giovedì, febbraio 26, 2026

RECENSIONE DE LA MAGIA DEI MOMENTI NO DI ALISON ESPACH

Buon pomeriggio, Fantastics! Sapete quando vi sentiti attratti irrimediabilmente da un libro, e mettete da parte tutto per leggerlo? Ecco, con La magia dei momenti no mi è successo esattamente questo. Okay, ho tipo dieci libri della biblioteca da leggere e non so nemmeno se li leggerò tutti. Okay, sono ancora nella mia fase nonfiction e ho bisogno di leggere testi di nonfiction quando allo stesso tempo sento il bisogno di leggere libri profondi, che mi facciano star male e mi facciano riflettere. Okay, questo aveva una coda di 34 persone nella Rete Opac. Quindi ho scelto di dargli la precedenza :)

PREMESSA
Come dicevo, questo libro mi ha chiamata a gran voce. Diciamo che è un periodo altalenante per me, e sento il bisogno di leggere testi che mi diano una botta di buonumore e che mi spronino a sperare, perché sì... la speranza che le cose possano sempre andare meglio è la nostra arma più forte. E come posso non saperlo io, che vivo di resilienza da dieci anni? Alison Espach è una grande scrittrice, bisogna riconoscerlo. E' facile empatizzare con la protagonista, Phoebe Stone e il suo desiderio di suicidarsi perché non vede via d'uscita alla sua vita infelice. Certo, prima di arrivare a una decisione del genere ce ne vuole, ma è lei stessa a dirlo, che è la somma di tante piccole cose che non sono andate come desiderava e che hanno finito per renderla infelice. Questo libro mi ha lasciato una bella sensazione addosso :) Ma ve ne parlerò meglio più sotto :)

TRAMA (DA IBS.IT)
Vincitore del Goodreads Choice Award 2024 nella categoria Fiction

Con una scrittura brillante e uno humour impietoso e irresistibile, Alison Espach riesce a insinuarsi nelle pieghe dell'animo umano e a farle emergere sulla pagina, a mostrarci certi percorsi tortuosi che possono sorprendentemente portarci laddove non avevamo mai immaginato di arrivare, ad aprire portoni laddove tutte le porte sembrano saldamente chiuse. A darci fiducia negli incontri inattesi che a volte riescono a farci prendere una nuova, imprevista direzione.


«Una lettura di profonda soddisfazione, insieme divertente ed emozionante... Espach è maestra nell'esplorare le difficoltà che la gente sperimenta nell'essere sé stessa.» - Chicago Tribune

«Una collisione di eventi diametralmente opposti… Tra pathos e umorismo Espach è bravissima a coinvolgerci nell'intero spettro delle emozioni che accompagnano un impegno lungo una vita.» - The New York Times Book Review


«L'intelligenza emotiva di Alison Espach ci regala una bellissima storia su come persone profondamente deluse possono ritrovare la forza di amare ancora la loro vita.» - The Washington Post
È una bellissima giornata a Newport, Rhode Island, quando Phoebe Stone arriva, da sola, al grand hotel Cornwall Inn sfoggiando un elegante vestito verde e scarpe dorate col tacco. Subito, nella hall, tutti la scambiano per una degli invitati che si sono raccolti nell'albergo per i festeggiamenti del matrimonio che sta per celebrarsi, ma in effetti lei è l'unica ospite dell'hotel estranea a quell'evento. Phoebe è lì perché sognava di soggiornarvi da anni, anzi sognava di farlo col marito, e adesso che lui l'ha lasciata Phoebe è arrivata al Cornwall con uno scopo ben preciso, e non esattamente in tono con l'atmosfera della festa: uccidersi. Nel frattempo la sposa ha pensato a ogni dettaglio, a ogni minimo particolare del suo matrimonio tranne che all'imprevista presenza di Phoebe…

RECENSIONE
*prende respiro profondo*

La magia dei momenti no non è un libro semplice, di cui parlare. Sembra semplice, ma in realtà non lo è. Ho trovato due chiavi di lettura, per questo romanzo, che vorrei condividere con voi, e spero che chi l'ha letto si esponga, in modo da aprire un confronto sincero sull'argomento.

Phobe Stone ha scelto di andare al Cornwall Inn per suicidarsi. Dopo un matrimonio fallito. Dopo che suo marito l'ha tradita con Mia, la sua figa collega di lavoro. Dopo una carriera che non riesce a decollare e che contribuisce a renderla infelice. Dopo innumerevoli tentativi di IVF andati male, e che l'hanno condotta alla depressione, mandando a picco anche il suo rapporto con Matt, suo marito (o meglio, ex marito), ha preso questa decisione. Quindi va nell'hotel costoso dove lei e Matt desideravano andare, ma non ci sono mai andati. Lui, professore figo di etica e filosofia all'università, lei docente a contratto che non riesce ad ottenere un ruolo definitivo e un impiego stabile a lungo termine. Ma le cose non vanno come Phoebe spera, perché la sposa, il tornado Lila (Delilah Rossi-Winthrop) ha deciso che non può rovinare il suo matrimonio - la settimana del suo matrimonio - suicidandosi. Quindi la costringe a rimanere viva, per lei. Una perfetta sconosciuta, con cui non ha nulla in comune - nemmeno lo stile di vita. Soprattutto lo stile di vita.

Delilah è una ragazzina viziata, estremamente insicura, una people pleaser che vuole che il suo matrimonio sia perfetto - perché, secondo lei, solo questo è il modo giusto per onorare suo padre - con l'uomo perfetto: Gary. Delilah ha ricevuto 1 milione di dollari dalla morte di suo padre, un uomo che fingeva di appassionarsi d'arte per non dispiacere sua moglie, e sua moglie, che ha sempre visto bene e male il suo essere il Re della Spazzatura. Tuttavia, un cancro al colon mal gestito proprio da Gary, un gastroenterologo, l'ha portato via. E l'assenza di suo padre è come se fosse un personaggio a sé stante, nel libro. Cioè, non è presente fisicamente ma è come se ci fosse. Delilah adesso sta cercando di destreggiarsi con Gary e sua figlia, avuta dal precedente matrinonio, Juice (Melissa), una ragazzina persa a cui manca la sua mamma. Perché, proprio come il padre di Delilah, Henry, anche se non c'era era comunque una presenza forte nel romanzo, allo stesso modo anche Wendy lo era. Delilah non sopporta che si parli di lei, perché si sente quasi in torto, e non sa come comportarsi con Juice, non rispettando nemmeno il suo desiderio di essere chiamata così. Wendy è il grande amore di Gary con cui lei sente di dover competere per avere tutta la sua attenzione, nonostante siano passati due anni dalla sua morte. E questo lo trovo significativo.

La prima lettura che mi ha dato, questo libro, è stato il netto contrasto tra il desiderio di suicidarsi di Phoebe e la vita che porta un matrimonio. La felicità, la verve e la confusione che un matrimonio porta. 

La seconda, è il netto contrasto tra la vita di una persona medio-borghese con evidenti problemi di depressione, e quella dei ricchi. D'altronde, il problema dei ricchi è buttare soldi sui trattamenti alla moda più disparati, che sembrano non avere né capo né coda. Sembrano solo, come dice Phoebe riguardo ai matrimoni, un grandissimo spreco di soldi. 

L'eccesso dato da una settimana di matrimonio, in contrasto con una persona che ha scelto di non portarsi nulla dietro per uccidersi è una cosa eclatante. Impossibile girare il viso dall'altra parte per non vedere. Ma anche, è una cosa che ho notato, come tutti al matrimonio hanno paura di contrariare la sposa quindi fanno sembrare che tutto vada bene anche quando niente va bene: come il cibo fra i denti, che le migliore amiche di Delilah, Nat e Suz, non si preoccupano di dirle. Oppure la bomba ad orologeria che è Jim, il fratello di Gary, un uomo da cui Delilah si tiene a netta distanza per altri motivi sentimentali, perché è il totale opposto del suo fidanzato e la cosa la eccita.

Ma la cosa che ho più amato è stato il will they, won't they di Gary e Phoebe. Per tutto il romanzo abbiamo la speranza che tra loro accada qualcosa. C'era chimica fin dall'inizio tra loro, in quella vasca dove lei è andata per provarci con lui, senza sapere che era lo sposo. E la chimica tra loro si percepisce ad ogni pagina, credetemi. Trovo Gary e Phoebe due persone spezzate, in modi diversi. Entrambi stanno vivendo fasi diverse del lutto, proprio come Lila, e i discorsi tra loro oltre ad essere ironici e divertenti mostrano come la loro connessione sia più profonda di quelli tra Gary e Lila, che sembrano non avere argomenti di conversazione. 

Un libro profondo, che trovo un pugno allo stomaco.
Molto intenso.
Ma speranzoso.

Perché è questa la sensazione che mi ha lasciato, chiudendolo. La speranza.
C'è sempre speranza, anche quando non riusciamo a vederla.
Basta avere fede (in Dio, o qualsiasi cosa voi crediate).

xoxo,
Giada

sabato, febbraio 14, 2026

RECENSIONE DI AMAMI COME SOLO TU PUOI DI MILENA CAZZOLA

Buon pomeriggio, Fantastics! Oggi ho finito, tipo finito 3h fa circa, "Amami come solo tu puoi" di Milena Cazzola. La recensione doveva uscire entro il 7 febbraio, ma il fatto che a breve mi sarebbe scaduto Happy Place della Henry ha reso necessario mettere da parte questo per finire (o, meglio, iniziare) in velocità quello :( 

PREMESSA
Conosco Milena Cazzola dal 2015 ormai <3 L'ho conosciuta con il suo nom de plume, Emily Hunter e non sapevo che derivasse da questo romanzo :) Devo dire che ho AMATO la quantità di spicy presente nel libro, essendo un erotico non mi aspettavo niente di diverso :) Ci sono state, però, alcune cose che mi hanno fatto abbassare il punteggio generale, perché davvero fastidiose - una su tutte, i nomi che cambiavano di punto in bianco o scene che sembravano saltare di palo in frasca. La cosa che mi è piaciuta di meno, devo essere sincera, è stato il fatto che non si capiva dove iniziavano i flashback e dove finivano, perché il font non cambiava, mi spiego: non c'era il corsivo a differenziare il presente dal passato, e non so se ciò sia stato voluto o meno. Ad ogni modo, mi è piaciuto molto, sebbene con qualche riserva.

TRAMA (DA AMAZON.IT)
E vissero tutti felici e contenti.
È questo che sognano le donne?
Non Emily.
Emily non crede più nell’amore.
Sepolto il cuore sotto le macerie di un amore tossico, ha scelto di proteggersi a modo suo: solo sesso, niente sentimenti.
Il desiderio è l’unica cosa che si concede.
Si spoglia di tutto ma non scioglie mai la sua treccia a difesa del dolore che potrebbe tornare.
Fino a quando nella sua vita non entra Connor Bennet.
L'uomo sbagliato al momento giusto?
Connor è affascinante, dominante, emotivamente irraggiungibile. L’attrazione è istantanea, feroce, impossibile da controllare.
Tra loro non c'è alcuna promessa, sono solo corpi che si cercano e attimi che lasciano il segno.
Ma quando il sesso smette di essere solo una fuga, tutto cambia.
Le difese iniziano a crollare.
Le paure tornano a mordere.
E ciò che doveva restare superficiale diventa pericolosamente reale.
Perché l’amore è una scelta.
E a volte è la più rischiosa di tutte.

Un romance sensuale, intenso e carico di tensione emotiva, tra desiderio, paura, rinascita e un amore che chiede di essere vissuto fino in fondo.

Tropes: Contemporary Romance, Emotional Scars, Friends with Benefits, Hot vibes, Love Heals, Second Chance

RECENSIONE
Li vedete i tropes qui sopra? Ecco, io amo alla follia il trope delle emotional scars... sono ciò che dà profondità ai personaggi, dà loro un passato e un background che li fa soffrire nel presente. Insomma, dove si soffre, state pur sicuri che io lo leggerò di sicuro!

"Amami come solo tu puoi" è stato un po' una montagna russa: è partito abbestia, e ho provato davvero a capire il senso della relazione sessuale tra Eric ed Emily (ma di questo ne parleremo meglio più avanti nel post), poi c'è stato un momento di stallo, poi abbestia di nuovo e poi ad cazzum Emily smattava. La sola giustificazione del suo comportamento era "io sono tutto e il contrario di tutto" (una cit. di Emily Dickinson, lo so perché anche io a 18 anni mi definivo esattamente così.). 

Ma partiamo dal principio. Emily è una donna che non deve chiedere: è figa, tutti gli uomini vogliono scoparla, tutte le ragazze la odiano per i motivi per cui sopra, e lei è tutto il contrario di tutto. Questa cosa viene ribadita ogni 5 pagine nel libro, tanto che a un certo punto volevo scuoterla per le spalle e dirle 'mo abbiamo capito cosa sei, cambia registro!". Ma Emily è anche una donna fragile, spezzata, usa il sesso con il suo migliore amico Eric, la persona a cui tiene di più al mondo, come medicina per il cuore spezzato. E, come vi dicevo, non riuscivo a capire fino in fondo la loro relazione. Strana, come la definivano loro, era un eufemismo. Era solo sesso tra amici che non volevano definire quel sesso, semplicemente sesso. Lui la sostiene in ogni cosa, specialmente perché Emily lavora come pr e anche architetto per un'agenzia di pr gestita dalla sua capa, che è anche una delle sue amiche più care, Beth. Beth conosce il tipo di relazione tra Emily ed Eric, ma questo non funge da deterrente per fare il filo a lui. La vita di Emily è costellata da uomini: c'è Sam, che si scopa a inizio romanzo; Alex il suo ex violento che si scopa a metà, e poi finalmente conosce Connor Bennett, alla Mr.Grey vibes che si scopa per gran parte delle 400 pagine. 

Allora, io ho capito che lei è una donna libera sessualmente e libera dai canoni, ma non mi sento di dare torto alla reazione violenta della ragazza di Alex, che è conscia che il suo ragazzo si è scopata Emily. Cioè, non ci riesco. Io non amo il trope del tradimento (nei romanzi che leggo, quando li scrivo è diverso, quindi è puramente a livello di gusto personale) nei libri che leggo, non posso farci niente. Ci ho provato, e credetemi, ci ho provato mille volte ad entrare in empatia con Emily e a giustificare alcuni suoi comportamenti borderline - come ha definito lei stessa, con sbalzi di umore e repentini cambi di decisioni che sfioravano il bipolarismo - con gli uomini che si scopa. Ma non ci sono riuscita. Davvero. Non riuscita né a comprenderla né a giustificare i suoi comportamenti, come invece faceva lei con "io sono tutto e il contrario di tutto". Specialmente non mi è piaciuto come si è svolta la proposta di matrimonio, con lei che scappa come una ladra dalla sua stessa festa e poi accetta così... a random. Mi è sembrato tutto estremamente affrettato. Troppo. Un voler mettere un 'e vissero per sempre felici e contenti' dopo tutte quelle pagine di tira e molla.

Gli errori di cui vi dicevo prima non hanno aiutato: i nomi dei personaggi che cambiano (Alfred Hart che diventa Aron Hart), poco prima lei che sceglie il négligé per dormire e che poi diventa l'accappatoio, Bennet(t) [non ho ancora capito quante t ha il suo cognome], la completa mancanza di senso di alcuni comportamenti di Emily che personalmente non condono - ve ne ho parlato più su.

Insomma, bello. Perché amo lo spicy e amo che ce ne sia tanto nei libri che leggo.
Ma non è bastato per prendere più della sufficienza.

Nel complesso è stata una bella lettura, ma sarebbe potuta essere stratosferica.
In ogni caso, se vi piacciono gli erotici ve lo consiglio.

xoxo,
Giada

mercoledì, febbraio 11, 2026

RECENSIONE DI HAPPY PLACE - UNA VACANZA PARTICOLARE DI EMILY HENRY

Buona sera, Fantastics! E' sempre un piacere e un dispiacere finire un libro di Emily Henry, perché mi piacciono così tanto che, se da una parte voglio finirli, dall'altra invece non voglio finirli. E voi, lettori, mi potete capire... Quando un libro ti prende così tanto che ti senti combattuto tra due parti di te. E' una cosa che chi non legge non comprenderà mai fino in fondo, e nemmeno in modo superficiale.

PREMESSA
Stavo leggendo "Amami come solo tu puoi" di Milena Cazzola, quando ho visto quale era la data di scadenza del prestito di Happy Place. E allora, dopo aver contattato l'autrice, ho deciso di iniziare alla velocità della luce questo romanzo. Come vi dicevo, quando si tratta di Emily Henry, so già che lei colpirà nel segno. So già che amerò il suo libro. E so già, come anticipato nella recensione di Instagram, che alla fine mi ritroverò non solo ad empatizzare, ma mi rivedrò in una delle sue protagoniste femminili. Anche in questo caso è successo, sebbene per come era partito pensavo che non mi sarebbe piaciuto affatto - le altre lettrici della Henry hanno detto che questo è il loro libro meno preferito. Nella mia personale classifica (e mi mancano altri tre libri, tutti con una coda infinita di attesa nella Rete Bibliotecaria Padovana).


TRAMA (DA AMAZON.IT)
Una rom-com che è molto più di una rom-com: Emily Henry torna a deliziare le lettrici con un romanzo destinato a diventare un classico del romance.

Da quando si sono conosciuti, al college, Harriet e Wyn sono sempre stati “la coppia perfetta”: stavano bene insieme come il sale e il pepe, il tè e il miele, il pane e il salame . Poi, chissà perché, le cose sono cambiate. Eppure, nonostante siano passati già cinque mesi dalla rottura, ancora non l’hanno detto ai loro migliori amici. Ed è così che si ritrovano a condividere la stessa stanza (e lo stesso letto!) in un cottage nel Maine in cui ogni anno da tempo immemorabile il loro gruppo di amici trascorre una meravigliosa settimana di vacanza per disintossicarsi dal mondo.
Solo che quest’anno Harriet e Wyn mentono spudoratamente... A se stessi perché cercano con tutte le proprie forze di negare l’evidenza, e cioè quanto ancora si desiderano l’un l’altro. Agli altri perché non sopportano di spezzare il cuore dei loro amici. Quindi reciteranno la loro parte: Harriet sarà la specializzanda in chirurgia che non litiga mai, e Wyn sarà il ragazzo affascinante che non si lascia scalfire da nulla. È un piano impeccabile: sono stati innamorati per tanti anni, quanto può essere difficile fingere per una settimana... davanti a chi ti conosce meglio?

Emily Henry, la regina indiscussa della commedia romantica internazionale, ci regala ancora una volta un romanzo frizzante e originale che farà impazzire le TikToker.
Un cast di personaggi indimenticabili e sfaccettati e una storia romantica e commovente ma al tempo stesso arguta, capace di regalare momenti di autentico divertimento ma anche di far riflettere sul valore dell’amicizia, della famiglia e della comunicazione interpersonale. Appena uscito, Happy Place è schizzato in vetta alle classifiche di New York Times e Sunday Times e ci è rimasto per parecchio tempo.

“Con tenera intuizione e arguzia, Henry offre prosecco e brezze marine insieme a sorprendenti mediazioni sull'amicizia, la perdita e l'età adulta.” - Ophra Quartet

“Uno sguardo malinconico e nostalgico agli amori che finiscono, a quelli che iniziano e all’affetto che si prova per coloro che ti proteggeranno sempre le spalle.” - Kirkus

#SLOWBURN #FORCED-PROXIMITY #FAKERELATIONSHIP #SECOND-CHANCE

RECENSIONE

AAAAAH AAAH Solo questa immagine può rendere al meglio come io mi senta dopo aver finito Happy Place. Mi sento felice, triste, emozionata, commossa ed euforica tutto allo stesso tempo!

Happy Place è una bellissima rom-com che parla di due ex che si ritrovano nel loro posto preferito, Knott's Harbor (nel Maine), per una rimpatriata tra ex compagni di college. I protagonisti di questa storia sono Harriet Kilpatrick, una stagista di neurochirurgia e Wyn, il suo ex. Tutto ruota attorno a loro e alla loro storia, o meglio, a ciò che è andato male nella loro storia. Perché Harriet e Wyn si sono irrimediabilmente innamorati l'uno dell'altro quando andavano al college, e sognavano già la loro vita insieme, quando la vita stessa ha fatto di tutto per separarli. Anche se, ammettiamolo, non è stato solo colpa del Fato; ma soprattutto dei loro problemi passati.

Harriet infatti viene da una famiglia che lei stessa reputa infelice: sua sorella, la ribelle di casa, provocava un casino dietro l'altro, e lei si sentiva responsabile di mantenere l'armonia in casa prendendosi responsabilità che non erano le sue. Mi sono rivista molto in Harriet: tutta la pressione di essere il golden child, quello che si diploma, si laurea, quello su cui vengono riversate tutte le aspettative e tutte le responsabilità da adulti anche quando si è ancora semplicemente ragazzini, e si vorrebbe fare ciò che fanno tutti i ragazzini. Mentirei se non vi dicessi che è soprattutto questo, il motivo per cui ho empatizzato con lei. In realtà, non è solo questo. Harriet si sente in dovere di dover meritare l'affetto dei suoi genitori ammazzandosi di studio e dimostrando loro che non hanno speso valanghe di soldi per la sua istruzione invano. Questo mi è suonato dolorosamente familiare, ed è soprattutto una cosa che a vent'anni pensavo e facevo anche io. Wyn, d'altro canto, è un ragazzo e poi un giovane trentenne che si svaluta continuamente. E' un ragazzo che pensa di non meritare amore, affetto o anche solo attenzione. Non si reputa minimamente intelligente, quando in realtà intelligente lo è. Ha solo un tipo di talento e di predisposizione diversa da quelli dei suoi coetanei.

Harriet e Wyn sono due persone che hanno molto lavoro da fare su loro stessi, ma i loro amici non sono da meno. E, anche i loro amici, dimostrano come ciò che fanno o non fanno i genitori ha un impatto evidente nel comportamento che poi avranno con i loro amici o con i loro futuri partner. Sabrina, l'ereditiera, ha vissuto con il padre che l'ha messa da parte quando si è risposato e lo stesso ha fatto sua madre dopo il loro divorzio, vive con efficienza ma è una persona con una sensibilità che tende a nascondere sotto strati di dura coordinazione e impegno. Parth era l'anima della festa, di lui non sappiamo altro se non che si è innamorato di Sabrina un giorno durante le loro vacanze nel Maine. Kimmy è l'esuberante ragazza di Cleo, una ragazza scoppiettante che è sempre stata l'outsider dovunque andasse e che non aveva aspettative di farsi amicizie al college, perché tanto sapeva che sarebbe rimasta sola. Cleo, d'altro canto, è il totale opposto di Kimmy - è schiva, solitaria, un'amica tanto leale quanto diretta. Lei è quella che ha deciso di dedicarsi a una farm urbana, durante il college. Una cosa nata per caso che ha dato loro tanto lavoro. 

Happy Place mi ha colpita nel profondo, molto più di quanto mi aspettassi. Per com'era partito il libro, pensavo che l'avrei mollato dopo una trentina di pagine. Anche perché, lo sapete, io non sono una fan dei second chance. Sono felice di essermi sbagliata. Perché, se l'avessi fatto, forse non avrei trovato un altro libro che parla di un mio vissuto personale in modo talmente delicato e intenso, da farmi venire le lacrime agli occhi. E poi, vogliamo parlare delle dichiarazioni d'amore di Wyn? Cioè, oltre ad aver scritto 'men written by woman', è così bello leggere di ragazzi e uomini in contatto con i loro sentimenti più profondi e che non hanno paura di esprimerli.

xoxo,
Giada
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