quella/ sedia ha il potere di cambiare il cuore delle persone, di sicuro un senso deve averlo."
(Kazu)

xoxo,
Giada 
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