giovedì, settembre 21, 2023

RECENSIONE DI TRE PIANI DI ESHKOL NEVO

Buona sera, Fantastics! Oggi pomeriggio, dopo che mi è arrivato l'IT Alert che mi ha fatto quasi venire un infarto mentre stavo leggendo, ho finito Tre piani. Era settimane, se non da mesi, che non vedevo l'ora di recuperare questo romanzo basato sui tre piani della psicologia di Freud - sapete, Psicologia era nella mia top 5 di scelte di Facoltà, in quinta superiore. La psicologia mi ha sempre affascinato molto come materia, e non potevo non leggere questo romanzo.

PREMESSA
Quando avevo preso in prestito Tre piani la prima volta, è stato durante i miei 4 mesi di pausa post scrittura. Poi, per necessità (la necessità era scrivere il mio romanzo e lo è ancora), visto che mi avrebbero operato in Aprile ho restituito tutti i romanzi e li ho rimandati a data da destinarsi. Ora che comincio a stare meglio, non so se riuscirò a recuperare i 10 romanzi che ho in prestito. Nella peggiore delle ipotesi, li riporterò indietro. Dopo più di 5 mesi senza scrittura comincio a stancarmi di leggere cose scritte da altri, e voglio riprendere il mio di romanzo. Ad ogni modo, Tre piani ha superato di gran lunga le mie aspettative, sia stilisticamente che a livello di contenuti. E' un romanzo che richiede molta concentrazione, sebbene sia di fatto un romanzo breve, più che altro per cogliere al meglio le sfumature di questi tre piani: Es, Io e Super-Io. E devo dire che i personaggi di ogni piano rispecchiano alla grande quelli di Freud. Quindi, cinque super stelline!

TRAMA (DA AMAZON.IT)
In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Al primo piano vive una coppia di giovani genitori, Arnon e Ayelet. Hanno una bambina, Ofri, che occasionalmente affidano alle cure degli anziani vicini in pensione. Ruth e Hermann sono persone educate, giunte in Israele dalla Germania, lui va in giro agghindato in giacca e cravatta, lei insegna pianoforte al conservatorio e usa espressioni come «di grazia». Un giorno Hermann, che da tempo mostra i primi sintomi dell'Alzheimer, «rapisce» Ofri per un pomeriggio, scatenando una furia incontenibile in Arnon, inconsciamente e, dunque, irrimediabilmente convinto che dietro quel gesto, in apparenza dettato dalla malattia, si celi ben altro. Al secondo piano Hani, madre di due bambini e moglie di Assaf, costantemente all'estero per lavoro, combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e lo spettro della follia che, da quando sua madre è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, non smette mai di tormentarla. Un giorno Eviatar, il cognato che non vede da dieci anni, bussa alla sua porta e le chiede di sottrarlo alla caccia di creditori e malintenzionati con cui è finito nei guai. Hani non esita a ospitarlo e a trovare cosi un riparo alla sua solitudine. Salvo poi chiedersi se l'intera vicenda non sia un semplice frutto dell'immaginazione e dei desideri del suo Io. Dovrà, giudice in pensione che vive al terzo piano, avverte l'impellente bisogno di dialogare con il marito defunto e per farlo si serve di una vecchia segreteria telefonica appartenutagli. Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane - Es, Io, Super-io -della personalità, "Tre piani" si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare. E dona al lettore personaggi umani e profondi, sempre pronti, nonostante i colpi inferti dalla vita, a rialzarsi per riprendere a lottare.

RECENSIONE
Okay, sarà la pioggia. Sarà che la pioggia mi rende malinconica e triste. Sarà che sto così perché sono cinque mesi che non scrivo, ma questo romanzo mi ha annientato, nel vero senso della parola. E lo so che è la terza volta, nel giro di un mese, che uso questa immagine come intro per la recensione, ma rende davvero l'idea di come stavo oggi quando l'ho finito. Sapevo, sapevo, che sarebbe finita così. 
Eppure continuo a cercare romanzi che colpiscano dritti al cuore, che facciano male, perché so che diventeranno i miei preferiti. Che rimarranno impressi nel mio cuore. E, come sempre, quando finisco questo genere di romanzi piove, così il mio umore è ancora di più sotto le scarpe, sempre succede. E' successo perfino con Un giorno questo dolore ti sarà utile. Lo prendo come un segno dell'universo per dirmi che devo smetterla, almeno per un po', di leggere cose che mi fanno male... e scriverle lol

In un condominio in un quartiere borghese di Tel Aviv, un quartiere residenziale adatto per coppie e famiglie, c'è un gruppo di persone. Nel primo piano, abita la coppia Arnon-Ayelet. Il primo piano è il piano dell'Es, degli impulsi interiori, del nostro subconscio, come la rabbia, la gioia, l'amore e l'odio. Fatta questa piccola premessa, passiamo ad Arnon-Ayelet. Arnon è un uomo con chiari problemi di rabbia e violenza, che viene visto in malo modo perfino dai suoi colleghi di lavoro: è paranoico, sospettoso, e incline a fantasie di violenza e omicidio. Ma vive per le sue due figlie, in particolare per Ofri, ch'è stata messa da parte dalla madre al momento della nascita della sua sorellina. Ayelet è una donna dura, quasi cattiva, senza scrupoli o tenerezza dentro di sé. Io l'ho trovata molto cattiva e aggressiva. Ayelet e Arnon affidano, con sempre più frequenza, Ofri ai loro vicini di casa: gli immigrati tedeschi Ruth ed Hermann, il problema sorge quando Hermann, che ha iniziato a soffrire di demenza senile, inizia a dimenticare dove mette le cose, dove abita, e perfino chi gli è stato affidato. Quello che succede nel frutteto tra Hermann e Ofri non si saprà mai, ma la paura di Arnon è più che lecita, penso che qualunque genitore si sentirebbe così se scoprisse che sua figlia è sparita per ore con un vecchio di cui pensava di potersi fidare. Ma Arnon perde completamente la ragione, fino a perdere anche i freni inibitori con la nipote dei due tedeschi. 

Al secondo piano, il piano dell'Io (il piano della consapevolezza, che regola gli stimoli e gli impulsi) abbiamo Hani e Assaf. Hani ha appena partorito il suo secondo figlio, Nimrod, e cerca di barcamenarsi con sua figlia. E' in piena depressione post-partum e sta perdendo, lentamente, il senso della realtà. Assaf è sempre via per lavoro, quindi nessuno è mai pronto ad aiutarla. E' sempre sola. Hani è una giovane donna con una grande sensibilità, molto ingenua e quasi fastidiosamente ingenua, ma in fondo buona. Quando suo cognato, il truffatore Eviatar giunge sul pianerottolo di casa sua, non riesce a dirgli di no. Non riesce nemmeno a denunciarlo alle autorità competenti. Nella sua vita vuota, banale, il rischio e il pericolo rendono tutto molto più interessante. Tuttavia, alla fine riesce a non cedere alla tentazione di andare a letto con lui, perché nonostante tutto è ancora innamorata di suo marito. 

All'ultimo piano, il terzo, c'è la vedova  Dvora. Ex giudice del distretto, sta tentando di tenersi occupata per non pensare alla morte per cancro di suo marito. Dvora racchiude appieno tutti i processi mentali che, spesso inconsciamente, mettiamo in atto nell'Es e nell'Io: proiezione, rimozione e da una piccola ricerca, ho scoperto anche sublimazione (non ho ancora capito cosa sia, quindi prendetela per buona). Trovo calzante che sia stato assegnato a un personaggio come lei, abituato a sputare sentenze e decidere la sorte di tante persone, proprio il Super Io. In fin dei conti, questo piano è quello responsabile della nostra capacità di distinguere il bene dal male, il giusto dallo sbagliato ecc. Dvora soffre ancora per l'allontanamento di suo figlio Adar, in seguito dapprima incidente che ha coinvolto una donna incinta di cinque mesi e poi la rissa tra Adar e suo marito. Alla fine, Dvora ha scelto suo marito. Ma le piangeva sempre il cuore all'idea di aver perso anche suo figlio. Dvora è, senza dubbio, il personaggio migliore di tutti. Sensibile ma non troppo, delicata ma non fragile. Dvora alla fine conoscerà Avner (credo di aver sbagliato il nome, ma non lo ricordo con precisione, sorry!) durante una protesta studentesca e sociale, che riguarda la richiesta di migliori condizioni di studio e di lavoro del popolo israeliano. Un incontro fortuito, ma non troppo. Io continuo a pensare che siamo destinati a incontrare certe persone, che le nostre strade si devono per forza incrociare, per capire cosa non va in noi e come migliorare per noi stessi. Per loro è stato così, perché la sua conoscenza le ha permesso di arrivare all'ultimo stadio del lutto, l'accettazione e iniziare una nuova vita. 

Malgrado Tre Piani sia un romanzo davvero molto breve, forse il più breve che io abbia letto quest'anno, è senza dubbio un romanzo contenente un affresco umano emozionante. La realizzazione, e descrizione dei tre piani di Freud (che viene citato proprio durante il piano di Dvora, btw) attraverso i personaggi è molto realistica, fatta bene. I personaggi non aderiscono in modo rigido ai tre piani freudiani, ma sono umani - e in quanto esseri umani sono fallibili. 

Vi lascio con una citazione tratta da questo romanzo magnifico, che vi consiglio di recuperare al più presto. Lo amerete, promesso!
"Lo vedi, Dvora, è questo il problema dei segreti. Se non sai che esistono, non ti infastidiscono. Ma se ti porgono un capo del filo, non puoi fare a meno di tirarlo."
(Avner a Dvora)

xoxo,
Giada

sabato, settembre 16, 2023

RECENSIONE DI GODS & MONSTERS (LA STREGA E IL CACCIATORE #3) DI SHELBY MAHURIN

Buona sera, Fantastics! Oggi è stata una giornata particolare, come lo sono sempre le mie giornate quando ho le visite di controllo. Non sono mai una passeggiata, ma almeno sto guarendo e spero di riuscire a tornare a scrivere il mio romanzo prossimamente (questo significherà sparire dalla blogosfera per non so quanto tempo lol). Nel frattempo, continuo a cibarmi di storie scritte da altre persone, e concludere dopo mesi la trilogia di Serpent & Dove ha un sapore dolceamaro. Avete presente quando state amando tantissimo un romanzo e volete sapere come finisce, ma allo stesso tempo non lo volete sapere? Ecco, per me questa lettura è stata esattamente così. 

PREMESSA
Finire le trilogie/quadrilogie/pentalogie/saghe in sospeso è stato l'imperativo di questo 2023 letterario. Alcune saghe, come quella di After, mi hanno sorpresa in senso positivo. Altre non ero entusiasta di finirle. Altre ancora, come questa, volevo e non volevo finirle allo stesso tempo. Ma c'è The Scarlet Veil dedicato alla storia di Célie, quindi non abbandonerò troppo presto il mondo di Lou e Reid <3 Per fortuna Amazon mi restituirà i soldi per The Atlas Paradox (UK) dato che c'era poca disponibilità di copie, e guess dove spenderò quei soldi? Nell'ebook di The Scarlet Veil, of course. Dire che Gods & Monsters mi ha distrutta e poi rimessa insieme sarebbe un eufemismo bello e buono, perciò posso fin d'ora dirvi che si è meritato cinque super stelline ed è entrato a far parte dei miei romanzi del cuore <3

TRAMA (DA LAFELTRINELLI.IT)
Il terzo conclusivo capitolo di una serie che sta appassionando gli amanti del fantasy e non solo.

AMANTI INFELICI, UNITI DAL DESTINO O DALLA PROVVIDENZA 
Lou è in fuga da quando era poco più che una ragazzina. Ma ora, dopo che Morgane l’ha quasi annientata, è giunto il momento di reclamare ciò che le spetta di diritto. 
DALLA VITA O DALLA MORTE 
Ma questa non è più la Lou che i suoi amici conoscevano. 
Non è più la Lou che ha saputo conquistare il cuore di un cacciatore. È sprofondata nell’oscurità, e questa volta nemmeno l’amore riuscirà a salvarla dall’abisso. 
DAGLI DEI O DAI MOSTRI 
Mentre Lou lotta contro i suoi demoni, streghe, cacciatori e persino gli spiriti stessi della terra si radunano per combattere la battaglia finale. E Reid dovrà affrontare una scelta devastante: un sacrificio terribile, o la morte di tutti coloro che ha imparato ad amare. 
COMUNQUE SIA, QUESTA STORIA FINIRÀ CON UN PALO E UN FIAMMIFERO…

RECENSIONE
Questa sono io un'ora fa, appena finito di leggere il romanzo. Appena finita di leggere la trilogia. I don't know what to do with my life anymore. Cosa farò, adesso che so com'è finita la storia di Lou e Reid? La perfetta combinazione tra witty banters, sarcasmo, dolcezza e amore? Il loro rapporto è ciò che amo descrivere nei miei libri. Una combinazione di dolcezza, tenerezza e battutine ironiche. Questa trilogia è bellissima, forse una delle più belle trilogie fantasy che io abbia mai letto da quando ho aperto il blog <3 Forse solo l'ultima saga della Armentrout, quella dedicata a Poppy e Hawke, può reggere il confronto - anche se, a livello di smut, siamo su due piani completamente diversi.

Il romanzo riprende da dov'era terminato Blood & Honey: con la possessione, da parte di Nicholina, di Lou. I nostri protagonisti, Beauregard, Coco e Lou sono in fuga. Stanno scappando sia da Morgane, che vuole uccidere Lou, che dai cacciatori. Ma, nel bel mezzo di questo disastro, c'è la possessione di Lou da parte di Nicholina. Una possessione resa molto realistica, in stile The Conjuring. Lo dico subito, perché almeno metà romanzo ha come oggetto la sua possessione, e tutto ciò che Reid e Coco sono disposti a fare per salvare Louise. Allo stesso tempo, però, la minaccia che rappresenta Morgane è molto più che reale. E' una minaccia concreta, e aleggia sulle loro teste come la spada di Damocle. Ma i nostri protagonisti stanno anche piangendo la morte del loro amico e compagno Ansel, un giovane ragazzo che voleva esser parte di qualcosa, che voleva rendersi utile. Il fattore shock che rappresenta la sua morte alla fine è davvero molto scioccante, ma le emozioni dei personaggi sono molto reali, tangibili. Dolorose. In un certo senso, l'oscurità in cui si ritrova Lou durante la possessione, rappresenta i cinque stadi del lutto. E' solo quando finalmente accetterà che non può cambiare il passato e l'unica cosa che può fare, per onorare la memoria di Ansel, è combattere; che riprenderà il controllo della sua vita. E del suo corpo, soprattutto. 

La paura era inevitabile. Tutti compiamo le nostre scelte, tutti ne subiamo le conseguenze. Tutti abbiamo paura: il segreto è imparare a conviverci, andare avanti.
(Louise Le Blanc)

Ma proprio quando pensano di aver risolto un problema, Reid compie un grande, grandissimo sacrificio. Usando la sua magia per cancellare dalla sua memoria Louise, cancellandola dalla memoria anche di Morgane. In questo modo, la sua vita sarà salva. E forse, dopotutto, Reid soffre di un complesso dell'eroe impressionante, ma non ho potuto non sciogliermi un po' a quell'estremo atto di amore. Un atto d'amore totale e incondizionato: ti amo così tanto che sono disposto a dimenticarmi di te, pur di saperti al sicuro. Finalmente entrano in scena anche personaggi che hanno avuto ruoli marginali, nei romanzi precedenti: le melusine, ovvero le sirene con la loro custode, Angelica. Angelica, la madre di Coco, che l'ha abbandonata quand'era appena nata e l'ha affidata alle cure di Josephine, meglio conosciuta come La Voisin. 

"Ti sbagli. Ci sono pochissime scelte nella vita da cui non si possa tornare indietro, ed è tempo che tu ne faccia un'altra. Non ti tratterrò e non ti farò del male. Va'. Di' a Morgane che mi hai vista, se proprio devi, ma non cercare di fermarci. Ce ne andiamo."
(Louise Le Blanc a Manon)

La battaglia finale è come m'immagino sarebbe dovuta essere quella di Breaking Dawn, il capitolo finale della saga di Twilight: piena di dolore, sangue, combattimenti per la vita e uno scontro finale tra Male e Bene. La svolta inaspettata riguardante Lou, poi, non me l'aspettavo davvero! In un certo senso, ha senso la cosa. Okay, non vi dico cosa. Però è una cosa molto bella e che si addice al suo personaggio. Poter vedere il rapporto tra Beau e Coco svilupparsi del tutto, vederli accettare i loro sentimenti e non rifiutarli più mi ha sciolto il cuore. Va bene, sono in preciclo potente, quindi posso già dirvi che questo romanzo mi ha quasi fatto scendere la lacrimuccia e mi ha lasciato addosso una sensazione di felicità mista a dolore, per il finale dolceamaro che leggerete.


"Perché il fuoco si è sprigionato dal mio lutto." mi guardò negli occhi con un'espressione solenne. "E non c'è rimedio per il lutto. Solo il tempo. Il fuoco può placarsi, però non si spegne mai davvero."
(Coco a Reid Diggory)

I personaggi, tridimensionali, qui raggiungono il loro apice. Una cosa che ho sicuramente apprezzato, di questo capitolo finale, è che la scrittura e i temi sono diventati ancor più profondi. Cioè, Lou è buona e generosa anche con chi l'ha quasi ammazzata ripetutamente, ma non è quasi un Mary Sue come diventa Feyre nell'ultimo romanzo di ACOTAR. Questo per me è un elemento a super favore, perché dimostra che anche se ha il cuore buono, è piena di bontà, questo non significa che sia immune dai difetti o non ne abbia affatto. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo magnifico romanzo, e vi invito a recuperare tutta la trilogia al più presto possibile. Merita tantissimo! 
"Avevo perso il nostro passato, ma mi rifiutavo di perdere il nostro futuro. Neanche la morte poteva portarmelo via."
(Reid Diggory)

xoxo,
Giada

venerdì, settembre 08, 2023

RECENSIONE DI LORE DI ALEXANDRA BRACKEN

Buona sera, Fantastics! Avrò finito Lore da circa dieci minuti, ma sono ancora in fermento per il magnifico finale (e anche per il caffé, thanks moka!). A differenza delle altre volte, non trascriverò le citazioni adesso, dato che sono quasi le cinque e aver mangiato leggero a pranzo non ha aiutato, con questo caldo settembrino lol Quindi, firsts things first. Diamo la precedenza alle cose importanti: mettere nero su bianco le sensazioni e le emozioni che la storia di Lore e Castor mi ha trasmesso.

PREMESSA
Come saprete, se mi seguite su Instagram, avevo iniziato Lore circa a metà febbraio per poi mollarlo. A mia discolpa, mi avevano appena dato la data del primo intervenuto chirurgico e la mia priorità era scrivere il mio romanzo, arrivare più lontano che potevo, in quei due mesi. Ce l'ho fatta (all'incirca), perché non sarei mai andata sotto i ferri senza aver scritto più che potevo il mio, di romanzo, ma ho dovuto sacrificare la lettura di Lore e di altri 15 libri. Ne è valsa la pena, perché sono felice di tutto ciò che ho prodotto finora, ma il mio pensiero tornava sempre a questo romanzo. Volevo sapere come finiva. Volevo conoscere la storia di Lore. Alla fine, grazie alla convalescenza, l'ho potuta conoscere. E, anche in questo caso, ne è valsa la pena. A febbraio, non era il suo momento. Questa settimana, nonostante l'influenza in mezzo, lo è stata eccome. E sono riuscita ad apprezzare la profondità della sua storia.

TRAMA (DA SPERLING&KUPFER.IT)
In seguito a una ribellione, Zeus ha punito gli dèi con l'Agone: ogni sette anni, per sette giorni, sono costretti a diventare mortali, alla mercé dei discendenti di antiche Case, pronti a ucciderli e prendere il loro posto. Dopo aver incrociato il cammino del più potente e terribile tra gli immortali, responsabile dello sterminio della sua famiglia, Lore è fuggita e ha giurato a se stessa che si sarebbe tenuta alla larga dall'Agone, rinunciando a tutto pur di sopravvivere. Ma quando Atena le propone un'alleanza per vendicarsi di chi ha ucciso i suoi cari, la ragazza suo malgrado accetta di legare il proprio fato a quello della dea, anche a prezzo della morte. Lore riuscirà a ottenere la sua giustizia e soprattutto a rimanere in vita?

Alexandra Bracken è autrice bestseller n.1 del New York Times delle serie Darkest Minds, Passenger, e della raccolta di racconti Through The Dark, tutte edite in Italia da Sperling & Kupfer. Nata e cresciuta in Arizona, si è trasferita in Virginia, dove si è laureata in Letteratura Inglese e in Storia. Dopo aver lavorato a New York in un'importante casa editrice, ora scrive a tempo pieno. Con Lore si conferma una delle giovani autrici più promettenti del panorama fantasy.

www.alexandrabracken.com 

RECENSIONE
In genere aspetto sempre qualche ora, prima di scrivere la recensione. Ma, avendo finito tardi di leggere il romanzo, non mi sembra il caso di aspettare oltre. Ho paura che, se aspetto, mi dimenticherò ciò che voglio dirvi e non voglio dimenticarmene affatto. Perché, come sempre, Alexandra Bracken ha fatto centro. Ha fatto male, ma è nel suo stile. La sua scrittura è così. E la amo proprio per questo.

Melora Perseous è una ragazza, apparentemente normale, di 17 anni. Faceva la badante a Gil, prima che quest'ultimo morisse e le lasciasse in eredità non solo la casa dove ora vive, ma anche una consistente somma di denaro sul conto corrente. Il suo amico, il totalmente gay dalla golden retriever energy Miles è un tesoro, un cucciolo. Davvero, una delle migliori spalle dei personaggi principali mai letti finora! Ma Melora non è ciò che appare. Lore ha vissuto gran parte della sua vita con la minaccia dell'Agone che le prendeva sopra la testa come la spada di Damocle. L'Agone, la vedetta di Zeus nei confronti di quei mortali che tanto desideravano i poteri degli dèi, e che per punirli rendeva gli dèi mortali per una settimana, permettendo a chiunque li uccidesse di assumerne il potere. La famiglia di Lore è stata sterminata sangue freddo quando lei aveva solo dieci anni, e da quel momento ha deciso di ritirarsi per sempre dall'Agone. Essendo l'ultima mortale dei Perseidi, è cosciente che avrebbe avuto comunque vita breve. Gli Hunger Games del Mondo Greco sono tali e quali agli Hunger Games: un solo vincitore si becca tutta la gloria, ma per farlo deve ammazzare un sacco di gente. E, da una premessa come quella che aveva questo romanzo, di sicuro un romanzo tenero ed easy non sarebbe stato adatto. Non immaginerei nessun'altra scrittrice scrivere questo libro, perché solo la Bracken è capace di rendere una storia sanguinosa e violenta, portatrice di significati e di messaggi sulla vita e sulla speranza. 

Proprio quando Lore è pronta a chiudere per sempre le porte del suo passato, ecco ritornare Castor Achilleous insieme ad Evander. Castor, il suo amico d'infanzia ed hetairos. E' Castor a dirle che l'Agone è ben lontano dall'essere concluso definitivamente, e che il loro nemico comune, Aristos Kadmou non solo è diventato il nuovo Ares, facendosi chiamare Ira, ma vuole distruggere completamente New York. Vi giuro, avevo appena finito di leggere Città di Ossa (ambientato a New York), che non avevo collegato subito il fatto che era ambientato nella stessa città. Ci sono arrivata dopo! lol E' stato strano leggere due urban fantasy completamente diversi, uno urban fantasy e uno dark urban fantasy con la stessa ambientazione ma personaggi diversi. Forse, col senno di poi, avrei dovuto leggere un altro romanzo di diverso genere per non sovrapporre le due storie così.

Uno dei motivi per cui avevo scelto questo romanzo è che, a suo tempo, mi ricordava i due termini inglesi 'galore' e 'lore', e devo dire che almeno sul secondo termine ci avevo visto giusto.  Lore significa, in inglese, eredità, lascito

Beh, che dire. Alexandra Bracken è una maestra nello scrivere storie dark che lasciano spazio alla speranza per il futuro. Di sicuro, nei prossimi anni, recupererò anche la serie Darkest Minds. Ora no, però, che ho Lo Scaffale Strabordante da completare xD

Vi saluto con una citazione tratta da questo magnifico romanzo, che vi invito a recuperare assolutamente:
"Lore gli accarezzò le nocche con il pollice, e sentì... Non era sicura di ciò che sentiva. Prima, era così convinta che i sentimenti che si muovevano dentro di lei, un misto quasi doloroso di tenerezza e desiderio e protezione, fossero ciò che era esistito tra loro quando erano bambini. Ma era davvero così? Oppure l'assenza e il tempo li avevano semplicemente portati alla luce in un modo che finalmente le era comprensibile?"
(Lore rif. a Castor)

xoxo,
Giada
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