giovedì 14 agosto 2014

RECENSIONE di L'apprendista delle Fiandre, Dorothy Dunnett

Buona sera, bloggers e lettori! Oggi recensirò un libro che, devo dire la verità, mi è piaciuto molto: "L'apprendista delle Fiandre" di Dorothy Dunnett, un'affermata scrittrice scozzese che scrive romanzi storici. Premetto che avrei voluto godermelo di più questo libro, ma a causa di un esame incombente e della bellezza di questo libro, sono riuscita a finirlo molto prima del previsto; il che è una belle cosa.

Copertina scozzese del libro
PREMESSA
Se avete amato i libri di Ken Follett e Jeanne Kalogridis, non potrete non amare Dorothy Dunnett. Il suo stile ricco di dettagli ti catapulta direttamente in un'altra epoca, la ricchezza emotiva dei personaggi è una caratteristica affatto trascurabile in uno scrittore e soprattutto, la capacità di descrivere benissimo tutto ciò che riguarda un'epoca passata e piena di complicazioni politiche per me la fanno promuovere a pieni voti. Ripeto, se amate i romanzi storici, dovete leggere questo libro.

TRAMA (dalla copertina del libro)
Vagabondo, avventuriero, mercante ricco e potente: la prodigiosa carriera di Niccolò ha inizio. Uno straordinario affresco storico, un romanzo indimenticabile.

Copertina italiana del libro
Fiandre 1459. E' iniziata un'epoca d'oro in Europa. Le industrie e i commerci fioriscono, e Bruges, che ospita imprese di tutte le bandiere, è un caleidoscopio di gente d'ogni risma: nobili e borghesi, mercanti e mercenari, artigiani e spie. Sono tempi propizi per i giovani decisi a far fortuna e Claes - o Nicolas, o Niccolò: ogni nome segna una tappa del suo destino - , apprendista tintore di oscuri natali, è uno di loro. Il giovane si mescola all'umanità sulla quale vuole emergere, gareggiando in astuzia con i mercanti e in spregiudicatezza con i mercenari e le spie. Dalla sua ha la bellezza, l'intelligenza, il potere di toccare il cuore delle donne e soprattutto, il fuoco inestinguibile dell'ambizione di primeggiare in un mondo che gli si offre come un frutto maturo.

RECENSIONE
Non racconterò tutta la storia, in quanto essa è molto lunga e molto complicata. Vi basti solo sapere che il protagonista di questo romanzo è Claes van der Poele (o per meglio dire Saint Pol) e che è un bastardo, un figlio illegittimo delle seconda moglie di suo padre, morta in seguito alla sua nascita. Claes è stato "preso in affidamento" dagli zii Cornelis e Marianne de Charetty, dei mercanti che possiedono una tintoria di tessuti che però è piena di debiti, i quali sono venuti alla luce dopo la morte di madame de Charetty. Claes è un diciannovenne ed è il servo degli Charetty, dove lavora come apprendista tintore, combina molti disastri e spesso ne paga le conseguenze ricevendo molte legnate sulla schiena dal danneggiato di turno; è anche molto sveglio e questo si scoprirà man a mano che si legge il libro. La sua storia personale s'intreccia con i grandi della storia e grazie ai segreti di cui verrà a conoscenza, arricchirà la compagnia Charetty. Da subito notiamo la sua antipatia nei confronti di Simon di Kilmirren, lo scozzese che è venuto ad abitare a Bruges ed è in compagnia della signorina Katelina van Borselen, ricca ragazza ancora da sposare. Se Katelina non si sposerà, sarà costretta ad andare in convento, e dato che non lo vuole andarci, è costretta a scegliere tra i pretendenti che sua madre ha selezionato per lei, e tra questi c'è proprio Simon di Kilmirren. Una serie di disavventure fanno sì che Simon voglia uccidere Claes, il quale per poco non muore veramente rinchiuso in una botte sulla chiatta che li trasporta il giorno della festa di Carnevale. Anche il padre di Claes, Jordan de Riberarc vuole liberarsi di lui, e lo aggredisce nell'ufficio di madame de Charetty sfregiandogli il volto con il suo prezioso e pesante anello. In seguito, Claes si da' da fare per espandere l'impresa de Charetty, avviando un impresa di crediti e dando il suo contributo nella guerra in Italia contro il re Ferrante. Nello stesso tempo, c'è La Guerra delle Due Rose in Inghilterra tra i due Enrico. Finirà con la morte di re Giacomo. Conosciamo anche la famiglia di Claes, ovvero Nicolas: Jaak ed Esota de Fleury. Penso vi basti sapere che alla fine lui viene assoldato da Angelo Tani per andare a combattere in Turchia ed avere il controllo del mercato della seta. E che si è sposato con la madre di Felix, per ottenere il titolo di borghese e per riuscire ad amministrare al meglio l'azienda. E che Felix voleva giostrare all'Orso Bianco (il nome olandese per me è in questo momento difficile da ricordare) e che alla fine giostrerà dopo la guerra negli Abruzzi, vincerà e verrà ucciso da una balestra nemica. E che Claes ha avuto una relazione sessuale con Katelina van Borselen, la quale, rimasta incinta di lui, ha dovuto sposare un uomo ricco (Simon di Kilmirren) e di fargli credere che il figlio è suo. E che Jordan de Riberac è suo nonno e che Simon di Kilmirren è suo padre.

Mi ha un po' confuso i diversi nomi con i quali i personaggi si rivolgono a Claes, e ad un certo punto mi è sembrato quasi che questo ragazzo fosse schizofrenico, in realtà non lo è perché i diversi nomi con i quali viene chiamato non solo altro che una delle molte sfaccettature della sua personalità. Claes è il tanghero che combina i guai che Julius, il notaio, deve sempre sistemare. Nicolas è il mercante, l'amministratore e l'uomo d'affari. Niccolò è la versione italiana di Nicolas, il nome che gli viene dato quando egli si reca dai Medici a Firenze e per i quali lavora. Ah, dimenticavo. Nicolas lavora anche come corriere di dispacci e quindi è sempre al corrente di tantissimi segreti e si fa pagare tantissimo per questo.

Vi lascio con una citazione di questo libro, che consiglio vivamente a tutti: "Presto avrebbe raggiunto più di quello che ci si poteva immaginare" (Julius pensando a Nicolas). 

Giada

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