mercoledì, giugno 13, 2018

RECENSIONE di Tutto il tempo del mondo di Sara Purpura

Buona sera, bloggers e lettori! Questa sera ho finito uno dei migliori romanzi del 2018, "Tutto il tempo del mondo" di Sara Purpura. Un romanzo che ha avuto un grandissimo successo in self, e che è stato in seguito ripubblicato dalla Mondadori. Ho adorato ogni pagina di questo libro, e già fin d'ora ve lo posso consigliare col cuore in mano. Lo amerete!

PREMESSA
Come avrete letto su Facebook, sono stata contattata dalla PR di Mondadori per recensire questo romanzo e ringrazio l'Ufficio Stampa della casa editrice per avermi permesso di leggere questo capolavoro. Sì, so bene che non lo dico mai, ma questo è un caso eccezionale e il libro merita questa definizione. Non è la classica storia d'amore new adult. I protagonisti non sono i soliti protagonisti complessi e complicati tipici di questo genere letterario. Questa storia va oltre, e racchiude degli insegnamenti molto utili per le nuove generazioni. Questo è un libro che farei leggere nelle scuole, per quanto mi riguarda, perché tratta dei temi molto vicini agli adolescenti e può essere usato come mezzo per spingerli ad aprirsi e a parlare delle problematiche di quell'età difficile.

SINOSSI (DA GOODREADS)
Anais Kerper è la ragazza che tutte vorrebbero essere. Bella, intelligente, di famiglia benestante. Ha al suo fianco il ragazzo ideale e davanti a sé un futuro radioso. Eppure, dietro questa patina di perfezione, lei sta andando in pezzi, incapace di ribellarsi a una vita che non le corrisponde affatto. Una vita di cui ha il pieno controllo solo quando, chiusa fra le quattro mura del suo bagno, cerca il dolore per sfuggire alla realtà.

Desmond Ward è un ragazzo difficile. Orfano da quando aveva sette anni, ha alle spalle un passato di continui abbandoni e un'anima rattoppata. Nera. Sporca. Marcia. Ma il destino sembra finalmente tornare a sorridergli il giorno in cui una facoltosa famiglia decide di prenderlo in affido, regalandogli così la possibilità di una vita diversa, e forse perfino il sogno di diventare un giocatore professionista di football.

Una volta giunto nella loro villa, però, conosce Anais, la sua futura sorellastra, stupenda e fragile. E, subito, quello che è stato il loro mondo fino a quel momento si sgretola. L'uno coglie negli occhi dell'altra il suo stesso tormento e l'attrazione si fa largo dirompente. Incontrollabile. E proibita. Ciononostante Des e Ana non possono smettere di cercarsi, desiderarsi, e amarsi, perché solo l'uno tra le braccia dell'altra, per la prima volta, capiscono cosa significhi vibrare e sentirsi vivi.

Ma il mondo "fuori" non si lascia mettere in un angolo, al contrario si fa avanti minaccioso e li costringe a chiedersi fino a dove sono disposti a spingersi per difendere il loro amore. Quella di Anais e Des è una scelta difficile. Un sì o un no che richiederebbero un istante per essere pronunciati. Ma "la vita è fatta di istanti. E di respiri impigliati in gola, e del cuore in fondo allo stomaco che li precede. E poi c'è il 'mentre': quell'attimo in cui decidi se essere felice o soffrire".

Tutto il tempo del mondo è il racconto appassionato e coinvolgente di un amore totale e impulsivo, spesso insensato e incosciente, che punta dritto al cuore del lettore per non abbandonarlo più.

RECENSIONE
Sono passate solo poche ore da quando ho finito questo romanzo, ma sono ancora scioccata, travolta dal tumulto di emozioni che mi ha suscitato. Forse non ho pianto durante la sua lettura, ma mi ha lasciato il magone addosso anche dopo aver chiuso il Kindle e continuo a pensare al finale, chiedendomi cos'accadrà ai suoi protagonisti. Quando uno scrittore riesce a ridurmi così, ha fatto centro - non sulla Giada blogger, ma sulla Giada lettrice. Sono queste emozioni e queste, le sensazioni che cerco in un libro. 

Mettetevi comodi, perché questa sarà una delle più lunghe recensioni che scriverò, proprio come vi avevo anticipato oggi pomeriggio su Facebook. Partiamo quindi dal principio: Anais Kerper è la ragazza perfetta: ha un ragazzo che ama e che è il quarter back della squadra di football, delle amiche che le vogliono bene, una famiglia che la adora ed è la capo cheerleader. Questa è solo una facciata, perché Anais soffre ogni singolo giorno, in silenzio, accettando in modo passivo ciò che i suoi genitori hanno deciso per lei e per il suo futuro. Incapace di reagire, si chiude in bagno a provocarsi il vomito, rifiutando di trattenere il cibo nel suo stomaco e tagliandosi i polsi. La farsa in cui si ritrova costretta a vivere giorno dopo giorno, non è altro che la gabbia dorata del suo mondo: perfetto all'apparenza, ma pieno di zone d'ombra così terribili che non osa parlarne a nessuno.

Ci sono giorni in cui vorrei urlare, ma so che nessuno mi starebbe a sentire.
(Anais Kerper)

Anais è un personaggio difficile da capire, spesso è contraddittoria nelle sue azioni e nei suoi intenti, ma non la si può biasimare per questo. Chi di noi, a diciassette anni, aveva le idee chiare su ciò che voleva davvero? Tuttavia, lei sa cosa desidera, ma non ha il coraggio di lottare per ciò che desidera perché condizionata in modo profondo dai progetti del padre su di lei. Lei non desidera diventare cardiochirurgo come Matthew, ma sarà costretta a farlo solo perché lui ha già deciso così - e ogni tentativo di ribellione viene sedato al più presto, minimizzato e reso poco importante. Adesso vi parlerò dei temi che ruotano attorno al suo personaggio, due temi che sono stati trattati con delicatezza e grazia, ma con una tale intensità da lasciarmi senza fiato: la bulimia e l'autolesionismo. Entrare nella mente di Anais, sapendo che odia il suo corpo e che lo ferisce in questo modo mi ha fatto davvero male, credetemi che c'è una scena, al 51% del romanzo che mi ha stretto lo stomaco e mi ha fatto venire voglia di rimettere pure a me, tanto era scioccante e sconvolgente. Non vi dirò di che scena si tratti, ma sappiate solo che dovete prepararvi per quella. La bulimia di Anais è diretta conseguenza delle critiche sul suo corpo da parte di sua madre, delle critiche che l'hanno ferita così nel profondo che lei si vede ancora come la ragazza sovrappeso che era, anche se ormai è così magra che preoccupa tutti, perfino mamita Linda. 

Odio ciò che vedo.Odio mia madre e la sua ossessione per la linea. Odio mio padre che vede chi non sono.Odio i giorni in cui vorrei urlare, anche se nessuno mi starebbe a sentire.Odio non poter essere la diciassettenne che vorrei.(Anais Kerper)

Se devo essere sincera, il tema che mi ha sconvolto più di tutti è stato l'autolesionismo. E' difficile capire cosa passi per la mente delle persone che si autoinfliggono dolore, è difficile per loro uscire da quell'abitudine malsana di ricorrere alla lametta per stare bene. Faccio molta fatica a trovare le parole a riguardo, poiché non penso di essere in grado di descrivere bene come ciò mi abbia fatto sentire... Le scene in cui Anais si taglia mi hanno scioccato. La veridicità con cui sono state rese, il loro realismo, è stato qualcosa di terribile. 

Controllo i segni sul braccio. Stanno sbiadendo, quindi non c'è bisogno di coprirli con del fondotinta. Li tocco con devozione, come se potessi incitarli a restare ancora un po' sulla mia pelle. Sono le mie cicatrici, quelle dei momenti in cui mi sono piegata e rialzata. Non ne vado fiera, ma ogni volta che le guardo capisco di essere una sopravvissuta che ha trovato un modo per farcela. Sono viva, anche se a nessuno importa.Sono viva, e lo devo a me.(Anais Kerper)



La vita perfetta di Anais viene sconvolta dall'arrivo di Desmond Ward, un ragazzo rimasto orfano a sette anni e che è passato da una famiglia affidataria all'altra, sperimentando situazioni che un bambino non dovrebbe mai sperimentare. E' un ragazzo duro, difficile, che si atteggia a gradasso, ma è la vita che l'ha reso così. Il suo atteggiamento è una corazza per proteggersi dal mondo esterno, dalle sue brutture, o almeno per tentare di salvarsi da esse, in quanto ha già visto il lato oscuro dell'umanità. Di coloro che dicevano di volergli bene, e invece lo rimandavano indietro ogni volta. Di coloro che lo insultavano, lo picchiavano e lo seducevano. Des non è un personaggio facile, lo ammetto, ma leggere di lui mi ha fatto capire come è inutile nascondersi sotto una corazza: prima o poi la nostra vera personalità emergerà, e starà agli altri decidere se amarci o meno per questo. Starà agli altri decidere se odiarci o amarci per come siamo davvero.

Mi hanno rovinato, ed è per questo che nessuno mi ha voluto. Ora voglio solo andarmene.(Desmond Ward)

Un bastardo è pur sempre un bastardo, nonostante le buone intenzioni nei suoi riguardi.
(Desmond Ward)

Sarà l'incontro con Anais a cambiare le carte in tavola per entrambi. Per la prima volta, nella vita di entrambi, finalmente conoscono qualcuno in grado di comprendere le loro ferite e il loro passato difficile (sì, a quanto pare questa è una parola che userò spesso stasera). Si avvicineranno, litigheranno, si allontaneranno e poi si avvicineranno di nuovo, combattendo contro il nemico peggiore: loro stessi. Sì, perché entrambi sono fragili e rotti allo stesso modo. Perché entrambi hanno sofferto moltissimo, in modi diversi, e cercano un modo per rattoppare i pezzi del loro cuore distrutto. Perché entrambi cercano di rimanere a galla in un mondo che pare tentare di soffocarli giorno dopo giorno, cercando un modo di sopravvivere. Se per Anais la via di fuga era il vomito autoindotto e l'autolesionimo, per Des sono le gare clandestine automobilistiche e la droga. Ho apprezzato davvero molto questo loro comprendersi, lasciando da parte ogni pregiudizio, ascoltando l'altro con amore e attenzione. E' stato bello vederli comprendere il loro amore, e il peso delle conseguenze che questo avrà nelle loro vite.


Quello che c'è fra me e Des è complicato, sta scatenando un disastro dietro l'altro, eppure non posso fare a meno di vivere ogni sensazione che lui mi provoca.
(Anais Kerper)

Nella mia vita fatta di niente, Anais è diventata il mio tutto.
(Desmond Ward)

Il loro amore, più volte contrastato e pieno di ostacoli lungo il cammino, non troverà completa realizzazione. In parte sapevo che sarebbe successo e sto davvero rischiando un grande spoiler, quindi è meglio se cambiamo argomento. L'amore di Des e Anais è fragile come le loro personalità: è una bomba in un negozio di vetro: pronta ad esplodere e a mietere vittime.  Un amore intenso, passionale, complicato che vi terrà col fiato sospeso, facendovi chiedere se loro due riusciranno mai ad essere davvero felici. In realtà, la domanda che si porrete sarà questa: Possono due persone rotte aggiustarsi a vicenda? Può sembrarvi una domanda stupida, ma io me lo sono chiesto più volte. E' nobile come proposito, ma difficilmente realizzabile. Non arrabbiatevi con me, io tifo per l'amore salvifico; semplicemente me lo sono domandato. E la risposta è no. Non si tratta di destino o fato, si tratta solo di questo: è molto difficile, se si è persone fragili, salvare un altro se non si riesce a salvare se stessi. E sì, mi rendo conto di essere catastrofica, ma non riesco a vedere le cose in modo diverso. L'amore non sempre può salvare due persone. L'amore, a volte, non basta. 


La spirale discendente che ci condurrà al finale, di cui ovviamente non vi dirò nulla, porterà Desmond e Anais a fare i conti con se stessi. Perché, come vi dicevo all'inizio, siamo noi i peggiori nemici di noi stessi. Ciò che succederà dalla dichiarazione d'amore in avanti, avrà delle grosse conseguenze. Delle conseguenze che vi lasceranno col senso di pianto e col magone addosso. 

Si dice che, per affrontare l'onda d'urto provocata da un errore, sia utile ammettere lo sbaglio e fare un passo indietro. Però a volte i soli passi da compiere sono quelli che ci allontanano dalle persone che abbiamo ferito. Desmond non si è mai sentito degno di essere amato, ma alla fine di tutto sono io a non essere degna di lui.(Anais Kerper)

A livello strutturale, il romanzo presenta un doppio POV che permette al lettore di capire e comprendere le azioni di Des e Anais. A volte vi verrà voglia di scuotere con forza Anais e dirle di andarsi a prendere il ragazzo che ama. A volte vi verrà voglia di prendere a schiaffi Desmond per il suo comportamento scorretto nei confronti di Anais. Ma quando chiuderete il Kindle, vi mancheranno. A me già mancano un sacco. Sono personaggi molto ben costruiti, con un background credibile, resi così bene da sembrare realistici. Resi così bene, che sarete in grado di sentire la loro sofferenza sulla vostra pelle e il vostro cuore lacerarsi per i loro continui battibecchi. 


Un romanzo travolgente, sconvolgente, terribile e meraviglioso. Un romanzo che vi lascerà devastati. Una lettura coinvolgente e passionale, che arriva dritta al cuore. Un cuore che l'autrice riduce in mille pezzi e poi compone e ricompone man a mano che Desmond ed Anais crescono come personaggi, e le loro avventure e disavventure vi fanno soffrire. Un romanzo indimenticabile. Super consigliato!

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro che vi consiglio caldamente, e vi prego, leggetelo! Ho bisogno di fangirlare con qualcuno su Des e Ana!
"Ti è mai capitato di guardare dentro gli occhi di qualcuno e di capire di essere a casa?" [...] "A me sì, e per quanto mi sforzi di fuggire, in lei ho trovato il mio rifugio, ed è maledettamente difficile abbandonarlo."
(Desmond Ward)

xoxo,
Giada

domenica, giugno 10, 2018

RECENSIONE di The Boss's Daughter di Jennifer Bates/ REVIEW of The Boss's Daughter by Jennifer Bates



Buona sera, bloggers e lettori! Ho passato dei mesi molto difficili, e la scrittura del mio secondo romanzo mi ha occupato moltissimo tempo, motivo per cui ho tralasciato un po' il blog. Ma eccomi qui, e nelle prossime settimane vi farò conoscere tante novità letterarie imperdibili.


PREMESSA
Quando mi sono iscritta al Review Tour di questo romanzo ero gasata: adoro i romanzi che usano le Black Roses, le rose nere, e adoro i mafia romance - se avete letto la mia recensione di Vincent di Kristen Kyle, ricordate quanto io ami questo genere. E chissà, magari un giorno ne scriverò uno anche noi. Nel frattempo, spero che vi piaccia la mia recensione e non dimenticate di condividerla!

SINOSSI (DA GOODREADS)
Sono marchiata dalla Rosa Nera, il simbolo dell'arroganza e della crudeltà di mio padre. E' una macchia che non se ne andrà mai via, lo stesso marchio che anche le altre ragazze portano - l'unico che ci può far morire.

Mio padre, secondo in comando di una potente famiglia del crimine organizzato, ha ucciso il mio fidanzato e mi ha detto che mi avrebbe ucciso. L'unica ragione per cui non mi ha ucciso allora e adesso è perché desiderava farmi soffrire, prima.

Ma lui non mi spezzerà mai.

Sono scappata. Sono sopravvissuta. Ma le altre ragazze... Non sono stante molto fortunate.

Per fermare gli omicidi, devo tornare da mio padre e dargli ciò che vuole.

Me. Il mio sangue.

E poi c'è Hunter, l'unico uomo che voglio, e l'unico che non posso avere. Se lui scopre chi sono, tutto ciò per cui ho combattuto finora andrà in pezzi.

Non ci sarà mai un cavaliere con la lucente armatura che accorrerà a salvare le ragazze della Rosa Nera. Devo farlo da sola.

Il sangue della Famiglia scorre nelle mie vene, e io non cederò senza combattere.

RECENSIONE
Come saprete, ho un debole per i romanzi che riguardano le rose nere - il primo romanzo con questa tematica, ma genere diverso, che ho recensito, è stato Powers (The Black Rose Saga #1) di Susan Mikhaiel, ma questo è totalmente diverso. Adoro i mafia romance, e questo l'ho adorato così tanto che ho scritto anche nella pagina di Jennifer Bates per chiederle se e quando ci sarà il seguito.

Ma partiamo dal principio: Renee Parnell è la figlia del boss della mafia Matthew Parnell, un uomo crudele e senza cuore che marchia tutte le ragazze che lavorano per lui con una rosa nera. Anche Renee ha una rosa, ma al posto della lettera assegnata alle ragazze che decidono di diventare 'dipendenti', ha una D, la D di Daughter. Matthew ha ucciso Christopher, il suo fidanzato, il giorno del loro matrimonio e da quel momento in avanti ha deciso di rendere la sua vita un inferno, mettendo in chiaro che non le è affezionato minimamente e che intende solo usarla.

Quando Renee scappa e si fa una nuova identità, diventando Chloe Riggs, le cose peggiorano ancor di più. Matthew inizia ad uccidere tutte le ragazze con una rosa nera per ferirla e per farle sentire il macigno del senso di colpa sulle spalle, conscio che prima o poi sarebbe tornata da lui, ad Atlanta.

Ma è a New Orleans che la vita di Chloe cambia, perché conosce Hunter, un detective che, per vendicare la morte di sua moglie, lavora da anni ai crimi della Rosa Nera. Tra loro scoppierà un'attrazione, in un certo senso, fatale, perché li porterà a confrontarsi con il loro passato e finalmente ad aprirsi l'uno con l'altra.

Da questo punto in avanti, i personaggi subiranno un lento e graduale cambiamento, che li porterà allo scontro epico finale.. Un finale aperto che vi lascerà esterrefatti, chiedendovi cosa succederà nel prossimo libro.

Non so ancora se ci sarà il sequel, ma ho già scritto a Jennifer Bates per saperlo. Adoro questo romanzo. Amo i suoi personaggi. Amo il fatto che sia scritto in terza persona con POV alternati, quelli di Matthew, Chloe e Hunter. Questo permette al lettore di entrare in empatia con loro.

L'aspetto del romanzo che ho adorato di più sono stati i flashbacks e flashforwards, che davano l'idea di entrare e uscire dal romanzo, e la sensazione di entrare e uscire era così ben resa che ti catapultava dal passato al presente e dal presente al futuro in poco tempo. Meravigliosa!

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, invitandovi a leggerlo non appena possibile perché è bellissimo. Stupendo.
"She was tough, she was fierce, and she would get what she wanted.”
(Renee Parnell)

xoxo,
Giada

giovedì, maggio 17, 2018

RECENSIONE di The Sheikh's Pregnant Fling di Leslie North/REVIEW of The Sheikh's Pregnant Fling by Leslie North

Buona sera, bloggers e lettori! So che vi starete chiedendo perché io sia sparita per così tanto tempo, ebbene ho avuto molto da fare e non ho potuto accedere al blog a causa del lavoro e di tante, tante altre cose che mi sono successe in questi mesi e, in ultimo, in queste settimane. Prima d'iniziare con la recensione di questo romanzo di Leslie North, vi comunico che la pubblicazione del mio romanzo è rimandata a data da destinarsi... ma ciò non significa che smetterò di fare ciò che amo. Tengo a sottolineare anche qui, come ho fatto nel mio profilo Facebook, che davvero perdono le persone per tutto ciò che mi hanno detto e fatto e per avermi buttato fuori da quei gruppi. Vi perdono perché siete voi che state vivendo con la rabbia addosso, infastiditi, mentre io sono serena. Quindi, eccomi qui di nuovo, con una maggiore consapevolezza data dall'incontro con Cettina Mazzamuto e una determinazione più forte di prima. Perché haters miei, se c'è una cosa che non mi avete tolto e che non mi toglierete mai, è la mia determinazione, io farò comunque ciò che desidero, che voi mi mettiate i bastoni in mezzo alle ruote oppure no. Parentesi chiusa, torniamo a dedicarmi al secondo romanzo della serie Azhar Sheiks.



PREMESSA
Questo è uno di quei periodi in cui ho bisogno di leggere qualcosa di leggero, spensierato. Tuttavia non posso dire che "The Sheikh's Pregnant Fling" abbia soddisfatto le mie aspettative, dato che non pensavo fosse totalmente uguale al primo romanzo. Mi sbagliavo. Va beh, son cose che capitano. Non è stata una lettura favolosa, ma nemmeno brutta. Insomma, si è guadagnato 3,5 stelline da me, non due xD

TRAMA (DA GOODREADS)
Cassandra è il cupido perfetto: è in grado di trovare la persona perfetta per i suoi clienti, ma sfortunatamente, ciò non si estende alla sua vita amorosa. E' troppo occupata per dedicarsi all'amore, e lei ha alzato un muro per difendere il suo cuore da quando i suoi genitori hanno avuto un brutto divorzio. Un uomo come Nasir è la scelta perfetta per un scopata occasionale - bellissimo, di successo e non interessato ad avere una relazione. Ma le cose si complicano in fretta quando Cassandra scopre che non solo Nasir è il suo nuovo cliente... ma che è anche incinta di suo figlio.
Nasir è sempre stato un figlio devoto. Come i suoi fratelli, lui da' il cento per cento all'impresa di famiglia, che gli lascia poco tempo per la vita amorosa. Sua madre, tuttavia, non vede l'ora che i suoi figli mettano su famiglia. Quando lo trascina ad un'agenzia d'incontri, Nasir fatica a credere che Cassandra sia la donna incaricata di trovare sua moglie. Dopo un'indimenticabile notte di passione, Nasir non sa bene come reagire. Ma Cassandra sembra decisa a mantenere i loro rapporti sul piano professionale, e prima che Nasir se ne renda conto, lei gli ha già organizzato il suo primo appuntamento.
Nasir deve perciò occuparsi del lavoro e degli appuntamenti al buio, ma non riesce a togliersi Cassandra dalla mente. Sebbene lei sia convinta che lei non sia la moglie che lui vuole, Nasir ha altre idea. Ma con un bimbo in arrivo e la pressione crescente da parte della madre di Nasir, lascerà che le sue paure del passato influenzino un futuro perfetto?

RECENSIONE
"The Sheikh's Pregnant Fling" è il sequel di "The Sheikh's Fake Fianceé", e come si può evincere dalla sinossi, ogni romanzo di questa trilogia riguarda uno dei tre ricchissimi fratelli Azhar: Asim, Nasir e Basri. 
Ho adorato il primo romanzo, perciò ho deciso di continuare questa trilogia perché ero curiosa di sapere cosa l'autrice avrebbe messo in scena nel secondo libro. La struttura è la stessa del precedente: un uomo ricco e sexy incontra una ragazza di un'altro stato (e se nel primo Elena era... Non credo di ricordare, Inglese con radici Italiane? Americana con radici Italiane?) in questo caso Nasir incontra ad un matrimonio una bellissima ragazza e non vuole perdere i contatti con lei.

Cassandra è una sorta di cupo che lavora per un'agenzia d'incontri ed è la migliore nel suo lavoro: trova sempre il vero amore degli altri, quando lei è una persona sola - il suo passato influenza ancora il suo presente, specie perché i suoi genitori sono rimasti insieme fino a quando lei non era grande abbastanza da capire, ma il loro divorzio ha avuto un impatto negativo su di lei. Nasir è il figlio di uno dei più ricchi sceicchi arabi, gli Azhar, e suo padre è morto lasciando a lui e ai suoi fratelli il compito di gestire l'impresa di famiglia al loro meglio.
Ho trovato i personaggi non sviluppati molto bene, molte volte li ho trovati noiosi e piatti, e come si è svolto il loro incontro non mi ha sorpreso molto. La storia aveva potenziale, un potenziale che per me non è stato espresso al meglio, mi è sembrata una copia dell'altro romanzo. Ho trovato difficile capire per quale ragione Nasir fosse così malato di lavoro, o il dramma che Cassandra ha messo su per non permettergli di rientrare nella sua vita, specie dopo la loro scopata di una notte o il figlio che lei ha scoperto di aspettare da Nasir. La mia suspension of dibelief è stata davvero molto messa alla prova. Esteticamente, i fratelli Azhar sono molto simili l'uno all'altro: alti, scuri e bellissimi...E ho pensato: già mi ricordo poco di Asim e della sua frettolosa relazione con Elena e per quale ragione questa abbia funzionato. No, ciò che intendevo era che non sappiamo molto degli altri fratelli nel primo romanzo perché ci viene presentata la storia di Asim ed Elena, ma l'unica cosa che riesco a ricordare è che ogni fratello si assomiglia all'altro e che il tema del libro può cambiare poco, ma la sostanza rimane la stessa. L'unico personaggio che non mi ha sorpreso è stato Safiya, la madre dei fratelli, e la ritengo l'unico personaggio di spessore della trilogia. 

Scritto in terza persona con POV alternato, quello di Nasir e di Cassandra, questa strategia narrativa permette al lettore di entrare nella testa del personaggio. E sebbene questo libro non abbia raggiunto le mie aspettative, la struttura narrativa ha funzionato alla grande.
Perciò, per quale ragione ho dato al libro 3,5 stelle? Questa è stata una lettura, senza offesa, che io definisco "frivola". E' stata una lettura nella media, ciò che noi definiamo "senza infamia e senza lode", ciò significa che il libro non era brutto ma nemmeno così bello. Leggerò anche l'ultimo libro poiché non mi piace lasciare le trilogie a metà, ma davvero non riesco a ricordare cosa rendeva Asim, "Asim" e quali le sue caratteristiche erano.

Vi saluto con una citazione tratta dal libro, sperando che il prossimo sia migliore e più eccitante:
“But she liked it that way. Made it seem more like a fairy tale, as if she were lazily thumbing through pages at home, witnessing the fascinating arcs and gleams of someone else’s life.”
(Cassandra)

xoxo,
Giada

martedì, marzo 06, 2018

BLOGTOUR DI PETALI DALLA LUNA DI REIKA KELL, ESTRATTI

Buona sera, bloggers e lettori! La mia giornata è stata ricca di novità, ma questa è la più interessante di tutte: questa sera potrete leggere gli estratti riguardanti il nuovo romanzo di Reika Kell, "Petali dalla Luna", un dramatic romance che non vedo l'ora di recensire per voi! <3 Buona lettura!



Titolo: Petali dalla luna
Autore: Reika Kell
Sinossi:
Isabel traccia volti con la delicatezza di una piuma, e crea storie che sembrano esserle raccontate da un’intelligenza universale, più che dalla sua semplice fantasia.
“Petali dalla Luna” è una di queste.
Anzi, non è una storia.
E' La Storia.
Robert Donegal, l’editor della Cosmos, ne è rimasto folgorato, al punto da assumerla all'interno di un team di eccellenti professionisti.
Ma le notti di Isabel si tingono di rosso e di morte. E la guerriera che sembra affrontare la sua nuova vita con tenacia si trasforma in una delicata bambola di cristallo, pronta a spezzarsi al minimo sussurro.
Il silenzio che nutre i suoi demoni viene sfasciato dalle flebili note di un pianoforte.
Note incerte. Intrise di dolori antichi, custoditi tra le pieghe del passato.
Nian è alla ricerca dell'ispirazione perduta, per completare il suo brano inedito.
Ma come affrontare il giorno più importante della tua carriera, se non trovi le note giuste e tutto sembra arido e incolore?
Come puoi, con la tua musica, aver smosso qualcosa che, dentro me, era destinato a spegnersi?
E se i miei antichi segreti fossero troppo pericolosi per il tuo precario equilibrio?
Se l’amore, quello vero, non esistesse se non qui, dentro i disegni abbozzati delle mie storie e dentro i tuoi accenni di melodie bruscamente interrotte?
E se piovessero petali dalla luna… sarebbe amore?

Una storia di sentimenti complessi, di segreti, di tormenti, di importanti pezzi di un passato che segneranno per sempre le scelte del futuro.

ESTRATTI


"Lei sarà libera di vibrare ad alte frequenze. Raggiungere la paradisiaca dimensione degli angeli. I segni rossi che contornano i suoi occhi svaniranno, e lo sguardo non sarà più infuocato. Il verde acqua delle iridi si diluirà con l’oro della sua aura, e non ci sarà più spazio per alcun tormento. E io sarò libero di vivere tra le mie fiamme in totale pace. Entrambi vogliamo liberarci. Spezzare le catene che ci tengono uniti e ci costringono a confrontarci in eterno con noi stessi per trovare un epilogo. Qualunque esso sia."






xoxo,
Giada

venerdì, marzo 02, 2018

RECENSIONE di The Art of Us di Hilaria Alexander/ REVIEW of The Art of Us by Hilaria Alexander

Buona sera, bloggers e lettori! Finalmente ho l'occasione di parlarvi di un libro che ho adorato, che mi è stato mandato da The Next Step PR. Ho già detto che adoro la direttrice, Kiki? Well, I love you! I libri che lei sceglie sono sempre molto interessanti e coinvolgenti, se non i migliori mai letti finora.


PREMESSA
Quando Kiki mi ha detto che ero stata scelta per recensire "The Art of Us" di Hilaria Alexander non stavo più nella pelle, leggo pochi libri che riguardano gli artisti - forse perché ho sempre paura che non rendano bene la vita e le difficoltà di un'artista, sia esso scrittore o disegnatore. Secondo me questo romanzo piacerà a molti di voi, e io già da questo momento non posso far altro che consigliarvelo perché l'ho amato tantissimo.

TRAMA (DA GOODREADS)
Due anni prima, il suo bacio ha sconvolto il suo mondo, ma lui l'ha allontanato da sé e non gli ha mai più parlato.

Lena Andrews non è brava in amore, e non ha alcuna intenzione di diventarlo. 
Gli uomini sono utili per una cosa soltanto, e l'amore non è tra queste. 
A lei sta bene esser felice con il suo lavoro come disegnatrice di fumetti. 
Eppure, non riesce ad allontanare il ricordo del bacio del suo collega di lavoro. 
Amost St. Clair è stato più lontano che poteva da Lena Andrews negli ultimi due anni.
Il lavoro ha occupato gran parte del suo tempo, ed è diventato un nome noto nella casa editrice in cui lavora. Quando si presenta l'opportunità di portare al termine un progetto che è caro a Lena, Amos coglie l'opportunità - anche se ciò significa lavorare con la donna che l'ha evitato finora.
Attraverso la loro comune passione per l'arte e l'interesse che dimostrano l'uno per l'altra, il loro amore sboccia come un fiore di loto in una pozza oscura e viscida. Ma sarà il loro amore forte abbastanza da sopportare le sfide poste dal più importante lavoro delle loro carriere?

RECENSIONE
"The Art of Us" non è il tipico contemporary romance che leggerete, cioè ha una parte di romance, ma ha anche una grande componente che riguarda la vita, l'amore e la morte, che svolgono un ruolo importante nel romanzo. Ma prima che vi racconti la ragione per cui vi dico queste cose, iniziamo dal principio: i personaggi principali del romanzo sono Lena Andrews e Amos St. Clair, due disegnatori di comic book che hanno un passato comune: si sono scambiati un bacio appassionato durante 7 Minuti in Paradiso la prima sera che sono usciti per festeggiare la formazione del team di disegnatori della Paz Media. Lena Andrews è una bellissima ragazza, ma è terrorizzata dalle relazioni umane e allontana le persone da sé proprio a causa di ciò, preferisce allontanarle da sé per evitare che vengano ferite in qualche modo da lei. Non è una donna timida, è una donna di 33 anni sicura di sé e del suo corpo, ecco perché continua ad iniziare brevissime relazioni sessuali con dei perfetti conosciuti.

I had been reminded too many times in my life that making plans for the future is futile.
You don’t hold the reins of your life.
Fate does.
(Lena Andrews)

Non vi dirò qual è stato l'evento del passato che ha traumatizzato in modo così sconvolgente Lena, ma vi assicuro che vi spezzerà il cuore e lo scoprirete man a mano che la storia si sviluppa. Lena ha allontanato da sé Amos in questi due anni,  continuando a usare la sua bitchy face come pretesto per tenerlo lontano quando bruciava dal desiderio di avere di nuovo un contatto travolgente con lui.

His kiss was the cure. 
His kiss was poison from Romeo’s lips.
His kiss was a dangerous weapon. It could be my salvation very well could be my destruction.
(Lena Andrews)

Amost St. Clair non è il tipico ragazzo nerd: è un gran figo, ma ha anche un gran cuore. Non ha mai smesso di pensare al suo bacio con Lena, sebbene abbia passato un anno a uscire insieme alla sua nuova fiamma, Olivia. Ma Amos non si trova bene con lei, e dire che sono molto in disaccordo su gran parte delle cose di cui discutono normalmente una coppia, sarebbe un vero e proprio eufemismo. Continua a negare i suoi sentimenti per Lena, e allo stesso tempo Lena fa lo stesso. Due personaggi secondari, Violet e Marty "McFly", direttore editoriale della Paz Media, si sposeranno e inviteranno la coppietta felice al loro matrimonio. Ma ciò che succederà al matrimonio cambierà le carte in tavola per tutti i personaggi, e avrà un effetto domino in tutto il romanzo. Sarà da questo momento in avanti che Amos e Lena inizieranno a comunicare tramite il quaderno degli sketch di Lena, e continueranno una fanfiction su Aiko, un manga a cui Lena è molto legata. Quello che inizia come un gioco, diventerà il loro lavoro principale e dovranno andare in Giappone per parlare con la creatrice del manga, la distante e algida Rika Ishikawa. Cosa succederà in Giappone? Amos e Lena continueranno a rifiutare i sentimenti che provano l'uno per l'altra o finalmente li confesseranno? Come sarà per Lena incontrare il suo idolo adolescenziale? Come si troverà a lavorare con una best-seller come Rika Ishikawa?

I personaggi del romanzo erano ben sviluppati e realistici, così vividi che potevi sentire sulla tua pelle le loro stesse emozioni. La struttura del romanzo di per sé ha aiutato molto i lettori a empatizzare con i personaggi: il fatto che sia stato scritto con un doppio POV, uno di Lena Andrews e uno di Amost St. Clair è stato un grandissimo punto a favore di questo libro, e lo ha reso bellissimo e profondo. Il lettore può sentire sulla propria pelle le emozioni e i sentimenti dei personaggi, in questo modo, è portato a considerare Amos e Lena come degli amici librosi e lasciarli, terminando di leggere il libro, è stata dura per me. 

Questo romanzo non era solo scritto benissimo, ha toccato molti temi che riguardano qualsiasi artista da vicino: il desiderio di rendere la propria passione un lavoro, il desiderio di entrare in contatto con i lettori - sia a livello nazionale che internazionale - e l'intrecciarsi continuo tra vita, amore e morte. Quest'intreccio è interessante e svolge un ruolo importantissimo nel romanzo, ma non vi dirò perché, dato che sto rischiando di farvi spoiler. Vi dirò solo che questo romanzo vi lascerà con il cuore a pezzi, ma allo stesso tempo vi riempirà di gioia. Vi lascerà con un sacco di emozioni che vi spingeranno a chiedervi se riuscirete mai a trovare un romanzo così bello e ben scritto ancora. Sì, me lo sto chiedendo, perché se ve lo dico è perché lo sto provando davvero. Questo è davvero uno dei migliori contemporary romance che ho letto finora.

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo romanzo, che vi consiglio e che, se leggete in inglese, dovete assolutamente dirmi se vi è piaciuto o no commentando questo post.
“For once, I didn’t want to look back. I didn’t want to stop.
I wanted to go forward.
Only forward.”

xoxo,
Giada

domenica, febbraio 25, 2018

INTERVIEW TO MISTY MOUNT, AUTHOR OF THE "SHADOW GIRL"

Hi everyone! Sorry for the delay with which I post this interview, but yesterday was a long long day for me. I had to go in another city to take part to a course for my job. Anyway, this is my first interview to an American author. I hope you like it!

INTERVIEW TO MISTY MOUNT, AUTHOR OF THE SHADOW GIRL 



1. Hi, Misty! Welcome to “Fantasticando sui libri”. Would you like to introduce yourself to my Italian readers?
Ciao, Misty! Benvenuta in "Fantasticando sui libri". Ti va ti presentarti ai lettori italiani del blog?

Hi, thanks for having me! My real name actually is Misty Mount (most people think it’s a pen name^^) I’m a caregiver, wife and mother by day and I do most of my writing at night when I should be sleeping.
Ciao, grazie per avermi accolto! Il mio nome è davvero Misty Mount (sebbene molte persone pensino sia un nom de plume). Sono un'infermiera e una madre di giorno e passo la maggior parte del mio tempo a scrivere di notte quando dovrei dormire.

2. When did you start writing?

Quando hai iniziato a scrivere?

I started writing at age five when my kindergarten teacher read me a book that had the most disappointing ending. I decided to rewrite it and quickly went on to writing my own stories. My mother still keeps all my handwritten and illustrated stories from back then. (They’re all quite silly.)
Ho iniziato a scrivere quando la mia maestra della scuola materna mi ha letto un libro che aveva un finale super deludente. Ho deciso di riscriverlo a modo mio, e subito ho iniziato a scrivere le mie storie. Mia mamma conserva ancora tutte le mie storie scritte a mano e i disegni che le riguardano da allora. (Sono tutte un po' stupide.)

3. Do you have rituals or things that you do usually, when you’re writing a novel?

Svolgi dei rituali precisi o ci sono cose che di solito fai quando stai scrivendo un romanzo?

I always start with an outline and usually map out about half of my story before I get impatient and start writing. Then I write until I get stuck and don’t know where to go and back to the outline it is.

Inizio sempre dall'outline e faccio uno schema di circa metà della mia storia prima di diventare impaziente e iniziare a scrivere. Poi scrivo fino a quando non mi blocco e non so come fare a riprendere la storia da dove l'avevo lasciata, perdendo l'outline.

4. The synopsis of “The Shadow Girl” drawn me to your book the first time I’ve read it, because it touches a theme close to many preteens and most teens. How did you get the idea of writing of Zylia? Did you do some researches with teens?
La sinossi di "The Shadow Girl" mi ha attratta al tuo libro la prima volta che l'ho letta, perché tratta un tema caro a molti preadolescenti e adolescenti. Come ti è venuta l'idea di scrivere di Zylia? Hai svolto qualche ricerca con dei preadolescenti?

The story of Zylia is intensely personal because her anxious personality mirrors my own at her age. I was inspired by my young cousin as well, who was Zylia’s age when I started the book. We share similar personalities and we both suffer from anxiety disorders. So anytime I had trouble remembering just how it was in middle school I would inundate her with questions.
La storia di Zylia è profondamente personale, perché le sue ansie rispecchiano le mie alla sua età. Mi sono ispirata a mio cugino, il più giovane, che aveva la stessa età di Zylia quando ho iniziato a scrivere il libro. Noi abbiamo personalità simili ed entrambi soffriamo di disturbi d'ansia. Ogni volta che ho difficoltà a ricordare com'era la scuola media, la inondo di domande.

5. Going out of the comfort zone it’s part of the quest Zylia has to do in order to avoid to vanish from the world. What did you do, as a writer, out of your comfort zone that challenged you?
Uscire dalla propria comfort zone è parte dell'avventura che Zylia deve intraprendere per evitare di sparire dal mondo. Cosa hai fatto, in quanto scrittrice, per uscire dalla tua comfort zone?

Honestly just showing my work to an editor and then to a publisher and now to the public...every part of that is out of my comfort zone. It feels like baring my soul to strangers and letting them pick it apart, which, for an introvert like me is incredibly difficult.
Onestamente il solo mostrare il mio lavoro a un editor e poi ad un editore, e infine al pubblic.... Ogni parte di esso è fuori dalla mia comfort zone. E' come denudare la mia agli sconosciuti e lasciarli prenderne parte è, per un'introversa come me, molto difficile.


6. Will Zylia discover why her Aunt Angelica disappeared from the world? Could you give us some hint?

Zylia scoprirà perché sua Zia Angelica è scomparsa? Puoi darci qualche indizio?

I feel the story ties up loose ends pretty well and you’ll definitely get answers to the mystery, it just might not be what you expect.
Sento che la storia risolve le questioni rimaste in sospeso molto bene e voi potrete scoprire ciò che si cela dietro il mistero. E potrebbe non essere ciò che vi aspettate.


7. What was the most difficult part of the book to write?
Qual è stata la parte più difficile da scrivere del libro?

I like to write things I know in an atmospheric way in hopes the reader can believe the story is really happening. The hardest part was probably writing the fantasy aspects of the book. But once I got comfortable with it, it was the most enjoyable part.
Mi piace scrivere delle cose che conosco in modo da fare in modo che il lettore possa davvero credere che ciò che succede nella storia sia vero. La parte più difficile da scrivere è stato sicuramente l'aspetto fantasy del libro. Ma una volta aver preso la mano con esso, è diventata la parte più piacevole.


8. What’s the message “The Shadow Girl” sends to our young readers?
Qual è il messaggio che "The Shadow Girl" manda ai nostri giovani lettori?

I hope the message will be to pay attention to the people least noticed in this world and that no matter what our personality type; we all have value.
Spero che il messaggio sia quello che prestare attenzione alle persone che non vengono mai notate in questo mondo e che non importa quale sia il nostro tipo di personalità, noi tutti valiamo.


9. Was it difficult to describe the loneliness in which Zylia lives in?
E' stato difficile descrivere la solitudine in cui vive Zylia?

No, it was a little too easily actually. The hardest part was revisiting that difficult age in my life without mentally lingering.
No, è stato fin troppo facile a dir la verità. La parte più difficile è stata rivivere quell'età difficile della mia vita senza dilungarmi.


10. Greet our readers with a quote from your book.

Saluta i nostri lettori con una citazione dal tuo libro.

‘“I was in the process of wondering just what a real doctor of psychiatry would make of me when the loud plop of a coin plunking into the water sounded to my left. I couldn’t see the person who had dropped it in due to a dense row of potted greenery, but I could hear a feminine voice whisper aloud: “I wish I wasn’t alone.”’

"Mi stavo chiedendo cosa un vero psichiatra avrebbe fatto di me quando l'assordante plop di una moneta che s'inabissava nell'acqua risuonò attorno a me non appena me ne andai. Non potevo vedere la persona che l'aveva lanciata, a causa di uno spesso strato di vegetazione, ma potevo sentire la voce femminile dire ad alta voce: "Vorrei non essere sola."



xoxo,
Giada

mercoledì, febbraio 21, 2018

RECENSIONE de L'ultimo spartano di Matteo Bruno

Buon giorno, bloggers e lettori! Finalmente posso parlarvi del romanzo a cui dovevo partecipare con il Review Party. Purtroppo, e chiedo scusa per questo alla casa editrice Leone Editore, a causa del lavoro non sono riuscita a recensirlo per tempo. Qui potrete trovare la recensione dell'ultimo libro di Matteo.

PREMESSA
Adoro i romanzi storici, penso che ormai tutto il web lo sappia, ma stavolta ci ho impiegato molto più tempo del dovuto perché per la prima volta avevo scelto di recensire un romanzo che trattava un'epoca ancora più lontana rispetto a quelle che sono abituata a leggere. Solitamente leggo romanzi storici ambientati nel 1400 o nel 1800, quindi è stata un'avventura in ogni senso per me. E' di sicuro un buon libro, io però ho trovato degli elementi che ne hanno rallentato molto la lettura, dei quali vi parlerò in modo più dettagliato a breve.

TRAMA (DA GOODREADS)
Filocrate di Megalopoli è costretto ad abbandonare la città natale e a battersi per denaro al servizio dell'impero persiano, minacciato da Alessandro Magno. Scontento, ha però occasione di riscattarsi recandosi a Sparta per incontrare re Agide, l'unico che in Grecia può sollevare una vasta rivolta antimacedone. Una volta nel Peloponneso, Filocrate incontrerà una donna misteriosa che sembra capace di prevedere il futuro e verrà coinvolto in intrighi diplomatici senza fine, fino alla sconcertante rivelazione sulle sue origini. Intanto gli spartani si preparano a combattere i macedoni: davanti alle mura di Megalopoli, i leggendari soldati dai mantelli rossi affronteranno un'ultima disperata battaglia per l'indipendenza di tutte le polis greche.

RECENSIONE
"L'ultimo spartano" è un romanzo che parla di Filocrate di Megalopoli, un mercenario che è stato esiliato dalla sua città natale, Megalopoli, su ordine di Lisicle. Lisicle si era venduto ai macedoni di Alessandro Magno, permettendogli di avanzare nell'area greca senza problemi. Filocrate, al fianco di Megabizio, suo comandante e amico, vede di sfuggita Alessandro quando è sulle rive del Granico con i suoi commilitoni; ma non avrà modo di partecipare alla battaglia poiché verrà scelto per una missione particolare, una missione che la riguarda molto da vicino: egli dovrà viaggiare per nave insieme ad un barbaro e portare dei documenti di notevole importanza, e che soprattutto potrebbero ribaltare le sorti della guerra tra greci e macedoni, a Re Agide. E' proprio quando arriva a Sparta, che conosce in modo molto sensuale la bellissima Astiage, moglie di Deuxippo. L'attrazione tra loro è palpabile sin dal primo momento, quando Filocrate la vede combattere nuda contro altre due donne e ne rimane affascinato. Man a mano che la storia si sviluppa, vediamo svilupparsi da una parte la storia riguardante i progressi militari di Filocrate, e dall'altra lo svilupparsi della sua storia d'amore proibita con Astiage. Molte sono le donne che si gettano ai piedi di Filocrate, indimenticabile tra queste è stata proprio la bellissima e letale Gorgo, sacerdotessa del tempio in cui Filocrate viene nascosto sotto il nome di Neottolemo. Gorgo ci viene presentata come una sorta di comparsa, come un personaggio marginale, ma sarà lei a cambiare le carte in tavola per quanto riguarda la vita sentimentale del nostro protagonista. Non vi dico come, ma voglio solo che sappiate che tutto cambierà a causa sua.

Il romanzo è strutturato in quattro diverse parti, ognuna delle quali rappresenta il luogo geografico nel quale avvengono le scene più importanti. Ogni parte è concatenata all'altra, cosicché ciò che accade nella prima parte ha un effetto riverbero nella seconda, permettendo al lettore quindi di vedere le cause-effetto che spingono il lettore ad arrivare all'ultima parte. Esso è narrato in prima persona dal POV di Filocrate di Megalopoli, ma non è solo questo. Il lettore, grazie alla suspension of disbelief, è cosciente che è Filocrate stesso che ormai anziano sta raccontando la sua vita, tuttavia la legge come se la storia si stesse svolgendo davanti ai suoi occhi. E' una sorta di storia nella storia, e questo stratagemma stilistico è stato davvero notevole, poiché mi ha ricordato proprio il film Alexander dove Aristotele racconta ai suoi allievi la vita di Alessandro Magno e nel film noi vediamo ciò che gli accade dal suo POV. 

Una cosa però devo dirla, non mi è piaciuto per niente il continuo uso degli avverbi in -mente durante la lettura. All'interno di una pagina se ne potevano trovare almeno cinque, arrivati alla fine del capitolo più di dieci. Perché vi dico questo? Perché tutti quegli avverbi hanno rallentato molto la lettura, rendendola pesante - e questo è stato il motivo principale per cui ho dato 4- stelline su Goodreads. Ciò non toglie che questo sia un buon romanzo, magari il cui ritmo è a tratti altalenante - io stessa ho fatto molta fatica a leggere l'inizio, che è molto lento, fino ad arrivare a pagina 100 dove il ritmo si è velocizzato all'improvviso per poi stagnarsi di nuovo poche pagine più avanti. Ecco, come vi dicevo, questo è però un buon libro e mi sento di consigliarvelo. 

Vi saluto con una citazione tratta dal romanzo, sperando che ci sia un seguito di questo libro e che i lettori possano scoprire cosa succederà a Filocrate:
"Ma cos'è la libertà senza la responsabilità che essa comporta? Ero un uomo maledetto, di quelli le cui vite si sviluppano a cavallo tra due epoche. Orgoglioso del proprio passato e allo stesso tempo consapevole che quel passato non si sarebbe protratto nel futuro."
(Filocrate di Megalopoli)

xoxo,
Giada

martedì, febbraio 13, 2018

RECENSIONE di My dilemma is you di Cristina Chiperi

Buon giorno, bloggers e lettori! Ieri notte alle due ho finito questo romanzo che... beh, se avete letto i miei aggiornamenti su Facebook, avrete capito che non mi è piaciuto affatto. Vi ricordo che, sebbene questa recensione sia negativa, è volta come sempre SOLO al romanzo e non all'autore, questo per ricordarvi che quando recensisco, io recensisco IL LIBRO e non l'autore.

PREMESSA
Ho un vago ricordo di quando uscì questo romanzo, la piattaforma Wattpad stava cominciando ad andare in voga e molte persone che conoscevo iniziavano ad usarla come modo per farsi conoscere. Era il 2014. Selena Gomez (una delle mie cantanti preferite) aveva appena rilasciato il singolo My Dilemma, la canzone che ha ispirato questo libro. Vi lascio il video della Gomez, da ascoltare durante la lettura di questa recensione molto lunga, per la quale avrete bisogno del Gaviscon e molti digestivi.


TRAMA (DA GOODREADS)
Christina Evans ha sedici anni, vive a Los Angeles e frequenta il terzo anno dell’high school. Tra feste, amici e buoni voti, la sua è una vita perfetta. Finché la sua famiglia non decide di trasferirsi a Miami, e per Cris cambia tutto. Da un giorno all’altro viene catapultata in una nuova città e soprattutto in una nuova scuola. Nonostante senta la nostalgia di Los Angeles, riesce rapidamente ad ambientarsi e a stringere amicizia con gli studenti più popolari. Tutti la accolgono calorosamente... tutti tranne Cameron e la sua ragazza Susan, da subito ostili nei suoi confronti. E così, tra grandi e piccole difficoltà, Cris trova una nuova amica, Sam, e un nuovo amore, Matt. Ogni cosa sembra procedere nel migliore dei modi, ma come spesso accade nelle faccende di cuore, i giochi sono destinati a complicarsi. Col passare del tempo, Cameron e Cris comprendono che l’antipatia che provano l’uno per l’altra nasconde in realtà un sentimento ben diverso, e accettare e assecondare questa scoperta vuol dire mettere di nuovo tutto in discussione...

RECENSIONE
Ah, cavolo. Poche volte mi sono ritrovata davanti un libro così brutto sotto molti punti di vista che non sapevo da che parte iniziare per recensirlo. Definirlo un'accozzaglia di cose americane sarebbe un complimento. Ma partiamo dal principio: Cristina Evans (che nella quarta di copertina diventa magicamente Christina e poi di nuovo Cristina, va beh, lasciamo perdere) ha sedici anni ed è un'oca giuliva bionda - passatemi il termine - che vive una vita perfetta (dice così, a metà del libro), uscendo con i suoi amici, andando alle feste e si è appena lasciata con Set (ammetto che pensavo di aver letto male la prima volta che l'ho trovato scritto così), un ragazzo che l'ha tradita scopandosi una a caso perché lei, dopo otto mesi (!) non era voluta andare a letto con lui. I genitori di Cristina le dicono che si dovranno trasferire da Los Angeles a Miami, e la prima parte del romanzo si svolge attorno a quest'evento che sconvolge la vita della povera Cristina, che è furiosa con i suoi genitori per allontanarla dai suoi amici più cari, Cass e Trevor. Torneremo su di loro più avanti, perché l'insensatezza in questo romanzo regna sovrana in ogni aspetto. Cristina è una figa atomica, una ragazza che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, ecco perché quando arriva all'high school litiga fin dall'inizio con Susan Cognome-Sconosciuto. Susan è la tipica stronza bionda del liceo: cheelereader, che ha un rapporto di tira e molla con colui che sarà l'interesse principale della protagonista, Cameron Dallas. Oh yeah, vi ricordavate Hardin Scott? Ecco, Cameron Dallas ve lo farà rimpiangere. Cameron è un bad boy, scopa a destra e a manca, odia la sua sorellastra Samantha "Sam" perché dice è colpa sua che la sua famiglia è finita, eppure se guardate le immagini del cast, i ragazzini vi faranno morire dal ridere. Torniamo a noi: Samantha, dolce e carina sorella di Cameron, è una ragazza molto, molto sensibile e a causa di Cameron si autolesiona. Sì, avete capito bene. Si taglia le vene nel romanzo questa ragazzina per colpa di Cameron, che continua a trattarla come un rifiuto umano. Cristina è decisa a sistemare la situazione tra loro, ecco perché a forza di insistere, convince Cameron a parlare con lei e a chiarirsi. Samantha mi stava quasi piacendo, fino a quando l'autrice non l'ha fatta finire con Nash Grier (Viner, Youtuber e attore) e l'ha resa un'ochetta. Ecco, mi ha fatto perdere l'interesse nel suo personaggio in questo modo, perché udite udite, Nash è il migliore amico di Cameron e Cameron non vuole che loro due escano insieme. La sorella minore di Cristina, Kate, poi, è il personaggio più inutile dell'intero dell'intero libro. Quando leggevo le loro conversazioni mi chiedevo che scopo avessero, per quale ragione erano messe lì. 

Com'è ovvio (parola che troverete spesso declinata all'avverbio), Cristina suscita ben presto l'interesse del più figo della scuola, Matthew Espinosa, che si dimostra essere solo un altro stronzo. Ma dovrete sopportare i loro tira e molla per almeno duecento cinquanta pagine (sì, le ho contate) perché lei si renda conto di provare qualcosa per Cameron (quando è successo, ho detto 'ma dai?'). Matt non è altro che un personaggio riempitivo, messo lì per allungare il brodo nell'attesa che Cristina si svegli fuori e capisca che in realtà, ha sempre amato Cameron. Cristina è come Elena di Troia, tutti gli uomini farebbero qualsiasi cosa per lei, ed è per questo che molti le ronzano intorno: da Jack Cognome-Sconosciuto (un figo biondo a caso), Austin (capitano di pallacanestro, super desiderato anche lui), Trevor (qui vorrei dirvi il perché, ma non so se vogliate saperlo) e metà degli amici maschi della combriccola di Cameron. Adesso, ho letto molti Young Adult e New Adult, ma credo di non aver mai trovato un personaggio femminile così stupido, e non vorrei davvero essere qui a dirvelo, ma la verità è che è stupido e basta. Cristina Evans non ha un po' di sale in zucca neanche a pagarlo oro, si comporta davvero come un'oca e si lamenta in continuazione (e dirà sempre: "ma perché tutti questi casini succedono a me?", "perché la mia vita deve essere così difficile/complicata?"). Vi ricordate Abby Abernathy, giusto? Nella mia recensione tempo fa ho scritto che avevo dato quattro stelle solo per Travis Maddox. Ecco, Cristina è più volubile di Abby, ed è dire tutto, perché pure Abby non scherza col cambiare idea ogni quattro righe di romanzo. Qui nemmeno Cameron Dallas si salva. Perché? Troverete le mie spiegazioni nel prossimo paragrafo.

I personaggi di questo romanzo sono tutti piatti e irritanti, non subiscono un'evoluzione dall'inizio alla fine della storia, tanto che arrivati a pagina 200 vi chiederete se non abbiate già letto sta cosa oppure no. Cristina, la protagonista, è di sicuro un personaggio che non ho sopportato. Ma neanche un po'. Oltre al fatto che sia un personaggio monodimensionale, Cristina si comporta ogni volta come una lamentosa piaguncolona indecisa, che si lascia e si rimette insieme a Matt per tipo dieci volte per rendersi conto solo alla fine di amare Cameron. Kate è un personaggio così marginale, ma nella sua marginalità è resa abbastanza sciocca pure lei (in questo caso però potrei giustificarlo, perché ci viene detto che è la sorella minore), Samantha mi piaceva fino a un certo punto del romanzo, ma poi ho iniziato a non sopportare più nemmeno lei, Susan e la sua combriccola sono le tipiche stronze del liceo e anche lei mi sarebbe potuta piacere, se non fosse che l'autrice l'ha resa una ragazza ossessionata e stalker nei confronti di Cameron. I personaggi maschili lasciano molto, molto a desiderare. Partiamo col presupposto che è impossibile che una ragazza, dopo nemmeno tre giorni che si è trasferita nella sua nuova casa e abbia iniziato a frequentare la sua nuova scuola, si trovi subito il ragazzo. Ma dai, nemmeno nei romanzi con l'insta-love succede. Come ho detto nei miei aggiornamenti Facebook, i ragazzi di questo libro a me sembrano solo dei ragazzi in piena sindrome premestruale, sempre litigiosi e irritabili con chiunque e per qualunque stupidaggine, Cameron ne è l'esempio lampante. Tra l'altro, se a ciò aggiungiamo che è impossibile che tutti i ragazzi si innamorino o comunque provino interesse per Cristina quasi subito, questo non li rende per niente attraenti. 

Una cosa, tra le tante, che proprio non ho tollerato è stata la volubilità e la contraddizione di Cristina. No, grazie. Insomma, ad un certo punto del romanzo lei dice a Cameron di dover star lontana da lui per capire cosa prova nei suoi confronti e che stare lontani è di sicuro l'unica cosa giusta da fare, e quattro righe dopo va a casa sua. Ma questo  è l'esempio meno lampante, se volete vi racconto di quando lei si è appena lasciata con Matt e soffre per questo, dice di aver bisogno di confidarsi con qualcuno, Sam le chiede se vuole parlarne e lei dice che non ne ha voglia. Oppure quando Cristina prima dice che le mancava Cameron a scuola, se lo ritrova in spiaggia e lo evita, e alla fine ci litiga insieme. 



I genitori in questo romanzo sono solo delle macchiette, anche loro personaggi riempitivi. Non hanno una loro personalità, un loro carattere, di loro sappiamo solo che lavorano per i Dallas, ma non sappiamo cosa effettivamente facciano. Lo stesso per i genitori di Cam e Sam, sono dei super ricchi ma non sappiamo perché o come lo siano diventati. Saperlo avrebbe giovato, anche perché sta ricchezza senza senso, non ha proprio senso di esistere in un romanzo del genere. E soprattutto, come hanno fatto i Dallas a non accorgersi che la loro figlia minore si autolesionava? A lungo andare, avrebbero dovuto farsi almeno due domande sul comportamento di Sam e riprendere Cameron per il suo atteggiamento pessimo nei confronti di sua sorella.

Gli spazi, altra nota dolente. Non sappiamo quanto disti la casa di Cristina dall'aeroporto, né in che modo lei possa andarci, perché non vengono nominate navette - il fatto che i suoi genitori siano ricchi, come verrà spiegato più avanti, non dice un bel niente. La cosa forse che mi ha lasciata più perplessa sono i dormitori della scuola, dove vi dormono solo Nash e Hayes Grier, due amici della protagonista. Ma noi non vediamo altre persone lì, solo loro. Per gran parte della lettura ho pensato che loro due fossero gli unici a sfruttare dei dormitori. E se ci sono i dormitori, perché Cristina, Cameron, Susan e Samantha non dormono lì? Perché solo i due Grier ci dormono lì?  


Il tempo atmosferico. Passiamo da un caldo quasi estivo a un freddo glaciale nel giro di dieci pagine. Ma davvero? A questo punto volevo buttare il libro fuori dalla finestra. E piove, piove moltissimo a Miami Beach, tanto che mi sono chiesta se lei abbia fatto qualche ricerca sulla città e sull'ambientazione, perché da quel che ho potuto desumere, non è stato per niente così. Il tempo cambia alla velocità della luce, spesso senza motivo apparente. Questi cambiamenti sono quasi istantanei, e provocano alla protagonista sempre brividi di freddo senza motivo alcuno. 

Ma soprattutto, vogliamo parlare della rapidità con cui avvengono gli eventi? Il tutto avviene ad una rapidità incredibile, e questo favorisce almeno una lettura abbastanza veloce, però non ha senso. Vengono taciuti tantissimi eventi nel romanzo, descritti di solito in tre righe e basta, eventi che avrebbero potuto avere un senso, ma non sono approfonditi. 

Se voglio essere onesta fino alla fine, non mi è piaciuto nemmeno il fatto che Trevor si sia incazzato con Cristina senza motivo, incolpandola di cose non vere per poi fare la big revelation alla fine e chiuderla fuori dalla sua vita. Cristina, com'è ovvio, resta impassibile a quella rivelazione perché ha perso la testa per Cameron, ma nonostante ciò, vediamo come i suoi amici perfetti (non dimentichiamolo, com'è ovvio) rivelarsi solo dei personaggi problematici che le nascondono le cose e l'accusano di cose non vere. E il senso di tutto ciò dove sta? Non lo so, ditemelo voi perché a me sto libro mi ha fatto solo arrabbiare tantissimo.


Se dovessi descrivere i personaggi di questo romanzo li descriverei così: vuoti, noiosi, banali (ed è la prima volta che lo dico), stereotipati fino al midollo e prevedibili. E vi giuro, nemmeno in "After" sono mai arrivata a dire una cosa del genere, questo significa che è molto peggio di quel che credevo. 

Adesso è il turno della grammatica. Siete pronti? Intanto, è necessario che sappiate che questo libro è scritto tutto in prima persona presente (ricco di dico/dice/faccio/fa) con un solo POV di Samantha in prima persona, sempre presente. La grammatica di questo libro lascia molto a desiderare, e in parte è il problema alla base del fatto che tutte le voci dei personaggi: non sono distinte, sembrano una uguale all'altra, specie per l'uso continuo di "Giuro che....", "Com'è ovvio", "Ovviamente". Ci sono dei buchi di trama enormi, eventi taciuti che avrebbero avuto motivo di venir esplicitati per rendere il romanzo più scorrevole. Ma soprattutto, frasi così brevi e anche un po' stupide, come Cristina Evans, che vi faranno perdere la pazienza. Una cosa che mi ha fatto perdere le staffe, e che è alla base del mio giudicare Cristina Evans come un'oca giuliva, è il fatto che lei per ogni cavolata dica sempre "ovviamente". L'uso continuo di avverbi in -mente rallenta la lettura e l'appesantisce moltissimo, senza contare che sono propri questi avverbi a rendere impossibile distinguere le altre voci del romanzo, gli altri personaggi.


Ora che ho finito la recensione, non posso salutarvi con una citazione tratta da questo libro, perché non ne ho. Al romanzo, su Goodreads, ho dato 0,20 stelline... molto meno di quanto diedi ad "After" di Anna Todd (0,50). Mi dispiace anche un po' esser stata così dura, ma non ho trovato nulla nel romanzo che mi piacesse o che alzasse almeno un po' il mio giudizio finale. Il mio consiglio? Prendetelo in prestito nelle biblioteche, risparmierete i vostri soldi.

xoxo,
Giada

sabato, febbraio 10, 2018

REVIEW PARTY DI MISS ORO NERO DI CHARLOTTE LAYS

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Quattro giorni fa ho finito il bellissimo e meraviglioso nuovo romanzo di Charlotte Lays. Come "Lady O", "Miss Oro Nero" ha lasciato una traccia profonda nel mio cuore. Non vedo l'ora di leggere il prossimo romanzo sulle mie Sinners preferite! <3





PREMESSA
"Miss Oro Nero" non è il classico romance che potrete leggere, proprio come "Lady O" non era il classico romance erotico. La cosa che adoro di più di Charlotte è che riesce a mescolare sapientemente, nei suoi romanzi, elementi piccanti e sexy e insegnamenti di vita. Perché in ogni suo romanzo ce n'è uno, basta solo riuscire a coglierlo tra le righe.

TRAMA (DA GOODREADS)
Kathleen Lawford è subentrata al padre alla guida della Lawford's Petrol e per conto della società viaggia ovunque, seguendo il richiamo dell'oro nero. Durante uno di questi viaggi la sua vita subisce un brusco stravolgimento che la porta a dover ripensare completamente alla propria esistenza. E ad accettare di buon grado l'assillante ansia protettiva dei genitori. Per fortuna, al suo fianco, ha le sue sei preziose migliori amiche, che rappresentano la famiglia che si è scelta, e soprattutto la sua adorata bambina: Scarlett.
Quando però ricompare l'uomo che dice di essere il padre di Scarlett, il passato si riaffaccia doloroso e violento nella vita di Kath, che vuole evitare a tutti i costi che quell'uomo senza scrupoli irrompa nell'esistenza della figlia.
Le serve una strategia legale che preveda un avvocato pronto a tutelarla, un matrimonio e molto coraggio.
William Marks, il Giaguaro, è l'avvocato che fa al caso suo. E si presta anche ad assecondare il suo piano.
Will e Kath sembrano incompatibili, ma la frequentazione obbligata li porta a scoprire un gioco di seduzione ed erotismo di cui a poco a poco perdono il controllo e che si trasforma in una passione irrefrenabile. Ma i fatti precipitano di nuovo in maniera inaspettata sconvolgendo le vite di tutti.

RECENSIONE
Il romanzo "Miss Oro Nero" ruota attorno alla vita della seconda delle Cosmopolitan Girls di cui abbiamo fatto conoscenza nel romanzo precedente, Kathleen Lawford. Okay, già qui devo dirvi che io l'avevo adorata in "Lady O", perché mi era sembrata una donna dalla grande forza e dal grande carisma, aver potuto constatare leggendo il romanzo a lei dedicato che è proprio così, mi ha emozionata ancora di più. Kathleen Lawford ha preso le redini della Lawford's Petrol ed è conosciuta nel mondo della finanza petrolifera con il nome de Lo Squalo: la sua vita, ormai abitudinaria, ha come perno il lavoro e la bellissima Scarlett. Ma chi è questa dolcissima bambina? Scarlett è il frutto dello stupro che Kathleen subì quando andò negli Emirati Arabi per via delle contrattazioni petrolifere, tre anni prima. Andando contro i suoi genitori, Kathleen ha deciso di tenere la bambina e di circondarla di tutto l'amore e l'affetto che le persone accanto a lei potessero darle. Scarlett infatti non è una ricca bambina viziata, è una dolce, simpatica e generosa bambina che cresce con al suo fianco delle persone splendide, che sono le sue "zie", e ognuna a modo loro le insegna qualcosa, e i suoi genitori. La vita di Kathleen subisce l'ennesimo grande scossone quando Horace McWallace, l'uomo che la stuprò anni prima, reclama la paternità su sua figlia e ne vuole l'affidamento esclusivo, insieme alla sua "moglie" Donna. Kathleen decide così di rivolgersi ai migliori avvocati di New York: la Stenson & Marks, e fin dall'inizio il suo rapporto con William Marks, il Giaguaro, non è dei migliori. I battibecchi e le frecciatine non si sprecano tra i due, che non perdono occasione di ricordare l'uno all'altro quali sono le loro capacità nel campo di loro competenza e come non siano, entrambi, ciò che appaiono. L'attrazione e la chimica tra William e Kathleen sono forti, quasi tangibili man a mano che la loro storia si sviluppa, è una chimica travolgente e innegabile per i lettori, ma che i due negano con tutta la loro forza.

E quegli occhi... quei dannati occhi di pece. Mi fissano e io vedo tutta la battaglia che vi imperversa dentro.
(Kathleen Lawford)

Kathleen all'inizio nega persino ogni vicinanza o contatto con William, lei non è spaventata dalla sua forza fisica, ma da ben altro. Non ha mai avuto rapporti con l'altro sesso, poiché ogni possibile rapporto è stato tranciato sul nascere dal fatto che lei impedisce alle persone di vedere la vera Kathleen. Kath si sente sotto pressione sia per il lavoro che per permettere a sua figlia di vivere una vita piacevole e bella, senza drammi a turbarne la serenità. E' questo però ciò che fa Horace quando irrompe nella vita di Scarlett.

Devo mettere qualcosa in mezzo a noi.Qualcosa che ponga fine all'inquietudine che mi genera la sua presenza.Forse è la sua imponenza fisica.Forse è la totale incapacità di leggerlo.Forse è il suo carisma. E' talmente forte che invade la stanza.Lo percepisco.Lo respiro.(Kathleen Lawford) 
A causa di un cavillo burocratico, William e Kathleen saranno costretti a sposarsi e questa convivenza forzata porterà a dei meravigliosi quanto inaspettati stravolgimenti. Non posso dirvi di più perché rischio di farvi spoiler, ma sappiate solo che faticherete a prendere sonno dopo aver letto cos'è capace di fare Il Giaguaro alla donna che ama, e credetemi, è mucho caliente!

Ogni volta che inspiro, sento William. Sottopelle.Addosso.Ovunque.(Kathleen Lawford)
Il romanzo è scritto in prima persona, dal POV di Kathleen, ma presenta anche delle parti contenenti il POV di William Marks. William Marks, oltre ad essere un bellissimo afroamericano e uomo con le palle, un uomo cazzuto che si fa in quattro per le persone che ama e che sta ancora male per alcuni avvenimenti che hanno avuto luogo molto prima dell'inizio di "Miss Oro Nero", dimostra di essere sensibile, gentile e anche molto determinato. Per quanto lui e Kathleen litighino costantemente anche sulle cose più stupide, ognuno non può più fare a meno dell'altra, e sarà questa interdipendenza tra loro che causerà non pochi problemi tra loro e a Marks stesso. Perché William è un uomo tormentato dal suo passato difficile. Perché William, anche se si veste con abiti di alta sartoria, è ancora quel ragazzino cresciuto nell'Harlem dei quartieri poveri e malfamati. Due anime combattono dentro un solo uomo, e lo rendono dannatamente attraente.

La famiglia è senza dubbio il tema centrale di "Miss Oro Nero", è stato veramente bello il modo in cui l'autrice ha trattato un tema delicato come l'affidamento e la psicologica del bambino, ha reso in modo perfetto le dinamiche familiari e intrafamiliari. Credo che il messaggio che "Miss Oro Nero" mandi ai suoi lettori sia questo: anche da avvenimenti orribili, come gli stupri, possono nascere delle cose belle ed è proprio per quelle cose belle che quelle persone vivono. Scarlett è la rappresentazione (letteraria) di come ciò sia vero. Kathleen avrebbe potuto abortire quando ha scoperto di esser incinta del suo rapitore e stupratore, ma non l'ha fatto perché sapeva che poteva donare tutto l'amore che poteva a quell'esserino che cresceva dentro di lei e che non aveva alcuna colpa del male che il suo padre biologico le aveva procurato. Mi ha toccato il cuore leggere ciò che una madre è disposta a fare per salvare suo figlio, ciò che Kathleen è stata disposta a fare pur di fare in modo che sua figlia avesse almeno una parvenza di vita familiare, pur di non minare le sue condizioni psico-fisiche. Kathleen è una madre leonessa, e penso sia un personaggio ben strutturato, per niente banale. In Kathleen le persone che hanno subito violenze si possono riconoscere, ed è anche per questo che Kathleen stessa, nel romanzo, ha creato Tara in South Carolina. William, dal canto suo, dimostra che anche chi viene dalle situazioni più tristi e disagiate può avere successo... anche senza dimenticare le proprie origini. E, credo sia l'insegnamento più importante di tutti, i figli non sono di chi li mette al mondo, ma di chi li cresce e Kathleen, oltre a dimostrarsi un'ottima madre, anche se costretta, ha trovato la figura paterna migliore per Scarlett. Tanto che Scarlett arriverà lei stessa a considerare William suo padre.

E' un libro intenso, travolgente e indimenticabile. Io l'ho amato tantissimo, come tutti i libri di Charlotte, perché mostra come due elementi come l'erotismo e l'amore per la famiglia possano convivere nello stesso romanzo senza fare a cazzotti l'uno con l'altro. L'amore, alla fine, è l'elemento predominante dei suoi romanzi, e forse li amo così tanto perché mi danno un po' di fiducia nell'umanità in generale, facendomi leggere le avventure di personaggi fittizi, ma che per il lettore sono quasi reali. Brava, Charlotte! Cinque stelline piene! (E se potessi te ne darei anche 2000). Vi saluto con l'ultima citazione tratta da questo bellissimo romanzo, che vi consiglio di leggere dopo esservi gustate "Lady O":
"Perché a un certo punto non devi scegliere con chi stare, ma senza chi non puoi stare."
(William Marks)

xoxo,
Giada

venerdì, febbraio 09, 2018

INTERVISTA A MATTEO BRUNO, AUTORE DE "L'ULTIMO SPARTANO"

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Nell'ultima settimana sono stata molto influenzata, sono stata costretta a letto a non far nulla, non potevo nemmeno leggere :( Il mio malessere, però, prima di scoprire con dispiacere che avevo preso questa maledetta influenza stagionale, ha causato un rallentamento di tutte le mie letture. Vorrei chiedere scusa all'ufficio stampa di Leone Editore e alla casa editrice Leone Editore per non esser riuscita a rispettare gli accordi presi in precedenza, sto davvero male al pensiero di non esser riuscita a fare ciò che avevo promesso. Credetemi, mi sento in colpa per non esser riuscita a farle la Review per il Review Party, ma la recensione arriverà, con un po' di ritardo, ma arriverà.




Titolo: L’ultimo Spartano
Autore: Matteo Bruno
Pagine: 310
Editore: Leone Editore
Data di uscita: 30 Novembre 2017
Prezzo cartaceo: 13,90 €
Link d'acquisto: IBS

Sinossi:
Filocrate di Megalopoli è costretto ad abbandonare la città natale e a battersi per denaro al servizio dell'impero persiano, minacciato da Alessandro Magno. Scontento, ha però occasione di riscattarsi recandosi a Sparta per incontrare re Agide, l'unico che in Grecia può sollevare una vasta rivolta antimacedone. Una volta nel Peloponneso, Filocrate incontrerà una donna misteriosa che sembra capace di prevedere il futuro e verrà coinvolto in intrighi diplomatici senza fine, fino alla sconcertante rivelazione sulle sue origini. Intanto gli spartani si preparano a combattere i macedoni: davanti alle mura di Megalopoli, i leggendari soldati dai mantelli rossi affronteranno un'ultima disperata battaglia per l'indipendenza di tutte le polis greche.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE:
Matteo Bruno, nato a Perugia sotto il segno del Leone, è laureato in Scienze politiche e coltiva da sempre la passione per la storia. Ha collaborato con l’Università degli Studi di Perugia e scrive sceneggiature per documentari e docufilm. L’ultimo spartano è il suo quarto romanzo storico dopo Oro, sole e sangue (2013), Dodici città (2014) e Syracusa – La vendetta di Nicone (2015), tutti editi da Leone Editore, che hanno raccolto numerosi riconoscimenti a livello nazionale e gli hanno costruito ormai un pubblico di affezionati lettori.

MINI-INTERVISTA
1. Ciao Matteo, benvenuto nel blog Fantasticando sui libri! Ti va di presentarti per i nostri lettori?
Ciao, grazie a te per avermi invitato nel tuo mondo virtuale! Vuoi sapere chi sono? Beh, diciamo uno scribacchino che scrive per la passione. Mi sono cimentato nel mio primo manoscritto spinto dalla voglia di mettermi alla prova, senza sapere dove mi avrebbe condotto la penna. Certamente non immaginavo di arrivare a pubblicare quattro romanzi. All'inizio avevo la sensazione di perdere soltanto del tempo ma era una sfida con me stesso che volevo vincere.

2. Come e quando è nata la tua passione per la storia antica?

La mia passione per la Storia (in generale) è ereditaria: a casa mia praticamente non si parla di altro. Quella per la storia antica, e in particolar modo per il mondo greco, è nata al liceo classico. Successivamente però è rimasta latente per alcuni anni, fino a che non l'ho riscoperta attraverso le letture di molti romanzi storici.


3. È stato difficile rendere due personaggi storici così importante come Alessandro il Grande e Filocrate da Megalopoli?
Beh, Alessandro Magno in realtà è una figura volutamente sfuggente ne L'Ultimo Spartano. Appare direttamente in un'unica scena, peraltro secondaria. La sua ombra però è sempre presente e accompagna la trama del libro suscitando nei protagonisti ansie o speranze a seconda dei punti di vista. Filocrate invece è un personaggio di fantasia. Rappresenta il tipico eroe-guerriero del genere di romanzo che intendevo scrivere, con un taglio fortemente epico; inoltre è un mercenario (almeno all'inizio), ed è la prima volta che mi sono trovato a descrivere questo genere di protagonista.

xoxo,
Giada

martedì, febbraio 06, 2018

RECENSIONE di The Last Wolf di Maria Vale/ REVIEW of The Last Wolf by Maria Vale

Buon giorno, bloggers e lettori! Oggi esce il romanzo d'esordio di Maria Vale, una promettente autrice americana che pubblica con Sourcebooks Casablanca. Il romanzo in sé mi è piaciuto abbastanza, ma non mi ha entusiasmato da morire. Anyway, spero che la mia recensione vi piaccia. Buona lettura!

PREMESSA
Saranno mesi e mesi che faccio la corte a Sourcebooks perché mi approvi un titolo da recensire, beh non avrei mai pensato che mi avrebbero approvato per "The Last Wolf" e invece è successo! *Yay me!* E' così bello poter leggere le novità d'oltreoceano e poterne parlare con voi mi rende sempre più fiera di poter condividere con voi queste letture.

TRAMA (DA GOODREADS)
Per tre giorni su trenta, quando la luna è piena e la sua legge è di ferro, il Grande Branco del Nord deve essere selvaggio.

Se lei torna dal suo Branco, lo stranierò morirà.
Ma se rimane...

Silver Nilsdottir si trova al livello più basso dell'ordine sociale del suo Branco, con una irrisoria possibilità di trovare un decente compagno e una vita migliore. Fino a quando uno straniero finisce nel loro territorio, ferito e pieno di lividi, e Silver decide di rischiare tutto ciò che possiede per salvare Tiberius Leveraux. Ma Tiberius non è ciò che appare, e nel fragile equilibrio del Branco e dell'essenza primitiva, il destino di tutti i lupi è nelle sue mani...

RECENSIONE
Ho provato una serie di emozioni contrastanti quando ho finito di leggere questo romanzo, ieri. Non solo per via del finale che, cavolo, mi ha lasciata sia sconvolta che perplessa, ma per il libro in generale. Il romanzo d'esordio di Maria Vale verte su Silver Nilsdottir - soprannominata Quicksilver o, da Tiberius stesso, Wildire - un lupo che si trova in fondo alla piramide sociale del Greath North Pack, il Grande Branco del Nord. Silver non vive, cerca solo di sopravvivere e di passare inosservata, perché questo è ciò che spetta a un lupo disabile, a cui manca una parte della gamba, come lei. La decisione che Silver prende di rischiare tutto quello che ha è data dal fatto che non se la sente di lasciare un Mutaforma (Shifter) a morire nella loro proprietà. I Mutaforma sono mal visti dai lupi, e man a mano che la storia prosegue veniamo a conoscenza di dettagli dolorosi che stanno all'origine di tale ostilità. Tiberius viene da una famiglia che ha incrociato i geni del Mutaforma con quelli del lupo, ma non riesce a liberare il suo lato selvaggio a causa del dolore inflittogli da August Levereaux, suo padre. Il Greath North Pack ha delle regole ferree, e spesso vediamo i lupi accettare le punizioni senza battere ciglio e abbassare la testa in segno di rispetto nei confronti del loro Alpha. Questi lupi, però, devono fare i conti col mondo degli umani e all'interno del Branco, ci sono insegnanti appositi che li istruiscono su come comportarsi nel mondo umano. Silver non è mai stata brava a riguardo, mentre Tiberius è solo un uomo che finge di essere un lupo, non un lupo che si comporta da uomo. La relazione tra Tiberius e Silver si sviluppa in modo intenso e coinvolgente, fino al punto in cui uno dei due diventerà il bedfellow dell'altro. 

Il motivo per cui ho dato quattro stelle è che il libro è di sicuro ben scritto, ma i muri di descrizioni che mi sono ritrovata davanti rendevano molto difficile e a tratti noiosa la narrazione, minando quindi il coinvolgimento del lettore. Tuttavia devo ammettere che le regole del Grande Branco del Nord sono davvero molto interessanti, e permettono di scoprire le vite dei personaggi-lupo nel loro ambiente e le loro abitudini.

Inoltre, il romanzo è scritto dal POV di Silver quindi il lettore conosce i suoi pensieri e le sue emozioni filtrate dal suo stesso punto di vista, e tra l'altro lei è sempre la voce narrante. Il romanzo presenta una struttura che alterna i POV di Silver da umana con quelli di Silver da lupo, e nonostante la pesantezza di alcuni descrizioni (che erano, per carità, funzionali anche se hanno rallentato la lettura) molto interessante. Con un altro giro di editing questo romanzo sarebbe stato da 5 stelle.

L'elemento che mi ha fatto dare quattro stelle è stata sicuramente la presenza della Lingua Antica (Old Tongue), che altro non è che l'ata (l'antico inglese), e scommetto che la mia professoressa di filologia germanica sarebbe felice di sapere che anche a distanza di due anni riesco ancora a comprendere e analizzare queste cose! <3 Bello, questo è forse l'elemento più bello di tutto il libro.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo che vi consiglio di leggere se amate i paranormal fantasy incentrati sui mutaforma e i lupi in generale.
"When we are in skin we are anfeald. Single fold. One and singular. But when are wild, we exist beyond the limitations of our poor bodies and weak senses. We are ourselves, but we are also part of the land and the Pack. We are manifold and complex.”
(Silver Nilsdottir) 

xoxo,
Giada

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