mercoledì 22 febbraio 2017

RECENSIONE *INTEGRALE* di Claustrofobia di Zoe Blac

Buona sera, bloggers e lettori! Il post che sto per fare scatenerà sicuramente moltissimi flames tra i fan di questo romanzo, ma siccome non ero soddisfatta della prima versione della recensione, ho deciso di integrare tutto ciò che volevo dire qui.  Voglio solo che sappiate che questa è un'occasione straordinaria, che mai più farò un post simile e che questo deve considerarsi per ciò che è: una edizione straordinaria e allungata della precedente recensione.


PREMESSA
Questo non è un attacco, sia ben chiaro. Non ero soddisfatta della prima versione della recensione e sono qui solo per specificare meglio quanto ho detto in quella precedente. Troverete maggiori informazioni nel post successivo, dove dovrò spiegare una volta per tutte una cosa molto importante. Inoltre, voglio che sappiate che è stata l'autrice in questione a chiedermi, più di tre mesi fa di recensire il suo romanzo e che ha insistito perché contattassi Amazon Support per farmi dare la versione aggiornata del romanzo. Io ho letto tutto il romanzo aggiornato e rivisto. Sapete che quando faccio una recensione, sono sempre onesta e lo sarò fino in fondo come sempre. No, non è un post distruttivo come gli haters staranno pensando e mi ricordo ancora molto bene il romanzo - dato che ho una buona memoria. Bene, penso di aver detto tutto ciò che volevo dirvi. Buona ri-lettura!

TRAMA (da Goodreads)
Chi è Elettra, chi si nasconde dietro le vesti succinte di Fraise e chi può dire quale volto abbia la ladra Scarlett?... Tre donne diverse che vivono nello stesso corpo, un corpo fatto per il peccato. Ambientato in una Roma grigia e piovosa, si snoda la storia di un agente dei Nocs, impegnato in una personale struggente battaglia, che lo vede combattere e proteggere la stessa donna. Violenza, passione, mistero ed erotismo, questi gli ingredienti di una storia che nasce in una notte, diversa da tutte le altre, in un luogo nascosto, buio, angusto e claustrofobico.
Questo romanzo è adatto solo ad un pubblico adulto, con un elevata capacità di discernimento ed una spiccata propensione per le storie non banali. Vi sono descritti, con un lessico esplicito, rapporti carnali, anche non consensuali e atti di efferata violenza. 
Claustrofobia è un racconto erotico noir, graffiante ed eccessivo, tratta di un opera di fantasia e come tale va interpretata. Ambientato in una Roma moderna, piovosa e sporca, dove un fatale imprevisto, unirà due anime perse, al loro inimmaginabile destino. Nel romanzo vi sono descritti con un lessico esplicito, rapporti carnali, anche non consensuali e atti di efferata violenza. Se ne consiglia la lettura, solo ad un pubblico adulto, con un elevata capacità di discernimento ed una spiccata preferenza per le storie non banali.

RECENSIONE
Il romanzo ruota attorno alla bellissima Elettra Mantovani, una donna dai mille volti che di giorno è una giovane ragazza che si prende cura della sua nonna e che è nota ai NOCS per avere contatti con la mafia russa, e che di notte diventa la scaltra ladra Scarlett e la donna di facili costumi Fraise. Bello, direte voi. E lo pensavo anche io. Una notte Scarlett sta per mettere a punto un colpo per il suo capo Kieslowskj, quando si imbatte nell'agente Lucas, che usa un metodo alquanto inusuale per calmare l'attacco di claustrofobia della donna. Allora, come ho detto nella recensione precedente, il contenuto sarebbe stato quasi perfetto ma non ho specificato i motivi del QUASI, quindi eccoli: trovo quasi assurdo che la protagonista sia una specie di Elena di Troia in grado di far perdere la testa ad ogni uomo che incontra e di fargli fare tutto ciò che vuole, va bene che siamo in un romanzo erotico/noir/thriller ma insomma!, una cosa che mi ha infastidito molto nella lettura del romanzo è stato senza dubbio l'atteggiamento di Elena e il suo considerarsi come una donna che "ce l'ha d'oro", if you know what I mean. Ancora una volta, non so se sia una prassi comune per l'autrice; ma in tutti i romanzi erotici che ho letto finora nessuna protagonista si comportava così. Un altra cosa che personalmente non ho tollerato il gesto inconsulto di Lucas di buttarle nel water le pillole per farla rimanere incinta di proposito e quindi costringerla a qualcosa che nemmeno lei voleva, all'inizio. Alcuni mi diranno che nei romanzi dark succedono cose peggiori, va bene, ma sono romanzi dark e quindi per me è comprensibile questo è un cavolo di erotico e un gesto del genere per me è imperdonabile per un personaggio, specie se dice di amare la protagonista. Non è un romanzo dark. Ci tengo a sottolineare anche che il mito greco a cui fa riferimento il nome di Elettra non è propriamente quello che viene descritto nel romanzo, ma ben altro, ecco quindi la pagina di Wikipedia su Elettra.

Ci sono moltissime cose che hanno fatto abbassare drasticamente il mio voto e se avete un po' di tempo, ve le segnalerò. Una cosa che non posso dire di aver apprezzato, è il continuo uso di questi elementi: difronte, infondo e affondo che stanno per di fronte, in fondo e a fondo. Mi spiego meglio, infondo non viene usato come verbo infondere, ma come aggettivo "in fondo", affondo a volte viene usato per definire la stoccata, ma la maggior parte delle volte vuol dire "a fondo". Il nome delle ville non è sempre corretto e per dire ciò, vi posso assicurare che ho cercato in lungo e in largo le ville nominate nel romanzo. La villa più nominata, Villa Pamphili, viene più volte scritta nel romanzo come "Villa panphili". Direte che cerco il pelo nell'uovo, ma vi assicuro che non è così: la villa in questione è Villa Pamphili e non Panphili. Un altro elemento che ha creato grande confusione, almeno a me, è stato il nome dell'amico di Elettra, Francois... sinceramente non ho capito se dovevo pronunciarlo alla francese "François" o "Francois" com'era scritto. I termini stranieri sono per lo più delle volte scorretti, defaiance (défaillance), chaise long (chaise longue), ciborg (cyborg), abate jour (abat-jour), Muay Thay (dalle mie ricerche si dice "muay thai"), tranche (trance, che ritorna poi corretto più avanti) e non ve lo dico perché mi piace fare la maestrina, ma perché ho cercato questi termini e il loro significato. Vi sono locuzioni verbali che, secondo me, non sono corrette, come: cedere la sua anima all'inferno (io ho sempre sentito dire che "si vende l'anima al diavolo" o altro, ma questo termine l'ho cercato dovunque e non è comparso), dirigersi a freccia verso qualcosa (anche questo, cercato dovunque non mi ha dato alcun risultato), impastare il seno (secondo le mie ricerche, "impastare il seno" significa usare prodotti cosmetici per ingrandire il seno), fissare con ammenda (l'ammenda è la pena pecuniaria prevista per le contravvenzioni o il riconoscimento di un errore, quindi credo non si possa usare come locuzione). L'uso di alcuni aggettivi è stato per me un vero e proprio mistero, come: "(...) stabilì artico" (che io ho inteso come glaciale, ma questo "artico" non mi ha suonato molto bene), " (...) la sua pelle aveva un sapore che mi stordiva, era fiele per la mia esistenza" (fiele significa astio, livore o veleno, vi linko il lemma della Treccani: fiele) e "Tuttavia, nonostante le abili velleità di quei due seduttori incalliti, non mi preoccupai più di tanto per Elettra" (velleità). L'uso del termine falangi per intendere dita della mano, questo è uno dei termini ricorrenti nel romanzo, ma il termine scientifico è stato veramente cacofonico per me, anche perché mi ha fatto pensare alle ossa della mano e non alle dita della mano: falange. L'uso delle virgole che spezzano la frase e impongono pause non necessarie, vi porto solo due esempi: "Lucas mi sistemò meglio sulle sue cosce, mi scostò i capelli dal viso, poi con un gesto inatteso e repentino, trasformò quell'uragano di sensazioni inespresse, in uno scambio lascivo e interminabile di sangue, saliva e lingue.", "La lusinga di quel profondo contatto, mi fece vacillare, sentii il sapore deciso della vita, invadermi di colpo e farmi sua. Incapace di rimanere soffocato, un gemito di entusiasmo mi sfuggì dal petto, ed egli aumentò il ritmo del suo assalto.". Il genere sbagliato di articoli indefiniti maschili e femminili, ma anche aggettivi qualificativi sbagliati: un occhiata, "l'impulso primario a fare di tutti per salvarmi e tornare alla mia vita, del quale lei ormai, faceva indubbiamente parte." (la vita), "un maledetto stronzo che mi aveva causato solo un interminabile serie di sfighe" (serie). L'uso continuo degli stessi aggettivi per descrivere il fisico, il culo, gli occhi dei protagonisti hanno reso il romanzo davvero noioso, cioè alla sesta volta avevo capito che gli occhi di Lucas erano due zaffiri e che Elettra aveva un culo bellissimo che lo faceva venire duro a tutti gli uomini. La totale assenza dei tre puntini di sospensione, per tutto il romanzo si legge sempre e solo con i due puntini di sospensione. L'uso delle maiuscole dopo i due punti, linko la Treccani: due punti. La formattazione del testo non aiuta il lettore a capire chi parla, mettere tutto il dialogo su una o due righe non aiuta il lettore a capire chi sono i personaggi che parlano. Il cognome del comandante che cambia improvvisamente, vi spiego: fino al 50% ero convinta che il comandante della polizia fosse Bosi (così ci viene detto nel testo), poi diventa Lolli, poi torna Bosi, ridiventa Lolli e alla fine ci viene detto che il comandante Bosi e Lolli sono due persone distinte. Questa cosa mi ha lasciato davvero molto confusa.

Ci sono delle incongruenze in quattro scene di sesso: tre al 40 e 50% e una al 70%. In queste scene, si passava da una descrizione di sesso anale a vaginale e viceversa, per esempio lui la scopava nel culo e poi improvvisamente quel culo diventava il suo "nido pulsante". 

Spero di essere stata sufficientemente chiara. Inoltre, mi ha dato molto fastidio che le fan non siano venute a commentare qui ma su Facebook e Goodreads, perché avrei voluto davvero parlare con loro. Chiacchierare civilmente. A questo punto credo che non accadrà mai. Fate quello che volete di questa recensione, flammate quanto vi pare ma non potete obbligare le persone a pensarla come voi solo perché un romanzo è molto amato dal pubblico. Nelle recensioni che ho letto su Amazon si dice che ci sono solo romanzi ortografici, non sono solo errori ortografici ci sono errori grammaticali e sintattici che non posso non dire e non trovo giusto che voi, i fan, vogliate farmi tacere solo perché voi amate questo romanzo. A me non è piaciuto. Vi ho argomentato la mia decisione di dare una stella. Se voi non siete in grado di vedere gli errori che ho visto io e che era impossibile non notare, non trovo giusto che insistiate nel dirmi che sono io quella che dovrebbe imparare l'umiltà... Spiegatemi, per voi essere umili vuol dire che una cosa mi piace anche quando non mi piace? Dare più importanza al contenuto che non alla forma? Se davvero mi conoscete e conoscete il mio blog, sapete che io do molta importanza a entrambe, e se la forma è estremamente zoppicante non potrò sicuramente dare un voto positivo.

xoxo,
Giada

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