mercoledì 22 febbraio 2017

RECENSIONE di Warm Bodies di Isaac Marion

Buona sera, bloggers e lettori! Finalmente, dopo molte peripezie, sono riuscita a finire di leggere "Warm Bodies" di Isaac Marion, un romanzo che mi ha colpit molto e che presenta delle caratteristiche che, secondo me, vanno ben al di là del semplice romanzo distopico YA. Le motivazioni? Le troverete nella mia recensione scorrendo questo post. Buona lettura!

PREMESSA
Avevo visto il film tratto da questo romanzo nel lontano 2012 e ricordo perfino che l'amica con cui ero andata si era addormentata guardandolo xD Tuttavia ho un ricordo chiaro nella mia mente: non solo avevo adorato il film, non sapevo nemmeno che fosse stato tratto da un libro! Questo è un libro molto profondo e filosofico che trascende il genere in cui è stato inserito, il dispotico YA, però tante volte mi sono posta delle domande che il romanzo non è riuscito a risolvere nello spazio delle sue duecentosessanta pagine.

TRAMA (dalla quarta di copertina)
LA VITA PUO' DIVENTARE MOLTO COMPLICATA SE SEI UNO ZOMBIE.
R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapere dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno contro durissimo con...
Divertente, dark, forte di una scrittura acuminata e intelligente, Warm Bodies esplora cosa accade quando il freddo cuore di uno zombie viene tentato dal calore umano.

RECENSIONE
R è uno zombie che vaga senza meta nell'aeroporto di una città sconosciuta dell'America, si sente in colpa per aver ucciso tante persone e per averle fatte a pezzi, vorrebbe cambiare le cose ma non sa come fare. Vive come un automa il cui cervello vuoto non funziona più come prima, perché non riesce a fare frasi si senso compiuto e il massimo che riesce a fare è mettere insieme cinque o sei sillabe. Ma quando la squadra di Perry Kelvin, fidanzato di Julie Cabernet "Grigio" (O è il contrario? Non l'ho ancora capito!) viene ucciso proprio da R, le cose dentro di lui iniziano a cambiare drasticamente. Se dapprima conosciamo solo il mondo interiore di R, che sebbene sia morto e grigio, presenta una ricchezza e una acutezza di pensiero incredibili, al pari di un moderno filosofo; man a mano che procede la lettura veniamo catapultati nel mondo esterno, in un'America che cerca di sopravvivere sulle macerie delle guerre, della fame e della piaga (come il padre di Julie ha definito gli zombie). Un continuo gioco tra l'interno e l'esterno che ci permette non solo di conoscere meglio l'ambiente e le persone che circondano R, ma anche di sapere, almeno in parte, cos'è successo a quell'America che noi oggi conosciamo e che rappresenta per molti la patria dell'American Dream, della terra in cui si possono realizzare tutti i propri sogni.

Sapevamo che era tutto sbagliato. Sapevamo che ci stavamo riducendo a qualcosa a cui non riuscivamo a dare un nome, e a volte piangevamo al ricordo di giorni migliori, ma non vedevamo più una scelta. Stavamo facendo del nostro meglio per sopravvivere. Le equazioni alla radice del problema erano complesse, ed eravamo troppo stanchi per risolverle. (Le voci nella testa di R, rimasugli delle esistenze di cui si è cibato)

Grazie alla vicinanza di Julie, R comincia a cambiare, comincia a non desiderare più di uccidere le persone, di mangiare il loro cervello e di bere il loro sangue. R comincia a riumanizzarsi grazie alla vicinanza e alla pazienza di Julie. I personaggi di contorno, di cui si sa poco o nulla inizialmente e il cui passato viene parzialmente svelato passo dopo passo, costituiscono elementi molto interessanti che permettono di comprendere meglio le scelte a cui sono arrivati gli uomini di questo futuro distopico per salvarsi e preservare la specie umana. Al fianco di Julie ci sono il generale Grigio (il padre di Julie), Nora Greene (migliore amica di Julie), Rosy Rosso (vice di Grigio) e Perry Kelvin (ragazzo di Julie che è stato ucciso da R). Ho amato la profondità dei pensieri di R, ci mostra che anche ciò che crediamo sia morto in realtà non solo non lo è, ma è anche in grado di pensare e di provare dei sentimenti. R sente la mancanza della vita che gli è stata strappata via brutalmente e cerca di aiutare come può. Perry Kelvin invece, sapeva che la sua ora sarebbe arrivata e si è sempre chiesto, fino a poco prima della sua morte, per quale motivo si vive. Perry era già morto anche quando era un personaggio vivo, solo che non lo era ancora effettivamente. Julie invece insegue una speranza che suo padre vuole spegnere, proprio perché dopo la sparizione di sua madre, per lui è insensato sforzarsi cercando di vivere una vita normale: bisogna sopravvivere e uccidere la piaga. Julie in questo romanzo rappresenta la speranza personificata, l'ultima luce di speranza alla fine di un mondo che ha perso tutto e cerca di raccattare i cocci della propria vita buttati su un pavimento di macerie.


Che è rimasto di noi?, geme il fantasma, svanendo di nuovo tra le ombre del mio subconscio. Nessun paese, nessuna cultura, nessuna guerra e nemmeno nessuna pace. Qual è allora la nostra essenza? Che co'è che che continua ad agitarsi nelle nostre ossa quando tutto il resto è stato strappato via?
(Le voci nella testa di R)

Warm Bodies è più di un romanzo, è la metafora di una condizione umana logorata dall'odio, dalla gelosia e dalla cattiveria che trova la sua espressione ultima negli zombie. Warm Bodies insegna che anche quando sembra tutto finito, la speranza può ancora darti la forza di combattere per il bello che c'è nel mondo, anche se è difficile da vedere.

Ho dato quattro stelle a questo romanzo principalmente per due motivi:
Il primo è senza dubbio l'assenza di una spiegazione logica che spieghi al lettore il motivo per cui solo parte dell'umanità è stata tramutata in zombie e l'altra no. Ho sentito davvero molto la mancanza di questo elemento, perché sentivo che mancava un tassello importante per comprendere appieno il romanzo. Non so se sia stata intenzione dello scrittore tacere questo aspetto, ma per me è stato in parte penalizzante perché ho vissuto tutto il periodo di lettura chiedendomi perché l'umanità aveva trasformato parte degli abitanti della terra in zombie e l'altra metà no.
Il secondo elemento è dovuto agli errori ortografici presenti nella mia edizione nel romanzo, ho trovato svariate incongruenze tra elementi di genere e numero femminili che non corrispondevano e tanti altri elementi maschili che non avevano il corrispondente singolare o plurale.

Per gran parte della lettura pensavo che avrei dato tre stelle a questo romanzo, ma le ultime venti pagine mi hanno fatto cambiare idea. Forse, a farmela cambiare è stata la metafora insita nelle pagine di quest'ultimo che mi ha fatto capire che questo, magari non è il romanzo del secolo o un capolavoro di romanzo, ma merita come lettura perché è molto più di un semplice romanzo sugli zombie. Ho amato molto anche gli intervalli in corsivo dati dalle reminiscenze delle persone uccise da R e un elemento di totale originalità sono senza dubbio gli Ossuti, esseri che hanno perso ogni contatto con la loro umanità e la possibilità quindi di tornare ad essere umani - io però avrei voluto che lo scrittore mi dicesse come e perché sono diventati Ossuti quegli zombi o se sono sempre stati così e quindi la presenza nell'America distopica che fa da sfondo al libro li aveva solo fatti vivere in incognito o nelle fogne della città che questi decidessero di vivere nell'aeroporto dove R ha il suo 747.

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo romanzo che vi consiglio, se state cercando un romanzo distopico YA che non parli sempre delle stesse cose e che sia originale:
"(...) E' troppo tardi per me? Posso sfuggire dalle fauci fameliche del cielo che minaccia di ingoiarmi? Voglio un nuovo passato, nuovi ricordi, una nuova prima volta con l'amore. Voglio ricominciare, in ogni modo possibile."
(R)

xoxo,
Giada

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