mercoledì 15 gennaio 2020

RECENSIONE DI CALLING CALIFORNIA DI J.P. GRIDER/ REVIEW OF CALLING CALIFORNIA BY J.P. GRIDER

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Ieri sera ho finito di leggere "Calling California" e devo dirvi che anche questo romanzo mi ha piuttosto deluso. Beh, questo romanzo mi ha MOLTO deluso. Avevo riposto grandi speranze su quest'ultimo, forse mi aspettavo chissà cosa, proprio come "The Bastard" e niente, non ha raggiunto le mie aspettative. Ha avuto molti alti e bassi, più bassi che alti. A un certo punto, mi sembrava di leggere e rileggere le stesse litigate tra i personaggi principali ancora e ancora senza alcuno scopo preciso.

PREMESSA
Ho deciso di leggere questo libro per la Chiara's 2020 Reading Challenge, per la cateogoria College Romance. Pensavo che avrei letto molto più di college e professori che non dei drammi personali dei personaggi, perciò sono convinta d'aver scelto il libro sbagliato per questa categoria. Non è colpa dell'autrice, è solo mia. Mi aspettavo altro e con "Calling California" quell'altro non è stato raggiunto. Gli ho dato 3,5 stelline nel mio book rating, sebbene durante la lettura io mi sia trovata a combattere una guerra interiore, in quanto dare o non dare tre o quattro stelle. Ve ne parlerò meglio nella sezione "Recensione". Spero che la mia recensione mi vi piaccia e, come sempre, buona permanenza!

SINOSSI (DA GOODREADS) 
Cali Parker è povera. Ha molta carne al fuoco - suo padre sta morendo, lavora per aiutare a pagare l'affitto, ed è due anni indietro col college.

Griffin Brooks è ricco. E' spensierato - da' il massimo nei suoi corsi di ingegneria, il suo hobby di restaurare la macchina d'epoca da 50 mila dollari, e ha una ragazza diversa ogni settimana al suo fianco.

Quando Cali vede Griffin durante il suo primo giorno di lezione s'invaghisce di lui e pensa d'aver trovato il ragazzo perfetto. quando Griffin vede Cali in banca, immediatamente si dimentica della bionda ch'era con lui quel mattino. Poi s'incontrano, e i loro mondi cozzano l'uno con l'altro.

Cali non appartiene al mondo di Griffin, e lui non la capisce. Ma quando Griffin la convince che i loro diversi mondi possono mescolarsi, viene alla luce un segreto che li divide.

E' abbastanza forte il loro amore per farli tornare insieme, o i loro mondi li allontaneranno ancora di più


RECENSIONE
"Calling California" è un complicato college romance. Voglio dire, complicato è un eufemismo, perché, come ho detto prima, ha avuto moltissimi alti e bassi. E i bassi erano molto più degli alti, perciò la mia decisione di abbassare il mio punteggio. Calista Parker è una ragazza povera, vive giorno dopo giorno, pensando a quando e se riuscirà a mettere un nuovo piatto di cibo a tavola. A ciò si aggiunge anche il fatto che deve lavorare per aiutare sua madre a pagare l'assistenza medica del suo papà malato - ha anche ritardato di due anni l'entrata al college per questo, al fine di guadagnare abbastanza soldi e riuscire a metterne da parte almeno un po', di modo da aiutare la sua famiglia con le bollette i problemi personali che il cancro ai polmoni di suo papà ha provocato. Griffin Brooks è un ragazzo ricco, vive al meglio, spende i soldi del ricco papà (e questo lo rende, a mio avviso, proprio un 'figlio di papà'') per tutte le cose che gli piacciono e gli piace cambiare ragazza spesso. Questo, fin dall'inizio, denota la sua incapacità di avere una relazione seria e stabile.

Le cose cambiano quando un giorno, dopo aver finito di lavorare con il suo amico Joe alla sua macchina d'epoca, va alla banca e incontra il suo 'angelo', Calista. Quando lei non gli dà una spiegazione per il suo soprannome 'Cali', lui inizia a chiamarla 'California', sebbene questo non abbia nessun senso. Sì, chiamarla 'California' per me non ha alcun senso, dato che viene chiamata in tre diversi modi diversi nel libro, sta povera ragazza, e questo rende le cose confusionarie per il lettore. E' istant love per Griffin, che non riesce a togliersi dalla mente questa ragazza. Calista è, da parte sua, una ragazza molto seria e chiusa in sé stessa. Le sue sole priorità sono lavorare per aiutare suo padre, che a mio avviso è una cosa molto bella e onorevole da parte sua. Ma non è solo questa una delle caratteristiche di Calista: lei odia le persone ricche. Odio puro. E' così orgogliosa che lavora da sola e lavora sodo, e non vuole nemmeno che i suoi amici le offrano una tazza di caffè.

Parliamo quindi delle cose che mi sono piaciute di questo libro. Lo sviluppo dei personaggi è stato buono. Griffin ha iniziato come un ragazzino viziato, sebbene non se la tirasse per la sua ricchezza con lei, ed è diventato un uomo più coscienzioso. Più attento alle emozioni e ai sentimenti delle persone attorno a lui. E, sopra ogni cosa, lo ha reso consapevole di un mondo al di fuori del proprio, dove le persone faticano ad arrivare a fine mese e fanno due lavori. Calista ha subito un lieve sviluppo, ma non mi è piaciuta molto: posso capire che a lei non andassero a genio le persone ricche, ma non può arrabbiarsi con qualsiasi persona possegga più denaro di lei, a partire da Griffin. Non è colpa sua se lui è nato (in qualche modo) ricco, in una ricca famiglia, con un padre ricco - sì, Bucky. Bastardo.

Le cose che non ho sopportato sono molte. A partire dall'eccessiva ripetizione degli intercalari 'Yup' e 'Yeah', li ho trovati in quasi ogni pagina nelle 300 del libro e mi ha irritato moltissimo. Era fastidioso, e portava tutti i personaggi allo stesso livello, facendoli apparire come un grande e unico personaggio ai miei occhi. Sì, questo rendeva i personaggi tutti simili e, sopra ogni cosa, mi ha irritato da impazzire. Ce n'erano tipo ogni 2x3 in ogni pagina. Beh, no. Leggo in inglese dalle medie, e non ho mai trovato qualcosa di più fastidioso di questi intercalari. Una cosa che ho ritrovato in tutto il romanzo, poi, erano le litigate costanti RIGUARDO LO STESSO CAVOLO DI ARGOMENTO. Ho capito. Sei ipersensibile su questo argomento, Calista. Ma ogni 2x3 ti offendevi per ogni cavolo di cosa, quasi sempre per una stupidaggine. Specialmente quando Griffin faceva di tutto per aiutarti in ogni modo possibile, e tu l'hai tagliato fuori dalla tua vita in ogni modo possibile. Questo ha reso Calista un personaggio inavvicinabile: si è lamentata per tutto il tempo della sua vita, del suo odio per le persone ricche e si continuava a chiedere perché non riusciva a sopportarle. Ha dato perfino la colpa di ciò ai suoi genitori. No, ragazza mia. Hai preso questa situazione dal lato sbagliato. Si è LAMENTATA in quasi ogni cavolo di capitolo della sua situazione finanziaria e i soldi erano la sua ossessione fin dal primissime pagine. Come non potevo scocciarmi di ciò?

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che spero leggerete, perché voglio confrontarmi con voi e che mi diciate cosa ne pensate a riguardo.
“If trust has no meaning, how can love have any?”
(Calista Parker)




Xoxo,
Giada


Hi, sweeties! I’ve just finished reading “Calling California” and I must say, I’m pretty disappointed by it. Well, I’m generally disappointed by this book in general. I hade high hopes for this book too, like “The Bastard”, and this one didn’t live up to them. It has had many ups and downs, many downs that surclassed the ups. At one point, I thought I was reading the same fights over and over again without a precise purpose at all.







PREMISE
I decided to read this book for the Chiara’s 2020 Reading Challenge, for the category College Romance. Well, I thought to read more college than personal character’s drama so I think I’ve chosen the wrong book for this. My bad. I mean, it’s not the author’s fault. It’s mine. I expected something else, and it wasn’t delivered with “Calling California”. I rated it 3,5 stars on my personal book rating, and usually, when I give three stars it means that the book is good but not so good. In this particular case, I had a personal internal war whether giving it three or four stars. But let’s talk about in the “Review” section. I hope you’ll like my review, and as, always, enjoy it.

SYNPSIS (FROM GOODREADS)
Cali Parker is poor. She has a lot on her plate - her father is dying, she's working to help pay the rent, and she's two-years behind in college.

Griffin Brooks is rich. He has not a care in the world - he's acing his engineering courses, his hobby is restoring his fifty-thousand dollar classic car, and he has a different girl on his arm every week.

When Cali sees Griffin on her first day of class, she's immediately smitten and thinks she's found the perfect guy. When Griffin sees Cali at the bank, he immediately forgets the blonde he was with that morning. Then they meet, and their worlds collide.

Cali doesn't belong in Griffin’s world, and he doesn't understand hers. But just when Griffin convinces Cali that their two different worlds can blend, a secret is revealed that tears them apart.

Is their love strong enough to bring them back together, or will their worlds drift further apart?

REVIEW
“Calling California” is a complicated college romance. I mean, complicated it’s an euphemism, because like I said before, it has had many many ups and downs. And the downs were more than the ups, therefore the drastic reduction in my rating. Calista Parker is a poor girl, she lives day by day, thinking of when she will put her next meal to the table. Adding to this, she has to work to help her mother paying the health insurance for her ill father – she even took off two years in order to save money and help her family with all the bills and the personal problems they had since her father got ill with lung cancer. Griffin Brooks is a rich boy, living the live the best, spending his father’s money in the things he likes and changing girl every now and then, unable to be in a stable relationship.

The things change when one day, after working with his friend Joe in his garage, he goes to the bank and meets his Angel, Calista. When she doesn’t give him an explanation for her nickname, “Cali”, he starts calling her “California”, although it didn’t make any sense. Yes, calling her “California” for me didn’t make any sense, she was called in three different ways and sometimes they were confusing. It’s instant love for Griffin, who can’t take this girl off his mind in every way. Calista is, on her part, a very shy girl. Her only priorities are working and helping her father, which is a notable thing to do. It’s honorable from her. But this isn’t the only thing mainly characteristic of Calista: she hates the rich people. Pure hatred. And it’s so proud to work on her own, that she doesn’t want other people to offer her even a coffee.

Let’s talk about the things I liked about this book. The character’s development was indeed good. Griffin started as a rich brat, although he didn’t brag his money richness with her, and becomes a more conscious man. More careful of other’s people’s feelings and reaction. And, above all, he takes conscience of a world outside his full of people who struggle to make ends meet, working even for two jobs in two different places. Calista made a small development, but although I didn’t like her that much, understand that she can’t be angry at all the rich guys, starting from Griffin. It isn’t his fault he’s born (somewhat) in a rich family with a rich Dad – yes, I see you Bucky. You bastard.

I didn’t like the excessive repetitiveness of the intercalary “Yup” and “Yeah”, I found those two words so much in 300 pages and it made me angry. It was noisy, and it all made all characters levelled to the same level, make them appear to my mind like one big character. Yes, these made the characters more and more alike, and above all, annoyed me as hell. There were like 3x2 in every page. Well, no. I read in English since I was in Middle School, and I’ve never find something as annoying as this in a book. The major thing, and a thing that was overall the book, was the constant fighting above THE SAME DAMN THINGS. I get it. You’re sensitive, Calista. But every 2x3 you got offended for nothing. Especially when Griffin only tried to help you in every way he could, and you cut him off in every way possible. This made Calista an unapproachable character: she kept whining all the time about the life she had and kept wondering why she couldn’t stand rich people. She even said it was all of her parent’s fault. No, girl. You got this totally wrong. She WHINED almost every page for her financial state, and the money became an obsession for her even in the first chapters. How could I not be annoyed by this?

I greet you with a quote from this book, a book I hope you will read, because I want you to tell me what you think about it. I want to confront me with you about it.
“If trust has no meaning, how can love have any?”
(Calista Parker)




Xoxo,
Giada

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