martedì 1 settembre 2015

RECENSIONE di Hunger Games di Suzanne Collins

Buona sera, bloggers e lettori, come va? Perdonate l'assenza della settimana scorsa, ma sono andata al mare in un bell'appartamentino dove facevo quasi ogni giorno piscina-mare-piscina. Tuttavia ho continuato a leggere, e la recensione che vi posterò risale al 10 agosto, data in cui ho finito di leggere il primo libro della trilogia degli Hunger Games di Suzanne Collins, un vero e proprio capolavoro della narrativa distopica straniera, che merita 5 stelline per i motivi che leggerete nella recensione sotto. Buona lettura!


PREMESSA
E' la prima volta che guardo un film e poi leggo il libro, ma per quanto mi sia sforzata di non farlo, non avevo già il libro degli Hunger Games quando ho visto i primi due film - mi sono spoilerata praticamente tutto il libro con il film, ma non importa, perché il film nella mia mente è stato molto più emozionante del film. Ho aspettato molto tempo per leggerlo e ora che l'ho fatto non vedo l'ora di leggere "La Ragazza di Fuoco". So che ci sono molte polemiche intorno a Team Peeta o Team Gale, beh, questo è il mio responso:

TRAMA (da Goodreads)
Vincere ti renderà famoso.
Perdere significa morte certa.

La nazione di Panem, nata in un America post-apocalittico, è una città che consiste della ricca Capitol City attorniata da 12 distretti molto più poveri. Nella sua storia, una ribellione condotta dal 13mo distretto contro Capitol ha avuto come unico esito la distruzione dello stesso e la creazione di uno show televisivo annale conosciuto come gli Hunger Games. Come punizione, e come ricordo del potere e della grazia di Capitol, ogni distretto deve cedere una ragazza e un ragazzo di un'età compresa tra i 12 e i 18 anni in un sistema di lotteria per partecipare ai Giochi. I "tributi" sono scelti durante la Mietitura annuale e sono costretti a combattere fino alla morte, e a fare in modo che soltanto uno di loro, il sopravvissuto vinca.

Quando la sorella minore della sedicenne Katniss, Pri, viene scelta come la ragazza rappresentate del Distretto 12, Katniss si offre al suo posto. Lei e il suo compagno, Peeta, sono messi in un'arena contro avversari molto più grossi e più forti rappresentati di altri distretti, che sono stati addestrati tutta la vita a combattere e sono degli assassini, lei vede in ciò una sentenza di morte. Ma Katniss è già stata vicina alla morte prima d'ora. Per lei sopravvivere è una seconda natura.

RECENSIONE
Questo libro è magnifico, favoloso e ben scritto! Diciamo che il film della Lionsgate omette dei dettagli molto, molto importanti nel libro, come le "ghiandaie chiacchierone", l'origine del gesto con le tre dita del film e le "ghiandaie imitatrici". 

Hunger Games è un libro scritto in prima persona, dal punto di vista della protagonista, Katniss Everdeen, una cacciatrice del Distretto 12, il Distretto del carbone e il più povero. Infatti, dove una volta c'erano gli USA, adesso ci sono Panem e i 12 Distretti (il 13° è stato distrutto da Capitol City, e Capitol City è governata e controllata dal presidente Snow). Katniss è una ragazza di 16 anni disillusa, sfiduciata a causa del governo e dello stato di povertà in cui versano i distretti (eccetto i Distretti 1,2,3 che sono i Favoriti e in cui le persone vivono molto meglio) che caccia animali al di fuori della recinzione del suo Distretto per sfamare sua madre e sua sorella Prim. Alla morte del padre, infatti, la madre di Katniss è caduta in depressione e ha abbandonato la famiglia, è l'impegno di prendersi cura della piccola Prim è passato nelle mani di Katniss. Compiuti i 12 anni d'età, i giovani possono farsi la tessera per avere un po' di cibo da dare alla propria famiglia e in cambio i loro nomi vengono messi nella boccia con i nomi dei possibili Tributi degli Hunger Games, che verranno estratti durante la cerimonia della Mietitura. Al fianco di Katniss c'è Gale, suo fedele alleato nelle scorribande di caccia e amico con il quale lei va' al Forno a contrattare e scambiare  con altri beni di prima necessità. Questo dettaglio non è chiaro nel film, è diverso dal libro il modo in cui Katniss ottiene la spilla della ghiandaia imitatrice: a dargliela è infatti Madge, la figlia del Sindaco Undersee (e in qualche modo collegata a sua madre). Il giorno della Mietitura viene estratto il nome di Prim, e Katniss si offre volontaria al suo posto e la spumeggiante (e alquanto irritante) Effie Trinket gioisce per l'essere stata partecipe di una tale sorpresa; l'altro nome estratto è quello di Peeta Mellark, il ragazzo del pane, o per meglio dire, il ragazzo che ha salvato Katniss e la sua famiglia da morte certa regalandole il pane in periodo in cui stava per morire di stenti. E Katniss si sente irrimediabilmente in debito con lui. Un debito che non riesce mai a saldare. Gli avvenimenti si susseguono rapidi, il saluto dei parenti e degli amici, l'arrivo al Centro di Addestramento e l'inizio degli Hunger Games. La strategia che Haymitch, mentore di Katniss e Peeta ha deciso di adottare è quella di fare in modo i due ragazzi si fingano follemente innamorati l'uno dell'altra. Il che è vero per Peeta, che sin dall'inizio sembra sinceramente innamorato di lei. Katniss e Peeta vengono pertanto soprannominati "gli innamorati sventurati del Distretto 12". Gli Hunger Games iniziano e Katniss fa di tutto per non legarsi sentimentalmente a qualcuno, cerca di non affezionarsi a nessun Tributo, perché sa che prima o poi dovrà uccidere uno di loro per salvarsi la vita e di conseguenza per poter sopravvivere. Katniss è a dir poco confusa alla fine del libro perché non capisce se ha fatto quello che ha fatto per il pubblico, per il suo tornaconto, per la salvezza di Peeta o Rue (che morirà tra le sue braccia per mano di Cato) o semplicemente perché certe azioni le venivano naturali, spontanee. 

Il libro è diviso in 3 parti: la Mietitura, i Tributi, gli Hunger Games. In uno scenario tipico dei romanzi distopici, netto è il contrasto tra la popolazione ricca e superficiale di Capitol City e la povertà e la miseria dei Distretti di Panem. Interessante è anche il significato delle tre dita unite, un simbolo antico del Distretto 12 che rappresenta rispetto, onore, e ammirazione che Katniss fa sul volto e sulle labbra di Rue, ormai morta.
"Prima uno, poi l'altro, po quasi tutti i componenti del pubblico portano le tre dita di mezzo della mano sinistra alle labbra e le tendono verso di me. E' un antico gesto del nostro Distretto, un gesto che si usa di rada e si vede qualche volta ai funerali. Significa grazie, significa ammirazione, significa dire addio e una persona a cui si vuole bene."

A me è piaciuta molto anche la simbologia dei fiori usata dalla Collins: il dente di leone giallo che rappresenta la speranza per un futuro migliore, Pri, il cui nome si riferisce alla primula, Rue, il cui nome invece si rifà a dei fiori gialli del Distretto 11 (agricoltura). Altro personaggio rilevante che ci viene presentato è Cinna, lo stilista e amico di Katniss, che è in parte responsabile per averla resa "la ragazza di fuoco", insieme a Peeta (la cui stilista invece è Portia). Katniss non capisce più cosa prova per Gale e Peeta, sa solo che tirando fuori i Morsi della Notte ha sfidato il presidente Snow, e lei ha preso coscienza di ciò alla morte del ragazzo del Distretto 1. 
"Odiare il ragazzo del Distretto 1, anche lui così vulnerabile nella morte sembra inadeguato. Sono quelli di Capitol City che odio, perché stanno facendo questo a tutti noi. La voce di Gale nella mia testa. Le sue farneticazioni contro Capitol City non più prive di senso, non più ignorabili. La morte di Rue mi obbliga ad affrontare la mia stessa ira contro la crudeltà e l'ingiustizia cui ci condannano."

Vi saluto con una citazione tratta da questo emozionante libro di cui non vedo l'ora di leggere il seguito.
"E poi non è nella mia natura cedere senza lottare, anche quando le difficoltà sembrano insormontabili."

Giada

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