domenica 20 novembre 2022

RECENSIONE DI PIRANESI DI SUSANNA CLARKE

Buona sera, fantastics! Sono appena riemersa dopo un pomeriggio praticamente passato a leggere, dato che il ciclo mi ha letteralmente steso. Sono ancora un po' scombussolata, ma penso sia del tutto normale. Stasera voglio parlarvi di un romanzo che ho centellinato per non leggerlo tutto in una volta, ovvero Piranesi di Susanna Clarke. 

PREMESSA
Come ho già detto, era da tanto tempo che volevo recuperare questo romanzo. Non ricordavo molto del tema principale di quest'ultimo. L'unica cosa che ricordavo riguardava una casa dai muri che parlano e tante statue. Di fatto, non ho sbagliato più di tanto lol Piranesi, però, è molto più di un romanzo fantastico, surrealista, lirico ed evocativo. L'ho trovato, in un certo senso, una metafora della vita umana. 

TRAMA (DA FAZIEDITORE.IT)
Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori.

Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo.

Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.

Susanna Clarke, autrice fantasy fra le più acclamate, torna in maniera trionfale con un nuovo, inebriante romanzo ambientato in un mondo da sogno intriso di bellezza e poesia.

RECENSIONE
Ho tanto da dire su questo magnifico romanzo, così tanto che non so da dove cominciare! Piranesi non è un romanzo fantasy, non è nemmeno mystery. La ricerca google lo colloca nel Realismo Magico, nella narrativa fantastica e di mistero. Questa, credo, sia la definizione più azzeccata. Sono familiare al Realismo Magico, è uno dei generi della Letteratura Sudamericana che amo di più al mondo. Isabel Allende è, di fatto, una delle mie scrittrici preferite sin dai tempi delle superiori.

E, com'è solito del Realismo Magico, realtà e magia si mescolano in un connubio magistrale che attanaglia il lettore, trascinandolo nelle sue pagine. Almeno, per me è stato così. Credo di aver dato quattro stelline per il modo in cui mi ha lasciato stranita il finale. Devo ancora elaborarlo del tutto. Perché stranita è il termine che più si addice a come mi ha fatta sentire. Ed era dai tempi di Cent'anni di Solitudine di Marquez che non mi sentivo così... e, in fondo, è questa la magnificenza della scrittura di questo genere. Ti stranisce, ti confonde e ti attrae irrimediabilmente. 

Piranesi vive nella Casa, un luogo in cui si combinano architettura e natura. Un microcosmo contenuto all'interno di quella che sembra essere una Casa ai Confini dell'Universo, e che contiene tutte le specie animali e vegetali di quel mondo (alternativo). Piranesi vive, da anni, in una sezione a parte della Casa. L'Altro, di cui all'inizio non sappiamo molto, vive in un'altra. Da anni, però, si accordano d'incontrarsi sempre il martedì e il giovedì per fare il punto della situazione. All'inizio, credevo che Piranesi fosse una sorta di elfo o di creatura fatata, ma in fondo è un essere umano che vive in armonia con l'ambiente circostante. E' un essere umano che ha trovato la sua dimensione in una dimensione che vive in un'altra realtà. Quasi come Doctor Strange in Doctor Strange e il Multiverso della Follia, ci troviamo di fronte a una realtà alternativa a quella reale, alla quale si può accedere solo lasciando andare la ragione e abbandonandosi alla meraviglia dei bambini. Lasciandosi andare a quello stato prerazionale, di quand'eravamo piccoli, e ogni cosa nuova era una scoperta incredibile che ci rendeva felice.

Questo tema mi è arrivato dritto al cuore. La Casa è, essa stessa, una metafora della vita umana. Ma, dato che l'essere umano è per definizione un essere sociale - in condizioni di isolamento assoluto non può vivere, a lungo, sano e questo ci rimanda, in un certo senso, a una mia lettura precedente, ovvero The Hauting of Hill House di Shirley Jackson. Ho trovato queste due letture comunicanti tra loro. Dopotutto, al centro c'è sempre una casa. Piranesi vive in armonia con la casa. Ma una parte di lui, la parte cosciente e razionale, vive soffocata dentro di lui. Proprio come i fantasmi di Hill House e la casa stessa, che fanno impazzire le persone. Non so se il mio confronto sia azzeccato, ma le sento davvero tanto comunicanti e, in qualche modo, rispondenti l'una all'altra. 

La Casa è metafora della vita umana, ma è anche la rappresentazione stessa della mente umana. Vedere, ovvero leggere, Piranesi dare significato a ogni statua e dare un nome ai morti mi ha ricordato una cosa che ho imparato a Filologia Germanica. I nomi sono potenti. Non appena sai il nome di qualcuno o qualcosa, hai potere su di esso o essa. I nomi non sono solo nomi. E nel suo peregrinare nella Casa Infinita, Piranesi regredisce mentalmente e fa ciò che facevano le civiltà precivilizzate. Offre cibo ai morti. Parla coi morti e se ne prende cura. Onora la natura. Si prende cura della Casa. Ho visto molto delle civiltà antiche, qui. E' una cosa che non si può ignorare, perché si studia ancora nei libri di storia.

Dimenticando sé stesso, Piranesi è diventato il tutto. E' diventato come i pagani che vivono in armonia con l'ambiente, con la natura, e che le offrono doni. Ho trovato tutto ciò splendido. Ma, tuttavia, la bellezza dell'irrazionalità e della fanciullezza non possono durare in eterno. L'essere umano è fatto per progredire. Evolvere. Ed è per questo che Piranesi inizia a dubitare di chiamarsi davvero così. Piranesi mette in dubbio le parole dell'Altro. Lo sfida. E, alla fine, scoprirà la verità su ogni cosa.

Devo confessarvi che questo romanzo breve mi ha lasciato molto più di quel che avrei pensato. Mi ha fatto riflettere davvero tanto, e ve lo consiglio solo se siete nel mood giusto.

Per il resto, di saluto con una citazione tratta da questo romanzo:
"Forse stare insieme agli altri è proprio così. Forse anche le persone che ti piacciono e ammiri immensamente possono vedere il mondo in modi che preferiresti non vedere."
(Piranesi)

xoxo,
Giada

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