sabato, dicembre 19, 2015

RECENSIONE di Cinquanta Sfumature di Grigio di E.L. James

Buona sera, bloggers e lettori! Come va? Io sto un po' meglio, le medicazioni stanno facendo effetto e il mio stato di salute migliora giorno dopo giorno. In questi ultimi due-tre giorni ho letto 50 sfumature di grigio, e spero di riuscire a scatenare una polemica o una discussione ragionevole e stimolante nei confronti di questo libro, perché ho molto da dire, e sono cosciente che ciò non piacerà ai fan della James.


PREMESSA
E' il libro più discusso dell'anno. E' un fenomeno mondiale nato su Efp e aveva come protagonisti Bella e Edward, è un libro nato da una fanfiction di Twilight. E' "Cinquanta Sfumature di Grigio", il successo internazionale di E.L. James, che ha venduto 27 mila copie ed è stato tradotto in tantissime lingue. Nonostante io abbia avuto molti pregiudizi prima della lettura, quando l'ho iniziata sono spariti e mi sono approcciata al libro a mente aperta, in qualche modo, volevo vedere se il libro era davvero bello come dicevano le centinaia di recensioni positive nel web e nei giornali. Anche se il mio atteggiamento è stato positivo e aperto al confronto, la lettura del libro ha solo confermato ciò che sospettavo.

TRAMA (da Goodreads)
Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili... Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri. Tensione erotica travolgente, sensazioni forti, ma anche amore romantico, sono gli ingredienti che E.L. James ha saputo amalgamare osando scoprire il lato oscuro della passione, senza porsi alcun tabù. Il successo senza precedenti della trilogiaCinquanta sfumature, di cui questo è il primo volume, è iniziato grazie al passaparola delle donne che ne hanno fatto nel mondo un vero e proprio cult. Come un ciclone inarrestabile, la passione proibita di Anastasia e Christian ha conquistato le lettrici prima attraverso la diffusione in ebook, poi in edizione tascabile, ponendosi al primo posto in tutte le classifiche del mondo.

RECENSIONE













Penso sia doveroso fare un'ennesima precisazione, prima di cominciare questa recensione: non ho niente contro il BDSM, ho già letto altri romanzi erotici e mi sono piaciuti, ho letto anche dark romance molto intensi e scritti meglio di questo, tuttavia dovete sapere che non ho niente contro il BDSM e chi lo pratica o a chi piacerebbe praticarlo. Non ho niente contro i fan della James. A ME IL LIBRO NON E' PIACIUTO. PER NIENTE. 

Cominciano col raccontare la trama: Anastasia, ovvero Ana, è una studentessa universitaria alla Vancouver University nello stato di Washington, ha una vita ordinaria, che lei stessa definisce banale. A me personalmente è sembrata un po' insipida come personaggio, ma non solo all'inizio, dall'inizio alla fine. Ana vive con la sua amica Katherine "Kate" Kavanagh, che non si capisce bene se sia sua amica o se la ritenga tale solo in certe situazioni o momenti. La vita dell'innocente e casta Ana viene sconvolta quando la suddetta Kate prende l'influenza e lei è costretta a sostituirla per intervistare il misterioso e seducente Christian Grey, che ha finanziato il dipartimento di agraria della sua università. E fin qui dai, è abbastanza passabile. Christian Grey prova attrazione per Ana e solo in seguito ci viene detto che lui la considerava la perfetta Sottomessa, perché aveva "visto" in lei qualcosa che le altre non avevano. La normale vita di Ana viene sconvolta dalla conoscenza di questo uomo che sembra in tutto e per tutto attratto da lei, e lei, nonostante in un primo momento rifiuti di provare ciò che prova, alla fine ammette ciò che sente nei suoi confronti, ovvero: non prova solo attrazione nei suoi confronti ma si è pure innamorata di lui.

A volte mi chiedo se in me ci sia qualcosa che non va. Forse ho passato troppo tempo in compagnia dei miei romantici eroi letterari, e di conseguenza il mio ideale e le mie aspettative sono irraggiungibili. Ma la realtà è che nessuno mi aveva mai fatto sentire così.
Ora analizziamo questa frase. Ana eleva a eroe dei romanzi classici e romantici Christian Grey dopo averlo conosciuto soltanto il giorno prima, quindi il giorno dell'intervista. Lui ha scatenato in lei una piacevole scossa che le si è propagata in tutto il corpo e che l'ha mossa fin nel profondo delle viscere e, credetemi, Ana ripeterà un milione di volte questa frase, diventando noiosa e piatta, il che vi spiega in parte il motivo per cui io la considero un personaggio piatto e banale. Christian vuole che Ana diventi la sua Sottomessa e non perde occasione di dimostrare che lui è il Dominatore, in quella specie di inizio relazione che hanno. Christian è prepotente, dispotico, giustifica le sue azioni in base al passato che ha avuto, voglio dire: se lui si comporta in un determinato modo, e cioè ama il sadomaso, le fruste, le corde, sculacciare le donne e sottometterle al suo potere, è perché ha avuto un passato triste e doloroso e questo deve essere compreso dalla donna, che deve fare di tutto per venirgli incontro e farlo sentire a proprio agio con lei, anche se si deve sottomettere. Ecco. Questo l'ho odiato. Detestato profondamente. Credo che qualsiasi donna odi che un uomo giustifichi le sue azioni attuali a causa di ciò che ha subito in passato, e non penso che ognuna di noi sia disposta a tollerare ogni intromissione da parte di quest'ultimo nella propria vita solo perché è: "figo, bellissimo, un dio greco!, come se questa fosse la unica giustificazione al suo comportamento! Ma per favore!

Ma pensavate che sia finita qui? No di certo! Christian continua imperterrito nel suo obbiettivo di convincere Ana a firmare il suo contratto per diventare a tutti gli effetti la sua Sottomessa, ma il suo comportamento da Dominatore si riflette sia fuori che dentro il letto. La violenza su una donna per lui è giustificabile al raggiungimento del piacere, vuole portare Ana fino al limite, ma solo se lei accetta che lui le faccia male o la picchi. Prendiamo come esempio questa frase, detta da Christian qualche giorno dopo che lui l'ha brutalmente sculacciata, lasciandola confusa e incapace (a mio avviso) di intendere e di volere.
"Dio, avrei voglia di dartele di santa ragione. Ti sentiresti molto meglio dopo, e io pure."

Christian continua a fare violenza su Ana nonostante lei non abbia ancora firmato quel dannato contratto e non solo a lei piace, ma è pure consenziente!!! Quale donna farebbe una cosa del genere, quale donna si umilierebbe per dare piacere al suo uomo in questo modo, attraverso la violenza fisica e pure emotiva! Non dimentichiamoci che per tutto il libro Christian non fa che comportarsi come un pazzo psicotico, con manie da stalker. Lo dice pure Ana, che almeno sei volte nel libro gli da' dello stalker e ci scherza pure su (!!). Christian si presenta alla ferramenta dove lavora senza che Ana gli abbia detto dove e con chi lavora, si presenta a casa sua e di Kate senza che Ana gli abbia dato l'indirizzo di casa, vuole sapere con chi è quando non è con lui e detesta in particolar modo ogni uomo che le si avvicina, in particolar modo José, che tanto amico non lo chiamerei. Ma di José e Kate parleremo dopo. Ora parliamo di Christian. Christian, come ho già ribadito, è di una bellezza disarmante, un dio greco sceso in terra solo per rendere Ana creta da modellare nelle sue mani a suo piacimento, contratto firmato o no. Christian, nella sua ossessione per il controllo per tutto e tutti, traccia persino le telefonate di Ana ed è capace di trovarla dovunque essa vada, non importa se lei gli abbia dato il suo consenso o meno. La sua bellezza sembra giustificare sempre in parte le reazioni di Ana, che si sente inerme e che reagisce nell'unico modo che conosce, ovvero sbavargli dietro e comportarsi da zerbino, perché è così che si comporta con lui ammettetelo una buona volta! E' uno zerbino che si lascia manipolare emotivamente e fisicamente da Christian. Ma torniamo al famigerato Christian. Christian è un uomo ricchissimo, che controlla una grossa azienda di cui è sia il delegato che il titolare (?), non si preoccupa di quanto spende e ha avuto almeno 15 partner Sottomesse. Christian è disposto a tutto per farle firmare quel contratto e comincia con il regalarle il Mac (computer d'ultima generazione), il Blackberry (è un po' vecchiotto come modello, nel 2011 non c'erano già i Touch?), una fiammante Audi e alcune cene "di lavoro", incentrate sul contratto che Ana tergiversa per firmare. Allora, potete dire tutto quel cavolo che volete, ma questo a me è sembrato plagio di persona e manipolazione mentale ed emotiva. Ana è decisa a rifiutare quei regali, tra cui, accidenti a me, dimenticavo pure i tre libri di Tess D'Uberville, prima edizione da "soli" 14 mila dollari. Ana in questo si sente in obbligo, in dovere di stare accanto a Christian in parte anche a causa di questi regali che lui vuole che lei accetti anche se non vuole, e anche perché lei è disposta ad accettare una relazione sadomaso con lui, da Sottomessa, pur di averlo nella sua vita. Ana viene sottoposta a coercizione vera e propria.

Ma questo è solo la punta dell'iceberg. Christian si comporta così perché questo è l'unico modo che conosce per esprimere amore o qualche sentimento che gli ci si avvicini, poiché è stato molestato sessualmente a quindi anni da Elena Robinson, un'amica di sua madre, che l'ha iniziato a questo tipo di vita. Quindi, in poche parole, la colpa è solo di questa tipa. Una tipa di cui Ana è gelosa e di cui Christian non vuole raccontare nulla, nega perfino di essere stato molestato sessualmente a quell'età ed è perfino riconoscente a quella donna. Lui vede ciò che Elena gli ha fatto come qualcosa di positivo. Allora, premettendo che a quanto detto da Christian, lui va' dallo psicologo e anche da un bel po', perché non ammette apertamente di esser stato violentato da adolescente? D'altronde era minorenne e questo reato è punibile con la galera a vita negli USA. Questo per me è stato il germe della sua mente malata, perché è vero, Christian è malato, Christian per me è un narcisista nel senso malato del termine.E nonostante tutto, lui conosce solo questo come modo di provare affetto verso qualcosa, non tenta di uscire dal suo circolo vizioso per il suo bene e per il bene della sua stessa famiglia. Una famiglia che lui definisce così:
"E' difficile crescere in una famiglia perfetta, quando non sei perfetto."
Questo naturalmente muove a compassione Ana, che si sente in dovere di stargli accanto e di mostrargli la retta via, la luce in fondo al tunnel della sua oscurità, la vera felicità, lo stare davvero insieme ad una persona alla luce del sole, ufficialmente e non solo in camera da letto. Ana si comporta, da questo momento in avanti, come una crocerossina che tenta di salvare l'uomo dannato e complessato per riportarlo ad una vita sana e normale. Quante donne sono morte a causa di questa compassione suscitata dal loro uomo? Questo è un articolo del giornale "Repubblica". Questo, tra le tante altre cose, non l'ho trovato giusto nei confronti di Ana. Lei doveva dargli retta quando lui gli ha detto, all'inizio del libro che era pericoloso e che doveva stargli alla larga, ma lei non gli ha dato retta. Quindi a mio avviso è un male a cui lei era cosciente di andare incontro, sapeva cosa sarebbe successo, tuttavia questo non lo riesco a tollerare perché, come ripeto, moltissime donne sono morte a causa di questa sindrome da crocerossina. Ana dice questo:
Invece non è un eroe; è un uomo con gravi, profonde lacune emotive, e mi sta trascinando nel buio. Non potrei, invece, essere io a guidare lui verso la luce?
No. No. Io mi allontanerei da uno così a gambe levate, chissene frega dei regali costosi, del sesso e della bella vita che mi farebbe fare. NO. Ana, come ogni vittima di questo tipo di uomini violenti ed estremamente manipolatori, si chiede se è alla sua altezza, ma una cosa che le dice Carla, sua madre, la porta a chiedersi il contrario.
Se lui mi merita? E' un modo interessante di vedere la situazione. Io mi sono sempre chiesta se ero io a meritare lui.  
Christian avrà pure delle turbe psicologiche, ma nemmeno Ana scherza. La sua insicurezza e inesperienza la porta  ad attaccarsi a lui perché, come ripeto per l'ennesima volta, lei sa che questo è l'unico modo che ha per stargli vicino ed è disposta a tutto pur di averlo nella sua vita e di essere nella sua. Ecco, tutta questa disperazione di avere assolutamente Christian nella sua vita non la tollero, non è contemplabile nella mia visione delle cose, perché Ana dev'essere così bisognosa d'affetto che non appena vede Christian non le importa più come potrebbe averlo nella sua vita, lei sa che vuole averlo e non vuole rinunciare alla "felicità" che lui le da', nonostante lui, da quando la conosca, l'abbia fatta piangere in continuazione. Questa sindrome da crocerossina, il desiderio estremo di sentirsi amata da un uomo da parte di Ana la portano a dire questo:
E' quello che vuole, e dopo gli ultimi giorni.... Dopo tutto quello che ha fatto, devo fare buon viso a cattivo gioco e accettare qualsiasi cosa decida di volere, qualsiasi necessità decida di soddisfare.

 L'inesperienza di Ana a volte mi ha fatto ridere, specialmente quando ha scoperto di essere in grado di fare sogni erotici e di essere in grado di godere anche nel sonno. Wow! Che novità eccezionale!
E' incredibile. Non avevo idea che si potesse godere nel sonno. 
Ma dai! Ogni donna fa sogni erotici, che lo ammetta o meno, e una deve essere proprio una suora (o una "mezza sega") per non aver MAI fatto un sogno erotico in vita sua.

E' arrivato il momento di parlare di José e di Kate. Aaah, José e Kate, urca, dimenticavo il bellissimo Elliot! Ecco, ora la ciurma è al completo! Da dove cominciare? Vogliamo parlare dei due spasimanti di Ana, che nonostante continui a ripetere di non sentirsi bella quanto le stupende e biondissime segretarie di Grey, ha ben due spasimanti: Paul Clayton (il figlio del proprietario della ferramenta dove lavora) e José. Tutti e due, a causa di Christian, usciranno dalla sua vita. Il primo è José, che Ana chiama continuamente "amico", ma suo amico non lo è; i due escono ad ubriacarsi insieme dopo la laurea, e alla prima occasione, José ci prova con lei sebbene lei l'abbia già rifiutato parecchie volte. Questo per me non fa altro che aumentare gli stupri, perché, una volta che José viene allontanato da Christian, che si prende cura di Ana, José se ne va e la lascia sola con un uomo che ha appena conosciuto. Ma non solo, Ana resta con uno sconosciuto che potrebbe rivelarsi pure peggio di José, e col passare dei giorni si sente pure in colpa con José, per come l'ha rifiutato. No! Ma perché comportarsi in questo modo? José sapeva di non piacere ad Ana e sapeva che lei lo considerava suo amico, tuttavia ha aspettato che lei si ubriacasse per provare ad approfittarsi di lei per poi lasciarla nelle mani di uno sconosciuto, poiché questo era Christian Grey per Ana in quel momento: uno sconosciuto che si stava prendendo cura di lei, ma chi lo dice che forse lui non stava pianificando la stessa cosa, solo che non l'ha detto? Ah, ma è vero, lui è il bellissimo Christian Grey e a lui tutto è permesso *tono sarcastico*.

Katherine "Kate" Kavanagh è la bellissima e sexy coinquilina di Ana, proveniente anche lei da una ricchissima famiglia, e a mio avviso Kate non è malaccio, insomma, non l'ho sopportata in alcune scene, ma per il resto cercava di proteggere Ana da Christina quando questi la "sopraffaceva" troppo, quando lui era troppo pressante nei suoi confronti.  Ana infatti dice questo di Christian, a metà del libro:
Sono in trappola. E' dappertutto, mi sovrasta, mi soffoca quasi. 
Non solo è il tipico atteggiamento di uno stalker, di un maniaco del controllo e di una persona evidentemente malata di narcisismo, ma lui ha proprio tutte le carte in regola per essere il ragazzo perfetto da cui stare alla larga. Ma la sua avvenenza fisica impedisce ad Ana di farlo, perché più volte ribadisce la sua bellezza. Penso vi sia ormai chiaro che questa è una cosa che mi ha dato moltissimo fastidio e no, non perché volevo essere al posto di Ana, ma perché detesto tutto questo servilismo nei confronti di Christian Grey da parte di Ana.
Insomma, Kate si mette insieme al fratello scapestrato di Christian, Elliot, un ficcanaso che ricorda Jasper.

Lentamente, ci siamo avvicinati al mio piatto forte: le somiglianze con Twilight. Tutto il popolo di internet sa che la trilogia di 50 Sfumature è nata da una fanfiction di Twilight, e chi non ha letto Twilight temo non possa cogliere le analogie con la Meyer. Christian è chiaramente la versione sconcia di Edward Cullen, e le somiglianze con lui sono innumerevoli: il suo estremo desiderio di conoscere ogni pensiero di Ana (non dimentichiamoci che in Twilight Edward non può leggere il pensiero di Bella e quindi le chiede ogni volta a cosa sta pensando perché lui non sopporta il non sapere cosa le passa per la testa), il fatto che sia uno pieno di soldi (eh sì, pure Edward era pieno di soldi, se la memoria non m'inganna), il fatto che suoni il piano (non dimentichiamoci la melodiosa "Bella's Lullaby", diventata popolare quando avevo 14 anni). Ana è persino più insipida di Bella, tuttavia le somiglianze con lei ci sono eccome: è goffa e rischia a causa di ciò di farsi male, viene salvata in extremis dal protagonista maschile (Ana viene salvata da una bicicletta, mentre Bella dal venire investita da un'auto), è disposta ad abbandonare il suo mondo e fare tutto ciò che è in suo potere pur di avere il ragazzo in questione (qui le analogie sono sprecate, poiché tutto il libro è un'analogia). A questo proposito, non dimentichiamo che Mia, la sorella di Christian, è un'analogia di Alice Cullen, per via della sua immediata amicizia con la protagonista non appena la conosce e di conseguenza Elliot diventa Emmett Cullen. Posso passare tutta la notte ad elencarvi le somiglianze, ma vi elenco le ultime due: Carrick, il padre di Christian, Elliot e Mia non è altro che la versione "della James" di Carlyle Cullen. Infine, la madre di Ana si è risposata con Bob e vive in un altro Stato con il nuovo marito, proprio come fa la madre di Bella.

Posso anche elencarvi le scene che mi hanno disgustata, ma la lista sarebbe molto lunga, perciò vi dico solo la scena che mi stava facendo venire (letteralmente) i conati di vomito per il disgusto che mi ha provocato. Ana è andata in Georgia da sua madre per tentare di mettere le distanze tra lei e Christian, ma viene raggiunta in Georgia da Christian con il quale fa sesso, ma ha il ciclo, perciò lui le TOGLIE il tampone prima di penetrarla. Ero disgustata.

Questo mi ha portato a chiudere il libro e ad allontanarsi da esso più che potevo, perché rischiavo di rimettere. Questo non è sexy, non è bellissimo, non lo farei mai fare al mio ragazzo, anche perché quando ho il ciclo non farei MAI sesso con lui! Onestamente detesto Christian Grey per tutti i motivi che vi ho elencato sopra.

Tirando le somme, "Cinquanta Sfumature di Grigio" è un libro noioso, estremamente ripetitivo (ho provato a contare quante volte veniva ripetuto il termine "delizioso", "lì", "bello", ma alla centesima volta ho lasciato perdere), trovo soprattutto eccessiva la ripetizione dell'ordine di Christian ad Ana di "Non morderti il labbro", anche questo elemento presto da Twilight, una delle cose più noiose che ho letto, senza contare tutte le volte che Ana ripete le stesse cose riguardo a Christian. Tuttavia devo complimentarmi con la James, poiché il libro è scritto in modo semplice e in questo modo è fruibile senza alcun problema da tutta la popolazione, non è ricco di scene descrittive o di dialoghi "intelligenti". Mi sento infine in dovere di ricordarvi che se questo è il genere di letture che d'ora in poi troverò dovunque, è meglio che chiuda il blog e smetta di recensire. L'umanità è senza speranza se questo è il futuro. In cuor mio spero solo che sia una moda passeggera, com'è stata quella di Twilight nel 2008, però questa moda, come la precedente, influenza le persone e il loro stile di vita, e molti stupri sono stati commessi che adducevano come scusa Christian Grey e il suo mondo perverso. Ho letto altri romanzi erotici e conoscete il mio giudizio in proposito, ma per quanto riguarda "Cinquanta Sfumature di Grigio", la mia sentenza è un NO secco, meglio espresso da Tina Cipollari:

E la mia citazione per completare questa lunghissima recensione è questa:
Giada

mercoledì, dicembre 16, 2015

RECENSIONE di Hyperversum: il falco e il leone di Cecilia Randall

Buona sera, bloggers e lettori! La mia convalescenza procede bene, anche se a volte (come stasera) ho molto male e faccio fatica a stare seduta o distesa, ma sono riuscita a finire questo bel libro, che si merita pienamente cinque stelline.

PREMESSA
Ho saputo, grazie la pagina Facebook di Cecilia Randall, che a breve - a Gennaio- uscirà il quarto libro di Hyperversum, ovvero Hyperversum Next. Per prepararmi all'uscita di questo ennesimo capitolo delle avventure di Ian, Daniel e di molti altri personaggi contemporanei e medievali, ho deciso di leggere il secondo volume e molto presto conto di leggere anche il terzo.

TRAMA (da Goodreads)
Arriva il secondo volume dell'opera, dove amore e suspence si fondono in una narrazione ricca di colpi di scena e di verità storiche. I due protagonisti, a due anni e mezzo dalla conclusione della prima partita, con grande trepidazione rientrano nella realtà virtuale dello scottante videogioco Hyperversum. Impostando la data al 15 Agosto 1214 e collocando l'ambientazione al monastero di Saint Michel, Ian e Daniel danno inizio ad un'altra avventura.

RECENSIONE
Questo libro è bellissimo, stupendo e l'ho amato più del precedente. Ecco, io penso che sia il migliore letto finora, ma mi manca ancora l'ultimo della trilogia da leggere quindi il mio giudizio è un po' anticipato rispetto ai tempi di lettura che avrò del terzo libro. Resto del parere che questo libro sia molto più bello del primo, per vari aspetti. Cominciamo dal principio. Sono passati due anni e mezzo da quando Ian e Daniel sono entrati in Hyperversum e hanno vissuto tutte quelle incredibili avventure, ora sono entrambi laureati, il primo in scienza mentre il secondo è un noto medievalista e professore universitario. Daniel ha riprovato più e più volte a rientrare nel mondo medievale di Hyperversum ma non ci è mai riuscito, un giorno, con Ian decide di riprovare a entrare e improvvisamente, il gioco riprende da dov'era stato fermato alla fine del libro precedente. In questo modo possiamo incontrare i personaggi del libro precedente, tra cui Geoffrey Martwall, amico fidato e compagno d'armi di Jerome Derangale (l'uomo che frustò Ian che era appena arrivato nel nuovo mondo), Isabeu e Donna, mentre di Carl White, l'amico che aveva mollato Donna nel monastero ed era scappato, abbiamo solo sporadiche notizie. La vita è continuata con difficoltà nel mondo medievale senza Ian, infatti Guillame de Pontieu aveva sguizagliato le sue spie e i suoi uomini in tutta la Francia e oltre pur di ritrovare il "fratello minore", che aveva promesso di non far soffrire la sua Isabeau, incinta del primo figlio di Ian/ Jean Marc de Pontieu. 

Le avventure che vivranno Ian e Daniel nel medioevo sono molto più dure rispetto a quelle del primo libro, e i due devono gestire il loro ritorno in quel mondo senza creare problemi spazio-temporali o persino cambiare la Storia, che è l'ultima cosa che devono fare. Una lettrice su Goodreads non apprezzava che in questo libro ci fossero molti più intrighi e giochi di potere, oltre che alle guerre e alle battaglie. Beh, io l'ho apprezzato proprio per questo. Cecilia Randall è una delle migliori scrittrici italiane che abbiamo sulla piazza e non so voi, ma io non vedo l'ora di leggere Hyperversum Next.

Vi saluto con un paio di citazione tratte da questo bel libro che vi consiglio:
"Il resto del futuro gli sarebbe stato svelato col tempo, come accadeva a tutti i normali esseri umani."
(Ian)

"Un vero cavaliere sa quando può e non può affrontare una battaglia," insisté Ian.
(Ian)

Giada

martedì, dicembre 15, 2015

Recensione Film - Jack

Scusate l’assenza blogger, quest’università è uno strazio!
Oggi volevo parlarvi di “Jack”, l’ennesimo  filmone di Francis Ford Coppola che questa volta però ha totalmente cambiato genere. Interpretato da Robin Williams, Jack Powell è un bambino che nasce dopo soli due mesi di gestazione con una disfunzione genetica che lo porta ad invecchiare ad una velocità quattro volte superiore al normale cosa che accorcerà le sue aspettative di vita e li renderà il cammino molto difficile. La situazione ovviamente desta forti preoccupazioni anche ai suoi genitori ( rispettivamente interpretati da Diana Lane e Brian Kerwin) che sono con lui iper protettivi perché hanno paura della sofferenza che può provare per questa emarginazione sociale a cui è costretto. Sotto consiglio però di un’insegnante, Jack sarà mandato a scuola dove riuscirà piano piano ad integrarsi sia con gli insegnanti, in particolare Miss Marquez (vorrei vedere, è Jennifer Lopez!!) e anche con la sua classe, fino a crearsi un vero e proprio suo gruppo di amici. Tutto sembra finire dopo un malore che il giovane/vecchio Jack accusa, che porterà i genitori a ritirarlo dalla scuola, ma con l’intervento dei suoi amici che convinceranno la famiglia Jack potrà tornare a scuola. E così, 7 anni dopo, un Jack poco più che diciottenne all’anagrafe ma con l’aspetto di un ottantenne, farà il suo discorso per il diploma: un discorso denso di emozione, sentimento, riflessione e un pizzico di sarcasmo che solo un grande come Robin Williams avrebbe saputo interpretare.
Il film è del 1996; la malattia di cui parla Coppola è la Sindrome di Werner che è per l’appunto una disfunzione genetica che porta all’invecchiamento precoce. Si manifesta in maniera lievemente diversa da quella rappresentata da Coppola: dopo i 10 anni, in soggetti che fanno parte di comunità con un alto tasso di consanguineità. E’ comunque molto rara.
Come dicevo prima, il film è sicuramente un genere non appartenente a Coppola anzi guardandolo non si pensa nemmeno possa averlo prodotto lui; comunque io lo trovo un bel lavoro, fatto bene ed è un giusto mix tra il drama e la commedia. Poi Robin Williams aveva la capacità di calzare e fare proprio ogni personaggio, un film con lui tra gli interpreti poteva ritenersi già un successo. Fa molto riflettere, a prescindere dalla situazione che sicuramente è portata agli estremi: la vita ci scorre addosso, il tempo passa e noi non ce ne rendiamo conto e magari spesso focalizziamo la nostra attenzione su cose futili e banali, senza invece fermarci un attimo e assaporare ciò che circonda, a vivere quello che ci viene offerto. Il discorso finale di Jack dovremmo stamparlo e appenderlo ognuno nelle proprie camere, di fronte al letto, in modo che la mattina appena svegli leggiamo quelle parole che sono insieme un inno, una poesia, una preghiera.
Io ve ne riporto solo una frase, che racchiude il senso di tutto il film a mio parere:
<< Fate che la vostra vita sia spettacolare.>>


giovedì, dicembre 10, 2015

Release Blitz: "Distruggimi" (Blood Bonds #2) di Chiara Cilli



Buongiorno a tutti!
E’ con immenso piacere che oggi vi parlo di “Distruggimi”, secondo capitolo della serie Blo­od Bonds di Chiara Cilli.
Aspettavo con ansia la sua uscita e sono felicissima di averlo potuto leggere in anteprima per voi.
Qui di seguito troverete tutti i link utili per l’acquisto, il giveaway per vincere una copia autografata del libro, il booktrailer, la recensione e tanto altro.



Titolo: Distruggimi
Autore: Chiara Cilli
Serie: Blood Bonds #2
Genere: Dark Contemporaneo
Pagine: 262
Prezzo eBook: € 4.99 (prezzo lancio per la prima settimana € 2.99)
Prezzo cartaceo: € 10.94
Data di pubblicazione: 7 Dicembre 2015




Credevo di essere sopravvissuta all'orrore. Mi sbagliavo.
Credeva di potermi sfuggire. Ma non ha scampo da me.

Non riesco a liberarmi di lui.
Non le permetterò di cacciarmi dalla sua mente.

È nella mia testa, nel mio sangue, nelle mie ossa.
È un mostro che vuole impossessarsi della mia anima e farla a brandelli.

Henri Lamaze è l'incubo di morte da cui non sarò mai in grado di svegliarmi.
Aleksandra Nikolayev è l'ultimo demone che devo sconfiggere.

Questa volta non riuscirò a contrastare il suo veleno.
Questa volta sarò io a non sopravvivere a lei.

È finita.
E non posso accettarlo.


**Attenzione**
Romanzo Dark Contemporaneo
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone sensibili al dolore e alla schiavitù.



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PER FESTEGGIARE L'USCITA DI DISTRUGGIMI, IL PRIMO ROMANZO DELLA SERIE E' IN OFFERTA!



LEGGI UN PICCOLO ESTRATTO

«Perché lo hai fatto?» sussurrai debolmente. «Tu mi vuoi morta».
Se non fosse stato per il modo impercettibile in cui i suoi pollici disegnavano cerchi concentrici sul mio corpo, avrei creduto si fosse addormentato, tanto tardò a rispondere.
«Voglio che sia per mano mia, 
non perché ti ho lasciato a terra a congelarti».
Fui grata che non potesse vedere 
la mia smorfia di dolore e rabbia.
«Ti prego» gemetti. «Lasciami andare».
Henri si accoccolò meglio contro di me, solleticandomi il collo con il respiro, d'improvviso teso.
«Tu lascia andare me».


TEASER GRAFICO



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Recensione
Ci eravamo lasciati con il finale sospeso di Soffocami in cui Aleksanda stava tornando sana e salva verso casa mentre i nostri adorati fratelli Lamaze erano rimasti soli e abbandonati al loro castello.

All’inizio di Distruggimi ritroviamo Aleksandra. Il rientro non è come lo aveva desiderato. A casa le cose sono completamente diverse. Ha modo di affrontare suo padre e si scontra con una dura realtà, con un mostro che non riesce a riconoscere nella persona che la ha cresciuta e che per lei era una figura importante. Un essere che non sembra affatto sentirsi pentito del dolore e degli atti osceni che ha inflitto in passato.
Aleksandra vive giornate tormentate. Incubi. Crisi psicotiche. Inappetenza. Ricordi che sono ancora troppo vividi.
Per la dolce mammina, che pare non rendersi conto di quanto sia grave la situazione psicologica della figlia, il modo migliore per tentare di ritrovare un equilibrio è organizzare un ballo per festeggiare il ritorno di quest’ultima.
E così rientra in scena Henri. Ovviamente non è un ritorno soft, anzi… La scena in cui lui e Aleksandra si ritrovano è da fuochi d’artificio.

“Tutto il mio universo era ridotto a Henri Lamaze.
A noi.”

Da questo momento comincia l’azione e la storia entra nel vivo.

Tornano la sete di vendetta di Henri, il volersi rifare dei soprusi subiti, il voler annientare chi gli ha fatto del male e lo ha segnato nel profondo.
Henri non ha dimenticato.
Quello che ha già fatto patire ad Aleksandra non ha placato la sua ira.

“Era finita, glielo leggevo in faccia.
Il mio tempo era scaduto, e questa volta non ce l’avrei fatta.
Mi ero salvata una volta, ora non avevo più alcuna possibilità.”

Tornano la grinta, la forza, la tenacia e la voglia di lottare per la libertà di Aleksandra. E’ una super donna che non si arrende davanti a nulla e che anche stavolta sfodera le unghie e si aggrappa con tutte le sue forze ad uno spiraglio di libertà. Ad un miraggio di uscire viva dall’incubo in cui è stata catapultata per la seconda volta.

“Lui era la mia fine.”

A differenza di quanto raccontato in Soffocami, la violenza fisica in questo secondo capitolo è meno presente. La storia passa su un altro piano: quello psicologico.
Tra Henri e Aleksandra si è instaurato un legame malato. Qualcosa di ben diverso dall’attrazione e dal desiderio. Si cercano ma si odiano, si attraggono ma si respingono, si appartengono ma cercano il modo di starsi lontani anche se è una cosa che non sembrano volere. La situazione che si è creata non è semplice da decifrare. Da parte di entrambi c’è un odio profondo verso l’altro ma allo stesso tempo c’è un qualcosa che li lega. Si sono insidiati a vicenda nelle menti dell’altro come un chiodo fisso e questa cosa li sta portando alla rovina.

“Legarla a me in questa vita e nella morte.
Con il corpo.
Con l’anima.
Con il sangue.”

Insieme ai nostri due protagonisti ritroviamo Armand e André.
Armand, come la scorsa volta, è quello più tranquillo, cerca di appianare le situazioni spiacevoli e di far tornare la tranquillità nelle vite di tutti. Sempre a modo e impostato, lascia però trasparire qualcosa di più su di lui grazie ai suoi pensieri.
André (e lasciatemi specificare IL MIO ANDRE’) si riconferma freddo e anafettivo. Per ora mi è sembrato il personaggio più coerente rispetto alla decisione di farsi vendetta di Henri. Non posso dirvi molto ma ha il suo momento da star nel corso della storia (e comunque quando c’è in scena lui non ce n’è per nessuno).

Purtroppo non mi è possibile raccontarvi molto di più sul libro senza rischiare di incappare in spoiler, se non che il finale è di nuovo aperto e che quando arrivi in fondo hai voglia di sbattere la testa contro il muro per la curiosità di sapere cosa succederà in seguito.

HO ADORATO QUESTO LIBRO!!!
Dall’inizio alla fine vieni rapito e catapultato in questa guerra mentale che si combatte tra Henri ed Aleksandra. Non c’è un attimo di pace. Non un minuto per riprendere fiato perché il susseguirsi delle vicende ti coinvolge fino a rapirti.

Chiara è stata veramente spettacolare nel descrivere ogni scena, ogni sensazione, ogni emozione, ogni minimo dettaglio. E’ riuscita a rendere reali e vividi dei sentimenti che solitamente un libro non trasmette. I pensieri che descrive rendono pienamente l’idea dell’ossessione, dell’odio, del desiderio malato che provano i protagonisti fino a farli diventare concreti. Leggendo si passa dal provare un senso di angoscia alla rabbia, dal sollievo al terrore. Ci si sente parte della storia perché si riesce a comprendere fino in fondo quello che i protagonisti provano in ogni singolo attimo.

Pur essendo il libro quasi completamente concentrato su Aleksandra ed Henri la lettura scorre veloce e piacevole. Ci sono colpi di scena e momenti che tengono con il fiato sospeso. E’ una storia che si legge tutta d’un fiato perché ti rapisce al punto che non ti vuoi staccare dal libro fino a quando non sai come andrà a finire. La comparsa spot degli altri protagonisti della serie arricchisce la trama e aggiunge un pizzico di pepe in più alla storia perché va ad alterare le dinamiche che si creano solitamente tra Henri ed Aleksandra quando sono da soli.

Mi è piaciuto veramente molto e posso confermare che libro dopo libro Chiara non fa altro che migliorarsi e stupirmi con nuove storie originali e molto ben scritte. Apprezzo moltissimo la sua continua ricerca di nuovi termini e di nuovi modi di impaginare una frase per rendere al meglio un concetto. In questo caso il lavoro che ha svolto sulle personalità, sui caratteri e sulle dinamiche che ci sono tra i protagonisti è stato fantastico.

A questo punto non mi resta che mettermi in modalità zen ed attendere l’uscita di Uccidimi.

* Elisa *

CONOSCI L'AUTRICE
Nata il 24 Gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dall'adult fantasy all'urban fantasy, dall'erotic suspense al dark contemporary. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.

mercoledì, dicembre 09, 2015

RECENSIONE di Non rinuncerei mai a te di Anna Loveangel

Buon giorno, bloggers e lettori! Come va? Io sono piuttosto dolorante in questi giorni, ci sono stati dei momenti questi settimana in cui sono stata davvero molto male ma ho continuato imperterrita a leggere perché è l'unica cosa che posso fare, ora come ora. Vi auguro una buona lettura, spero che questa recensione vi piaccia.

PREMESSA
Non ho mai letto niente di Anna Loveangel fino a tre giorni fa. Perché non ho letto prima i suoi romanzi, perché? Sono stata letteralmente conquistata da questo romanzo, che di sicuro finirà tra le migliori letture dell'anno. Sapete che amo variare i generi che leggo, ecco, due giorni fa avevo voglia di leggere un romanzo rosa e ho pensato ad Anna. Vi ripeto: avrei dovuto leggere prima qualcosa di suo, poiché amo molto come scrive!

TRAMA (da Goodreads)
Samira è una donna forte e piena di carattere, ma dietro questa forza nasconde una debolezza e una dolcezza quasi fuori dal comune. La scrittura è la sua unica fonte di distrazione, l’aiuta, la fa estraniare da questo mondo che le sembra silenzioso e vuoto. Ha una piccola libreria e un sogno che sta per realizzare. La pubblicazione del suo romanzo è imminente ormai, è quasi tutto pronto, manca però l’evento che vedrà nascere “Non rinuncerei mai a te”. Il suo editor ha commissionato ad Alesh Wilson, l’organizzazione di un evento speciale. Sarà proprio quest’ultimo a scombussolare la vita di Samira.
Alesh non è un tipo facile,è un provocatore, uno che non si ferma dinnanzi a niente. Non si è mai preoccupato di corteggiare una donna: pochi sguardi, il suo sorriso perfetto e le notti folli avevano inizio. Con Samira però… è diverso. È ossessione.
Insieme daranno inizio a una provocazione che andrà avanti senza sosta e non gli darà mai tregua, non finché i loro corpi diverranno uno solo…
«Sono solo un esploratore del sesso. Mi piace variare, approfondire la conoscenza in questo modo, Samira. Puoi accusarmi di essere un malato di sesso, ma non sono un approfittatore. Le donne sanno bene a cosa vanno incontro quando mi scelgono»
E lei che scelta farà?

RECENSIONE
OH MY GOD. OH MY ALESH! Non so da dove cominciare a scrivere questa recensione, ma ci proverò, perché è da ieri notte, sì, ho finito il libro all'una di notte, che penso a cosa scrivervi. Samira è una donna forte che cerca di proseguire con la sua vita dopo una rottura dolorosa con il suo ex, Scott, che l'ha tradita. E' una donna ferita nell'animo che ha trovato conforto nella scrittura e che pubblicherà presto il suo libro "Non rinuncerei mai a te", il suo editore, Mike, le sta organizzando una presentazione con il miglior organizzatore di Antigua, ovvero Alesh Wilson. Alesh Wilson, uomo freddo e calcolatore che si diletta con il sesso con donne diverse, nasconde però un passato doloroso di cui non vi svelerò niente, vi dico solo che vi commuoverà moltissimo. Inizia così un fitto scambio di email, contatti via Skype e telefonate tra Samira e Alesh. Alesh è deciso a conquistarla per portarsela a letto come tutte le altre donne, ma lei non è come tutte le altre donne e questo da principio lo metterà molto in confusione. Samira, dal conto suo, non vuole cedere perché se lo facesse, vorrebbe dire che tutto ciò in cui crede non vale più nulla. Un libro intenso, profondo, romantico. 

Perché hai dato quattro stelle, allora? Vi starete chiedendo. Purtroppo Goodreads non mi permette di dare mezzi voti, perché in realtà il romanzo è da quattro stelle e mezzo, il mezzo voto l'ho tolto solamente perché c'è stato un nome scritto prima in un modo e poi in un altro, mi spiego meglio: la cugina di Alesh, prima viene chiamata Khrista e poi Kristha. Lo so, sono un po' troppo nitpicky ("perfettina" o "rompiballe perfettina"), ma penso che questo sia davvero un romanzo valido.

Tornando a noi, comunque, vorrei dirvi che Alesh è una bomba di uomo, da quanto sexy, prestante e aitante è. E' l'uomo dei sogni di qualsiasi donna, o perlomeno, corrisponde al mio. Oddio, non so più per quale bookboyfriend impazzire, se per Matt Staton, Stefano Diamanti o Alesh Wilson. Insomma, sono tutti così fighi che è difficile scegliere! Anche Samira è una bella donna, ma mi capirete, le mie attenzioni sono tutte per gli uomini. Ad ogni modo, la storia d'amore di Samira e Alesh è così intensa che continuerete a leggere fino a tarda notte, chiedendovi come finirà tra loro. Non vi dico nulla neanche stavolta *fa la linguaccia*. Prima di scrivere l'ultimo paragrafo vi devo dire un altro paio di cose: non so se sia il periodo ma ho voglia di leggere romanzi erotici o rosa/erotici e quando leggo le scene di sesso, le quali sono sempre ben scritte e ben rese finora, i miei ormoni impazziscono! Sul serio ragazze, leggendo questo libro vi sembrerà che Alesh faccia a voi le cose "sconce" che fa a Samira. 

E po' il fatto che Samira sia una scrittrice ad un passo dal pubblicare il suo primo libro, mi ha permesso ancora di più d'identificarmi in lei, perché in più di una volta mi sono sentita simile a lei. Vi riporto questa citazione, che riassume perfettamente come mi sento quando sono in giro e osservo gli altri, pensando ai miei romanzi:
Le piace ascoltare il suono delle risate, fissare di nascosto gli sguardi che si scambiano le coppie. I baci dolci, passionali. E' pur sempre una scrittrice e vive di questo. Gli occhi sono la parte più importante del suo corpo, con lo sguardo si ciba di immagini e crea i suoi personaggi dal nulla. Una maglia, un paio di scarpe, ma anche un bracciale, una vetrina colorata. Ogni cosa può stimolare la sua fantasia.
Io mi sento esattamente così. E' la prima volta che qualcuno esprime alla perfezione come mi sento quando sono in giro e in cerca d'ispirazione.

Ma è successo un'altra volta di identificarmi moltissimo in Samira, ed è stato quando lei ha detto questo:
Non è importante il successo in sé né le copie vendute: lei vuole arrivare al cuore dei lettori lasciando, in essi, un segno indelebile.
E' quello che penso io! Chi mi conosce può dirlo che questa è più o meno la stessa cosa che dico sempre io. Non contano le copie vendute o la posizione di Amazon, ciò che conta è toccare il cuore dei lettori con i propri libri.

Infine, Samira ha detto un'altra cosa mi ha colpita moltissimo, sempre riguardo al mondo della scrittura:
Questa si potrebbe definire la parte più scomoda della scrittura, vivere le emozioni dei personaggi non è semplice da gestire, ma Samira preferisce piangere e soffrire con loro, non vorrei mai rimanere impassibile dinnanzi a una scena importante. 

La scrittura di Anna è piacevole, scorrevole, ricca di descrizioni di ambienti, fisiche ed emotive. Più volte mi sono sentita così coinvolta nel romanzo da dovermi ricordare che era Samira quella fortunata ad avere Alesh, e non io. Oh povera me! Di questo passo non troverò mai un ragazzo se i miei standard sono questi!

Vi saluto con una citazione tratta da questo bel libro:
"La mia mente è ormai persa, in un labirinto complicatissimo e forse senza via d'uscita. Un giorno troverò una scorciatoia, una via più sicura e la affronterò a testa alta. Ora ho solo bisogno di riflettere e decidere qual è la scelta migliore per me. Vivere nel paradiso con la paura o vivere nell'inferno bruciando nelle fiamme per non aver affrontato l'enigma?"
(Samira)

Giada

lunedì, dicembre 07, 2015

RECENSIONE di Distruggimi di Chiara Cilli

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! La seconda recensione che faccio dopo tanto tempo riguarda un libro che ho atteso con ansia di leggere, di cui ho assistito la stesura grazie al gruppo di Chiara Cilli e che ho divorato in TRE GIORNI. Tre giorni. Questo mi capita solo quando un libro è scritto molto bene. E questo libro riconferma il talento di Chiara Cilli. Ma è meglio che non mi dilunghi troppo, cominciamo la recensione.



PREMESSA
Che emozione, che gioia poter leggere questo libro in anteprima! Ero indecisa se leggerlo o meno perché temevo che mi salisse l'ansia per la preparazione dell'esame che devo dare in febbraio e che quindi non riuscissi a godermelo come si deve, invece no! La mia ansia c'è, ma è in un angolino della mia mente.

TRAMA (da Goodreads)
Credevo di essere sopravvissuta all'orrore. Mi sbagliavo.
Credeva di potermi sfuggire. Ma non ha scampo da me.

Non riesco a liberarmi di lui.
Non le permetterò di cacciarmi dalla sua mente.

È nella mia testa, nel mio sangue, nelle mie ossa.
È un mostro che vuole impossessarsi della mia anima e farla a brandelli.

Henri Lamaze è l'incubo di morte da cui non sarò mai in grado di svegliarmi.
Aleksandra Nikolayev è l'ultimo demone che devo sconfiggere.

Questa volta non riuscirò a contrastare il suo veleno.
Questa volta sarò io a non sopravvivere a lei.

È finita.
E non posso accettarlo.


**Attenzione**
Romanzo Dark Contemporaneo
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone sensibili al dolore e alla schiavitù.

RECENSIONE

Bello. Bello. Bello. Davvero, non c'è altro modo di iniziare questa recensione. Questo libro è sconvolgente, emozionante, coinvolgente, ricco di azione e di avventure e di una cosa che c'era, ma non era principale nel primo libro: la violenza psicologica che si fanno Aleksandra ed Henri. La storia riparte con Aleksandra che, tornata a casa, riprende con difficoltà in mano la propria vita e affronta il verme schifoso di suo padre. Sì, il padre di Aleksandra sembra provare ancora qualcosa per Henri e questo la disgusta così tanto che vuole che sia lui stesso a dire a sua madre la verità, cosa faceva quando andava a casa dei Lamaze. Questa gif è tutta per il padre di Aleksandra:

Henri non riesce a continuare la sua vita senza Aleksandra, ormai il loro legame malato è andato oltre i soprusi fisici e adesso tutta l'azione si sposta sul luogo mentale, nella mente di Aleksandra e nella mente di Henri. Ma Chiara ci da' subito qualche indizio sulla personalità di Armand e André, infatti in più di un'occasione i ricordi del loro passato, degli abusi e dei soprusi, sembrano emergere dalla parte più recondita della loro memoria e li turbano. Ad ogni modo, questa gif è per Henri, e credo che dirlo a nome di tutte le fan e appassionate lettrici di Blood Bonds:

Armand invece si è reso conto del legame malsano tra Henri e Aleksandra e pensa che dividerli sia la cosa migliore beh, ricordo a tutte le lettrici, che Henri risparmia la vita per ben tre volte nel corso del romanzo di Aleksandra, non vi dico in che contesto e in che modo, ma lo fa. La risparmia quando avrebbe dovuto mettere fine alla sua vita. 


E André? André odia ancora a morte Aleksandra per aver giocato con la mente di Henri, per aver quasi distrutto la loro famiglia e per aver quasi sperato di poterlo cambiare.

Vi dico solo che il modo in cui termina il romanzo mi fa reagire in diversi modi diversi, mi astengo dal dirvi di più:

Giada

domenica, dicembre 06, 2015

RECENSIONE di Sudden Storm di Chiara Cilli

Buona sera, bloggers e lettori! Sapete che faccio parte del gruppo Facebook di Chiara, "Chiara's Bad Girls", ecco, ogni giorno, quando entravo, evitavo gli spoiler di questa trilogia e le ragazze del gruppo mi hanno fatto venire così tanta voglia di leggerla, che ho deciso di farlo.

PREMESSA
Convalescenza e una valanga di libri da recensire, ergo da leggere? La cosa più bella che mi sia capitata. Sì, non ho ancora letto la trilogia delle 50 sfumature di E.L. James ma conto di farlo dopo il ponte dell'Immacolata, per saldare questa mia mancanza e anche per capire che cos'abbia di tanto bello. Insomma, tutto questa premessa per dirvi che sono felicissima di aver potuto recensire il primo libro della MSA Trilogy e spero di poter recensire altri libri di Chiara in futuro, perché sta entrando a far parte delle mie scrittrici preferite.

TRAMA (da Goodreads)
Niente sentimenti.

Forte, bella e trasgressiva, Cristina Cabrisi ama essere al centro dell’attenzione e avere il controllo, soprattutto con gli uomini. Così, quando il destino la mette sulla stessa strada di un uomo talmente bello e intrigante da mozzare il fiato, Cris sfodera tutte le sue armi di seduzione per conquistarlo. Ma Matt Staton, giovane proprietario della MSA, ha altri progetti per lei: la vuole nel team della sua particolare agenzia ed è disposto a tutto pur di averla.
In una partita in cui i sentimenti non sono ammessi, Matt sa che Cris è perfetta per questo lavoro e la sfiderà per ottenere ciò che vuole. Ma lei è abituata a vincere ed è disposta a spingersi oltre il limite pur di far capitolare Occhi di Ghiaccio.
Entrambi sanno che questo è un gioco molto pericoloso, ma quello della passione sfrenata è un richiamo a cui non possono resistere… anche se significa lasciarsi consumare da un’emozione tanto intensa che minaccia di distruggerli in qualsiasi momento.

RECENSIONE
Spero di riuscire a scrivere questa recensione senza troppi intoppi, a causa del dolore post-operazione. Comincio questa recensione col dirvi che sì: ADORO I ROMANZI EROTICIIII!! Tempo fa non l'avrei mai detto o me ne sarei vergognata, ma ora che ho maggiore sicurezza in me stessa, ho capito che non ho nulla di cui vergognarmi. Adoro i romanzi erotici. Adoro i romanzi di Chiara Cilli. Adoro Chiara Cilli. :)

Il romanzo parla della bellissima, aggressiva, trasgressiva Cristina Cabrisi, che lotta con se stessa per dimenticare Federico, il ragazzo con cui ha una relazione sessuale e che è suo amico, quindi a conti fatti la loro relazione è di amici con benefici, che grazie alla sua amica Giovanna conosce Matt Staton, o come lo chiama lei, Occhi di Ghiaccio. Ma partiamo da Cristina: Cristiana è una donna forte che non vuole dipendere da nessuno, è forte, cocciuta, testarda e molto molto sexy. E' una ragazza libera dal punto di vista sessuale, ovvero non si fa problemi ad andare a letto con chi vuole quando lo vuole, e in questo mi ha ricordato un po' Fiona Gallagher di Shameless. E' una vera badass, che inconsciamente (o consciamente?) gioca con i sentimenti dei ragazzi, cercando di capire i suoi.

Cristina conosce Matt Staton, che le chiede di entrare a far parte della Matt Staton's Agency (MSA), che altro non è che un'agenzia per escort di alto borgo. Cristina è affascinata da quest'uomo ammaliante, magnetico, che chiama Occhi di Ghiaccio per via del colore e dell'intensità dei suoi occhi, Tuttavia Cristina non accetterà subito la sua offerta e farà la preziosa, combattendo contro il suo desiderio di entrarvi e il desiderio di non entrarvi affatto, per via dell'etichetta che subirebbe. Matt Staton ha un conto in sospeso con Stefano Diamanti, e infatti prega Cristina di stargli alla larga, perché non sopporta che lui le ronzi intorno o viceversa perché è solo sua, tuttavia non si fa scrupoli a sfidarla a scoparsi due ragazzi come prova per entrare nella MSA e di cui Matt non sembra apparentemente geloso. Sarà perché è una questione d'affari? Non lo so, so solo che quando è avvenuta quella scena io ero così:

Matt Staton  è semplicemente bellissimo. Ma anche Stefano Diamanti non è da meno. 


Matt Staton #TeamMatt


Stefano Diamanti #TeamStefano

Posso dire che se fino a poche ore fa ero #TeamMatt, ora sono inesorabilmente e follemente #TeamStefano, per come si è comportato negli ultimi capitoli Matt con Cristina. Cristina è diventata il Rubino di sangue della MSA. Ecco, ho già detto troppo. Vi lascio con l'ultima gif:

Prima volevo sia Matt che Stefano, Matt per il modo selvaggio e potente con cui possedeva Cristina e Stefano per essere così figo, dolce e comprensivo. Insomma, li volevo entrambi. Poi ho cambiato idea.

Chiara Cilli si riconferma la talentuosa scrittrice che è, e do quattro stelle a questo bel libro, perché ho trovato qualche refuso durante la lettura. Il libro è scritto in prima persona dal punto di vista di Cristina, ed è ambientato a Pescara. Vorrei dire qualcosa sui libri di Chiara: i suoi libri e i suoi personaggi ti entrano dentro, nel sangue, nel corpo, nella mente come i suoi personaggi maschili, e lentamente diventi dipendente dai suoi libri come un drogato e ne vuoi ancora, perché i suoi libri ti piacciono così tanto che sai che non riusciresti a stare neanche un mese senza leggerli. Chiara combina, come sempre e come io amo, azione, sessualità, tensione sessuale tra i personaggi, discussioni, sesso e lotte con una maestria incredibile. Perché allora le hai dato solo 4 stelle? Ve l'ho già spiegato all'inizio del paragrafo.

Il titolo "Sudden Storm", rappresenta perfettamente la tempesta esplosiva che si è venuta a creare con questo triangolo amoroso, ricco di tensione sessuale, tra Cristina, Stefano e Matt. Una tempesta nata all'improvviso che sconvolgerà la vita di tutti.

Vi saluto con alcune citazioni tratte da questo libro di cui non vedo l'ora di leggere il seguito:
"Sono una cacciatrice e amo inseguire la mia preda nel buio".

"D'altronde, chi mi conosce sa che il pericolo è per me l'afrodisiaco più potente. E a me piace avere il controllo del gioco."

Giada

giovedì, dicembre 03, 2015

RECENSIONE di Elektron di Cinzia Baldini

Buon giorno, bloggers e lettori! Lunedì ho avuto la fatica operazione e sono tornata a casa dall'ospedale alle otto di sera, nei tre giorni precedenti ho letto trecento pagine delle quattrocento che compongono questo libro molto molto bello edito da Linee Infinite Edizioni, che ringrazio infinitamente per avermelo mandato.


PREMESSA
Ho letto un solo libro di fantascienza finora, e questo è il secondo. Come l'autrice mi ha giustamente fatto notare, il genere del suo libro non è proprio fantascienza, bensì fantarcheologia. Questo libro è stata una sensazionale scoperta! Di sicuro leggerò altri libri scritti da quest'autrice, perché mi piace tantissimo il suo stile!

TRAMA
Nel terzo decennio degli anni duemi­la una sonda spaziale, lanciata dalla Terra per scopi scientifici, inizia improvvisamente a trasmettere dati contraddittori che segnalano la pre­senza di un elemento di disturbo nei pressi dei cieli meridionali del siste­ma solare. Verificato che le incoerenze non sono dovute al malfunzionamento delle so­fisticate e modernissime attrezzature tecnologiche presenti all’interno del veicolo, gli astrofisici che ne monito­rizzano il percorso non riescono a tro­varne le cause. Con i piedi ben piantati in terra, invece, un gruppo di archeologi si sta godendo il meritato credito scientifico derivatogli dalla clamorosa quanto casuale scoperta dei mitici “Libri della Conoscenza” del dio Thot, l’arcaica divinità nilotica. Ma, per tutti, scienziati e archeologi, la serenità ha le ore contate. Il destino, infatti, sotto forma di un grosso se­questro di antichi reperti operato dal Dipartimento di Polizia egiziana, li costringe ad una forzata collabora­zione. Le indagini si concentreranno nel de­serto occidentale, presso il territorio dell’oasi di Kharga, dove la stretta collaborazione tra la polizia e l’improbabile e variegato gruppo di studiosi permetterà di arrivare ad una svolta imprevista e drammatica. Il tragico epilogo dell’evento crimino­so si tramuterà, per gli archeologi in un insperato colpo di fortuna. Trove­ranno, infatti, un’antica sepoltura inviolata e curiosamente sovrastata da un modello in scala di un missile della serie americana Apollo. La spiegazione logica all’ingarbu­gliata vicenda, come l’identità della mummia cristallizzata e sepolta all’interno della tomba, arriverà solo quando un popolo, sconosciuto e antichissimo, concederà ad archeologi e scienziati di consultare la sua “Sa­pienza Collettiva”.

RECENSIONE
Premetto che avevo provato a leggerlo la prima volta, ma a causa dell'ansia riguardante l'università, dopo cinquanta pagine l'avevo mollato. In seguito, man a mano che l'operazione si avvicinava non riuscivo più a portarmi avanti e ho deciso di leggere questo libro. "Elektron" è un libro complesso, ben strutturato, che narra dell'arrivo sulla terra, in epoca preistorica, di un gruppo di alieni provenienti dal pianeta Proteros, un pianeta che entra ed esce di continuo dal sistema solare, per civilizzare l'umanità e darle quindi una cultura, una struttura sociale e insegnare loro a comunicare e a difendersi dagli animali feroci che popolavano quella porzione di pianeta. Come vi dicevo, il libro è ben strutturato, e alterna il POV di Nur e dei suoi amici e collaboratori a quello dei componenti della missione spaziale "Ank-Taui". Tutto comincia a cambiare per Nur quando comincia ad avere delle visioni e a vedere/non vedere (poiché la donna misteriosa si mostra inizialmente in sua presenza avvolta da una fitta nebbia che le copre il volto) di una donna misteriosa. Le avventure che vivrà Nur in prima persona sono emozionanti, interessante è stato scoprire tantissime cose riguardanti l'archeologia e l'astrofisica che non sapevo e che mi hanno incuriosito molto. Mi ha fatto venire voglia di andare a visitare il misterioso e affascinante Egitto! :)

La scrittura di Cinzia è fluida, ricca di descrizioni e dialoghi piacevoli, è stato bellissimo poter leggere un libro così accurato a livello di stile, descrizioni e cura dei dettagli. Storia e scienza che si mescolano creando un libro bellissimo da leggere, leggende dell'antico Egitto che si mescolano al tran tran dei giorni nostri e creano una piacevole e interessante confusione nei protagonisti. Io però do a questo libro quattro stelle. E questa è la mia motivazione, che non ha nulla a che vedere con il contenuto perché il libro mi è piaciuto da matti: nei capitoli 48-49-50-51 il nome di un membro dell'equipaggio, ovvero Sutekh cambia nome in questi capitoli e diventa Soutekh per poi diventare Setekh alla fine del libro. E' successa la stessa cosa con un altro membro dell'equipaggio di Proteros, ovvero Djehuti che diventa tre-quattro volte, verso i capitoli 60-65 Djehuty. Questi cambi di nome mi hanno causato molta confusione, soltanto alla fine ho capito che il nome dell'assassino del dio Osiride era Seth e che quindi non poteva essere Soutekh o Sutekh il nome proteriano, ma Setekh, cioè il nome che viene ripetuto alla fine. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo bel libro che vi consiglio:
"Le circostanza non le sono favorevoli, ma lei non ci sta a soccombere senza aver provato di tutto per volgerle a suo favore."
(Nur)

Giada

mercoledì, dicembre 02, 2015

Recensione Film - Harry ti presento Sally

Ieri sera, dopo una pesante giornata universitaria, non ho ovviamente voglia di fare niente se non di restare a casa a guardare un bel film. Mi preparo una camomilla calda, mi prendo un dolcino e mi metto comoda sul divano per guardare un classico che però finora non mi era mai capitato di vedere:
“Harry ti presento Sally”. Il risultato? Piacevole scoperta J
Il titolo originale di questo film del 1989 è “When Harry met Sally…”. Diretto da Rob Reiner, è stato il trampolino di lancio di una giovanissima Meg Ryan. Insieme a lei, Billy Cristal. Il film parla di questi due ragazzi, Harry e Sally, che si incontrano subito dopo la laurea quando Harry era al tempo il fidanzato di una cara amica di Sally. L’occasione che li farà conoscere sarà un viaggio da Chicago a New York dove i due ragazzi vogliono andare a trovare fortuna. In questi viaggio sembrano essere due persone completamente  incompatibili: lei perfettina e lui molto alla mano, lei diffidente e lui più spavaldo. L’argomento che sicuramente più li farà scontrare sarà l’amicizia tra uomo e donna: secondo Sally esiste ed è possibile, secondo Harry no perché un uomo che prova un minimo di attrazione nei confronti di una donna non può esserle amico (ogni riferimento era puramente casuale…)
Si lasciano quindi così, con la certezza di non rivedersi mai più. Ma così non sarà. Infatti anni dopo, si rincontreranno casualmente in aeroporto, raccontandosi brevemente come si erano evolute le loro vite: Sally era felicemente fidanzata, Harry stava addirittura per sposarsi.
I due si lasciano di nuovo, con l’augurio di una felice vita. Si rincontreranno  diversi anni dopo in una libreria: lei non è più fidanzata, lui ha appena divorziato. Cominciano così a confortarsi l’un l’altra, facendo nascere una meravigliosa amicizia.
Chi avrà ragione alla fine, Harry o Sally?
Per scoprirlo, guardate il film e ditemi un po’ che ne pensate J
Come dicevo inizialmente l’ho trovato molto piacevole, simpatico e tenero in alcuni punti. In più poi, io sono una FAN SFEGATATA dell’amicizia uomo-donna: non solo esiste, ma è eccezionale! Gli amici uomini io penso siano uno di quei beni preziosi che nella vita è necessario avere e soprattutto custodire, perché spesso sanno essere più  leali e sinceri di noi donne (ammettiamolo!). E il film a mio parere tratta l’argomento bene, in tutte le sue sfumature, in tutti i suoi pro e contro, in tutti i suoi pregiudizi e  preconcetti. Poi vabbè il finale..... no basta, sennò non lo guarderete mai se ve lo racconto!
CURIOSITA’: il film è stato scritto da Nora Ephron; Harry e Sally rappresentano rispettivamente  Rob Reiner e Nora Ephron: il primo fu lasciato e cadde in uno stato di pessimismo e sconforto verso il mondo (Harry è così nel film), mentre la seconda affrontò la fine della sua storia con più autocontrollo e serenità (come Sally); la scena dell’orgasmo è stata suggerita dalla Ryan, la battuta che dirà poi la signora (che altri non è che la madre di Reiner!) è stata invece suggerita da Cristal; le varie coppie anziane che parlano, sono anche quelle basate su storie vere.


lunedì, novembre 23, 2015

Recensione - Lungo le strade della nostra vita


E’ la mia prima recensione di un libro, speriamo bene e confido in voi!
Ho appena terminato di leggere un romanzo, “Lungo le strade della nostra vita” di Eloy Moreno. E’ di quei romanzi incalzanti e ricchi di suspense come piacciono a me. La trama principale è quella su Alisia, un’insegnante che viene mandata per un breve periodo a Toledo. La sua storia è quella di una qualsiasi donna dei nostri giorni: un lavoro precario, una bambina piccola avuta dopo tante difficoltà, un marito con cui non c’è più la stessa passione e spensieratezza di un tempo… una storia comune.
Ma per Alisia tutto cambierà quando arriverà a Toledo: si perderà tra i vicoletti tortuosi della città, tra la sua magia e le sue leggende. Ritroverà il rapporto con una cara zia di cui ne scoprirà i segreti, e a cui si sentirà più vicina che mai. Ma soprattutto troverà Marcos: un’affascinante poliziotto, giustiziere dei poveri e dei deboli, che le farà scoprire le bellezze e ricchezze di Toledo ma soprattutto della vita. Comincerà con lui una appassionante storia, che la farà perdere ancor di più nei sentieri della sua vita.
Le storie che si intrecciano nel romanzo sono tante: quelle di uomini e donne che lottano per mantenere un lavoro, di altri che assaporano le loro vite giorno per giorno. Di ragazzine che crescono, alcune da vittime altre da carnefici. Di donne che vivono la stessa situazione di Alisia, solo con meno pensieri.
Eloy Moreno è una nascente penna della letteratura contemporanea spagnola. Il suo primo libro, “El boligrafo de gel verde” del 2011, è stato pubblicato da lui stesso. Dopo l’iniziale successo anche grazie i vari social, il libro fu acquistato da una casa editrice che si occupò di ripubblicarlo, con delle modifiche nel testo e nella copertina. In Italia uscirà nel 2012 con il titolo “Ricomincio da te”. Nel 2014 ecco l’uscita del secondo libro, “Lo que encontré bajo el sofà”, tradotto in italiano con “Lungo le strade della nostra vita” (ai nostri editori piace molto usare la fantasia nei titoli!).
E’ vero ciò che recensisce La Vanguardia: << Un romanzo in cui chiunque ritroverà un pezzo della propria storia.>>  Le storie che racconta Moreno potrebbero essere quelle mie, vostre, di chiunque. I pensieri, le paure a cui dà forma sono quelli di tutti. Forse è proprio per la semplicità che il romanzo lo si legge tutto d’un fiato. Del resto come si dice, le cose semplici sono le più belle J

Io ve lo consiglio fortemente, è stata davvero una bella e piacevole lettura. Poi è bello pensare di aiutare un nascente e soprattutto talentuoso scrittore, che si sta facendo la sua strada da solo. Una cosa è certa: dopo questa lettura spero di poter andare presto a visitare Toledo, perché sembra il posto più bello del mondo da come lo racconta lui!
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